💬 Domande e Risposte Live con Carlotta
Ciao telistə!
Questa diretta nasce dal desiderio di creare uno spazio di ascolto e scambio, dove poter rispondere a domande, dubbi o riflessioni (di qualsiasi tipo) sul percorso che stiamo facendo insieme – come individui e come genitori.
📌 Durante la diretta puoi scegliere se prendere il microfono e farmi la tua domanda a voce, oppure scrivermela in chat: sentiti liberə di fare ciò che ti fa sentire più a tuo agio, ma ti chiedo di partecipare con la videocamera accesa, per creare una conversazione più vulnerabile, faccia a faccia.
Ti aspetto con la tua domanda!
PS. Anche se la registreremo, ti invito – se puoi – a partecipare dal vivo: showing up fa parte del lavoro di vulnerabilità che stiamo facendo insieme.
Dopo la diretta ti chiedo di fare questo esercizio.
✍️ Scrivi qui un'idea, UNA SOLA, che vuoi portare con te oggi (o questa settimana o fino alla prossima diretta). Può essere emersa da questa live o dal Percorso o da altri contenuti. Un'idea alla quale vuoi dare la priorità nella tua evoluzione genitoriale o personale: oggi, questa idea, è sufficiente.
🌱 Abbiamo chiuso la diretta ricordandoci alcune cose importanti che vorrei che ti dicessi ad alta voce alcune volte (specialmente quando ti senti sopraffattə), con i piedi ben radicati a terra e le mani dove di solito senti le emozioni (per me è sul petto):
Sto imparando.
Non posso aspettarmi di fare tutto quello che leggo nel Percorso.
Non devo fare tutto quello che leggo nel Percorso..
Quello che conta è che sto lavorando.
Sto investendo su di me.
Sto investendo sulla relazione con i miei figli.
Sto investendo sulla mia evoluzione personale.
E oggi va bene così.
Voglio concentrarmi solo sul mio bambino di 3 anni, sullo stare con lui, a modo mio, indipendentemente dal fatto che non ricevo collaborazione e sostegno da mio marito, che mi si mette sempre contro.
Non cercherò più la sua approvazione, non proverò più a condividere se non ne vuol sapere: farò la mia parte.
Vorrei lavorare e applicarmi di più sull’educazione gentile, quella fatta di comprensione, compassione e calma
Ciao Carlotta!dove trovo la lezione sul libro sui nonni?grazie!
Ciao Claudia, eccola:
vorrei gestire la frustazione delle aspettative che ho nei confronti del mio compagno,riuscire a capire che non posso pretendere di essere sempre capita,e quando entro nel pensiero negativo che" non riesco a farmi capire"lo devo cambiare con "tu sei il capitano dai l esempio "il dialogo è importante per affrontare tutto e costruire sulle basi della fiducia e stima e rispetto.
ciao Caterina, mi unisco al tuo pensiero. Anche io voglio gestire quella frustrazione, dando più fiducia a lui e cercando di continuare a comunicare uno stile genitoriale che non gli appartiene ma che ho visto piano piano fare suo anche se su poche e piccole cose.
Spesso è difficile non entrare in conflitto, ma poi mi dico che quel conflitto non può portare a nulla di buono.
Proviamoci! :-)
Una bellissima diretta. Come sempre potente Carlotta, tocca corde profonde con un' immediatezza ed autenticità più uniche che rare.
La mia priorità è riparare e coltivare la fiducia che va a braccetto con la pazienza. Tante volte così precarie per la stanchezza della nostra quotidianità.
Un caro abbraccio a tutta la comunita'🫂
Cosa sono disposta a fare oggi senza venire meno a me stessa e senza farmi male..
Vorrei imparare a prendermi più cura di me mettendomi in prima persona, in poche parole "praticare l'egoismo costruttivo". Lasciare da parte i sensi di colpa e il controllo di ogni cosa altrimenti continuerò a ricadere nell'educazione tradizionale perché mi sento prosciugata e continuo a fare 1 passo in avanti e 10 indietro, è frustrante!
Ho voglia di leggerezza ed è un lavoro che posso fare solo io, nessuno lo farà per me. Trattarmi con più gentilezza così potrò essere più empatia con le mie figlie e chi mi sta intorno 🥹
Per evolvere e trasmettere, come giustamente mi hai detto tu Carlotta, una alternativa a Niccolò rispetto al mondo fuori voglio concentrarmi sulla granularità emotiva per poter mettere al sicuro il mio sistema nervoso
Seguo il percorso da tanto tempo ma l'evoluzione come di ci tu Carlotta è lunga e non finisce mai
Ho procastinato a lungo la parte del percorso dedicata al tempo per me stessa ma sono arrivata ad un punto in cui non potevo piu' ignorare questo aspetto
Ecco la mia idea che sto mettendo in pratica da poco : ri-Partire da me stessa e praticare la lentezza.
Mi sono resa conto che mi mancava questo passaggio . La mia fretta crea nervosisimo in primis a me ,un'agitazione interna che non mi abbandonava mai, che si riversa sui bambini e provoca a ruota tutta una serie di problematiche .
Ho cambiato la mia routine giornaliera, mi dedico un momento al mattino di meditazione e faccio colazione , da sola con calma . La giornata ha avuto una svolta inaspettata . Molte discussioni sono scomparse perchè io sono piu' calma e riesco a gestire meglio le emozioni dei bambini.
Evitare di usare il silenzio punitivo dopo un momento di mia rabbia o frustrazione.
Voglio imparare a dare fiducia ai miei figli senza interrogatori e senza farmi prendere dalla paura di non riuscirci. Pensando sto facendo un buon lavoro !!
Scelgo qualcosa che sto mettendo in pratica da qualche giorno, dopo aver ascoltato alcuni contenuti de La Tela.
Dare valore a ciò che sono, accogliendo ciò che sento.
Di conseguenza, ho aperto un dialogo più sereno con mia figlia, nel senso che sto "riparando" tantissimo e sto validando le sue emozioni, il suo vissuto. Si stanno sciogliendo nodi, ed è commovente assistere a questo processo, sento maggiore leggerezza.
scelgo di non sentirmi in colpa se dedico più tempo di prima alle mie passioni e Samu me lo fa notare.
Il mio impegno è bloccare le mie parole quando sono disregolata e fare invece dei lenti respiri.
Da oggi vorrei provare a credere nelle parole
Di mio figlio, dargli fiducia senza interrogarlo
Cara Carlotta, c’è una situazione che con i miei figli (6anni e 3 e mezzo) non riesco proprio a gestire e mi pare di non aver trovato risposta nè ispirazione nel percorso ma nemmeno nel forum (dubito che non succeda a nessun’altra famiglia, quindi più probabilmente è una situazione che non riesco a gestire emotivamente io?!): la “stupidera”! Non so se sia un termine comprensibile per tutti, mi riferisco a quel comportamento di entrambi che fanno gli sciocchi reciprocamente, ridono sguaiatamente e non riescono a controllarsi. Da una parte potrebbe sembrare una cosa carina, due fratelli che ridono insieme e si spalleggiano, ma è tutto esagerato e soprattutto in quei momenti non ascoltano, non riescono a limitarsi in alcun modo: gli si “chiude la vena” e nulla sembra farli ragionare. Sicuramente parte del problema è il mio bisogno di controllo della situazione (che in quei momenti è del tutto assente) ma, anche tolto questo mio personale bisogno, arrivano a una soglia in cui la situazione non è gestibile ed è oggettivamente esasperante.
Come posso fare per aiutarli? (E così aiutare me!)
Grazie!
Ciao Giulia, ho sorriso a stupidera perché anche a me viene di chiamare così questi momenti 😄. Succede anche qui spessissimo (io ho notato che succede soprattutto al tardo pomeriggio in fase stanchezza).
Mi sono chiesta cosa mi desse fastidio di questi momenti e (nel mio caso) mi sono data 2 risposte: un fastidio oggettivo perché quando sono in questa modalità fanno tanto chiasso e magari io in quel momento sto lavorando o leggendo e ovviamente non riesco a concentrarmi, e poi anche la paura (che si facciano involontariamente male, perché la stupidera, quando arriva a certi livelli, porta con sé anche movimento incontrollato, e in effetti a volte che ho scelto di lasciarli fare è capitato che alla fine uno dei due si facesse male).
Quando riesco a non perdere la calma alle mie richieste inascoltate di abbassare la frenesia, mi metto semplicemente tra loro e sto in silenzio, oppure chiedo se posso partecipare al gioco, e sto lì a stupiderare anche io, ma con movimenti lenti e facendo domande a voce bassa. Di solito funziona e piano piano si “spengono”! 😂
Inoltre ho notato che a volte facevo peggio a chiedere di smettere: in alcuni momenti hanno proprio bisogno di lasciarsi andare così. Quindi cerco di osservare a che livello sono, e se mi sembra che non stiano esagerando troppo, li lascio fare e di solito dopo qualche minuto tornano a giocare “normalmente”.
Grazie Rosalba per la tua risposta.
Proverò anche con questi spunti che mi hai dato!
Cara Carlotta, abbiamo tre bambini, un maschio di 6 anni e due bimbe gemelle di quasi 3 anni. Da quando sono nate il fratello è sempre stato abbastanza geloso e ha reagito spesso con le botte verso le sorelline. Ora che sono più grandi sono molto affiatati ma allo stesso tempo le botte sono sempre presenti. Noi abbiamo cercato di spiegarglielo in tutti i modi ma non riusciamo a sbloccare questa situazione nonostante ci sia stato un leggero miglioramento. Cosa dobbiamo fare? Sono tre bambini molto decisi e determinati e spesso non riusciamo a farci sentire come vorremmo.
Ti ringraziamo per tutto quello che fai e ti aspettiamo nella diretta!
R&E
Ciao Carlotta. Fatico a trovare il confine tra validare e accettare le emozioni e spiegare che, comunque, alcune reazioni sono eccessive.
Mi spiego meglio: quando scoppia una crisi, per qualsiasi motivo ma soprattutto se per motivi banali, io cerco di capire il punto di vista di mia figlia (che per lei non era un motivo banale) e quindi di esserci per lei, accogliere la sua rabbia/tristezza/delusione e la aiuto a cercare di calmarsi.
Quando però la crisi continua, o quando dopo un momento di calma ritorna prepotente come se fosse il primo minuto, mi viene anche da dire "dai adesso basta, ti eri calmata, non ricominciamo...non serve arrabbiarsi/innervosirsi così tanto per questa cosa...".
Ha senso cercare di spiegare quali sono delle reazioni proporzionate alle cause scatenanti? Che ogni tanto va bene essere in crisi ma fino a un certo punto? O sono ragionamenti troppo adulti e improponibili a una bambina di 3.5 anni e devo solo aumentare la mia pazienza e accettare crisi lunghe per problemi piccoli?
Grazieee
Io alcune volte mi ritrovo nella tua stessa situazione
Ciao carlotta, io e matteo abbino due bambini, lucia di quasi 5 anni e mario di 2.5.
Lucia è la mia croce e la mia delizia, ha un linguaggio molto avanzato e per questo talvolta sembra piu grande e non ricordo che è ancora in crescita cognitiva. È molto sensibile, normalmente socievole, le piace andare all asilo anche se come è comprensibile preferirebbe stare a casa. La mia domanda è per lei: è attaccatissima a me, non posso andare i bagno da sola, fare la doccia, se esco con gli amici e lascio lei e mario con il papà urla si dispera mi da pugno ed è difficilissimo per me chiudere la porta e lasciar in quello stato. Ho provato a farle fare qualche attivita sportiva perche diceva di volere, si preparava (es nuoto) ma quando capiva che io non sarei stata con lei entrava nel panico. Sembra tanto forte - troppo - certe volte, mi confonde molte e non so come essere esserle a fianco nel modo giusto.
Grazie
Cara Carlotta,
siamo genitori di una bimba di 3 anni. È sempre stata allegra, curiosa, attenta osservatrice, intraprendente, precoce e molto bisognosa di autonomia. Allo stesso tempo è una bambina sensibile: alle emozioni, ai cambiamenti di luogo o di routine, a ciò che accade intorno a lei. Ha periodi in cui si mostra piuttosto “sfidante”, che solitamente si alternano tra casa e scuola, arrivando spesso al limite di ciò che sa non essere consentito.
Siamo entrati da poco nella comunità, ma ti seguiamo da tempo: le tue parole hanno sempre risuonato profondamente in noi. Prima di tutto, quindi, grazie per il tuo libro e per i tanti contenuti gratuiti che ci hanno sostenuto fino a qui: sono stati davvero preziosi. Abbiamo cercato di mettere in pratica i tuoi suggerimenti, evitando il più possibile le lotte di potere con lei, perché ci siamo resi conto di quanto siano deleterie. Di solito mantenere la calma e offrirle due opzioni funziona.
Proprio per questa sua forte ricerca di autonomia, abbiamo sempre cercato di basare l’educazione sulla fiducia reciproca: pochi ma chiari limiti, e libertà laddove mostrava di saper gestire la cosa. Non le abbiamo mai imposto, ad esempio, di stare per mano in strada: sapeva di poter correre fino alla fine del marciapiede e fermarsi ad aspettarci prima di attraversare. E ha sempre funzionato molto bene.
Viviamo proprio di fronte alla scuola materna e accanto al parchetto (basta attraversare la strada). Dopo il nido, che ha frequentato fin da un anno di età, da due settimane ha iniziato la scuola dell’infanzia. Nonostante fosse pronta al cambiamento, anzi il nido le stava stretto da parecchio tempo, lo sta vivendo con molta fatica. Va a scuola tranquilla ma, già dal primo giorno, quando esce è molto carica e disregolata, assumendo atteggiamenti estremamente sfidanti. Venivamo invece da un'estate molto serena.
La situazione che ci preoccupa di più è che scappa all’improvviso per attraversare la strada da sola. Quando proviamo a contenerla, si lascia andare a urla e crisi molto lunghe (anche 40 minuti). Lei sostiene che “è grande” e che “non è mai andata per mano” (cose vere tra l'altro). Abbiamo provato ad aspettare si calmasse mettendo a nanna il suo coccodrillo, a ridarle fiducia, a spiegare i pericoli, ma il comportamento si è ripetuto. Alla terza volta le abbiamo detto che, avendo messo a rischio la sua sicurezza e tradito la nostra fiducia, non possiamo permettere che succeda ancora. In questo momento non possiamo quindi darle quella fiducia e deve stare vicino a noi. Per noi è stato spiazzante, come se tutto quello che avevamo costruito fosse crollato: ci sentiamo disorientati, e lo è anche lei. Andarla a prendere a scuola è diventato molto faticoso per tutti, e in questo momento proviamo tanta impotenza.
A questo si aggiunge che ha sempre avuto difficoltà a dormire di giorno: dall’inizio della scuola non fa più il riposino e diventa quasi “un’altra bambina”. La stanchezza la sfinisce e innesca molto più facilmente queste crisi. Recupera la notte dormendo dalle 19.30 alle 6.30 ma non è la stessa cosa.
La tua diretta ci è sembrata provvidenziale. Speriamo davvero tu possa leggere questo messaggio e darci qualche suggerimento per affrontare meglio questa fase, innanzitutto per ritrovare noi stessi la calma emotiva necessaria. Al momento ci sentiamo sopraffatti, e la paura che possa finire sotto una macchina rende difficile mantenere la serenità.
Grazie ancora per tutto
Federica e Michele