Preferiti dei bambini
26 ott 2024 alle 21:00

Q&A sui limiti

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Ciao telisti e teliste,

Ho deciso di offrirvi una diretta per rispondere a dubbi e domande sui limiti, un argomento che vedo spesso generare parecchia confusione quando si pratica (o ci si approccia a) un'educazione a lungo termine. E visto che genera confusione tra chi la pratica, finisce per generare confusione anche tra chi ne è solo testimone (da cui nascono pregiudizi come «I bambini fanno ciò che vogliono / ti mettono i piedi in testa…»).

Ci tengo a insistere su questa narrativa e mentalità perché credo davvero che quando capiamo come essere guide sicure, i/le famosǝ capitanǝ della barca, si sblocchi un nuovo livello di consapevolezza e di evoluzione.

Potete fare domande nei commenti qui sotto: scrivetevi o ricordatevi la vostra domanda, perché se sarete in diretta vi chiederò di leggerla voi stessǝ.

Prima vi chiedo di leggere questo promemoria che ho scritto sui limiti:

Un favore

Per chi riesce ad esserci, vi aspetto live – trovo che anche «presentarsi» a queste conversazioni, prendersi la responsabilità di esserci, faccia parte dell'evoluzione personale. Per chi non ci potrà essere, la diretta rimarrà registrata.   

Alex
Alba, Piemonte
Chiara
Ghedi, Lombardia
Gaia S.
Cavalese, Trentino-Alto Adige
Valentina C.
Francoforte sul Meno, Germania
Maria di Napoli
Torino, Piemonte
Antonella P.
Andria, Puglia
Claudia
Alba, Piemonte
Sara
Parma, Emilia-Romagna
Claudia
Ginevra, Svizzera
Marianna
Napoli, Campania
Chiara
Parma, Emilia-Romagna
Federica F.
Memmingen, Germania
Lia
Arenzano, Liguria
Samuela
Bellinzona, Svizzera
Giulia S.
Ixelles - Elsene, Belgio
Karen Taranto
Civitanova Marche, Marche
Alessandra D.
Roma, Lazio
Chiara P.
Brescia, Lombardia
Gabriella Ricciardelli
Milano, Lombardia
Valentina P.
Berlino, Germania
Simona
Viterbo, Lazio
Serena
Cesano Maderno, Lombardia
Margherita
Albisola Superiore, Liguria
Marina T.
Valdobbiadene, Veneto
Laura S.
Barcellona, Spagna
Veronica L.
Copenaghen, Danimarca
Virginia
Vienna, Austria
lidia
Milano, Lombardia
Savina S.
Alba, Piemonte
Eleonora
Tigard, Stati Uniti
Silvia Maria V.
Pessano con Bornago, Lombardia
Maja K.
Alba, Piemonte
Ilaria D.
Belluno, Veneto
Chiara
Merate, Lombardia
Carolina
Svizzera
teacher copy
Luana
Vico Equense, Campania
Franca
Alghero, Sardegna
Maria Vittoria
Vigevano, Lombardia
Lorena
Torre Pellice, Piemonte
Jennyfer Paulino
Castel Goffredo, Lombardia
teacher copy
Benedetta
Modena, Emilia-Romagna
Jacopo B.
Torino, Piemonte
teacher copy
Alessandra
Vaasa, Finlandia
Giorgia B.
Gradara, Marche
Silvia Pelizza
Gaggiano, Lombardia
Lucia
Roma, Lazio
Mariangela
Salerno, Campania
teacher copy
Chiara Colusso
Belfiore, Veneto
Roberta e Francesco
Avellino, Campania
Pamela M.
Montecosaro, Marche
Elena
Lostallo, Svizzera
Adriana C.
Roma, Lazio
Irene testa
Bad Homburg vor der Höhe, Germania
Carlotta
Palermo, Sicilia
Giulia
Corciano, Umbria
Ornella P.
Amsterdam, Paesi Bassi
teacher copy
Marianna
Mercato San Severino, Campania
Maria B.
Bergamo, Lombardia
Gioele
Castel Goffredo, Lombardia
Sara D.
Milano, Lombardia
Maria Adele
Provincia di Salerno, Campania
Rebecca
Berlino, Germania
Chiara
Varese, Lombardia
Keoma Giulia
Berna, Svizzera
Antonietta
Bologna, Emilia-Romagna
Mariachiara
Due Carrare, Veneto
Ylenia
Agordo, Veneto
Alessandra Dianin
Provincia di Padova, Veneto
Chiara Franzoni
Roma, Lazio
Stefano M.
Pessano con Bornago, Lombardia
Carlotta
Garopaba, Brasile

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Ciao! Sarà possibile rivedere questa diretta? 

Ciao Diana, la registrazione è disponibile ora.

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Ciao Carlotta, Limiti e sane abitudini. Perché le seconde sono le più difficili da far seguire? In casa abbiamo pochi limiti, tutti legati alla sicurezza e rispetto dell'altro (non si viaggia con bastoncini in mano mentre siamo in auto, non si picchia, spinge o morde) e però ci sono tante sane abitudini (lavarsi i denti, mettersi scarpe per uscire di casa) che io non percepisco come limite o regole, ma per lei è tutto sullo stesso piano e riescono a scatenare delle reazioni fortissime e difficili da gestire. Tutto peggiora se non abbiamo il tempo, o se siamo stanche ma sono anche quelle che mi triggerano di più. Ne prendo una a caso ma si può sostituire con altri simili. Ci laviamo i denti da quando ha 6 mesi (ora ne ha 4 e mezzo) sia la mattina sia la sera ma è ancora un momento che può scatenare crisi epocali e lunghe e difficili da contenere. Com'è possibile che una cosa che ormai dovrebbe essere routinaria possa essere così complessa da eseguire?

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Ciao Carlotta!
Ti sono sempre grata per i contenuti di cui ci fai prezioso dono, per me di continuo stimolo , riflessione e arricchimento.
Anche io trovo difficoltà a comprendere sul momento se sia necessario o meno imporre un limite, probabilmente avrei bisogno di fare chiarezza dentro di me su ciò che reputo davvero davvero fondamentale rispettare. 
Inoltre, qualche volta mia figlia manifesta reazioni che io reputo eccessive(buttarsi a terra, pianto acuto e disperato, difficoltà a razionalizzare nonostante l'utilizzo di esercizi da te suggeriti, talvolta lancio di oggetti, inconsolabilità), soprattutto in relazione alla sua età 5y1/2 e al motivo scatenante, che a me sembra futile. 
Ad esempio ieri sera durante la cena mia figlia mi ha chiesto di giocare al mimo, ma io ero stanca; le ho spiegato che io e il papà avevamo bisogno di parlare  e le ho proposto di giocare una volta terminata la cena: da lì è iniziata la crisi.  
In queste circostanze, dentro di me inizia a parlare una voce che mi dice che è una bambina capricciosa e viziata, (no, non la etichetto direttamente così, ma dentro di me sì lo ammetto!), che ho sbagliato quando era piccola non allenandola adeguatamente a tollerare la frustrazione ...
In percentuale, questi episodi sono la minoranza, e si verificano in particolare a fine giornata quando il mio serbatoio emotivo è scarico e le energie scarseggiano, ma quando accadono, mi sento in balia di me stessa e una mamma non disponibile, e sono consapevole che il protrarsi della crisi è dovuto proprio a questo insieme.
In questi casi mi chiedo, sarebbe utile stabilire delle regole per la cena? Sono necessarie? Cosa sbaglio? 

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Ciao Carlotta 😊 grazie per la possibilità di fare chiarezza su un tema così rilevante che spesso mi lascia tanti interrogativi.

Vorrei innanzitutto condividere la fatica che provo quando, in una situazione nuova, in poco tempo bisogna capire che strada percorrere: mettere un limite o essere flessibile? Questo lavoro risulta ancora più difficile quando sono in compagnia di amici/parenti. In tali situazioni sento che la mia mente è sovrastimolata (un parente/amico mi parla, mia figlia vuole la mia attenzione, mio marito mi chiede velocemente se ricordo dove ho messo le chiavi della macchina, il bambino di amici si mette a piangere) e riesco ancora meno a riflettere a mente lucida. Leggendo il tuo approfondimento mi viene da chiedermi se le domande da porsi per capire in quale direzione andare sono: ne va della sicurezza di mia figlia o di qualcun altro? Tale comportamento è irrispettoso verso qualcun altro?

Negli ultimi mesi ho fatto molta fatica a far rispettare il limite: è ora di tornare a casa e bisogna stare nel seggiolone della macchina. All’andata tutto a posto ma quando dovevamo venire via, collaborava fino ad arrivare alla macchina ma nel seggiolone proprio non voleva stare ed entrava in modalità coccodrillo. Inizialmente non sapevo bene come pormi e temporeggiavo per far sì che si calmasse e che potessi metterla nel seggiolone non in lacrime. Dopodiché confrontandomi con un’altra ragazza ho pensato che dovevo essere più decisa e parlandole in modo calmo e con tanta gentilezza nei gesti la mettevo nel seggiolone, molte volte in lacrime altre volte senza lacrime perché riuscivo in qualche modo a distrarla. Di recente per caso ho scoperto che offrendole un pezzo di galletta o comunque qualcosa da sgranocchiare di sano (no dolci o biscotti) mi lasciava allacciare la cintura senza opposizione. Da una parte penso di aver trovato la causa delle crisi (fame) ma dall’altra mi chiedo se il cibo non agisca da ciuccio emotivo. Un po‘ come quando un bambino ha una crisi ed erroneamente gli si offre un biscotto per farlo calmare. 

Riflettevo inoltre sul fatto che è altrettanto sfidante porre limiti esterni, sopratutto quando qualcuno (estraneo/amico/parente o bambino) tocca mia figlia senza il suo consenso e lei si ritrae. Come è possibile dare voce a questo limite in modo rispettoso? 

Grazie per avermi letta 🙏🏻 un abbraccio🧡

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