Preferiti dei bambini

Limiti: permissivismo VS autoritarismo VS a lungo termine

24 ottobre 2024
11 risposte
Carlotta vuole partecipare alla comunità:

Team La Tela

Telisti e teliste,

passo di qua per un promemoria «veloce» sui limiti e un paio di chiarimenti importanti. Vado dritta al punto. 

  1. Educare a lungo termine non significa che la volontà dǝl bambinǝ è (sempre) più importante del limite (regola) che abbiamo impostato.
  2. Ci sono spesso troppe regole e troppi «no» e per questo ǝ bambinǝ sono confusǝ (Quale regola è davvero importante? Questo «no» è importante da rispettare?)
  3. Un limite non è una richiesta: a volte, per far rispettare il limite, provocheremo una crisi, un pianto, manate… Questo fa parte del processo di apprendimento del limite: la nostra responsabilità è gestire il nostro comportamento in quel momento. Vedi esempio sotto.
  4. Il fatto che un limite non sia una richiesta non significa che esigo senza provare gli strumenti che ho a mia disposizione o offrire alternative: spesso ǝ bambinǝ, con gli strumenti giusti e la calma, scelgono di collaborare (ed è proprio questa scelta che insegna loro l'autocontrollo, che permette loro di imparare a prendere decisioni valide, crescendo). Vogliamo promuovere collaborazione

Esempio (banale)

Mia figlia vuole caminare su un'aiuola. Le dico che non si può andare lì, c'è un cartello. Si incammina lo stesso. Provo qualche alternativa e strumenti: «Vieni, andiamo a cercare un pezzo di terra con fiori dove possiamo camminare. Vedi il cartello laggiù?» / «Vediamo se riusciamo a fare tutto il giro dell'aiuola? Io vado di qua e tu vai di là e vediamo dove ci incontriamo» / «Andiamo a cercare un fiore già reciso che possiamo portare a casa?»…

A volte questi strumenti funzionano, per mille ragioni.
A volte questi strumenti non funzionano, per mille ragioni (spesso, la mancanza di calma è una delle più grandi ragioni: i capitani della barca sono calmi).

Se non funzionano:  

Risposta permissiva

Frase: Oh vuoi proprio andare lì? Va bene, ma solo due passi e poi torni indietro.
Risultato: Dopo i due passi, te ne chiede altri due e poi altri due e per non farla piangere, la accontenti. Non impara il limite, né gli strumenti per rispettarlo (né tante altre qualità importanti).

Risposta autoritaria

Frase: Lì non si va e basta, è possibile che non mi ascolti mai? / Se vai lì viene la polizia / Ok, allora io vado via senza di te…
Risultato: Ti ascolta perché ha paura della minaccia. Non c'è apprendimento e a lungo termine non impara a fare la cosa giusta per scelta.

Risposta a lungo termine 

Frase: Vedo che vuoi andare nell'aiuola. C'è un cartello che dice che non possiamo: vuoi che lo leggiamo insieme? / Vuoi toccare il cartello? (se è a portata di mano)
[se insiste] > Con gentilezza, movimenti lenti e tono calmo, la prendi in braccio* e ti allontani. Quando il cervello è calmo, trovate poi insieme un'altra cosa interessante su cui focalizzare l'attenzione. Potete ritornare all'aiuola dopo esservi preparatǝ in anticipo a come comportarsi intorno alle aiuole.
Risultato: Impara a rispettare i limiti, sceglie di collaborare ( = sviluppa autocontrollo), impara che tu sei il capitano della barca (si sente sicura della tua guida e impara che può fidarsi di te). Non significa che non proverà mai più a entrare nell'aiuola, è un processo e i bambini devono imparare la stessa cosa in tanti contesti e situazioni diversi.   

*Questo ti rende il capitano della barca, perché sei tu che scegli il tuo comportamento (non lasci che le tue emozioni o l'educazione che hai ricevuto lo scelgano per te): anche se ti spazientisci o ti arrabbi (perché nella tua mente ti sta provocando), ti ricordi: 

  • che le tue emozioni sono tue
  • che tu sei responsabile solo del tuo comportamento
  • che non sono gli altri che ci fanno arrabbiare (siamo noi che ci arrabbiamo e, spesso, non abbiamo altri strumenti per esprimere quella rabbia)  

 

Riflessione

Non camminare nell'aiuola per me sarebbe un limite da far rispettare, perché si tratta del rispetto dell'ambiente. In altre situazioni in cui hai impostato un limite, ti invito a chiederti: ho una ragione valida o è solo una mia paura / testardaggine personale? Posso essere flessibile con questa regola? È un limite importante? Ne va della sicurezza / del rispetto? Mia figlia, nel suo sviluppo, ha oltrepassato questo limite e non me sono accortə: è ora di rivederlo? La risposta cambia a seconda della situazione.

Sabato sera mi collego in diretta e rispondo alle vostre domande. Potete scriverle nei commenti della diretta che trovate qui:

Diretta con Carlotta Cerri Per genitori
Q&A sui limiti
26 ott 2024 alle 21:00 (ora italiana)

Fino ad allora, vi auguro spazio personale e tempo lento. 

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Matilde    29 ott 2024

Ciao Carlotta.
Anche io come Maurilio ho perso la
diretta. Si può rivedere? Grazie di tutto

Carlotta    29 ott 2024

Team La Tela

Ciao! La trovi nella pagina della diretta 💜

Maurilio T.    27 ott 2024

Buongiorno Carlotta, 
Per motivi lavorativi ho perso la diretta di ieri. C'è possibilità di rivederla? 
Grazie mille 
Ne approfitto per ringraziare dei piccoli passi che facciamo con voi.

Carlotta    29 ott 2024

Team La Tela

Ciao’ Se vai nella pagina della diretta dovresti trovarla lì 💜

Chiara P.    26 ott 2024

Ciao Carlotta!
Sarà sicuramente una diretta ricca di spunti interessanti e  ti ringrazio in anticipo.
Io ho molto difficoltà quando dobbiamo andare via da qualche posto a chi ci tiene particolarmente, 
Noemi ha 5 anni la informo in anticipo che abbiamo ancora a disposizione 10 minuti e  le imposto anche un simpatico timer, ma quando questo scatta è un continuo ancora 5 minuti o/e ancora un po', a volte è possibile accogliere la sua richiesta ma quando  non è possibile scatta la crisi piangendo o scappando, purtroppo la cosa più  istintiva che esce dalla mia testa e che sto imparando a non farla uscire dalla mia bocca, è quella di dirle che io vado  via facendole intendere  che la lascio lì ( e purtroppo funziona con tutta la conseguenza che ho poi potuto constatare).
Come potrei gestire questa la situazione? 
Grazie mille
Chiara

Carlotta    29 ott 2024

Team La Tela

Ciao Chiara, come ascolterai o hai ascoltato nella diretta, forse dovete tornare indietro a un limite più rigido per un po’. Quando è ora di andare è ora di andare, specialmente se lo avete deciso e accordato insieme: puoi parlare (a cervello calmo) anche di fiducia. Tu devi poterti di fare di lei proprio come lei deve potersi fidare di te: se ogni volta che decidete insieme un limite, lei non rispetta un po’ di quella fiducia si rompe. 💜

Karen Taranto    26 ott 2024

Team esteso

Un affondo molto importante su un tema che non lascia scampo per nessuno, professionisti compresi😅 
Mi torna in mente a tutte le volte in cui ho detto “no” perché mi è stato detto così a mio tempo quando ero piccola e quella negazione oggi diventa solo un copione che si ripete ma, di fatto, se mi chiedo: “è davvero un NO utile”, molto spesso la risposta è proprio NO!
Un giro di parole e di no😂 che credo possa risuonare a più di una persona🌷
Grazie Carlotta per lo spunto💜

Rachele    26 ott 2024

Ciao Carlotta, riprendendo l’esempio dell’aiuola, nel momento di crisi quando la prendo gentilmente fisicamente perché non riesce a non fare quella cosa, lei ovviamente si dimena per tornarci, io devo tenerla “fisicamente bloccata” fino a che non si calma?.
Perché quando siamo a casa allora la porto in in altra stanza e spesso quando la metto giù corre per tornare a fare la stessa cosa poi la seconda volta che la prendo smette. A casa ho provato a stare seduta per tenere la porta chiusa  per parlarne quando si è calmata (ma mi crea un sentimento di castigo che non mi piace). 
Come si fa? E fuori come faccio? 
Grazie per il prezioso lavoro che fai.

Francesca R.    26 ott 2024

Ciao Carlotta molto interessante. Mia figlia di quasi 5 anni da qualche tempo quando ha una crisi per qualsiasi motivo anche apparentemente piccolo, va in camera sua e butta a terra giochi e libri, lego, costruzioni, insomma cose che richiedono almeno mezzora di tempo e la mia presenza per risistemare. Le prime tre volte l’ho lasciata fare perché ritenevo quel gesto una sua forma di sfogo e mi sembrava davvero frustrante per lei impedirlo. In queste tre volte lei però si è poi rifiutata di risistemare nonostante i toni calmi e la mia presenza. La quarta volta che è succcesso ho deciso di non lasciarla fare. Ha iniziato ha rovesciare una cesta, io sono andata lì, l’ho presa e l’ho portata di sotto chiedendole di aiutarmi a cucinare. Dopo un’oretta siamo risalite e abbiamo sistemato insieme. Con calma. Mi chiedo se forse lei aveva bisogno di quel limite. In realtà mi sono sentita male nell’impedirle quello sfogo ma forse era quello di cui aveva bisogno. Mi rendo conto di quanto i nostri limiti siano importanti per loro. La mia figlia più grande di 7 anni molto spesso mi chiede cose che lei stessa sa essere non permesse e un giorno le ho chiesto: Giulia ma perché mi chiedi queste cose se sai già che non sono permesse? Lei mi ha risposto in modo che mi ha stupita: Perché mi piace quando mi dici di no e mi spieghi perché. 

teacher copy
Valentina    26 ott 2024

Insegnante

💜

Martina Righetti    25 ott 2024

Bellissimo questo post sui limiti Carlotta, veramente di grandissima ispirazione. Specialmente la parte finale in cui parli di indipendenza emotiva (io sono responsabile solo delle mie emozioni e non posso controllare quelle degli altri; ma posso accogliere, sostare, contenere, aiutare a modulare, etc.).

Temi di cui parlo tantissimo con i genitori, ma che hanno toccato (e a volte ancora toccano ovviamente...) anche me personalmente!

Un abbraccio!