I bambini devono mettere in discussione le autorità

Carlotta Cerri
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Sono appena tornata dalla palestra, ma negli ultimi minuti la mia mente stava tessendo le sue ragnatele di pensieri e ho bisogno di dire questo a chi ha bisogno di sentirlo oggi. 

I bambini che hanno paura di mettere in discussione le autorità e non imparano a fidarsi di sé e del proprio giudizio e buon senso, diventano adulti che fanno fatica a impostare dei limiti sani, a dire di no, a capire quando far sentire la propria voce, a riconoscere le ingiustizie. Noi genitori facciamo parte di quelle autorità che loro devono imparare a mettere in discussione. Liberiamo i nostri figli dando loro uno spazio sicuro dove possono non essere d’accordo con noi.

Facciamo fatica a pensare che sia giusto che un bambino possa decidere di non ascoltarci perché arriviamo dalla cultura dell’obbedienza e dell’autorità. Siamo cresciuti su quella ruota.

Ma un bambino che non è abituato a mettere in discussione l’autorità (e attenzione ⚠️: noi genitori facciamo parte di quell’autorità!) 
non può imparare: 
  1. A riconoscere un’ingiustizia! 
  2. A far valere la propria voce di fronte a un’ingiustizia.
Ti faccio un esempio semplice, tra tanti: un bambino che cresce con il modello che deve ascoltarci perché è così e basta (che non è giusto, anche perché spesso si ottiene con la paura, il castigo e la minaccia), cresce pensando che quel modello sia valido anche nelle sue relazioni adulte. Non è questo che io voglio per i miei figli. 

Obbedienza e autorità non sono l’obiettivo della genitorialità e non creano pensatori critici — ed essere pensatori critici al giorno d’oggi è una qualità che vogliamo assolutamente nutrire nei nostri figli.

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