Quando dici no come scherzo, tuo figlio impara che è un gioco

Carlotta Cerri
ago 23, 2022
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Parlo spesso dei NO che diciamo ai bambini, perché i NO che diciamo ai nostri figli sono la causa n.1 delle lotte di potere che si generano tra genitori e figli. E le lotte di potere sono forse quanto di più improduttivo è distruttivo possiamo scegliere nella relazione. 

L’altro giorno ho assistito a una scena al parco giochi che mi ha fatta riflettere sui NO nella prospettiva nuova che ti racconto nel reel. 

Ma il concetto non è nuovo: quando abusiamo del no, prima o dopo ci si ritorce contro. Se diciamo continuamente NO ai nostri bambini, come fanno a sapere quali sono davvero importanti? “Non metterti la pietra in bocca, non toglierti le scarpe per strada, non alzarti dal tavolo, non toccare la stufa bollente”: di questi, l’unico NO che è davvero importante è quello che evita che il bambino si ustioni una mano. Tieni quel NO e rimuovi gli altri. 

Più scegli i NO che dici con consapevolezza e coerenza, più tua figlia imparerà a fidarsi di te e ad ascoltarti quando dici NO, perché allora saprà che è davvero importante.

Questa settimana prova a visualizzare tuo figlio o tuo figlia che fanno qualcosa che non vuoi e tu che, invece di dire NO, suggerisci modi alternativi / sicuri / accettabili di fare quella cosa che vogliono fare: il cambiamento inizia proprio da queste visualizzazioni. 

Ultima cosa: hai mai notato che spesso ai bambini piccoli diciamo i no in maniera giocosa usando una voce buffa, per esempio, "Non andare lì, no no no", "Non toccare quello, no no no". 
E magari mentre lo diciamo li rincorriamo pure, per farli allontanare dall’oggetto che non possono toccare. 

Loro, questi no, li imparano proprio così, come parole buffe, come un gioco. E allora poi è naturale che  spesso quando diciamo un no, e abbiamo davvero bisogno di essere ascoltati, anche se lo diciamo seriamente, loro ci guardano, ridono e scappano via. O magari fanno proprio quella cosa che abbiamo detto di non fare. Non ci stanno ridendo in faccia, non ci stanno sfidando, stanno replicando quello che hanno imparato dai no che gli abbiamo detto noi. Dobbiamo imparare a dire meno no, e tenere solo quelli giusti e necessari.

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