Cosa significa davvero family friendly

Te lo spiego raccontandoti come ho creato un ambiente a misura di famiglia in un locale.

Valeria Ciancarella
10 maggio
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Ciao! Io sono Valeria e mi occupo di creare ambienti domestici che semplificano il «lavoro» dei genitori e che assecondano i bisogni e le necessità di tutti, grandi e piccoli, contribuendo all’equilibrio e all’armonia familiare. Sono anche promotrice del vero «Family-Friendly»: realizzo per i locali pubblici servizi e ambienti accoglienti e adatti alle famiglie.

Ho sempre abitato in periferia e se da ragazza ho imparato a fare pace con i lunghi tragitti in macchina e i pochi servizi, da mamma per me questo ha voluto dire sentirsi davvero sola nel periodo più importante e delicato della mia vita.

Un giorno di circa un anno fa ho sentito parlare il gestore del bar di fronte casa mia con una mamma di origini londinesi, che si chiedeva se fosse possibile ricreare all'interno del bar un piccolo corner di intrattenimento per i suoi figli tutti i lunedì e i giovedì, cosicché lei potesse organizzarsi per lavorare in loco da remoto. Era stupita della mancanza di servizi del genere a Roma e si dichiarava stufa, stanca e sconsolata.

È a quel punto che ho iniziato a pensare come col mio lavoro potessi colmare questa lacuna sul territorio… convinta tra l'altro del fatto che per farlo non fossero necessari allestimenti straordinari. 

Ho quindi creato un sondaggio: lo scopo era capire le difficoltà maggiori dei genitori e i servizi che ritenessero davvero necessari per vivere meglio il quotidiano con i propri figli – e come io potessi fare qualcosa di concreto.

Dai risultati del sondaggio è risultata evidente una situazione generale in cui (in varie parti d'Italia) i bambini spesso non sono graditi nei locali pubblici: la percezione delle famiglie in tali contesti è quella di sentirsi «di troppo». 

Io lavoravo già da un po' con le famiglie sugli ambienti domestici, ma a quel punto mi è stato chiaro che lavorare sull'ambiente per creare una proposta inclusiva anche nel pubblico fosse la chiave per vivere serenamente tutti insieme in comunità.

L'ho fatto davvero!

Con i risultati del sondaggio alla mano, ho organizzato un'iniziativa che è diventata per me un «esperimento sociale»: mi sono presentata ad un bar/gastronomia nella periferia di Roma e mi sono proposta di rivedere i loro ambienti creando un'offerta davvero family friendly, in modo completamente gratuito. Lo scopo era quello di dimostrare che con una giusta proposta:

  •  i bambini non sarebbero stati caotici;
  •  i genitori avrebbero potuto rilassarsi vicino all'anziano che leggeva il giornale o accanto al ragazzo che beveva lo spritz in comitiva; 
  • e infine che l'afflusso di clientela nel locale sarebbe aumentato, perché avrebbe coinvolto anche le famiglie.

Per raggiungere l'obiettivo è bastato rivedere la disposizione dei tavoli e riadattare il mobilio presente nel locale, inserendo anche un mobile inutilizzato a casa del gestore, per fare spazio a ciò che serviva: un fasciatoio imbottito di seconda mano appoggiato su un mobile in una zona neutra, un piccolo sgabello e un riduttore per far accedere i più piccoli ai sanitari, una tovaglietta di carta (al posto di quella di stoffa), con qualche stampa da far colorare ai bambini direttamente al tavolo, un piccolo cestino con sonagli e giochi tattili per i più piccoli e un mazzo di carte memory per i più grandi, una selezione di libri su una mensola.

Tutti questi che ho fatto sono esempi salva spazio, ma fanno davvero la differenza per noi genitori e per i nostri bambini e con questi piccoli accorgimenti sono riuscita a dimostrare che i bambini «impegnati» possono creare una nuova «reputazione» per sé: le famiglie del quartiere sono tornate a uscire e hanno riempito il locale, confrontandosi e svagandosi. Una mamma un giorno mi ha abbracciata e mi ha detto: «Mi raccomando non mollare… continua così, abbiamo bisogno di posti come questo!».

Mi sono spinta un po' più in là

In quell'occasione volevo proprio dare briglia sciolta alle mie idee e così ho provato a implementare anche altre idee che mi sono venute in mente:

  • area comoda per allattare, cuscino allattamento e possibilità di scaldare il latte (i gestori avevano già un'area salottino con divanetto ed è bastato girarlo per creare un ambiente più intimo per la zona allattamento);
  • tappeto gattonamento per i più piccini;
  • area ludica e creativa con proposte adatte alle varie età (giochi a incastro, Lego, colori e fogli);
  • possibilità di organizzare laboratori per famiglie: grazie a La Tela ho reso disponibili alcune audiostorie della collezione «Favole reali» e un laboratorio di disegno, e in un'altra occasione abbiamo creato delle maracas da suonare tutti insieme in una lezione di «Canta con Francesca»;
  • aperitivi per grandi e piccini (con scelta di un menù per l'infanzia semplice, ma un po' diverso dai soliti «pizza, cotoletta e patatine»: anche i bambini si abituano all'offerta).

Ora ne sono ancora più convinta: la «non-proposta» genera il disagio delle famiglie (ma anche dei gestori) che siamo abituati a sentire e vedere, e pensare ai bisogni dei genitori e dei bambini, invece, fa davvero la differenza per sentirsi accolti e a proprio agio anche in un locale pubblico – anche perché il confronto può alleviare la stanchezza che la genitorialità comporta, cosicché ci si possa prendere per mano e creare una rete stretta dalla quale è meno probabile cadere e al contrario sentirsi sostenuti.

Questa esperienza mi ha convinta ad allargare i miei servizi anche verso i gestori di locali pubblici, offrendo la mia professionalità di Family Interior Designer per creare una proposta cucita addosso alle possibilità ambientali ed economiche dei gestori che vogliono davvero fare la differenza in questo senso. Credo che all’aumentare di questi posti inclusivi si vedranno sempre più famiglie uscire e condividere esperienze positive. 

Questa è la speranza che ho per il prossimo futuro!

Aree family friendly in giro per il mondo

Vi lascio con una piccola rassegna fatta da Carlotta di ristoranti e bar che hanno dedicato un angolo, un tavolo, una tovaglietta – un pensiero – ai bambini: un piccolo dettaglio a volte fa una grande differenza. Ne hanno moltissime, perché all'estero è molto comune, ma ve ne mostro una selezione.

Una piccola struttura in legno nel retro del ristorante
Un angolo con giochi tenuti in grandi scatole 
Un minuscolo cestino con giochini in un angolo
Un solo tavolo per l'infanzia con fogli e colori 
Un angolo in un ristorante, marcato dal tappeto verde
Un'intera stanza con giochi vicino ai tavoli
Due cuscini e una libreria in un angolo del ristorante

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Questo post è stato scritto da…

Valeria Ciancarella
Mamma di Leonardo e Diego, che "si passano" 2 anni. Grazie alla mia esperienza di mamma, alla passione per gli ambienti e ai contenuti La Tela, ho deciso di formarmi e cambiare lavoro. Oggi mi occupo di ambienti a misura di bambino e family friendly.