Sono meteoropatica
Foto di Thanun Buranapong
Oggi scrivo.Sono definitivamente meteoropatica e definitivamente consapevole di esserlo.
Mattino. Un naso nero e umido e una coda scodinzolante mi svegliano. Mio marito mi abbraccia, mi dice che mi ama e che sono bellissima.
Persiane abbassate, ancora buio dentro e, per quel che ne so, anche fuori. Parliamo dei nostri sogni per qualche minuto. Mi alzo, vado in bagno, mi lavo la faccia con acqua gelida. Sono sveglia.
Cucina. Alex mi aspetta e mi vizia come ogni mattina con la colazione preparata. Un pensiero alle nostre rispettive giornate, uno sbuffetto a Colbie e un buon caffè Nespresso. Doccia, vestiti — è agosto in Marbella, fa caldo! — borsa, zaino, chiavi, luci, porta, ascensore, garage, scooter, casco e… nu-vo-le.
Una distesa infinita di nuvole si presenta oltre il cancello automatico che separa il mio ottimo umore dal mio… umore e basta. Nel gelido soggettivo di una mattina d’estate senza sole, con l’aria che mi entra nelle vene a 90 km/h sull’autostrada, immediatamente rimpiango di non aver preso una giacca e immediatamente mi rendo conto che il mio progetto “skip lunch-go to the beach-lie in the sun” svanisce miseramente.
Sono definitivamente metereopatica.
Per questo, oggi scrivo. Che sono definitivamente meteoropatica.
Parliamone
Si dice meteoropatica... perché viene da meteo, non metereopatica.