Correre Vol.1: Perché scegliere la corsa?

Carlotta Cerri
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C’è una cosa in particolare per la quale provo un odio viscerale. Correre. L’idea di indossare le scarpe da ginnastica e uscire di casa per andare a correre un’ora o 10 minuti, può deprimere l’intera mia giornata fino al momento della tortura –che si dà il caso che sia per me fisica e mentale. Se programmo di andare a correre alle 18, fino ad allora –e anche durante– posso ritrovarmi infuriata con il mondo intero dal mattino alle 9 o anche dal giorno prima.

Non che non ci abbia mai provato. Poco prima di Natale ho fatto un tentativo: due giorni alla settimana sarei andata a correre con Alex, brevi distanze e corsa lenta per cominciare. Un disastro. Litigate e lamenti a non finire perché, non potendo sfogare la mia rabbia su altri, me la prendevo con quel santo del mio fidanzato – che ovviamente rallentava anche i suoi standard per me.

Finché un giorno, esausto perché chi mi conosce sa che quando mi impunto sarei in grado di esaurire anche la pazienza di Ghandi in persona, mi ha detto testuali parole: "Se decidi di continuare a correre, la smetti con questo atteggiamento e lo fai con un'attitudine positiva. Altrimenti prendi atto che non fa per te e fai altro".

Ho smesso. Fino ad oggi che ho deciso, per la milionesima volta nella mia vita, di riprovarci da domani. Ora vi chiederete. Perché?

Ci sono 4 –credo– motivi principali:

1.L'aspetto economico: correre non costa nulla, è lo "sport dello studente". E sfido uno studente che si mantiene casa e università a trovare il modo di pagarsi anche un abbonamento in palestra, piscina o un corso di ballo. Tutto quello di cui si ha bisogno per correre è un paio di scarpe da ginnastica e qualcosa di pratico da mettersi addosso che si trova generalmente rovistando a fondo negli armadi. Non importa se non hai il guardaroba del perfetto corridore, perché nessuno baderà a te né tu a loro: saremo tutti lì a soffrire per raggiungere un goal, sia esso correre una maratona o perdere un etto. E questo è fattibile con qualche decina o comunque non più di un centinaio di euro.

Sei una di quelle persone che si sentono motivate a iniziare solo se hanno l'abbigliamento e le scarpe all'ultima tendenza? Se, per esperienza in altri ambiti della vita, sai che questo davvero ti stimola e ti sprona a continuare, della serie "ormai ho investito in questo progetto e devo portarlo avanti", forse è la chiave del successo. Ma la mia personale esperienza è stata sempre la stessa: non solo non mi ha mai aiutata, ma, anzi, ogni volta che fallivo per mancanza di voglia/motivazione o troppa pigrizia, era ancora più frustrante aver buttato del denaro.

2. L'aspetto pratico: si può correre ovunque. Non importa dove si è, con chi e per quale occasione, ci si può sempre ritagliare un'oretta per andare a correre. In qualsiasi parte del mondo ci si trovi, basta trovare il posto in valigia per le scarpe da ginnastica perché l'abbigliamento da corsa, diciamoci la verità, non occupa poi tutto questo spazio.

In più, io ho un'ulteriore motivazione per tentare di prediligere la corsa: un "paseo maritimo" completamente a disposizione dei corridori. Un percorso in riva al mare, con le onde a pochi metri che si riversano sulla spiaggia e una quantità di persone, esperti o alle prime armi, che sono lì a sudare tanto quanto me. Il paradiso della corsa, insomma.

3. L'aspetto fisico: correre  definisce tutti i muscoli armoniosamente e brucia calorie. Cosa chiedere di meglio? Non vi ritroverete dei dorsali spropositati come nel nuoto o una sola spalla muscolosa come nel tennis o nella pallavolo –e parlo da ex-centrale– né polpacci enormi come nel ciclismo –a meno che, per essere chiari, i polpacci enormi non li abbiate già di natura.

5. L'aspetto tempo: correre dà risultati molto velocemente. Dicono che dopo due sole settimane di corsa –c'è chi dice dopo una, ma io preferisco concedermi più tempo– già si possano notare i primi risultati: i glutei leggermente più alti, la pancetta più piatta, persino la circonferenza cosce e braccia sensibilmente più sottile. Che sia vero o no, non mi sono nemmeno mai avvicinata al scoprirlo: ho sempre mollato prima.

Ma il mio principale dubbio è un altro. Se avete mai provato a correre e fallito, la prima cosa che vi ha forse indotto a smettere –come è successo a me– è la mancanza di fiato, quella sensazione di morire da un momento all'altro a meno che non ci si fermi all'istante. Quando e come si superi questa fase, sono curiosa di scoprirlo a partire da domani.

4. L'aspetto ludico: correre è... vorrei poter dire "divertente", ma proprio non mi esce. Purtroppo l'aspetto ludico della corsa non l'ho ancora trovato, ma mi sto impegnando a cercarlo, anzi, potrei quasi dire che tutta la fatica che farò da oggi in poi è per riscattare questo sport ai miei stessi occhi. C'è chi dice che correre è la cosa più rilassante al mondo, che è piacevole, che è appagante. Io non trovo nulla di tutto ciò. O non ancora, almeno.

Questi sono i motivi che nella mia testa mi spingono a provarci ancora. Se qualcuno ne conosce altri, è benvenuto a raccontarmi la sua esperienza – anzi, lo prego di farlo. Che io abbia torto o ragione, saprò dirvelo solo andando avanti. Quello che so ora è che ho preso coraggio e una decisione, ho detto ad Alex che da domani in poi andremo a correre almeno 4 giorni alla settimana e mi sono scoperta pubblicamente sul web. Quindi domani vado a correre e per la prima volta nella mia vita l'ho deciso io e serenamente.

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