Benvenute e benvenuti a un nuovo episodio di educare con calma.
Oggi parlo di un tema che di solito non riesco a affrontare senza commuovermi,
quindi vediamo come va oggi, non prometto nulla.
Dal titolo nella tua mente hai già capito di che cosa si tratta,
ma io vorrei che tu lo sentissi proprio anche nella pancia. Tanti di noi sono
cresciuti così.
Quando facevamo arrabbiare i nostri genitori ci privavano del loro amore.
Questo significa che crescendo abbiamo imparato che quando non compiacevamo
qualcuno non meritavamo il suo amore.
E così oggi quando i nostri figli sbagliano sono poco gentili con noi o non si
comportano come vorremmo,
la reazione che forse ci viene più naturale, istintiva e privarli del nostro
amore.
Li evitiamo, non vogliamo stare con loro, gli diciamo di non parlarci finché
non si scusano quando incrociamo il loro sguardo i nostri occhi sono arrabbiati
pieni di dilusione.
Privare i nostri figli del nostro amore è una punizione che spezza la fiducia
e dice "i io non ti amo quando ti comporti così".
Per me non vale quando provi queste emozioni, non dovresti provare queste emoz
ioni.
Tu sei responsabile di quello che provo io e della mia incapacità di gestire
la mia rabbia, un messaggio profondamente doloroso.
E così loro crescono con bagagli molto pesanti, pensando che le emozioni altru
i siano loro responsabilità,
che alcune emozioni siano negative, che bisogna nascondere la rabbia, che
quello che provano gli altri sia più importante di ciò che provano loro.
Perché è così difficile cambiare la nostra risposta?
Ti do prima la risposta ovvia, perché dare amore ai nostri figli proprio
quando ci diludono significa dire loro, ti accolgo e ti accetto e ti amo anche
nell'arrabbia, questo è già difficile di suo.
Ma non solo e adesso ti do lo risposta meno ovvia, perché significa dirlo
anche ai nostri bambini interiori e questa è la parte più difficile perché
nessuno la mai detto a noi.
A noi è stato insegnato che quando non soddisfacevamo le aspettative altrui ci
meritavamo che ci privastro dell'amore, che non ne ravamo degni.
Alcuni adulti ancora oggi fanno fatica ad ammettere che da piccoli non si merit
avano quegli abusi di potere, che si meritavano amore anche quando i genitori er
ano arrabbiati.
E così continuiamo a punirci e punire i nostri bambini interiori attraverso la
punizione che infligiamo ai nostri figli, perché privarli dell'amore, come ho
detto prima, è una punizione.
Tra l'altro questo è proprio il caso anche di chi dice "sono venuto subeno lo
stesso". Spesso lo si dice con leggerezza, ma in realtà se ci pensate a fondo,
proprio lo sentite dentro, con la mente aperta, con il cuore disponibile, è
molto doloroso ammettere che non siamo venuti subeno lo stesso, perché
significa ammettere a noi stessi che non ci meritavamo di sentire paura quando
eravamo con i nostri genitori, con le nostre persone di referimento.
Le persone che contavano di più al mondo non ci meritavamo di essere picchiati
e puniti e lasciati da soli a processare mozioni più grandi di noi che non cap
ivamo.
Ecco, la solitudine significa proprio anche rendersi conto che eravamo soli in
quella fatica, in quel disagio, in quel dolore, in quella paura, in quella verg
ogna.
Eravamo piccoli, spaventati e soli quando avevamo bisogno disparatamente di
qualcuno che ci stessa accanto e ci rassicurasse.
E questo mi commuove sempre, perché per noi genitori che duchiamo lungo term
ine è ancora più duro oggi,
quando senza volere lasciamo soli i nostri figli perché stiamo ancora impar
ando a fare diversamente.
Per i nostri genitori questo era forse un pochino più semplice secondo me,
perché non erano consapevoli che fosse sbagliato, non erano consapevoli del
danno che stavano facendo a lungo termine delle fatiche che stavano creando
dentro noi futuri adulti.
Noi genitori a lungo termine, invece lo sappiamo e questo può essere molto
doloroso perché non è che decidi di cambiare e guala a cambi.
No, il tuo istinto è quello di educare come sei stato educato, ma con la cons
apevolezza di voler scendere da quella ruota.
Difficilissimo questa combinazione, però se sei qui sulla tela tu sai che si
può scendere da questa ruota, quindi voglio lasciarti con un primo piccolo
passo.
Quando la rabbia ci porta a privare i nostri figli del nostro muore, quindi ci
allontaniamo o se tornano da noi, non gli parliamo e magari non accettiamo nel
loro scuse dicendo non mi interessa che mi chiedi scusa,
non mi interessa che cambi comportamento, frase che conosco bene perché lo
detto io stessa. Possiamo iniziare con un copione semplice.
Prima mi sono arrabbiata, io ho fatto quella cosa che non mi piace, ti ho fatto
pensare che non mere ti amore quando ti comporti così, non è vero, io ti amo
sempre e comunque.
E tu mi piace anche quando non mi piace il tuo comportamento, la mia rabbia e
mia responsabilità, voglio cambiare la mia reazione e ci sto lavorando.
E poi dopo quando i cervelli sono calmi potremmo parlare del loro comportamento
di un'alternativa per il futuro perché sono gli e la insegniamo come possiamo
pensare che si comportano diversamente.
La punizione non insegna e non ha mai insegnato, solo quando i bambini ragazzi
sentono il nostro amore e la nostra fiducia e si sentono accolti, visti e cap
iti, scelgono di ricambiare quella fiducia.
Anche attraverso la collaborazione che noi chiamiamo buon comportamento ma in
realtà è semplicemente la scelta indipendente di collaborare con noi, questo
è quello che significa collaborare nell'educazione a lungo termine.
E ti lascio anche con un pensiero aragnatella sulla rabbia che va a bracetto
con questa conversazione.
Essere arrabbiati è valido, lo ripeto spesso, ma ferire altre persone perché
siamo arrabbiati e non sappiamo gestire la nostra rabbia, quello no, non è val
ido, essere emotivamente immaturi, tutti e tutte possiamo scegliere come essere
arrabbiati.
E non e mai privare i nostri figli dell'amore o incutere loro paura o abusare
di loro emotivamente fisicamente.
Essere arrabbiati ed esprimere la rabbia, bene, significa, uno riconoscere che
lo siamo e abbiamo il diritto di esserlo, importantissimo.
2. Far una pausa se lo abbiamo già imparato e se no forzarci di farlo. 3. Com
unicarlo con un copiale di solito e più facile, per esempio, mi sto arrabbiando
, vado di là un momento per regolarmi.
4. Comunicare che abbiamo bisogno di tempo per noi anche solo un minuto e poi
prenderci, non basta solo comunicarlo.
4. Questa pausa e la pausa magica trastimolo e reazione, tra quello che vorrest
i fare distinto e quello che invece scegli di fare con intenzione.
5. Come dicevo, prima, prenderci davvero quel tempo e usare uno strumento per
regolare il nostro sistema nervoso, nel percorso trovi una lezione intera dedic
ata a metodivali di per farlo.
7. Ottono lo so. Quando siamo regolati ci scusiamo e ripariamo trasmettere con
chiarezza che quel comportamento non va bene e che possiamo scegliere chi siamo
nella rabbia e un messaggio potentissimo anche per i nostri figli.
6. Questo si chiama allenare la maturità, l'intelligenza, l'agilità emotiva e
questo lavoro richiede tempo mai possibile. Se vuoi iniziare ti rimando agli
episodi del podcast, consiglio ad amico, che sulla tela è la nostra persona di
riferimento proprio per la rabbia e la maturità emotiva, perché oltre essere
parent coach e mamma di tre figli per lei la rabbia esplosiva estremamente
personale.
7. E senti senti pronto, per avviare un lavoro più profondo ti consiglio il
suo workshop live in cui si lavora in un piccolo gruppo proprio per riuscire a
smettere di urlare a cambiare quella reazione estintiva, perché una cosa è
avere gli strumenti e la teoria e un'altra è metterli in pratica e silvia ai
uta proprio a fare questo passaggio.
7. Di nuovo non si tratta di reprimere la rabbia, sarebbe una pentola pressione
, si tratta di imparare come essere arrabbiati che è proprio quello che vog
liamo insegnare anche i nostri figli.
7. E tra l'altro ti ricordo anche che se un workshop live ti sembra troppo o
non necessario, ognuno impare in modo diverso ci sono tante persone, come me,
per esempio, che hanno molta esperienza a lavorare indipendentemente su se st
esse sulla propria evoluzione personale, ci riescono bene e fanno poco lavoro in
gruppo.
9. Nel percorso trovi un intera categoria rabbia per approfondire o per avviare
questo lavoro per conto tuo, sia sulla tua rabbia, sia su quella dei tuoi figli
.
9. E se quello che avete ascoltato, ha risponato in voi, vi invito ad andare
nei commenti e unirvi alla conversazione.
9. Non avete idea, o magari si ce la avete, di quanta differenza faccia, met
tersi in gioco e partecipare alle conversazioni a cui teniamo e la tela è un
posto sicuro dove farlo.
9. Per unirvi ai commenti potete andare sulla tela.com/podcast cercando il
numero dell'episodio, oscrivendo il titolo nella barra di ricerca del sito.
E anche per oggi è tutto, vi do appuntamento al prossimo episodio di duccare
con calma e non mi rimane che augurarvi buona giornata, buona serata o buona
notte.
A seconda ti dovesiete nel mondo. Ciao!