Preferiti dei bambini
Federica. Eccomi. Ciao. Arrivo da te. E prima di tutto, vorrei ringraziarti per la tua pazienza. Ringraziarti per la tua fiducia, per aver comprato questo uno a uno con me E E poi vorrei anche chiederti di pensare un attimo a dove sei in questo momento? Proprio a cercare di lasciare fuori tutto il rumore che senti. Anche i miei figli in sottofondo, gli uccellini che cantano Se li senti i lavori qua dietro nella casa, tutti i rumori che puoi sentire lì intorno a te in questo momento. Anche se magari, appunto, avrai seguito il mio consiglio. E stai ascoltando questo in un momento di totale silenzio e e ti chiedo proprio di chiudere gli occhi un attimo e di fare un respiro profondissimo. Tre respiri profondissimi possiamo farli insieme, se vuoi. Proprio rumorosi, respiri rumorosi. Ancora una sì. Okay. Questa è la prima cosa che ho sentito il bisogno di fare con te quando ho letto tutto quello che mi hai scritto e ed è una cosa che questo, con questo respiro rumoroso, è proprio una cosa che vorrei che iniziassi a fare anche tu quando senti questa centrifuga di cui parli, perché la centrifuga è davvero nella nostra mente è davvero una condizione esterna e io credo che sia importante riconoscerlo e credo che sia importante riuscire a trovare qualcosa che ci riporta al ai sensi che ci rincora i nostri sensi. Il respiro è uno strumento potentissimo che abbiamo noi di nostro, tutti a nostra disposizione e il respiro ad alta voce proprio è uno strumento non solo potente per noi, ma è anche molto contagioso, quindi aiuta tantissimo anche nelle crisi con i nostri figli e deve e deve essere proprio così, molto rumoroso ad alta voce. Io lo chiamo e detto questo Federica inizio proprio da te. Inizio da te perché purtroppo o per fortuna non c'è altra strada dove iniziare a risponderti. Devi ripartire da te, Federica. Quando un genitore mi scrive mi sento in una centrifuga, sono esausto, non non so più che pesci pigliare. Non so da dove ripartire la risposta, soprattutto soprattutto per una donna. E riparti da te. Federica, tu non puoi dare nulla né a tuo figlio né a tuo marito se prima non dai a te stessa. Maria Montessori diceva Non possiamo dare qualcosa che non è già dentro di noi. E questo è vero. È verissimo. non possiamo insegnare qualcosa che non sia già dentro di noi. Non possiamo insegnare la calma se noi non riusciamo a ad essere persone calme. Noi non possiamo insegnare la pazienza. Se noi non abbiamo pazienza, non possiamo insegnare a tollerare la frustrazione se non siamo capaci a farlo noi. Ma io devo aggiungere una cosa a questa frase celebre di Maria Montessori devo aggiungere Non possiamo dare qualcosa agli altri che non diamo prima a noi stessi? Tu non puoi dare amore, comprensione, tempo a pazienza, affetto, um ai tuoi figli e a tuo marito se prima non dai tutto questo a te stessa. E quindi la prima cosa che vorrei che riflettessi è proprio questa. Vorrei che riflettessi su quanto tempo dedichi a te, su quanto tempo dedichi alla donna dietro la madre, dietro la lavoratrice, che in questo momento sei comunque perché stai facendo la mamma e stai studiando e stai cercando di ritrovare un equilibrio tuo personale. Stai lavorando. Questo è il lavoro attivo a tutti gli effetti, anche se non pagato, che secondo me dovrebbe comunque essere pagato. Io sono una forte sostenitrice del fatto che le donne che stanno a casa con i figli per esempio, che decidono di stare a casa, magari mentre studiano o semplicemente per prendersi cura dei figli, dovrebbero avere un proprio stipendio. La famiglia dovrebbe trovare un piccolo stipendio da dare a queste, a queste donne dal salario della persona che hanno vicino. Se ce l'hanno poi, ovviamente a volte non non è possibile. Però credo che che sia davvero un cambio di mentalità che secondo me sarebbe aiuterebbe tantissimo a vedere il lavoro casalingo tra virgolette, il lavoro di cura dei figli della casa come qualcosa di di meno. Come dire, sottovalutato. Ecco di di più, um di più apprezzato. Detto questo che io sai che vado con le mie ragnatele di pensieri, se ascolti il mio podcast probabilmente ci sei abituata, altrimenti forse ti abituerai in questi in questa mezz'oretta che staremo insieme. Credo, Federica, che tu debba ripartire da te perché non c'è altra strada in questo momento e io lo so, lo so che è difficile, lo so che magari in questo momento avete uno stipendio solo, quindi state facendo più fatica, ma ma c'è sempre un modo per reimpostare le priorità, anche finanziarie della famiglia e riuscire a, in un certo senso a prendersi ritagliarsi sia del tempo per sé, sia che significhi, um, che magari tuo marito quando arriva a casa dal lavoro si sta con tuo figlio, sta con Massimo e tu esci perché ci arriverò anche, magari dopo. Non so se me lo ricorderò di dirtelo, quindi te lo dico dopo. Te lo dico già adesso credo che sia importante che nel momento in cui tu ti dedichi del tempo per te magari proprio all'inizio tu esca proprio Esci di casa, vai a fare qualcosa che ti piace. Magari una passeggiata con un podcast nelle orecchie, se ti piace, magari una lezione di qual qualche sport o qualche hobby che ti possa piacere, um, magari anche solo una passeggiata nel silenzio. Se un parco vicino a casa um se ti piace guidare, prendi la macchina guida e ascolta musica, Cioè trova qualcosa che ti possa nutrire e che possa fa e che tu possa fare quando tuo marito quando Alessandro arriva a casa E perché ti ricordo che Alessandro ha avuto tutto il tempo tutto il giorno per rica-, per ricalibrare se stesso, per ritrovare le proprie energie, per ricaricare le proprie batterie. Perché è stato tutto il giorno in un ambiente senza bambini, in un ambiente in cui ha potuto nutrire l'adulto, ha potuto nutrire il l'uomo dietro al padre dietro al marito ha ha potuto quindi, um, ricaricare le proprie energie e avere conversazioni adulte. Tu tutto questo non ce l'hai avuto durante il giorno, quindi nel momento in cui lui torna a casa è ricaricato, anche se è stato a casa, anche se è stato al lavoro. Mhm, quello è un tipo di stanchezza diversa, ma le energie dell'uomo sono ricaricate. Le energie del lavoratore magari sono più basse, ma nel momento in cui torna a casa lui è di nuovo padre di nuovo marito e quindi deve fare la sua parte in questa relazione in queste relazioni e lasciare che tu possa ricaricare le tue energie di donna. Okay, e questo credo che sia importantissimo, mhm. Ma anche se lui se questo non è sufficiente, potete davvero ripensare alle alle finanze e provare a prendere un paio di ore a settimana una persona che stia con Massimo e che, um, appunto, diventi una sorta di anche punto di riferimento della famiglia, magari anche solo due ore alla settimana, un pomeriggio o magari due pomeriggi alla settimana per un'ora semplicemente una persona che arrivi con tutta l'energia, con tutta la sua caraffa piena e possa stare con massimo dandogli tutte le attenzioni e e anche appunto giocando in maniera diversa da come giochi tu. Magari è bellissimo che i bambini possano sperimentare diversi modi di giocare e magari potreste anche pensare a una lingua diversa. Se conoscete un un una babysitter, per esempio, che che sia di lingua straniera potreste pensarlo anche come a un qualcosa da da regalare a vostro figlio una nuova lingua. E ecco, queste sono piccole idee. Però il quello che il l'obiettivo di tutto questo è che tu possa ritrovare del tempo per te, che tu possa ritrovare del tempo per stare con Federica Dov'è Federica, dove sei tu? Ecco ritrova la donna dietro la madre dietro la donna dietro la lavoratrice perdona scusami dietro dietro non la donna, ma la donna dietro la madre dietro la moglie, dietro la lavoratrice dietro l'amica dietro la figlia. Ecco, ritrova la donna l'individuo Questo è l'unico modo per avviare questo processo, avviare questo percorso, perché quando tu sei vuota non hai nulla da versare agli altri. No, è un po' come il quell'immagine, un po' cliché, forse della caraffa, ma quando la tua caraffa è vuota perché hai riempito tutti i bicchieri degli altri che cos'hai da dare, non hai più nulla da dare e quindi non ci rimetti solo tu, ma ci rimettono anche gli altri, perché poi loro hanno già bevuto l'acqua dai loro bicchieri e adesso sono vuoti. E chi li chi li riempie? È anche importante che tu, um riesca piano piano e questo è un esercizio che devi fare. Piano piano, ovviamente. E te lo accenno solo perché non è questo Non è questo il momento. Non è questa la sede che tu inizi proprio a pensare che non è tua responsabilità riempire le caraffe di tutti gli altri che riempire le riempire i bicchieri di tutti gli altri? Perché riempire i bicchieri è uno sforzo comune della famiglia. Quindi Alessandro deve anche riempire il tuo bicchiere deve riempire il bicchiere di massimo massimo piano piano devi a riempire i vostri bicchieri. Um um ma prima di tutto, prima di tutto, tutti quanti dovete imparare a mantenere la vostra caraffa piena. E questo si fa sia bambini che adulti, imparando a non prendersi il carico dell'emozione altrui, imparando a non prendersi la responsabilità delle emozioni altrui. Quindi quando tu mi dici che che ti senti in un certo ca- in un certo senso um ti senti in colpa nei suoi confronti? Ecco, quel senso di colpa in realtà non è prima di tutto non è un'emozione tua perché non è davvero senso di colpa. Quella è un'emozione altrui. Tu stai riflettendo, stai riflettendo. Um, proprio per quei neuroni specchio che abbiamo nel cervello. Mannaggia a questi neuroni specchio che certo ci aiutano a essere ad avere empatia e a metterci nei panni degli altri. Ma mannaggia, ci um ci danno anche un sacco di lavoro sulle nostre emozioni. Però quel senso di colpa che tu provi in realtà non è tuo non è un'emozione tua. Tu stai riflettendo la tristezza di tuo figlio, stai riflettendo la preoccupazione di tuo marito che adesso non sa come gestire quella quell'emozione di tuo figlio. Quindi tu stai riflettendo emozioni altrui, il senso di colpa che provi restituiscilo loro quell'emozione che tu provi restituiscila, non è tua. Non prenderti la responsabilità delle delle emozioni altrui e nel momento in cui non ti prendi tu la responsabilità delle emozioni altrui e impari a fare questo lavoro per te. Lo insegni anche a tuo figlio? Perché è una cosa potentissima imparare a non prendersi la responsabilità delle emozioni altrui. Perché allora cosa succede? Che i bambini crescono. E quando noi li urliamo, per esempio, loro riescono a separare la nostra emozione dalla loro. Quindi quando noi li urliamo, loro iniziano a capire. Okay, questa è mia madre che sta sbloccando perché lei non si sente bene. Io prendo questa emozione che sto provando in questo momento e gliela restituisco perché non è mia. Non è mia responsabilità se lei mi sta urlando. Non è qualcosa che ho fatto io, Perché il mio comportamento, non um non è non come dire non provoca la sua reazione. Mia madre sceglie come gestire le sue emozioni. Quindi quando lei mi urla, è lei che non è capace a gestire quell'emozione. Non sono io responsabile di Quell'emozione e questo è un messaggio potentissimo. Federica, lo so che ti sto dando tantissime informazioni, ma credo che sia importante, soprattutto perché vedo che tu non hai ancora iniziato un percorso, um qui sulla tela con me e che ti invito a fare tra l'altro a breve. Stiamo per lanciare la piattaforma nuova E davvero ti invito a unirti, unirti a questo a questa piattaforma, perché credo che potrà potrete beneficiarne sia tu sia tu che Alessandro che massimo tantissimo, ma proprio tantissimo, perché è una piattaforma di crescita personale, di geni di genitorialità che ho pensato proprio per le famiglie, per aiutare le famiglie. E quindi te lo dico proprio in esclusiva, perché in realtà ne ho parlato poco. Cioè, ne ho parlato tanto, ma nessuno sa i dettagli. E però, ecco, ci tengo proprio a dirtelo e e a dirti che secondo me ne beneficerete tantissimo ad unirvi a questa a questa piattaforma. E tra un po' tra un po' avrai anche i dettagli, perché spero che potremo lanciare la settimana prossima o quella dopo. Detto tutto questo lo so che sono tante informazioni. Federica, puoi riascoltare questo messaggio quante volte vuoi. So che sarà anche lungo, ma voglio davvero darti gli strumenti per riuscire a sbloccare questa situazione in cui ti senti E il primo strumento è proprio questo. Devi pensare alla cura di te. Questa è la base, devi sono sono le fondamenta della casa che stai costruendo? Sono i primi passi del tuo percorso. Okay, adesso passiamo invece a un altro argomento che secondo me è un'altra piccola base um e non c'entra ancora nulla. Tuo figlio non c'entra ancora nulla. Ci arriviamo anche lì, te lo assicuro. Ma prima di tutto credo di doverti dare un'altra piccola base che è la tua relazione con Alessandro. Um tu mi dici che è un padre premuroso, mi dici che ovviamente per ragioni lavorative non c'è molto, ma um quando c'è leggo che perde spesso la pazienza. Mhm, credo che questo io non sono solita a girare intorno alle al alle cose importanti e a dirle in maniera molto diretta e spero con tutta la gentilezza e il tatto di cui avete bisogno, ma anche in maniera molto onesta e trasparente. Credo che il fatto che lui perda la pazienza sia anche parte della ragione per cui Massimo faccia fatica a separarsi da te. Massimo fa fatica a separarsi da te perché tu sei il suo punto di riferimento e questo non è capriccio. Questo è evoluzione. È normale che lui abbia bisogno di te perché tu sei il suo punto di riferimento. I bambini um ti mando anche un video che ho fatto da poco. Non lo so se mi segui su Instagram, ma te ti mando Te lo mando qua sulla tela se non hai Instagram o se non mi segui lì, um, i bambini non hanno la capacità di pensare razionalmente prima di tutto il loro cervello per i primi sei sette anni è incapace di gestire gli impulsi, di gestire le le emozioni, le emozioni. Tanti adulti non sanno ancora gestirle, quindi figurati Un bambino con un cervello poco sviluppato è ancora molto immaturo e ma soprattutto non sanno gestire la propria um i propri impulsi non hanno la forza di volontà. La forza di volontà inizia a svilupparsi verso i sei sette anni, quindi inizia a svilupparsi. Quindi, um massimo ovviamente non non può razionalizzare e dire Okay, mia madre sta andando via, ma io sono al sicuro. No, non può farlo finché lui non si sente al sicuro. Quando tu vai via continuerà a piangere. Perché? Perché è un meccanismo di sopravvivenza. È un meccanismo in cui, um che abbiamo imparato in generazione in generazione nella storia dell'essere umano dell'evoluzione dell'essere umano abbiamo imparato ed è intrinseco in noi. Massimo, quando tu ci sei si sente al sicuro quando tu vai via. Quella sicurezza la perde se non ha un punto di riferimento forte, un punto di riferimento calmo e paziente con sé, quindi, ed è qua che vorrei arrivare. Vorrei proprio che lavorassi con Alessandro in modo che lui possa lavorare sulla sua pazienza. Perché, come ti dicevo prima, um il fatto che noi perdiamo la pazienza non c'entra nulla con quanto nostro figlio piange. Noi perdiamo la pazienza perché non siamo capaci a gestire le nostre emozioni. Quindi il lavoro che vorrei che facesse Alessandro e non tu, e magari per questo dobbiamo fare un uno o uno completamente diverso e magari potrebbe scrivermi Alessandro, um, dal suo profilo credo che il lavoro che lui debba fare sia molto, molto importante e tu puoi aiutarlo a fare questo lavoro facendo un piccolo gesto che aiuterà entrambi in questa relazione e in questa situazione. E questo gesto è una riunione settimanale, vi invito proprio a creare, a dedicare una riunione settimanale a queste conversazioni sia all'educazione dei figli, perché credo che sia molto importante essere sulla stessa frequenza d'onda e per farlo potete magari anche solo per la prima iniziare proprio da questo messaggio. E se e se lo stai facendo Federica, sei ho deciso di farlo. E state ascoltando insieme questo messaggio. Ciao, Alessandro. Ciao anche a te. Spero davvero che stiate ascoltando insieme questo messaggio. Che abbiate preso il mio consiglio di iniziare una riunione settimanale e per farlo, magari proprio a partire da questo messaggio che da questo messaggio audio. Perché una riunione settimanale vi aiuta a prima di tutto ricollegarle tra voi due e mantenere quella connessione che avevate prima che arrivasse. Um massimo, perché è ovvio che la relazione la connessione è è cambiata. Quindi una riunione settimanale vi aiuta anche se inizia parlando di educazione. In realtà poi finisce parlando di tutto il resto e e vi invito proprio a ad avere questa questa riunione settimanale, perché l'educazione dei figli è qualcosa di cui dobbiamo parlare. È un po' come comprare una casa. Tu non penseresti mai. Non ti sogneresti mai di dire Okay, stiamo cercando casa. Ne vedo una se firmo il contratto. No, torni a casa. Parli con Alessandro. Andate a vederla insieme. Ne parlate ancora un po'. Decidete insieme una decisione di di famiglia. L'educazione dei figli è una decisione di famiglia. È un qualcosa per cui bisogna sedersi a tavolino e parlare e e parlandone, magari potete ascoltare un episodio di un podcast, per esempio, te ne lascerò tanti nelle risorse. Potete guardare un potete leggere un articolo e e parlarne e e capire le le emozioni che vi suscita, capire perché vi suscita quelle emozioni e poi capire come volete gestire la situazione che state vivendo. E quindi credo che sia veramente importante, perché nel momento in cui iniziamo a parlare di educazione ci informiamo e quando ci informiamo sappiamo anche in che fase evolutiva sono i nostri figli. Per esempio, adesso Massimo è in una fase evolutiva estremamente delicata. Se tu mi dici che ti senti in una centrifuga, ovviamente ti senti in una centrifuga per tutti i cambiamenti che avete che avete passato e anzi, mi mi mi si è proprio stretto il cuore a pensare a quanta fatica abbiate fatto proprio con tutti questi cambiamenti in quest'anno um um e penso che però devo proprio dirti che nel momento in cui, um tu dici ci sentiamo in una in una centrifuga e lo siete in una centrifuga. In realtà Massimo si sente in una tripla centrifuga, perché il suo cervello già è come se fosse in una centrifuga, perché nei due anni. Che poi in realtà è una fase che dura molto di più dei due a dei due anni va dai diciotto mesi ai tre anni e mezzo. Quattro addirittura il suo cervello è in una fase che si chiama autoaffermazione, ma si sta massimo. Si sta rendendo conto di essere un una persona separata da te, una persona separata da voi con la sua propria volontà, la sua propria indipendenza. Non ti sto a parlare troppo perché ti mando una collezione proprio sui due anni, perché io questa fase la chiamo i due anni, perché spesso erroneamente si pensa che succeda solo ai due anni. No, si chiamano i terribili due che per me sono meravigliosi. Invece i due anni però sono meravigliosi quando capiamo i nostri figli, quindi ti mando proprio una collezione apposta che secondo me sarebbe utile anche che Alessandro ascoltasse proprio perché spesso e volentieri quando capiamo i nostri figli poi possiamo aiutarli e aiutarci molto più facilmente. E quando capiamo quando abbiamo gli strumenti, la genitorialità è molto più facile. Quindi, um, credo che sia assolutamente ti lascio le risorse nel qua sotto, qua nel testo um questa collezione sui due anni potrà aiutarvi a capire molte delle cose che sta passando massimo nella sua testa. Quindi lui davvero si sente in questa grandissima centrifuga? E soprattutto vorrei lasciarvi una frase che a me ha aiutato tanto quando mio figlio fa fatica, anzi, quando mio figlio mi fa fare fatica è perché lui ne sta facendo cento volte di più. E questa frase a me ha aiutato, perché davvero mi ha permesso di essere, di mos- di di, di essere. È ancora più empatica di provare ancora più empatia verso la fase che che sta vivendo, verso la fase di evoluzione delicatissima um che i miei figli stavano vivendo quando a quell'età e quindi che massimo sta vivendo a questa età. E detto tutto questo, um credo che sia davvero davvero importante um che tu e Alessandro cambiate. Anzi tu probabilmente no. Però è un lavoro che secondo me potete fare insieme. Cambiate la mentalità sui capricci, i capricci non sono altro che comunicazione. I capricci non sono negativi. Purtroppo nella nostra società li vediamo come negativi perché associamo quel comportamento a qualcosa di negativo. Però in realtà quel comportamento è positivo perché nostro figlio non ha altro modo di comunicare, quindi quando lui sta provando un'emozione forte. Quando Massimo sta provando un'emozione forte l'unico modo che lui ha di esprimerla, è piangendo, a volte picchiando, a volte mordendo, a volte spingendo, a volte urlando, a volte caricandosi per terra al supermercato quelli non sono capricci, quello è comunicazione. I nostri figli non hanno la razionalità, la la capacità cerebrale di dire di di razionalizzare le proprie emozioni e dire o sto provando questa emozione forte. La mia mamma sta uscendo in questo momento e a me non piace questa cosa, perché io in realtà ho ho bisogno di lei e ho bisogno di questo senso di sicurezza, questo senso di sicurezza effettivamente evolutivo. Quindi magari posso calmarmi e capire che in realtà sono sicuro anche con il mio papà, magari potessero fare tutto questo nella loro mente. Ma i bambini non hanno questa capacità e quindi cosa fanno? Piangono, ci comunicano quello che possono piangendo. Quindi, ecco, vorrei proprio che iniziasse. Iniziasse um che anzi che Alessandro iniziasse a cambiare questa mentalità sui capricci. I capricci non sono capricci E per farlo, probabilmente quello che vi consiglio, quello che consiglio ai genitori è proprio iniziare a ca-, a togliere proprio questa espressione capriccio non usarla più questa parola, ma usare l'espressione crisi. Perché? Perché quando siamo in crisi, quando usiamo la parola crisi, possiamo, um diciamo sentirci più vicini alla persona che sta avendo la crisi, perché anche noi spesso ci sentiamo in crisi quando noi ci sentiamo in crisi. Che cosa vogliamo? Vogliamo qualcuno che magari stia seduto vicino a noi e ci stringa la mano e ci dica sono qui per te, capisco quello che stai provando o vogliamo qualcuno che ci urli addosso Ci dica Ah, smettila di fare i capricci, smettila di fare così, calmati ma non vedi che cosa stai facendo? Ma dai ma ma ma ti sembra normale? Cioè che persona vogliamo se noi pensiamo ai capricci di nostro figlio come a una crisi che sta vivendo? Secondo me riusciamo a essere molto più empatici, ad avere molta più empatia e quindi invito proprio massimo a fare questo lavoro perché credo che sia fondamentale per riuscire a diventare quel punto di riferimento sicuro di cui Massimo ha bisogno in questo momento e e e sempre um questo piccolo cambiamento, ovvero riuscire a lavorare sulla sua pazienza, a lavorare sulla sua calma e parlo di Massimo um sarà un game change nella vostra famiglia un ca- cambierà proprio come di come si dice in italiano. Aiutatemi! A volte il mio cervello è solo in spagnolo o in inglese e però ecco davvero um, può cambiare completamente a trecentosessanta gradi la situazione. Questo è un po' quello che mi sento di dirvi e lo so che non ho affrontato il discorso sonno perché aprirei una parentesi adesso troppo grande, ma per il discorso sonno io credo e ti consiglio Federica di comprare un uno a uno con Chiara. Perché? Perché quello che io posso raccontarti dell'aspetto sonno in realtà son è la mia esperienza ed è, um sono le informazioni che io ho letto e ho studiato quando io stavo vivendo quell'esperienza e sono valide perché sicuramente una un io sono una persona che si informa molto e che si aggiorna anche um e quindi sì, probabilmente saprei aiutarti, ma penso che chiara che è una persona che continua costantemente a informarsi e lavora con i genitori proprio solo ed unicamente su questo aspetto, ovvero sul sonno della famiglia. Perché attenzione non è solo il sonno dei bambini, ma è il sonno della famiglia, um, possa davvero sbloccare quella situazione per voi e credo che avreste tantissimi benefici a parlare con lei, raccontando proprio solo ed esclusivamente parlando del sonno della famiglia. Perché qua, in questo messaggio che mi hai inviato c'erano tante, tante, tanti, tanti piccoli fattori da prendere in considerazione e il suono della famiglia era uno di quelli. In realtà io penso che se tu dedicassi un uno a uno con Chiara che è una professionista meravigliosa nonché essere umano meraviglioso che ho scelto tra tantissimi per far parte del nostro team, la tela, io credo davvero che parlando con lei proprio unicamente senza altro della vostra situazione familiare, ovviamente spiegandole anche il contorno le dinamiche che hai spiegato a me i cambiamenti degli ultimi mesi, che sicuramente influiscono tantissimo. La vostra preoccupazione anche per, um il quello che c'è quello che è la situazione dei tuoi genitori, di tuo padre Federica, credo che veramente possa aiutarvi a sbloccare la situazione sonno, ma preferisco che lo faccia lei perché preferisco che lo lo faccia qualcuno che davvero possa dirti le parole esattamente le parole di cui hai bisogno per la tua famiglia, perché io potrei dirti le parole di cui io avevo bisogno, ma probabilmente ti farei un disservizio. E quindi ecco, penso che di averti dato tanti spunti. Molti, molti, molti. E so che in questo momento probabilmente ti senti anche un po' sopraffatta, perché quello di cui ti ho parlato è davvero tantissimo. Ma ti lascio tanto, tanto tanto nelle risorse, perché credo che sia importante che tu abbia il tempo di dedicare um diciamo a queste risorse di dedicare a questa situazione il giusto tempo. Ecco, penso che possa che la situazione che stai vivendo sia molto comune. E soprattutto credo che, um, come ti ho detto, richieda proprio un un reimpostare le priorità. Quindi ripartire da te, ripartire da una riunione settimanale con Alessandro per sentirvi squadra in questo processo e poi appunto, vedere cambiare la vostra mentalità su quella che è la fase evolutiva di vostro figlio in questo momento, quindi cominciare a vederlo sotto nuovi occhi e per questo ti consiglio sicuramente la mia guida e il tuo coccodrillo, perché non solo ti aiuterà a vedere i capricci, è proprio una guida sui capricci, um che io chiamo crisi. Come avrete capito, non solo vi aiuterà a vedere le crisi sotto nuova luce, ma vi aiuterà a Vi darà strumenti pratici e c'è. Un libro per l'infanzia da stampare, che potete leggere proprio con Massimo, che dà uno strumento fortissimo, importantissimo, che ha aiutato tantissimi bambini a gestire le proprie emozioni, che è il coccodrillo. E quando lo leggono i bambini si immedesimano in Oscar, che è il protagonista che è basato su mio figlio Oliver. Anzi è proprio nato come Oliver in realtà in questo personaggio, in questo libro. E poi abbiamo cambiato il nome a Oscar e si immedesimano proprio in lui. E a volte succede una magia quando i bambini capiscono e hanno uno strumento per gestire le emozioni che il coccodrillo. In questo caso succede una magia. Quindi questo te lo consiglio tantissimo. Ti metto anche questa nelle risorse Federica e Alessandro se hai deciso di condividere questo messaggio con Alessandro, che spero che tu l'abbia fatto, faccio il tifo per voi, credo in voi. Siete sulla strada giusta perché il passo più difficile lo avete già fatto. In realtà siete qua, state cercando avete cercato aiuto, Federica, hai cercato aiuto e e sei nel posto giusto. Um e e stai facendo sei sulla strada giusta. Infatti una cosa che io non ti ho detto e che voglio dirti. Proprio per concludere, è il bellissimo lavoro che penso che tu stia facendo Federica proprio quando quando leggevo e quando mi dicevi che hai trovato una pazienza che non pensavi di avere in una vita intera e quando nei piccoli, nelle piccole frasi in cui mi hai detto come ti relazioni con Massimo um nel anche solo in quella domanda sto facendo troppo per lui? No, no Federica, non stai facendo troppo per lui. Stai facendo un lavoro bellissimo celebrati oggi, celebrati per questo lavoro che stai facendo con Massimo perché sei sulla strada giusta e ricordati che quando fai fatica, quando pensi di stare dando troppo, non c'è troppo amore che puoi dare non c'è troppo il troppo amore non è un vizio. Il troppo amore è e sicurezza rende sicuri, rende rende indipendenti perché spesso e volentieri abbiamo questa sensazione che l'indipendenza si impari con l'indipendenza, quindi lasciandoli soli no. E invece è proprio il contrario. L'indipendenza si impara attraverso un attaccamento sicuro attraverso la sicurezza. Quando i bambini si sentono sicuri in quella relazione con noi sono pronti per esplorare il mondo perché noi gli diamo quella sicurezza Basta, ti lascio andare però volevo proprio dirti come ultima cosa abbiamo iniziato con un respiro e voglio che finiamo con una celebrazione di te. Federica, quando senti di stare sbagliando tutto non sei un genitore sbagliato, sei un genitore che sta facendo fatica. Sei sulla strada giusta. Federica celebrati un abbraccio, Faccio il tifo per voi e il nostro follow up si apre tra sette giorni e mi piacerebbe che appunto provaste a lavorare su questi piccoli consigli che ti ho dato e che vi ho dato. E raccontami poi come sta andando. Ciao.