Episodio 2 ·

Meglio fatto che perfetto

In questo secondo episodio "rompighiaccio" vi racconto un dietro le quinte del primo episodio e vi parlo del motto che, da quando sono mamma, mi ha aiutata a portare avanti i miei progetti. E poi seguo un filo della mia ragnatela di pensieri che mi porta a riflettere sul perché faccio ciò che faccio, sul perché io abbia creato un corso online e sul perché io scelga di creare ogni giorno contenuto gratis sul mio blog e ora su questo podcast.

Se vi piace, lasciatemi una recensione e fatemi sapere che mi ascoltate 🙂

Un abbraccio,
Carlotta

Alcuni articoli sul mio blog che vanno a pennello con questo episodio:

Come essere mamma ha aumentato la mia produttività.

Come essere mamma lavoratrice e mantenere un blog.

Siamo tutte nella stessa barca, noi mamme.

La nostra generazione di genitori è pioniera.

Alcune citazioni che menziono nell'episodio:

«Non si può collegare i puntini guardando avanti; li si può collegare solo guardandosi indietro», Steve Jobs

«Il cambiamento è una caverna oscura in cui bisogna entrare per trovare il tesoro», René Brown

«Evolvete come se gli altri dovessero tornare a conoscervi da zero», anonimo

 Ciao e benvenuti alla seconda puntata del mio podcast "Educare con calma". Spero che siate bene e se mi state ascoltando e avete ascoltato la prima puntata, saprete che non ho molto le idee chiare su cosa succederà in questo podcast. Infatti questo secondo episodio è un altro scioglighiaccio, se così vogliamo dire, un po' per rompere il ghiaccio e cercare di capire come si fa davanti a un microfono e come si mantengono le idee insieme e coerenti perché dovete sapere che se potessi registrare questo podcast sotto la doccia sarebbe assolutamente perfetto perché sotto la doccia per me almeno non so, c'è gente che canta sotto la doccia, io parlo, quindi veramente nascono delle conversazioni che a volte penso "mannaggia se avessi registrato quella sarebbe un podcast perfetto" perché parlo di argomenti di cui magari voglio scrivere sul mio blog e quando ne parlo mi sembra di dire delle cose veramente sensazionali poi invece mi siedo computer fuori dalla doccia ovviamente ed è come se la magia della doccia sparisse quindi non so esattamente che cosa succederà in questa seconda puntata dalla prossima prometto che avrò una scaletta e parlerò di temi più specifici ma oggi voglio solo raccontarvi alcune cosine tra cui per esempio un piccolo behind the scenes un piccolo, come si dice, dietro le quinte della prima puntata. Dovete sapere che nella prima puntata ho registrato alcune parti veramente molte molte volte. La prima volta perché non sapevo ancora usare gli strumenti quindi non non era riuscita. La seconda volta, Idem, avevo fatto un altro errore ad impostare gli strumenti quindi anche quella non era riuscita. La terza volta era riuscita ma si è messo a piovere, quindi cosa è successo? Si sentiva la pioggia. Ho provato poi a toglierla pensando sicuramente c'è un'applicazione che riesce a togliere la pioggia no non sono riuscita quindi cosa ho fatto ho preso quella parte della pioggia e l'ho riregistrata allora vado mi metto seduta mi metto le cuffie ascolto e tutto perfetto fino a un certo punto che si sente in sottofondo un ecco era la pompa dell'acqua c'è veramente una sfiga pazzesca perché non me ne sono accorta mentre registravo che quando qualcuno tira l'acqua si sentirà un po' dell'acqua qui in campagna e mentre registravo non me ne sono accorta ma ovviamente appena l'ho riascoltato anzi vi invito ad andare a riascoltarlo e trovare il minuto perché così vi fatto una risata a quel punto mi sono detta no non è possibile non è possibile non è possibile non ho tempo di riregistrarlo e allora ho deciso di non farlo ho deciso better done than perfect meglio fatto che perfetto dovete sapere che questo è stato il mio motto per veramente tanti anni ormai, soprattutto da quando è arrivata Emily. Perché quando sono diventata mamma di Oliver non ho dovuto abbandonare più di tanto il mio perfezionismo. Avevo parecchio tempo a disposizione, Oliver dormiva veramente tanto durante il giorno, quindi anzi forse la mia produttività è addirittura aumentata e ci sono degli articoli sul mio blog che lo confermano. Invece quando è arrivata Emily nel 2016 dovete sapere, anzi forse saprete se mi seguite sul blog che lei non ha dormito per due anni e io con lei ovviamente. Sono stati i due anni di cui ancora oggi faccio fatica a parlare, ancora quando ci ripenso mi viene un po' un groppo in gola. Due anni veramente non facili, due anni in cui sono stata un po' al limite con la depressione in un continuo limbo di pensieri negativi, distruttivi e autodistruttivi, un po' in uno stato di zombie mentale fisico ed emotivo anche, che ha tirato un po' fuori il peggio di me in tutto, come madre, come moglie, come donna. Di questo ne parlerò in un altro episodio, magari proprio nel prossimo, ma quando ho deciso di risalire, di riemergere come una felice, ho deciso che dovevo cambiare il mio approccio, perché l'approccio di perfezionismo che avevo in tutto quello che facevo non funzionava più con Emily perché con Emily non avevo mai tempo per me stessa, Emily non dormiva mai notte o giorno, se faceva un riposino erano veramente 15 minuti nel marsupio e in quei 15 minuti non potevo fare niente ovviamente quindi diciamo che per continuare a lavorare dovevo veramente sposare e accogliere il principio meglio fatto che perfetto e è meglio fare una cosa che desidero, piuttosto che continuare a posticiparla per renderla perfetta, perché perfetta non lo sarà mai. Però devo dire che ora, guardandomi indietro, perché come disse Steve Jobs "si può solo collegare i puntini guardando indietro, mai guardando avanti", solo ora capisco che il tunnel in cui mi ha catapultato la privazione del sonno ha tirato fuori anche una parte di me che doveva liberarsi e che scalpitava per uscire, e di cui poi avrei avuto bisogno per affrontare anche altre sfide fisiche e mentali, intraprendere dei percorsi nuovi, entrare nelle mie "caverne oscure", come la chiamo io. C'è una bellissima citazione di René Brown che dice che il cambiamento è una caverna oscura in cui bisogna entrare per trovare il tesoro. E forse questa citazione non l'ho mai davvero capita fino quando non sono stata costretta a entrare nella mia propria caverna oscura e cambiare qualcosa nella mia vita perché il modo in cui vivevo non era emotivamente sostenibile. Un giorno ne parleremo e vi racconterò di cosa ho dovuto cambiare e come l'ho fatto, ma oggi quello che mi piacerebbe dire è che solo allora, solo quando mi sono ritrovata faccia a faccia con i miei demoni e ho deciso di entrare nella mia caverna oscura, ho scoperto che il tesoro ero io, era la mia evoluzione personale, era il comprendere che il nostro scopo nella vita è dare luce a noi stessi, evolvere come se tutti dovessimo tornare a conoscerci da zero, che per me è un pensiero meraviglioso, un messaggio bellissimo, io auguro spesso di evolvere così tanto che gli altri devono tornare a conoscervi da zero. Ormai è diventata la mia filosofia di vita, ma devo anche ammettere che forse mi apparteneva già da molto prima che lo diventasse, cosa che spiegherebbe anche un po' il perché di tutte le scelte e le strade controcorrenti che ho preso negli ultimi 15 anni dalla dieta paleolitica, che mi avrebbe poi portato a intraprendere un viaggio nell'alimentazione responsabile. La filosofia montessorica mi avrebbe poi portata a mettere in dubbio tutto un sistema educativo che ho deciso di non accettare, che ho deciso di rifiutare per me e per i miei figli e poi anche da piccole scelte del percorso degli ultimi dieci anni come quella per esempio di restare in affitto invece di comprare, un percorso che alla fine ci ha portati a viaggiare per il mondo perché sicuramente se avessimo avuto una casa nostra anche lavorando entrambi online sarebbe forse è stato un ostacolo in più e credo che tutte queste scelte controcorrente siano anche la ragione per cui ho deciso di creare un podcast, perché può sembrare presuntuoso, ma credo davvero di avere qualcosa di valido da condividere con voi, da raccontare, credo di poter forse ispirare qualcuno ad entrare nelle proprie caverne oscure e avviare un cambiamento che rivoluzionava tutta la loro vita. Oddio, detto così sembra che pensi di essere una qualche divinità o guru che possa impondere luce, no, no, vi assicuro che so di non esserlo, ma... e mi rendo conto che il fatto che ci sia un "ma" in questa frase è un po' preoccupante, ma lo dico lo stesso, credo fortemente che in una società come la nostra, sempre pronta a puntare il dito e criticare, dobbiamo imparare a riconoscere le nostre qualità, a celebrare i nostri successi, a celebrare noi stessi, a fare scudo contro le opinioni della gente e imparare ad ascoltarci dentro, a creare le nostre opinioni, a seguire l'istinto quando ci dice di andare controcorrente, a cambiare il linguaggio nella nostra mente perché solo così, solo cambiando il linguaggio, possiamo cambiare il dialogo con noi stessi, con la società e soprattutto con i nostri figli. E io ci credo nel cambiamento, credo nella possibilità di una società migliore di quella che vedo oggi. Se non ci credessi non farei nulla di quello che faccio, non avrei sicuramente deciso di creare un corso online per genitori se non credessi nei genitori, non avrei deciso di di produrre tutto il contenuto che produco sul blog, gratis, se non credessi nei genitori. Se non credessi che noi genitori possiamo ospirare a un futuro migliore per i nostri figli, dando loro gli strumenti e i valori per crearlo come vogliono. Credo davvero e fortemente che se noi genitori ci mettiamo in gioco, possiamo crescere una generazione di uomini e donne che sanno che cos'è il rispetto, che sanno che cos'è l'empatia, che sanno che non esiste libertà senza limiti, ma sanno anche mettere in discussione quei limiti che accettano e rispettano l'altro, indipendentemente dal colore della pelle, dal background culturale, dallo stato sociale, persone che in ogni situazione scelgono di andare verso la pace, che era il grande obiettivo di Maria Montessori. E credo che davvero i nostri figli potrebbero essere la prima generazione che non farà fatica ad educare i propri figli con calma, con rispetto, senza minacce, senza castighi, senza no eccessivi, autoritari e arbitrari. E a differenza nostra, a differenza mia, lo farà con naturalezza perché questo tipo di educazione sarà l'unico tipo di educazione ricevuta. Per loro questo tipo di educazione non sarà alternativa, come la definiamo oggi, sarà normale. Alternativo e anormale saranno le sberle, le grida, le guerre degli ego, i piedi pestati... è così perché lo dico io. Ed è per questo che decido ogni giorno di produrre contenuto gratis sul mio blog, su Instagram e ora su questo podcast, perché credo nel potere di piantare semini nella testa. Quando un genitore sente un'opinione diversa dalla sua o vede un'educazione diversa da quella in cui crede lui. Quando per esempio vede un altro genitore al parco giochi che accoglie un comportamento sbagliato del figlio con amore e comprensione invece che con grida e sberle, a volte si sente attaccato, a volte si sente giudicato, a volte attacca per difendere ciò in cui crede. Lo facciamo tutti, l'ho fatto anche io tantissime volte. Ma poi torna a casa. E nel silenzio della sera, nel letto, prima di addormentarsi, magari ci ripensa. Ripensa quel genitore che invece di far piangere il suo figlio ha scelto di abbracciarlo e magari si mette in dubbio, magari prende il telefono e cerca su google, ecco quello è un semino che se innaffiato germoglia e quello è un genitore che se lo decide cambia e che posso dirvi io ci credo in quel semino ci credo fortemente perché so che si può cambiare, ne sono la prova vivente perché so con ogni fibra del mio corpo che l'educazione si cambia un genitore alla volta, un semino alla volta se Maria Montessori negli anni tra le guerre mondiali con tutti gli ostacoli che aveva per essere una delle prime donne medico in Italia in un paese fortemente totalitario ci credeva tanto da dedicare tutta la sua vita a sviluppare un metodo e una filosofia che insegnasse agli adulti un'educazione diversa che insegnasse agli adulti che i bambini sono il futuro del nostro mondo gli unici che lo salveranno perché non dovrei crederci io con tutti i privilegi che ho perché non dovremmo crederci tutti. Un mondo diverso è possibile, un sistema educativo diverso è possibile, persino un sistema scolastico diverso è possibile, ma se non ci crediamo noi nessuno ci crederà per noi. E ora che smettiamo di chiederci che cosa succederà e iniziamo a chiederci che cosa posso fare io nel mio piccolo per farlo succedere. Ecco mi sono di nuovo lasciata trasportare dalle parole ma in realtà il messaggio che pensavo di trasmettere oggi è questo. meglio fatto che perfetto. Lanciatevi di testa nel cambiamento, non ascoltate la vocina interiore che richiede perfezione, ciò che riuscite a fare al massimo delle vostre capacità è già perfetto. Non rimandate il cambiamento e l'evoluzione personale a domani, tutti possiamo fare un piccolo passo oggi verso qualsiasi tipo di cambiamento, tutti possiamo decidere di entrare nelle nostre caverne oscure perché tutti abbiamo delle caverne oscure. Io credo che ci sia sempre un qualcosa di noi, del nostro modo di essere che desideriamo cambiare. E anche se credo che sia importante accettarlo e accettarci, credo che sia anche importante provare a cambiare ciò che potrebbe renderci persone migliori, perché l'evoluzione fa parte della vita e la vita stessa. L'evoluzione personale è ciò che ci tiene vivi. Certo, è importante imparare ad accettarsi e perdonarsi anche per le cose che non ci piacciono di noi. Negli ultimi dieci anni credo proprio che uno dei miei percorsi più ardui, tutto in salita direi, sia stato proprio quello di accettazione personale, di me stessa, del mio corpo, di come sono, della mia natura, che è molto diverso da Montessori, è molto diverso da ciò che cerco di insegnare nei miei corsi, è molto diverso dalla madre che ho deciso di essere. Ma se c'è una cosa che ho imparato di me stessa in questo viaggio, è che mi sento viva al massimo solo quando evolvo, solo quando mi metto in dubbio e in gioco, che può essere semplice come decidere di esplorare una spiaggia a precipizio con i bimbi quando so che sarà dura risalire, o può essere difficile come decidere di smettere di gridare e invece educare con calma. E poi ho imparato che ogni volta che qualcosa mi spaventa, che c'è un progetto che sento di non poter portare a termine o anche solo di iniziare, ecco quella è la direzione che devo prendere perché lì normalmente c'è il cambiamento. E' uno dei modi più efficaci che ho trovato per procedere verso quel cambiamento per me. Carlotta, che sono una perfezionista e ha un giudice molto severo di me stessa, è stato accogliere il motto "meglio fatto che perfetto". Meglio un piccolo passo imperfetto oggi che mille passi perfetti domani, perché quei mille passi perfetti sono solo nella mia testa, non arriveranno mai, non ci saranno mai, non esistono. E' un po' come una coreografia di danza, se pensassi di poter replicare subito in maniera perfetta i passi che vedo fare dall'insegnante, non mi godrei mai il ballo, perché mi destinerei a fallire, ma allo stesso tempo l'unico modo per imparare la coreografia è fare i passi, sbagliare, mettersi in ridicolo, vergognarsi anche un pochino, ma farli. Meglio fatto che perfetto. E con questo chiudo questa seconda puntata rompighiaccio di Educare con Calma, ma prima di salutarvi ci tengo a dirvi due cose su questo podcast. Uno, non so esattamente quando uscirà il prossimo episodio, il mio obiettivo è farne una settimana ma non voglio darmi scadenze. Nella vita ho deciso di impostare tutto il mio lavoro per essere completamente autonoma nelle scadenze e nelle decisioni di come gestire il mio tempo e con questo podcast non voglio fare un'eccezione, voglio che sia un appuntamento piacevole anche per me, quindi voglio mantenerlo il più spontaneo possibile. E la seconda cosa è che se avete richieste di argomenti che vorreste ascoltare su questo podcast, mandatemele! Potete farlo su Instagram, su Facebook, via mail, a carlotta@latela.com e perfino sulla piattaforma Anchor, dove c'è un bottone apposta per mandarmi un messaggio, vi lascio il link nelle note. Vi ricordo che se volete cercarmi su internet mi trovate a www.latela.com e su Instagram e Facebook come @lateladicarlottablog. Vi mando un abbraccio enorme e vi do appuntamento alla prossima puntata. Ciao.

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«Educare con calma» è un bel principio di cui a me mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore.