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Episodio 141 ·

Vacanze in famiglia

In questo episodio di Educare con Calma, con l'aiuto di una newsletter sul viaggiare con bambini che avevo inviato nell'estate del 2022, spacchetto i miei pensieri su come far sì che una vacanza in famiglia sia arricchente e rilassante… per smettere di dire al ritorno «ho bisogno di una vacanza dalla vacanza».

Su La Tela, nella pagina di questo episodio, trovate anche gli episodi relazionati (sul nostro stile di vita in viaggio) e, se volete, potete lasciarmi un vostro commento: mi piace un sacco leggervi!

:: Persone che intervengo (grazie!)

:: Persone che menziono (grazie!)

Trascrizione automatica: 

Benvenuti e benvenute a un altro episodio di educare con calma. Oggi ho deciso di parlarvi di viaggi e bambini. Mi sembra pertinente, siamo in estate, ci approcciamo alle vacanze, qualcuno è già partito, qualcuno deve partire e quindi ho proprio deciso di parlare di come possiamo rendere il viaggio con i bambini un'esperienza sostenibile e arricchente per tutta la famiglia. 

Volutamente non ho detto piacevole perché a volte, specialmente le prime volte, come quando facciamo qualcosa per la prima volta, quando non siamo ancora bravi a fare qualcosa, ci può essere del disagio, che è assolutamente normale e parleremo anche di quello. Adesso andiamo a spacchettare un pochino i miei pensieri. Per parlarne ho deciso di riproporvi il contenuto di una newsletter dell'anno scorso, l'estate scorsa in cui ho affrontato proprio questo argomento attraverso le mie solite ragnatele di pensieri e vi lascio anche qualche consiglio pratico basato sulla nostra esperienza di viaggiatori a tempo pieno che sicuramente nell'ultimo anno ha raggiunto un nuovo livello, si è trasformata molto. Io e Alex notiamo continuamente che i bimbi hanno davvero raggiunto un nuovo livello di viaggiatori e l'abbiamo notato per esempio in Giappone, quando per la prima volta siamo stati circa due mesi e mezzo in Giappone da poco e per la prima volta tutta la famiglia ha mangiato quasi esclusivamente cibo locale, direi magari davvero l'85% cibo locale. Questo ci fa capire anche che i bambini si stanno adattando e stanno crescendo come viaggiatori insieme a noi. 

Prima di iniziare a parlarne però mi piacerebbe fare due permesse importanti. 

Uno, molti genitori pensano, perché magari a loro viene detto così, che quando si hanno bambini piccoli bisogna abbandonare l'idea di viaggiare. Questo non è assolutamente vero. Anzi nei primi anni di vita dei bambini secondo me è molto più facile viaggiare. Prima di tutto, anche solo pensando ai viaggi che abbiamo fatto con Oliver ed Emily quando erano piccoli, quando siamo partiti, che Emily aveva due anni, in Asia per esempio c'è un sacco di aiuto, nel senso che quando vedano che hai dei bambini veramente vogliono aiutarti, hanno questo desiderio davvero di aiutarti con i tuoi bimbi, di aiutarti nei bar, nei i ristoranti, i camerieri e i camerieri vengono, giocano con loro. Fuori dall'Italia ci sono tantissime strutture per bambini piccoli, famili cafè, per esempio, che sono delle strutture che hanno un ristorante o un bar con un'area giochi molto grande, dove i bambini possono stare veramente anche tutto il giorno, in storia vera, mentre i i genitori lavorano, si rilassano. 

Il mondo fuori dall'Italia è preparato per le famiglie che viaggiano. Questo purtroppo non è ancora così secondo me in Italia, ma qualche struttura si sta formando, qualche ristorante sta prendendo l'iniziativa, qualche bar sta prendendo l'iniziativa. Tra l'altro sul mio blog c'è proprio un articolo in cui ho lasciato una collezione di Google Maps dove insieme ad altri genitori abbiamo praticamente segnato tanti posti che sono adatti alle famiglie, adatti ai bambini che hanno un'area giochi in Italia. Quindi magari vi lascio l'episodio, il link all'episodio nella nota del podcast. Ma poi anche mettete il caso per esempio che i bambini abbiano ancora il pannolino. È facilissimo viaggiare perché hai il ricambio con te, che è vero, magari pesa un pochino di più però non è un grande problema e non c'è quel momento in cui tuo figlio ti dice "Devo andare in bagno". Emily ci dice "Devo andare in bagno", questa è una delle mie frasi tipo da film horror, normalmente ce lo dice, appena siamo nel punto più lontano in assoluto da qualsiasi bagno, cioè in tutta la città se c'è un punto che è veramente il più lontano da un bagno lei me lo dice in quel momento e quindi per me è diventata una sorta di frase dell'orrore, un po' come "ho fame 15 minuti dopo che abbiamo fatto cena o pranzo", sono quelle domande che ci triggherano proprio, quindi Pannolino ancora meglio. Comunque scherzi a parte. 

Ci sono anche proprio dei vantaggi veri del viaggiare con bambini perché per esempio se si viaggia in aereo si hanno corsi preferenziali in arioporto diverse compagnie aerea e probabilmente la maggior parte di quelle dove siamo state, stati, quelli che abbiamo usato, offrono la precedenza per le famiglie con bambini. Insomma, Io personalmente credo che iniziare a viaggiare con i bambini piccoli magari c'è un po' di disagio perché è possibile che non siamo capaci ancora a farlo bene. Magari c'è quel disagio iniziale del non è la nostra zona di comfort, però in realtà se si analizza la situazione, si guarda la situazione da fuori ci si rende conto che è davvero molto più semplice viaggiare con un bambino piccolo che magari è ancora nel passeggino per esempio e quindi non siamo ancora in quella fase come noi siamo passati per esempio tra i 4 ai 5 anni che avevamo lasciato il passeggino perché Emilio ormai camminava dappertutto però a volte non viaggiavamo più col passeggino però a volte c'era quel momento in cui magari tutti i due bambini erano stanchi allora vai di braccio caricate lì ecco non lo so io la mia esperienza personale la nostra esperienza personale lo diciamo a tutti e che viaggiare con bambini è facilissimo soprattutto quando lo fai un po più spesso e comincia a comincia da espandere la tua zona di confort ecco quindi comincia a sentirsi comincia a sentirlo un po più naturale un po più familiare. 

E poi non ci crederete ma i bambini sono dei compagni di viaggio eccezionali, sono sempre pronti a esplorare con curiosità. Questo perché esplorare è proprio una tendenza umana, ne parlo anche nel mio corso con schooling e i bambini e le bambine, questa abilità la vogliono praticare ogni giorno, sono dei veri e propri studenti sensoriali, basta dare loro l'opportunità e rallentare un pochino, andare al loro passo per assaporare la magia, magari anche attraverso un gioco. Per esempio ricordo che quando i bimbi erano ancora piccoli eravamo a Chiang Mai quindi significa che Emily aveva ancora due anni, Oliver ne aveva appena compiuti quattro e noi abbiamo, ricordo che abbiamo inventato questo gioco che si chiamava Follow Oli. Andavamo con il taxi in una parte della città che volevamo visitare e poi con Emily nel marsupio dicevamo a Oliver di portarci dove voleva e che noi lo avremmo seguito e così lo seguivamo e scoprivamo la città e spesso posti che non ci saremmo neanche aspettati che magari noi non avremmo visto se non fosse stato per lui e per questo gioco del seguirlo. Lui si sentiva questa grande responsabilità che ovviamente ai bambini piace e quindi sentiva questo senso di libertà anche perché lo lasciavamo andare davanti a noi, quindi era proprio lui a guidare il gruppo e spesso anche Emily che di solito stava nel marsupio, alla fine affascinata da questo gioco, voleva scendere dal marsupio e partecipare, quindi camminava tantissimo per fare il gioco ed è anche così che secondo me Emily piano piano si è abituata a camminare fin da molto piccola. 

Credo davvero che l'abitudine a camminare sia importantissima e quindi io consiglio sempre ai genitori di fare dei giochi per abituare i bambini a camminare anche nella propria città perché è davvero un qualcosa che poi in viaggio sblocca tantissime esperienze. Però ecco diciamo che questo è un po' il motivo per cui io consiglio spesso di organizzare vacanze in cui si ha tanto tempo per farsi trasportare dalla corrente, quindi non troppo strutturate, magari non con altre persone, preferisco io personalmente preferisco viaggiare con la mia famiglia prima di tutto per non sentire la pressione del giudizio altrui, poi per non sentire la pressione dell'organizzazione, del rendere tutti felici all'interno delle esperienze che vogliamo fare e poi anche proprio per andare al passo completamente al passo dei nostri figli. Almeno all'inizio secondo me le vacanze dovrebbero essere davvero su misura dei bambini. 

Ok, credo di aver finito quelle premesse. In realtà queste non erano i pensieri a ragnatela, pensavo di iniziare i pensieri a ragnatela dopo e invece è già stato un mix di pensieri a ragnatela. Va bene, abbiamo già capito come andrà questo episodio. 

Dunque, secondo me ci sono tantissimi strumenti che possono rendere un viaggio con i bambini piacevole. Ve ne ho già detti alcuni, ma credo che quello proprio da cui partire l'essenziale sia la costruzione di un mindset consapevole, perché il modo in cui ci costruiamo l'immagine di quel viaggio, le storie che ci raccontiamo sull'esperienza che stiamo per fare, il nostro dialogo interiore, tutto questo farà davvero la differenza sul modo in cui poi vivremo quell'esperienza e quella vacanza. Se ad esempio partiamo pensando che la vacanza sarà uguale all'epoca pre-figli, non ci sembrerà fatta una vacanza, ma se partiamo con l'idea che è una nuova avventura nella quale scopriremo insieme, tutti insieme, cercando di guardare ai bisogni di tutti i membri della famiglia. Scopriremo insieme che cosa possiamo aspettarci e come imparare a viaggiare in famiglia, allora davvero sarà un viaggio memorabile per tutti. In fondo è un po' come quando i nostri figli iniziano un nuovo sport. Non è che abbiamo l'aspettativa di sapere se gli piacerà, di sapere per quanto vorranno farlo, di sapere esattamente come l'istruttore o l'insegnante, insegnerà loro a colpire la palla con la racchetta piuttosto che a fare una bracciata di stile libero eccetera eccetera. Andiamo con menta aperta perché sappiamo che dobbiamo imparare, sappiamo che i nostri figli devono imparare, sappiamo che ci vorrà tempo e quindi io approccerei la vacanza allo stesso modo e a questo proposito, soprattutto quando siano bimbi piccoli, è importante davvero, davvero importante accettare che per un po' sarà diverso da quando i bimbi iniziano a camminare, a quando hanno circa 4 o 5 anni, l'età poi dipende da molti fattori, le vacanze saranno più pensate intorno a loro e va bene così. Se lo accettiamo secondo me siamo tutti più soddisfatti del risultato finale. 

Vi racconto per esempio che le nostre visite della città proprio, magari andavamo, ricordo questa nella mia mente mentre ve lo racconto o Roma. Noi abbiamo fatto tra virgolette Roma in un giorno perché Alex ci teneva da andare a Roma, eravamo passati con il camper vicino a Roma, avevamo parcheggiato in una azienda agricola e al mattino abbiamo deciso di fare questa pazzia, partire presto e andare a Roma in treno mi sembra, o qualcosa del genere, adesso non ricordo neanche esattamente come e dove e siamo andati davvero senza aspettativa alcuna e il modo in cui l'abbiamo visitata è stato e questo è il modo in cui visitavamo tutte le grandi città, ovviamente spesso avevamo più giorni, in questo caso avevamo deciso di abbassare proprio l'aspettativa ovvero se vediamo solo il Colosseo siamo contenti, ecco questo tipo di mentalità e il modo in in cui l'abbiamo visitata è stata proprio una piccola camminata mattutina, in quel caso abbiamo fatto una camminata dal treno a Piazza San Pietro, avevamo fatto delle foto e avevamo arrivati molto presto quindi era stato molto bello perché avevamo praticamente tutta Piazza San Pietro per noi, siamo poi completamente inaspettatamente perché abbiamo visto che non c'era coda, siamo entrati nella basilica e in realtà poi alla fine siamo stati davvero molto più tempo di quanto pensassimo perché siamo anche saliti fino in cima, i bambini erano curiosi e volevano proprio esplorare e quindi hanno fatto le scale da soli praticamente ed è stata un'esperienza veramente molto bella, completamente inaspettata. Quindi quella già era una tappa che non avevamo previsto. Da lì siamo poi andati a un parco giochi li vicino per circa una mezz'ora, poi siamo andati avvicinandoci a Colosseo perché volevamo appunto avvicinarci a quello che in realtà poi volevamo vedere quindi ci siamo avvicinati al Colosseo per pranzo e poi abbiamo usato tra virgolette il Colosseo e la magia del Colosseo con i racconti sui gladiatori eccetera eccetera per la nostra camminata pomeridiana quando siamo usciti abbiamo preso dei lime, degli scuteri elettrici e siamo andati fino alla fontana di Trevi passando per le zone insomma più visitate ma senza l'intenzione ovviamente di visitarle solo per darci un'occhiata ecco ed eravamo arrivati alla fontana di Trevi e poi eravamo andati super scalinata di piazza in spagna e da lì eravamo andati a un parco giochi dovevamo incontrato una famiglia che allora era la prima volta che li conoscevamo perché loro ci seguivano su instagram e oggi sono degli ottimi amici. Ciao Marco, ciao Valeria. E poi eravamo andati a cena insieme e da lì eravamo andati a casa. Quindi ecco la nostra visita della città si può riassumere con camminata mattutina, parco giochi, pranzo, camminata pomeridiana, un parco giochi, cena, letto. Ecco, praticamente è un po' come andare da un parco giochi all'altro, cercando di passare per le attrazioni, tra virgolette principali, monumenti, strade e musei che vogliamo vedere. Ovviamente questo non è il modo in cui io e Alex visiteremmo Roma, ma funziona per noi? Sì, e quindi in quel momento era il modo giusto per fare in modo che quella giornata sia un ricordo piacevole e oggi la ricordiamo davvero con nostalgia perché è stata una giornata bellissima perché grazie alle giuste aspettative abbiamo navigato anche i piccoli disagi che si presentavano strada facendo e addirittura ci siamo stupiti di quanto i bambini hanno poi visitato e quanto ci hanno permesso di visitare. 

Allenare il mindset significa proprio agire sulle aspettative, non necessariamente abbassandole, anche se penso che spesso bisogna abbassarle, ma rendendole più realistiche. Rendendole realistiche in base a chi siamo come famiglia, che abitudini abbiamo, il nostro stile di vita, quanto si cammina nelle nostre giornate. Anche quello ci dà un'indicazione di quanto i bambini saranno in grado di camminare in vacanza, per esempio. E come dicevamo prima, se vostro figlio non è abituato a viaggiare, non potete aspettarvi che sappia viaggiare. E anche un po' quello che dicevo forse in un altro episodio del podcast, o magari era un post su Instagram, non ricordo, sull'andare al ristorante. Se non ci andate mai e poi un giorno decidete di andarci perché pensate "mio figlio ora è grande abbastanza", non potete aspettarvi che sappia stare e comportarsi al ristorante. E con questo non intendo, tra virgolette, stare seduto per ore, perché questa è un'altra storia. Come ogni cosa, viaggiare richiede abitudine e le abitudini si costruiscono lentamente, con l'esperienza, con la pratica. Se non ci abituiamo a viaggiare insieme ai nostri figli, non possiamo aspettarci di saperlo fare quando vorremmo farlo. Le prime volte può essere difficile. O magari no, non lasciatevi spaventare, adesso vi parlo anche del lasciarsi spaventare dagli altri, Ma in ogni caso dovremmo tutti partire con un'idea ben chiara. È un allenamento. E quello che volevo dirvi, non lasciarsi spaventare, è che spesso le persone tendono a riversare sugli altri le proprie paure. Quando noi siamo partiti per la Tailandia tantissime persone ci hanno detto "e ma non avete paura di andare in Tailandia con dei bambini così piccoli". E io li per lì pensavo "ma io no, non ho paura, no, no, mai neanche considerato l'idea di avere paura di andare in Tailandia perché avrà un fondo di verità a questo che mi stanno dicendo e quindi ero un po' preoccupata in realtà. Ora questo per me è molto chiaro, lo ripeto, le persone tendono a riversare addosso a noi le loro paure e spesso i volentieri è proprio un esercizio che dobbiamo fare di rispondere a queste persone dicendo "sapro dirte lo dopo, nel senso che prima lo vivo e poi lo so, se non lo vivo non lo so e non voglio che la tua paura abbia un effetto negativo sulla mia esperienza e infatti onestamente non c'era nulla di cui avere paura in nessuna parte del mondo che abbiamo visitato finora. 

Ecco di cosa stavo parlando? Di aspettative. Ecco forse l'unica aspettativa che mi sento, mi permetto di consigliarvi di avere e visualizzare e di mantenere la calma qualsiasi cosa succeda. Quindi proprio di avere questa aspettativa di voi stessi, visualizzare questa aspettativa, visualizzare questa calma che vi accompagna durante ogni disagio, proprio anche creare quella aspettativa dentro di voi, ripetendovi "non importa quello che succede, io cercherò di mantenere la calma. Questa è la cosa più importante, più costruttiva, più producente, se così si dice in italiano, che posso fare in questa vacanza, in questa escursione, in questa agita in montagna, etc. etc. Più perdete la calma, più la perderanno anche i vostri figli. In un viaggio in aereo, per esempio, con vostro figlio che urla a squarcia gola, è frustrante e vi sentirete a disagio? Certo, perché tutti gli occhi sono puntati su di voi. Dimenticatevi gli sguardi e i giudizi e pensate solo di che cosa ha bisogno mio figlio in questo momento e come posso fargli vedere che io ci sono per aiutarlo. Magari io sono una passeggiata per i corridoi dell'aereo e sì, se cammina può farla anche da solo, Emily si è fatta in terminabile in maratone nei corridoi dell'aereo. Però quella passeggiata è fondamentale, non importa quello che pensano i vostri compagni di viaggio seduti nei posti vicino a voi. A questo proposito vi racconto un aneddoto recente che è successo proprio nel viaggio dall'Italia a Bali. Ci siamo fatti un viaggio di 12 ore seduti vicino a una mamma, single, e ha un bimbo di 13 mesi. Perché ve lo racconto? Perché la mia prima sensazione, il mio primo istinto quando mi sono seduta e ho visto chi avevo a fianco è stato "Oh, Dio, perché era tardi, perché ero stanca, perché volevo dormire, perché volevo riposarmi, perché conosco i bambini di 13 mesi". E quindi quello è stato il mio primo istinto. Ed è un istinto valido, è un istinto, una sensazione che dobbiamo onorare ed è una sensazione di cui non dobbiamo, per cui non dobbiamo provare vergogna. Ma, allo stesso modo in cui ho avuto quella sensazione, ho avuto anche un pensiero, ovvero. Questa mamma sta per affrontare un viaggio di 12 ore con un bambino di 13 mesi. È duro. Saradura. Non importa quanto lei sia preparata per questo sarà dura. Non importa quanto lei manterrà la calma sarà dura. Cosa posso fare io per aiutarla? Alex dice che se non avesse avuto me vicina per lei sarebbe stata un'esperienza molto molto peggiore e onestamente credo proprio che sia così perché se io avessi seguito il mio primo istinto di non ci posso credere che ho questa persona vicina con questo bambino così piccolo sarà un viaggio tremendo, non l'avrei aiutata, l'avrei giudicata, l'avrei fatta sentire più a disagio di quanto già non si sentisse e invece io ho scelto di essere l'altro genitore e quindi ho avuto questo bambino in braccio per tantissimo tempo, on and off, ho avuto, ho tirato in alto, tenuto in alto i vassoi quando questo bambino voleva praticamente mettere le mani su tutto il cibo che vedeva davanti avanti a lui in questo spazio minuscolo e ristretto che è l'aereo, ho asciugato per terra l'acqua che era caduta, ho pulito la parete del succo di frutta, ho preso dei giocattoli, anzi del velcro che avevamo e ho creato un piccolo gioco per intrattenerlo per qualche momento, ho raccontato storie, mi sono alzata e l'ho portato in giro, sono stata con lui quando l'hanno ammanda da fare la pipì, insomma sono stata l'altro genitore per lui e io onestamente vorrei fare un appello proprio in questo momento a chiunque mi sti ascoltando. Siate la persona che aiuta. Non vi pentirete mai di aiutare qualcuno e il vostro aiuto potrà fare tutta la differenza nel viaggio o nell'esperienza di quella persona. In questo caso quella mamma era molto calma, molto consapevole, abbiamo parlato anche di educazione, quindi ho capito subito che aveva gli strumenti per gestire quel viaggio di 12 ore. Probabilmente altrimenti non si sarebbe messa in quella situazione, ma adesso che l'ho detto ad alta voce e penso che invece no, si sarebbe messa in quella condizione, in quella situazione perché avendo gli strumenti sa di poter gestirla e sa anche che nel momento in cui non riesce a gestirla farà un respiro profondo e continuerà e quello aiuterà poi a gestire la stessa o una situazione simile la prossima volta. Se non ci mettiamo mai nella condizione di uscire un pochino dalla nostra zona di comfort, non possiamo espanderla. E quindi oggi che mi guardo indietro e anche in quel momento mentre ero proprio mentre stavo vivendo quella situazione faticosa che comunque fa stata veramente faticosa per me, detto proprio onestamente alla fine del viaggio ho detto ecco ho capito perché non facciamo un terzo figlio. Quindi non è stata un'esperienza piacevole, però sono state 12 ore. 12 ore posso sopportarle, soprattutto se so che sto facendo un favore a questa persona e che sto aiutando nel modo in cui posso aiutare. Cioè non tante cose, ci sono state tante cose con le quali non ho potuto aiutare, perché ovviamente questo bambino voleva la sua mamma, ma nelle cose in cui ho potuto aiutare ho aiutato. E io vi assicuro che non vi pentirete mai di aiutare un genitore o una qualsiasi persona in un momento di difficoltà. 

Ok, quindi concludo questa carrellata di pensiere ragnatela e non concludo ancora l'episodio, però con un sacco di cose da dire, non ci posso credere che sono già 25 minuti, con un invito. Quando viaggiate non paragonatevi ad altre famiglie. Se siete in spiaggia e i vostri figli sembrano senza controllo, mentre i figli del vicino dombrellone nuotano e giocano tranquilli. Non sentitevi inadeguati. Magari quei bambini sono abituati ad andare in spiaggia fin da piccoli, magari quei bambini sono dei viaggiatori a tempo pieno come i miei, magari la famiglia non sta facendo fatica quel giorno, magari l'ha fatta in altre situazioni. Oppure quei genitori sono abituati ad usare minacce e castighi per educare, quindi la tranquillità che osservi in realtà è l'obbedienza cieca che deriva dalla paura della punizione. Spero di no ovviamente. ma in ogni caso ricordate che ciò che state osservando è solo la punta dell'iceberg. Non potete conoscere la storia di quella famiglia, non potete conoscere i loro approccio educativo, le situazioni in cui fanno faticare, i loro abitudini, i loro valori, i loro stili di vita. Provate quindi a concentrarvi su di voi e se proprio volete se c'è qualcosa che vi piace in quello che osservate lasciatevi ispirare. Come ha suggerito recentemente la mia amica Sara Girelli su Instagram, prendete spunto dalle persone che osservate. Potete farvi alcune semplici domande come "C'è qualcosa che mi piacerebbe portare nel mio approccio educativo e sostenibile per me e per la mia famiglia? A quali risorse posso attingere per farlo?" 

Ecco, spero che queste riflessioni vi possano essere utili a viaggiare più consapevoli e sereni con i vostri figli. E adesso arriva la parte che tutti stavate aspettando, voglio darvi alcuni consigli pratici basati sulla nostra esperienza di viaggio. 

Numero uno, scegliete i posti con cura. Ora, Oliver e Demily sono abituati a viaggiare, non c'è ne più bisogno, ma quando erano più piccoli, quando dovevamo scegliere un hotel owner BnB guardavamo attentamente due cose. Uno, che fosse vicino a un parco giochi o un parco, e che fosse vicino ai mezzi pubblici. Questi due minuscoli dettagli hanno fatto davvero la differenza in ogni posto dove siamo stati. Anche se andate al mare per esempio, cercate di trovare un posto che sia il più vicino possibile alla spiaggia in modo che in ogni momento di fatica potete ricorrere a quello che io chiamo il mantra dell'acqua che "when crabby add water" quando sono arrabbiati aggiungi acqua e portarli in mare o in piscina. E un'altra cosa che potete fare è dare priorità a posti meno stressanti. Dopo tanti anni di viaggio tempo pieno, noi abbiamo capito che i posti sulle famose bucket lists sono spesso delle delusioni e spesso sono quelli che ricordiamo come un entusiasmo, code infinite, ambienti affollati. Questo è veramente un cocktail esplosivo per un bambino e anche per un adulto, quindi per la famiglia intera. I sentieri meno battuti sono quelli che ci restano nel cuore. Quando un anno fa eravamo in Islanda per esempio abbiamo deciso che a meno che non fossimo capitati proprio sopra la famosa Blue Lagoon non ci saremmo nemmeno andati. Eravamo sicuri che l'Islanda ci avrebbe riservato posti altrettanto belli e che avrebbero comportato per noi e per i bambini un livello di stress più basso e in effetti così è stato. Non siamo andati alla Blue Lagoon ma abbiamo visto dei posti strepitosi perché l'Islanda ha un sacco da offrire. 

2. Datevi i turni e ritagliatevi spazi individuali. Se partite con l'idea di poter stare in piscina o straiati al sole, tutto il giorno le aspettative sono sbagliate ne abbiamo già parlato prima. Se partite con l'idea di visitare ogni angolo della città, le aspettative sono sbagliate ne abbiamo già parlato prima. Tutto questo può avvenire però e spesso i bimbi vi sorprenderanno come hanno sorpreso noi quel giorno a Roma, ma più spesso affinché questo avvenga, i genitori devono darsi i turni per farlo avvenire. Uno gioca con il bimbo, l'altro si rilassa al sole, uno porta il bimbo al parco giochi, l'altro va a farsi un giro a piedi per la città e va a vedere quei monumenti a cui davvero tiene e poi ci diamo il cambio. Questo non deve avvenire sempre, ci saranno molti momenti insieme, ma questi momenti da soli facendo ciò che uno ama, saranno come una boccata d'aria fresca. Se tornate da una vacanza con i vostri bambini dicendo che avete bisogno di una vacanza, come spesso sento dire, è probabile che non vi siete divisi bene il tempo, che non vi siete ritagliati abbastanza a momenti individuali o magari che non abbiate scelto il posto adatto alla vostra famiglia. Quindi davvero alla prossima vacanza ritagliatevi del tempo per voi individualmente per le cose che amate. Davvero io credo che farà tutta la differenza. Consiglio numero tre. Questo è un po' il nostro super potere segreto, che è molto segreto, non è ormai. 

3. Mantenete l'ora della nanna. Mantenere l'ora della nanna significa giornate più rilassate e più rilassanti, perché non c'è una mancanza di sonno, che spesso causa grandi disagi e che davvero sottovalutiamo quanto disagio causi quando un bambino non dorme abbastanza o dorme meno delle ore di cui ha bisogno. Questo secondo me tra l'altro è un qualcosa che andrebbe rivisitato proprio anche nella routine a casa perché spesso sento dei genitori che mi dicono che i bambini vanno letto molto tardi alla sera anche nelle giornate di scuola e credo che questo possa davvero incidere poi nella serenità della giornata. Purtroppo capisco che ci siano delle necessità della famiglia, per esempio uno dei due genitori non torna a casa fino alle 8 e allora si aspetta quella persona per mangiare e quindi tutto è shiftato praticamente, tutto viene ritardato. Però io veramente credo che soprattutto nei primi anni di vita del bambino bisognerebbe priorizzare, se si dice, dare la priorità alle ore di sonno e quindi o cambiare qualche piccola, come dire, routine dei genitori al lavoro e magari qualche giorno alla settimana arrivare un po' prima se è possibile, inizia magari un po' prima a lavorare per poi arrivare un po' prima, e cocercare di fare dei piccoli compromessi per cercare di fare in modo che i bambini si hanno aletto tra le 8 e le 9. Noi quando Oliver e Demi erano ancora più piccoli il nostro orario era tra le 7 e le 8 quindi verso le 7 e mezza eravamo quasi sempre nel letto. Adesso che sono un po' più grandi vanno raramente aletto dopo le 8 e mezza 9. Ci sono poi ovviamente delle serate particolari speciali con le quali diciamo facciamo un un compromesso e quindi i bambini vanno a letto molto più tardi, però oggi, oggi che sappiamo parlare con loro che loro sanno che cosa succederà il giorno dopo, sanno come il loro corpo reagirà a quella stanchezza e sanno tra virgolette affrontarla. Parlando invece più specificatamente di viaggio, di vacanze, vi faccio un altro paio di esempi. Quando i bimbi erano più piccoli, perfino per i viaggi lunghi in aereo o in treno noi mettevamo i bimbi a letto esattamente alla stessa ora di sempre e spesso cercavamo proprio di mantenere anche la stessa routine della nanna. C'è stato un periodo in cui perfino in aereo loro si mettevano al pijama e andavano a lavarsi denti proprio come se stessero andando a letto. Oggi non lo fanno più perché capiscono l'importanza del sonno dopo anni che gliene parliamo e quindi decidiamo un orario in cui andiamo a dormire in cui si spegne la televisione in aereo per esempio oppure in cui si smette di andare avanti indietro per il treno e di solito si mettono quello che io chiamo paraocchi non so come si chiami realmente e dormono anche senza cambiare vestiti. Quando cambiamo fuso ci mettiamo a letto anche se non siamo stanchi e aspettiamo con pazienza con molta pazienza che i bimbi si addormentino. Questo può essere un po frustrante le prime notti però poi velocizza davvero molto l'adattamento al fuso orario. Oggi ovviamente che i bimbi hanno 6-8 anni siamo più rilassati anche se vanno ancora a letto, come vi dicevo prima, tra le 8 e le 9 ogni sera, ma appunto quando erano più piccoli cercavamo di mantenere l'ora e la routine della nanna a qualsiasi costo, perché avevamo notato uno che quando non lo facevamo le nostre giornate successive erano molto molto più faticose con molte più crisi di pianto Due, perché io e Alex preferivamo avere una serata per noi adulti in modo da ricalibrare un pochino l'energia e anche per ritrovarci noi. Credo che quello sia veramente molto importante e anche questo molto sottovalutato, il tempo che due genitori hanno insieme da dedicare l'uno all'altra oppure a volte anche stare separati e dedicare quel tempo per se stessi, per la cura di sé. Purtroppo so per esperienza di tantissime famiglie con le quali ho lavorato negli ultimi otto anni che se cambiate l'ora della nanna in quell'unica settimana o due di vacanza, per esempio per andare al concerto di sera o il cinema all'aperto, quando i bimbi sono ancora piccoli e soprattutto se non sono abituati a cambiare routine spesso è molto più probabile che la vacanza diventi faticosa e che ci siano molte più crisi durante la giornata. E per questo consiglio sempre ai genitori che vanno in vacanza con amici o famigliari, per esempio, di pranzare fuori, invece che di cenare fuori insieme, in modo da poter fare cena a casa e mantenere la routine e l'ora della nanna. Quello che facciamo noi in quelle circostanze, tipo da poco siamo stati alcune settimane con amici e famigliari in Italia, è mangiare cena alla solità ora, mettere i bimbi a nanna alla solità ora e poi uscire in giardino o in salotto con gli amici o con la famiglia. In questo modo abbiamo anche un po' di tempo per noi adulti che è molto bello e se vogliamo uscire lo facciamo a pranzo o lo facciamo durante il giorno. Questo non sarà sempre così ovviamente, i bambini crescono ma credo che davvero aiuti moltissimo a godersi le vacanze quando i bambini sono più piccoli e quindi anche a scoprire che le vacanze con i bambini e che viaggiare con i bambini non è necessariamente faticoso, se per un pochino facciamo qualche compromesso che rende la vacanza magari un pochino diversa, ma non meno piacevole. Perché la vacanza davvero può essere piacevole quando tutti rispettiamo le esigenze di tutti e le necessità di tutti, dei bambini per esempio, di mantenere le loro ore di sonno e di trovare attività adatte anche a loro quando siamo tutti insieme e le esigenze dei genitori come per esempio trovare qualcosa da fare e dedicarsi del tempo individuale per fare le cose che amiamo. A tale proposito mi è piaciuta molto una frase che ho letto nella newsletter della mia amica Elisa Pella, del genitore consapevole che vi leggo, ce l'avevo qua, ecco che dice "l'altro giorno una persona mi ha scritto su Instagram ricordiamoci che le vacanze non sono solo nostre ma anche dei nostri figli. Sacrosanto, Forse in questa community di persone così attente alle esigenze dei bambini serve di più ricordare il contrario. Le vacanze non sono solo dei nostri figli ma anche nostre. Dobbiamo trovare un modo per sentirci gratificati e a rientro essere magari stanchi ma comunque appagati. E non potrei essere più d'accordo, grazie Elisa per averlo espresso in maniera così chiara e cristallina. 

4. Consiglio numero 4. Se scegliete di usare gli schermi, fatelo con consapevolezza e flessibilità. Sapete che noi non usiamo schermi, né a casa, né in viaggio. Ho sempre l'idea di fare un episodio, ma non ci sono ancora arrivata, giuro che prima o poi ci arriverò, perché non è nemmeno onesto intellettualmente dire che non usiamo schermi, perché sì li usiamo ma con molta consapevolezza. E per esempio nei voli più lunghi è proprio una di quelle circostanze in cui non ci preoccupiamo minimamente delle ore di tv. Perché? Perché la tv, lo schermo e lì davanti al naso dei miei figli vedono tutti intorno a loro che lo usano e avrebbe davvero poco poco senso cercare di evitarlo. meglio scegliere con cura i programmi, ci sono tanti documentari che secondo me hanno proprio un effetto più calmante di cartoni con immagini molto rapide e con colori molto sgargianti quindi sceglierei dei documentari però ecco una volta che si scegono con cura i programmi lo userei con tranquillità. Per esempio in uno degli ultimi viaggi in aereo era un viaggio di 8 ore mi sembra abbiamo tutti guardato la tv per almeno 6 delle ottore e un'eccezione eva bene così e i bimbi si sono poi resi conto grazie a tutto il lavoro che facciamo da sempre intorno agli schermi di tutti i sintomi che sentivano nel loro corpo dal aver guardato troppa televisione e troppo schermo e quindi abbiamo poi scelto insieme di fare un detox tecnologico di qualche giorno proprio senza schermi e perché? Perché quando creiamo delle sane abitudini poi queste ci ritornano. Prometto, prometto, prometto che farò questo episodio sugli schermi perché credo che sia super importante e credo di avere molto da condividere perché vedo davvero oggi tutti i semini che abbiamo piantato con i bimbi germogliare e quindi voglio parlarvi anche di questo e di quello che per noi ha funzionato. 

Ok, consiglio ultimo, credo, non lo so, magari poi ci ne saranno altri, preparate snack e giochi. Secondo me sono fondamentali per intrattenere i bambini, soprattutto quando sono più stanchi. I giochi poi sono anche un'ottima alternativa agli schermi e quindi avere magari qualche gioco dedicato proprio a quel determinato viaggio, non necessariamente comprandolo ma magari mettendolo via qualche mese prima dai giochi dei bambini e poi tirandolo fuori dall'armadio tipo mago dal cappello, per il viaggio potrebbe funzionare soprattutto con i bimbi più piccoli che non hanno davvero una concezione di quali siano i loro giochi e per questo potrebbero averne molti meno. Quando Oliver e Demily erano più piccoli a ogni viaggio avevamo una mini lavagnetta con i gessetti per disegnare oppure una di queste tablet magnetiche che si scrive si cancella. Quello era proprio il must perché con quello si possono fare tantissimi, tantissimi giochi. 

Ovviamente a volte i bimbi li fanno da soli, a volte richiedeva il nostro intervento di genitori, quindi giochavamo insieme, però quello comunque è un buon strumento di base per avere, creare davvero tantissimi giochi, molto eclettico. poi avevamo dei libricini da colorare, avevamo... c'è stato un periodo in cui avevamo quaderni con adesivi, tanti libri da leggere, libretti, fini, per esempio oggi, da tanti anni ormai da quando li creiamo mi porto con me i libricini Montessori stampati perché sono molto fini e i bimbi li leggono da soli oggi però allora li leggevo insieme a loro e praticamente 15 libricini fanno un libro normale perché sono talmente fini e quindi c'è più varietà e loro lo preferiscono e poi tanti tanti tanti tanti tanti snack quando i bimbi rano piccoli oggi ci dimentichiamo perfino l'acqua a casa quando andiamo in escursione in montagna ma perché ovviamente oggi nostri bambini sono abituati e sanno che se c'è da aspettare per bere lo fanno. 

Ovviamente per i bambini più piccoli come sempre io non vi dico età perché secondo me dovete osservare vostro figlio per sapere a che fase e del suo sviluppo tutti gli snack e i giocattoli non serviranno granché se il genitore non li usa insieme a loro e io consiglierei se siete in due datevi i turni anche in questo. Se invece siete da soli spero davvero che troviate una persona come lo sono stata io per quella mamma nel viaggio in aereo di 12 ore. Tra l'altro io ho menzionato solo i libricini e i montessori però sulla tela davvero trovate un sacco di prodotti adatti ad essere portati in viaggio, per esempio la serie di favoli reali della nonna che parla, conosco tantissime, tantissime famiglie che li utilizzano durante i viaggi in macchine, non solo, e i giochi produttivi che secondo me sono perfetti per esempio per le attese al ristorante, oppure in coda, se andate in un altro paese, nelle attese per il visto, eccetera, eccetera, le lezioni di disegno, perché basta veramente portarsi dietro un dispositivo, avete le lezioni di disegno portata di mano, le lezioni di musicalità di canta con Francesca sono più rumorose magari per un viaggio in aereo, ma sono ottime per esempio per un momento di connessione in famiglia durante una giornata un po' faticosa, qualsiasi tipo di fatica stiate passando, insomma veramente andate.

Ah, e poi c'è anche il grande lavoro adesso che è veramente una cosa, una risorsa bellissima, molto eclettica ed è praticamente un PDF su una tematica che voi potete stampare tutto e poi portarvi in vacanza e per tutta la settimana o per due settimane potete tirare fuori e fare un'attività un giorno, un'altra attività un altro giorno. è veramente molto molto bella tra l'altro, li stiamo anche creando proprio a seconda delle tematiche e mi sembra che questo mese la tematica sia proprio l'acqua e abbiamo anche la tematica sugli alberi e quindi sia candidati in montagna sia candidati al mare, veramente io ve lo consiglio perché è una delle mie attività preferite con i bambini, avere questo tipo di attività molto eclettiche. 

E inoltre, mi stavo quasi dimenticando, l'anno scorso Miriam, la nostra Miriam, ha creato sul suo shop l'angolo di Mimì un'attività gratuita che è la valigia delle vacanze e si tratta di una scatola che è decorata, si trasforma poi in una piccola valigia ed è uno spazio personale in cui i bambini e bambine possono scegliere cosa vogliono portare con loro in vacanza. però visto che io non l'ho mai utilizzata, ho chiesto a Miriam di darci qualche suggerimento su come usarla e anzi te lo lascio proprio ascoltare direttamente dalla sua voce 

«Ciao Carlotta, eccomi qui con due idee allora, la prima è un'idea che viene dalla mia infanzia perché io la facevo tutti gli anni io e i miei fratelli facevamo ciascuno la sua valigia delle vacanze che non era una valigia di vestiti, era una scatola noi usavamo una scatola da scarpe e utilizzavamo un pomeriggio di quelli prima della partenza per decorare la nostra scatola, ciascuno la sua. Un modo quindi potrebbe essere quello di preparare su un tavolo un po' di materiali che i bambini usano, come penarelli, pittura, se usano la pittura, adesivi, fogli da ritagliare, da incollare, disegni da colorare. qualsiasi cosa che possa stimolarli a creare la loro valigia, la loro scatola. Una volta che poi l'hanno decorata, all'interno possono portare quello che desiderano e quello che a cui non vogliono rinunciare di casa loro quando saranno in vacanza. Nei miei ricordi, qualcuno metteva il peluche, il libro preferito, qualche pezzo dei lego, oppure da più grandi avevamo il nostro diario segreto che dovevamo portare anche in vacanza, insomma uno spazio in cui il bambino si senta libero di portare quello che desidera, quello che sceglie lui, non quello che secondo i genitori è più utile in vacanza. 

Questa cosa secondo me è molto carina per due motivi. Intanto quando si parte per le vacanze si è piena di cose da fare i genitori e avere un'attività che può coinvolgerli potrebbe essere di grande aiuto. Il secondo motivo proprio quello di lasciarli questa libertà, di scegliere per sé quello che vogliono, quello che secondo loro è utile, importante, però circoscrivendo la cosa, perché se chiedo alle mie figlie che giochi volete portare in vacanza, loro sicuro portano tutta la stanza, quindi invece avere una scatola, loro sanno che devono stare all'interno come una caregola, diciamo che può essere un buon aiuto. La seconda cosa che faccio è già il secondo anno che la faccio secondo me davvero salva in tante situazioni in vacanza è preparare un altro contenitore, quest'anno io ho fatto una cartellina come quelle che si usano col manico che si usano a scuola, però potrebbe essere un'altra scatola da scarpe in cui mettere altri intrattenimenti che so che possono aiutarmi in momenti come il viaggio oppure se so che avremo delle attese oppure se usciamo al ristorante durante la vacanza ecco tutti degli intrattenimenti per le bambine in base ovviamente quelli che sono i loro gusti. Mi piace l'idea che sia un po' una sorpresa, infatti di solito questa scatola la tengo io e di volta in volta tiro fuori una cosa per volta in modo da avermi un po' di gioly da giocarmi durante la vacanza. 

Vi lascio le idee che c'erano nella cartellina per le mie bambine. Allora avevo messo dentro un quaderno per ciascuna, ognuno con la sua lettera dell'iniziale in copertina e all'interno c'era anche qualche adesivo che è una grande passione delle mie figlie in questo momento, un astucino ovviamente con penarelli, matite con qualche penna, alcuni libri in versione taskabile, io ho diversi a casa e secondo me sono perfetti per i viaggi, una caccia al tesoro già stampata, dei mazzi di carte che so che apprezzano, altri piccoli oggetti io questa no avevo messo all'interno ad esempio il binoculo che so che è una cosa che chiederemo da tanto tempo e che era perfetta per queste vacanze e poi fogli per disegnare insomma si può mettere tanto materiale semplice anche di cose che a volte abbiamo in casa e che però davvero risolvono quelli che possono essere dei momenti delicati».

Grazie Miriam, sono molto felice di aver chiesto a lei di raccontarvelo perché sicuramente ha saputo darvi dei consigli molto più validi di quello che avrei saputo raccontarvi o che non l'ho mai usata questa tecnica e poi mi piace tantissimo che lei attingi tanto tanto tanto tanto dalle sue esperienze dell'infanzia da quando lei era piccola, io ascolto sempre con ammirazione, con stupore queste sue storie di infanzia e poi in realtà dopo aver conosciuto un pochino proprio, un minimo percentuale di sui genitori capisco da dove le arriva tutta questa creatività. Mireame la nostra mente creativa per tutti i giochi sulla tela. 

E ha anche creato il suo shop sulla tela che è l'angolo di Mimi che se non conoscete davvero vi invito ad andare a sbirciare perché ha tantissime attività molto semplici che, come piace a me, e le nostre preferite in assoluto sono le cacce al tesoro. Tra l'altro, per chi è venuto al nostro family day, si ricorderà il nonno inventore. Il nonno inventore è il papà di Miriam. Tutto torna. 

E ora ho una piccola sorpresa per voi perché dopo che avevo già registrato questo episodio ho visto sulle storie della mia amica Francesca Dean di Healthy Busy Life che il loro viaggio in aereo dagli Stati Uniti all'Italia con tre bambini e due adulti tra l'altro tre bambini di cui una di pochi mesi e la che è appena arrivata da poco è andato benissimo e quindi per controbilanciare il terrore che probabilmente ho generato in voi raccontandovi la storia del viaggio di 12 ore con un bimbo di 13 mesi, ho chiesto a lei di raccontarci la sua esperienza e quindi lei mi ha inviato gentilmente un vocale. Ma ci tengo anche a specificare che quel viaggio lungo con quel bambino di 13 mesi in realtà è andato benissimo, è stato faticoso certo per me per la mamma, probabilmente anche per il bambino, però è andato benissimo. Il bambino ha fatto il bambino ovvero piangeva quando non lo capivamo, era intrattenuto quando trovavamo cose che lo interessavano, non voleva stare fermo ovviamente quindi bisognava comunque andare con lui, camminare, passeggiare, cantare canzoncine eccetera eccetera. Il bimbo ha perfino dormito nel lettino che l'aereo mette a disposizione, Francesca ce ne parla nel vocale quindi non vi anticipo nulla, quindi ecco avendo aspettative realistiche sia io che la mamma avevamo, di come debba andare un viaggio così lungo con un bambino in questa fascia d'età, il viaggio è andato benissimo. Vi lascio con le parole di Francesca. 

«Ciao a tutti, ciao a Carlotta, ciao alla Tela, ciao a tutti gli ascoltatori di educare con calma. Io sono Francescadine, sono qui per raccontarvi e condividere con voi un po' la mia esperienza di viaggio. Io sono mamma di tre bambini che al momento hanno 5,5-4 anni e è la l'annionata di qualche mese, tre mesi, e vengo proprio da un viaggio che ho concluso ieri con tutti e tre. E esperienza di viaggio con i bambini ne ho vute diverse nel corso degli anni perché io sono un expat, vivo a New York e quindi mi ritrovo con frequenza a dover intraprendere dei viaggi importanti verso l'Italia per venire a trovare la mia famiglia almeno una volta all'anno. 

Sono viaggi che sono sicuramente non semplici, ma che io ho sempre cercato di vivere in una maniera più positiva possibile e quindi volevo condividere con voi quelli che sono in qualche modo le cose che faccio per poter vivere questo processo estremamente faticoso con maggiore positività possibile. In primis mi organizzo, cerco di preparare quanto più possibile prima ma anche prepararmi mentalmente, quanto più possibile. Viaggiando così, insomma, siamo in tanti, quello che cerco di fare è, innanzitutto, di viaggiare quanto più possibile leggera, così che almeno possa gestire il transito in maniera più agevole. Quindi cerco veramente di partire con poco. Ma poi cerco di organizzarmi quanto più possibile per poter avere il viaggio più comodo che si può. Per esempio, questa è una cosa che magari non sapete, ma con neonati, molte compagnerie quasi tutte mettono a disposizione dei bassinet, delle cullette, che permettono quindi al bambino di dormire e di stare steso tutto il tempo, che significa pure che non dobbiamo tenercelo in braccio per tutto il periodo del viaggio. Io ho viaggiato proprio ieri con i miei tre bimbi e con ella di tre mesi e siccome abbiamo fatto un viaggio overnight, notturno, lei si è praticamente addormentata subito dopo il decollo, si è svegliato poco prima dell'atterraggio e io ho potuto fare un viaggio decisamente confortevole. 

Quindi questo è sicuramente un consiglio, non tutte le compagnie aeree ti permettono di prenotarlo in anticipo, è un motivo per il quale io cerco di andare in aeroporto presto, qualche ora prima, perché la collettela può prenotare solitamente al tavolo del check-in o addirittura il gate. Quindi questo è un tip per chi viaggio con bambini. Certo, abbiamo partito da casa un po' prima però almeno ci possiamo garantire un viaggio un pochino più comodo. Quindi l'organizzazione sicuramente e i due punti fondamentali per epilogarli sono di provare a viaggiare quanto più leggeri possibili, quindi imbarcare tutto quello che dobbiamo imbarcare e avere giusto l'essenziale che ci serve durante il volo. E poi sì, se avete annunato anche il bassinet. 

Tra l'organizzazione vorrei anche citare per i bimbi più grandi un consiglio quello di portare degli headphones, quindi le cuffie quelle da proprio per cadati a loro non le cuffie da orecchio perché assolutamente non entrano e quello genera sempre tantissima frustrazione ai bambini. Poi, seconda cosa dopo l'organizzazione è quella di gestire le nostre aspettative. L'ultimo viaggio che ho fatto con i tre bimbi avevo anche mio marito, perché ovviamente con l'annuale non sarebbe stato semplicissimo viaggiare con tutti e tre, non ancora, ma fino allo scorso anno ho viaggiato con i due bimbi maggiori da sola. Le aspettative, quindi che doveva andare a tarare, erano un pochino più basse, sono partita con l'idea che sarebbe stato sì un viaggio complicato e difficile, ho provato a viverlo step by step, quindi senza pensare a tutto quello che dovevo fare, anche perché io viaggio solitamente da New York a Roma e poi ho altre quattro ore di viaggio in macchina che devo fare per arrivare e raggiungere la mia famiglia nelle marche e quindi è veramente tanto, ma cerco di viverlo step by step. 

Ok, adesso devo arrivare fino all'aeroporto, intanto viviamo questa fase, poi adesso devo vi devo aspettare fino all'imbarco, viviamo questa fase cercando di essere veramente molto presente. Abbastare le spettative perché con i bambini si sa che le cose non vanno sempre benissimo e che hanno i loro momenti di crisi, che dobbiamo gestire, se non siamo noi tranquille serene e dobbiamo gestire poi il nostro momento di crisi, diventa difficile poi mantenere tutta la situazione abbastanza sotto controllo. quindi viaggio sempre sapendo che queste cose possono succedere e che se succedono va bene così, fare un bel respiro e soprattutto questo mi porta al terzo punto che volevo condividere con voi è quello di chiedere aiuto. 

Quando viaggiato ora sola con i miei due bimbi più grandi anche in età abbastanza delicate, quando avevano un anno e mezzo e tre, quando avevano due anni e mezzo e quattro, quindi ancora abbastanza piccoli, mi sono ritrovata spesso dover fare un po' da giocoliere. In inglese si dice "juggling" proprio, no? Come quando lanci le pal in aria e qualcuna può cadere. È importante chiedere aiuto. Gli assistenti di volo sono veramente scusite e quindi tante volte ho chiesto a qualcuno di loro di potermi aiutare con uno dei due bimbi così che io potessi dericarmi all'altro in un momento di crisi, oppure se dovevo andare in bagno dovevo prendermi una pausa e sono sempre estremamente disponibili a farlo, quindi ecco non vi preoccupate di chiedere e soprattutto non vi preoccupate della reazione che possano avere le altre persone a bordo qualora uno dei vostri bimbi abbia una crisi. ha meritato tantissimo a accettare questo. Sono bambini, devono essere bambini, queste cose possono succedere, se io comincio ad agitarmi e a sudare e a essere nervosa, loro lo percepiscono e in qualche modo mettiamo benzina sul fuoco. 

Siamo già in un momento noi di difficoltà e speriamo che le persone che fanno il viaggio con noi possano comprenderlo, se non lo comprendono non sta noi in qualche modo a provare a sistemare la situazione, a sentirci in colpa per questo, con i bambini difficili che i genitori lo sa, che non è genitore, riesce a empatizzare un po' meno e è ovvio che sarebbe meglio per loro non avere dei bambini a bordo, ma questo è la… dobbiamo viaggiare anche noi con i nostri bambini e quindi non mi consiglio di fare un bel respiro e di lasciare andare, di non preoccuparvi di quello che le persone intorno a voi stanno pensando. Sicuramente se bambini piangono non è perché non siamo facendo un buon lavoro noi, ma perché viaggiare è difficoltoso anche per loro e quindi noi che siamo genitori consapevoli, perché se siete qua a ascoltare Carlotta lo siete sicuramente, accogliamo le loro emozioni e accogliamo anche le nostre emozioni. 

Un bel respiro di sollievo, un bel sorriso in bocca, un molto spesso mi mi capita di dire semplicemente "grazie per la pazienza", non mi scuso, ma che dico "grazie per la pazienza, le persone che sono intorno a me e vedo che rispondono quasi sempre con un sorriso. Quindi niente, questo era un po' il mio "fai sense" come si dice qua negli Stati Uniti, dei piccoli tipi consigli, spero che possano essere utili, il viaggio non è mai facile, ma questo era semplicemente condividere con voi come possiamo renderlo il più positivo possibile e spero che insomma possa essere utile. Un abbraccio a tutti e grazie». 

Grazie mille Francesca per il tempo che ci hai dedicato tra l'altro se non conoscete Francesca Dean e il suo lavoro vi consiglio davvero di andarlo a scoprire la trovate su Instagram come Healthy Busy Life e questo è anche il nome del suo sito e del suo podcast. Hai detto tantissime cose in cui mi ritrovo, mi è piaciuta tantissimo l'idea del prendere il viaggio step by step perché mi rendo conto che inconsciamente qualcosa che faccio anche io, quindi penso ok adesso abbiamo il pulmino che ci porta all'aeroporto, poi abbiamo il check-in, poi abbiamo l'attesa alla porta d'imbarco, poi poi poi e questo mi aiuta veramente tantissimo e poi ovviamente grazie per aver ancora una volta ricordato che in generale ma soprattutto quando nostro figlio è in crisi non possiamo prenderci carico dei pensieri altrui, la cosa migliore che possiamo fare è mantenere la calma e respirare e non possiamo farlo se stiamo pensando a quello che pensano tutti intorno a noi e quindi quello che credo che sia un promemoria assolutamente essenziale ovvero ricordiamoci non siamo il comportamento dei nostri figli anche se le persone a volte ci giudicano in base al comportamento dei nostri figli spesso e volentieri soprattutto quando siamo genitori consapevoli che fanno un lavoro su se stessi noi stiamo facendo quello che possiamo con gli strumenti che abbiamo e va benissimo così da ogni situazione ci facciamo note mentali e impariamo a gestire le situazioni future in maniera diversa. 

Se vogliamo o magari ci rendiamo conto che il modo in cui lo abbiamo gestito è già esattamente come vogliamo e quindi non c'è nulla da cambiare. Quindi sono sicura che le tue parole e il tuo racconto aiuteranno genitori che sono magari in partenza ma in generale sono ancora una riprova del fatto che viaggiare con bambini quando sia un'organizzazione delle aspettative realistiche è totalmente possibile e questo mi ricorda tra l'altro che spesso volentieri a noi chiedono ma come viaggiare a tempo pieno con bambini? 

Io Alex all'inizio non sapevamo come rispondere a questa domanda e poi in realtà ci siamo resi conto e abbiamo iniziato a rispondere che viaggiare a tempo pieno con bambini è esattamente la stessa cosa che vivere in maniera stabile in un posto unico sempre lo stesso con bambini perché alla fine e cambiano le circostanze, ma tutto l'intorno è il metodo educativo, è quello che facciamo, e come affrontiamo le crisi, le crisi stesse che esistono anche in viaggio. Tutto il resto, tutto il contorno è uguale. 

Con questo credo di avervi detto tutto, anzi, molto di più, pensavo che sarebbe stato un episodio molto più breve, e invece è stato un episodio abbastanza lungo, ma perché mi sono come sempre lasciato a trasportare un pochino dai pensieri Araniatela. In realtà credo davvero che il messaggio più importante che voglio lasciarvi è proprio quello dell'idea della vacanza come un'opportunità per espandere la propria zona di comfort. Per un po' sarà così, a seconda delle vacanze che fate, se c'e liete sempre alla stessa vacanza, vedrete che diventa esponenzialmente più facile, man mano che va avanti, perché ovviamente i bimbi crescono, sono abituati a quell'ambiente, è familiare e quindi diventerà veramente una vacanza molto piacevole. 

Se invece siete un po' come noi che cercate sempre di espandere le zone di comfort, troverete altre sfide, ma la vacanza diventerà comunque piacevole perché la base che acquisite nei viaggi che fate con una certa aspettativa proprio prendendo il viaggio come una opportunità di apprendimento di sé della famiglia, dei nostri ritmi, di come funzioniamo meglio, dello stare insieme, allora tutto questo pacchetto, tutto questo corso accelerato, poi viene con voi e ve lo portate dietro nelle prossime vacanze e anche quelle un po' più challenging, un po' più sfidanti. 

Se vi va di approfondire tutto questo nelle note dell'episodio troverete sia la collezione di post viaggiare con bambini che è sul mio blog, vi lascio anche il post su Instagram su come sviluppare il senso del tempo per i bambini e anche l'episodio 23 del podcast in cui rispondo alle domande più frequenti sul nostro stile di viaggiatori a tempo pieno. Perché anche se non è lo stile di vita che hai scelto, magari lì puoi davvero trovare altri spunti interessanti da utilizzare nelle due esperienze di viaggio e poi avevo detto che lasciavo anche un altro episodio del podcast, ma non mi ricordo qual è e dovrò riascoltarlo per poterlo lasciare, ma è solo un disastro. 

Vi ricordo anche che ovviamente mi trovate anche su www.latela.com e da lì potete andare in alto a destra per arrivare al mio Instagram. Buona serata, buona giornata o buona notte, a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao!

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«Educare con calma» è un bel principio di cui a me mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore.