Episodio 106 ·

Il nostro homeschooling: domande e risposte

Oggi su Educare con calma rispondo alle vostre domande sul nostro tipo di homeschooling, perché ne ricevo tante e mi fa piacere parlarne e anche sollevare qualche mito. Queste sono le domande a cui rispondo in questo episodio:

  • Che piano di studio segui? Come fai a essere sicura che sono in pari per entrare in un'eventuale università?
  • Quando inserirete i bimbi in un percorso scolastico? Fino a che età farete homeschooling?
  • Come fate a fare homeschooling e lavorare tutto il giorno in casa? È tanto lavoro!
  • Hai un calendario? Ti dai degli obiettivi?
  • Ti capita mai di non sentirti all’altezza? Di stare facendo poco?
  • Come fate con le età diverse ed esigenze di sviluppo diverse?
  • Vi appoggiate a tutor esterni?
  • Come fate quando non ne hanno voglia?
  • Perché non vi traferite in Finlandia?
  • Impareranno anche la storia? Di che Paese?
  • Come prepararsi come genitore? Se il bambino frequenta già una scuola si può fare comunque? Ha senso invergare tradizionale e homeschooling? Che titolo avete per fare homeschooling?
  • Come applicarlo in Italia?
  • Come sopperite alla mancanza di socialità? (in realtà era una versione meno educata e rispettosa di questa domanda, ve lo racconto nell'episodio)

:: Menziono:

Erika di Martino con la sua piattaforma edupar.org

Chiara Bizzotto

Pianeta bambini

Il mio corso Co-schooling: educare a casa

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Io non faccio pubblicità e non accetto sponsor, perché le pubblicità alimentano il consumismo e mi danno fastidio (quindi non voglio sottoporre voi una cosa che dà fastidio a me). Se vi piace il mio podcast e volete aiutarmi a mantenerlo vivo, potete aiutarmi a diffonderlo lasciando una recensione sulla piattaforma dove lo ascoltate e/o acquistare uno dei miei corsi o prodotti:

  • Educare a lungo termine – un corso online su un'educazione più consapevole (che educa noi prima dei nostri figli). Tanti genitori mi dicono gli ha cambiato la vita.
  • Co-schooling: educare a casa – un corso online su come giocare con i figli in maniera produttiva e affiancare il percorso scolastico per mantenere vivo il loro naturale amore per il sapere. Ideale anche per famiglie che fanno homeschooling.
  • Come si fa un bebè – una guida per il genitore + libro stampabile per i bambini per avviare l'educazione sessuale in casa.
  • Storie Arcobaleno – una guida per il genitore + libro stampabile per bambini per abbattere i tabù sulla diversità sessuale e di genere.
  • È il tuo coccodrillo – una guida per il genitore + libro stampabile per bambini per capire i capricci e affrontarli con calma.
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benvenuti e benvenute a un nuovo episodio di educare con calma. Oggi faccio un episodio di domande e risposte perché ve l'ho promesso da tantissimo tempo di rispondere alle vostre domande sul nostro tipo di fare sul nostro modo di fare homeschooling. E quindi, ecco, questo è l'episodio se lo stavate aspettando, finalmente. Eccolo qua. Dopo mesi e mesi e mesi e mesi e mesi, però ormai un pochino mi conoscete. Okay, inizio proprio così. Domanda e risposta. Um piani di studio, linee guide riconosciute in università Esame Come fai a essere sicura che sono in pari per entrare? Allora, prima di tutto faccio una piccola premessa. Le domande sono proprio a caso di ordine. Non ho dato un ordine concreto. Le ho scritte così come me le avete inviate in una delle box su Instagram e e quindi rispondo così come viene e cercherò di essere abbastanza concisa. Ci sono degli argomenti che richiedono un po' di un po' più di spiegazioni, ma per cose così cerco di essere concisa. Allora come faccio ad essere sicura che sono in pari per entrare? Non lo sono, ovviamente, ma noi seguiamo sia il curriculum inglese sia il curriculum montessoriano sia il curriculum italiano. Seguendo il curriculum italiano, per esempio, mi affido a delle risorse online che sono divise per um grado, come si dice grade per per livello, per ah, come si dice anni ecco, prima elementare, seconda elementare, eccetera eccetera. E faccio lo stesso in inglese, non in Montessori, perché Monte Storie è molto più fluido fluido. Oggi sono la mia mente in inglese. Perdonatemi um però ecco, io mi sento abbastanza tranquilla, però non ho la certezza, non ho la sicurezza. Qual è la cosa peggiore che possa succedere? Che magari non riescono ad entrare quell'anno e magari possono provarci l'anno dopo, se ad esempio è un'università? E se invece è un è una scuola, magari non entrano nella loro se nel loro anno magari entrano in quello prima? Io personalmente non credo che sarà così. So conosco, um quello che i miei figli hanno imparato e che stanno imparando e quindi penso davvero che siano molto preparati. Ecco qua. Adesso vado alla seconda domanda quando inserirete i bimbi in un percorso scolastico, fino a che età farete homeschooling allora in realtà doveva già essere avvenuta questa cosa, perché noi quando siamo partiti per questo viaggio intorno al mondo pensavamo di fare homeschooling solo fino ai sei anni di Oliver e quindi fermarci poi dopo questi due anni di viaggio, fermarci in a Marbella e mandarli in una scuola Montessori dove andavano prima che nel frattempo ha anche aperto il programma delle elementari. Quindi era verame- veramente idilliaco per me tutto questo però in realtà ci siamo trovati tanto bene in viaggio e ci siamo um abbiamo creato il nostro equilibrio. Io e Alex riusciamo a lavorare, i bimbi lavorano in maniera autonoma, studiano in maniera autonoma, giocano in maniera autonoma. Noi abbiamo davvero un buon equilibrio proprio di coppia, anche per fare homeschooling con e adesso. Davvero sento di poterlo dire con grande consapevolezza, perché entrambi facciamo homeschooling. Entrambi sappiamo che cosa fa l'altro. Non abbiamo una routine vera e propria perché non fa parte di noi e credo che sia molto importante capire come spiego nel mio corso con schooling um quando lavoriamo con i con i bambini, capire il ritmo della famiglia, il ritmo biologico della famiglia, quindi capire quello che fa per te e quello che non fa per te, quali sono i ritmi di ciascuno e cercare di trovare un compromesso. Però ecco, in realtà noi davvero siamo una bella squadra oggi e quando abbiamo visto questo non abbiamo avuto voglia di fermarci ai sei anni di Oliver c'è ancora tanto modo di da esplorare. I bimbi sono contenti, felici di continuare a viaggiare. Ne hanno voglia, quindi perché no? La vita è fatta per essere vissuta. Uno dei miei motti pri- favo- preferiti è one life una vita vivila e quindi per ora non sappiamo quando inseriremo i bimbi in un percorso scolastico. Um, prima o poi succederà succederà soprattutto per in due circostanze uno loro ce lo chiederanno perché noi siamo molto attenti e facciamo anche loro domande per capire quali sono le loro preferenze e due decidiamo che ci fermiamo da qualche parte, che siamo pronti per fermarci. E allora a quel punto, ovviamente andranno a scuola come come come normale. Ecco, poi vabbè, il nostro normale è un po' diverso ormai sto cominciando um faccio fatica quasi a dire la parola normale in questo caso, perché davvero la nostra normalità è tutt'altra, però ecco, okay come fate a fare homeschooling a lavorare tutto il giorno in casa è tanto lavoro. Sì, è tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto lavoro però ormai, come dicevo prima, ho già risposto un po' um abbiamo trovato una bellissima routine, un bellissimo equilibrio. Praticamente funziona che noi al mattino facciamo um scuola o al mattino, subito dopo pranzo dipende anche ce siamo molto flessibili, molto fluidi. Mi piace questa parola e praticamente facciamo un'oretta un'oretta e mezza mezz'ora dipende da quello che vogliamo fare quel giorno e um e poi loro sanno che lavoriamo, sanno che ci sarà un momento che dedicheremo a loro con il gioco che magari andremo a fare una passeggiate insieme, che magari riusciremo ad esplorare qualcosa perché ovviamente, essendo sempre in posti nuovi, c'è tantissimo da esplorare intorno a noi. E il mondo diventa una scuola. Perché ovviamente se siamo in Islanda e abbiamo un ghiacciaio a due passi andiamo sul ghiacciaio. Se siamo in Nuova Zelanda abbiamo un vulcano a due passi, andiamo sul vulcano e quindi ecco quella anche scuola, ovviamente. Um, um una cosa che mi ha colpito moltissimo, per esempio, è che, um durante l'ultima escursione in una delle escursioni in Islanda sul ghiacciaio, la guida ha detto ai bambini e sapete, qui vive, um, ci stava facendo vedere un muschio, un pezzo di muschio perché sì, sul ghiacciaio cresce il muschio. Ci credete? E e diceva Qui vive l'organismo più piccolo, um che esista o e Oliver sapeva il nome Il Tar di Grado. Perché Alex in una sua non lo so. Cosa? No. Forse non era neanche una sessione di scuola, ma semplicemente così una delle loro esplorazioni, um Gliel'aveva gli aveva fatto vedere una foto a computer di questo tardi di grado che effettivamente non so neanche se si pronuncia così in italiano. Perdonatemi, che effettivamente Sembra un un orso, Cioè a due zampe. E ora come ora, io non ricordo neanche se è categorizzato come organismo o come animale, perché effettivamente se lo si guarda al microscopio, sembra un un orsetto. Sembra un incrocio tra non lo so, un orso. Una foca. Vabbè, comunque fantastica. No? Um, um E quindi, ecco, questa cosa mi ha stupita perché effettivamente le esperienze che facciamo in giro per il mondo e gli stimoli che abbiamo davvero entrano nella nostra scuola e nel nostro modo di fare scuola. Okay, mi sono dilungata tantissimo. Hai un calendario? Ti dai degli obiettivi? No, non abbiamo calendari, non abbiamo obiettivi. E questo è anche il bello del del fare scuola a nel modo in cui io parlo nel nel modo in cui io percepisco la scuola, ovvero basata più sugli interessi e come dicevo anche prima, eh, non abbiamo neanche davvero una una vera e propria routine. E no, non abbiamo un per esempio faccio matematica questo giorno faccio lingua quel giorno faccio tutti e due quel gio- quell'altro giorno andiamo molto a istinto se vediamo che i bambini hanno voglia di fare ancora e li vediamo ben predisposti, magari facciamo anche due ore facciamo lingua, matematica, geografia e scienze. Se invece vediamo che è molto poco, facciamo un qualcosa di lingua e voilà finito e voilà però ecco, quello sì, quello ci piace mantenere la routine a fare anche solo mezz'ora, ma a farla tutti i giorni. A meno che non abbiamo escursioni che proprio siamo fuori tutto il giorno. Però ecco, noi non abbiamo vacanze tipo non facciamo sabato e domenica facciamo scuola tutti i giorni. Ti capita mai di non sentirti all'altezza di stare facendo poco? Allora, um primo, tanto tempo fa la risposta a queste domande sarebbe stata sì a tutte e due. Um ora direi che la prima è no, la seconda è sì, ovvero non non mi capita. Mi capitava veramente poco di non sentirmi all'altezza. Nel senso che stiamo parlando del programma delle elementari ragazzi, potreste farlo anche voi, ve lo assicuro. Io la dalla mia la forza di Montessori, perché davvero credo che sia una pedagogia meravigliosa che aiuta tantissimo i genitori anche a ad approcciarsi alle materie in maniera totalmente nuova non da insegnante, ma da esploratore con i bambini. E quindi questo per me è bellissimo. Um io l'essere all'altezza cosa significa essere all'altezza? Probabilmente quando vedevo ancora la scuola o comunque homeschooling come gerarchia. Io sono l'insegnante, tu sei il bambino. Allora tu sei lo studente, allora sì, probabilmente non mi sentivo all'altezza. Adesso invece che ho scoperto da qualche anno che è una collaborazione di idee che è un esplorare insieme che la scuola non è un um io insegno a te, tu impari, ma è un impariamo tutti insieme allora. No, non non mi se mi sento sempre all'altezza. Ecco, adesso e e poi non sono da sola c'è Alex. Quindi stiamo insieme. Abbiamo questa grande forza che, um, um diciamo, um insomma, l'unione fa la forza. Quindi quando io non mi sento tanto preparata su qualcosa. Cosa dico ai bambini? E andiamo a chiedere a papà e lui fa lo stesso con me e voilà, però, ecco parliamo del del delle elementari, quindi insomma, stiamo facendo cose veramente molto basiche. Per ora vedremo un po' più avanti. E invece sì, a volte sento di stare facendo poco, però poi ne parlo con Alex ed effettivamente ci guardiamo e ci diciamo che non dovremmo preoccuparci di queste cose, perché in realtà non è vero che stiamo facendo poco. Stiamo al passo con i cur-, con il curriculum, anche se facciamo molto meno di quanto farebbero i bambini a scuola. E magari se i bambini passassero, facessero tipo cinque ore al giorno di scuola, allora probabilmente potrebbero sapere di più. Però non è neanche detto perché in realtà a volte concentrare tutto l'apprendimento in un'ora è davvero concentrata, davvero bella, cioè proprio in cui si ha voglia di imparare. Si impara molto di più che rimanere cinque ore a scuola, otto ore a scuola a diluire insomma questo questo tempo di apprendimento e magari non avere neanche voglia di rimanere nello stesso ambiente per così tanto tempo. Quindi non so se ho risposto effettivamente alla domanda Ma sì, a volte mi sembra di stare facendo poco, ma poi mi dico No, Carlotta, non state facendo poco. State facendo il giusto e state facendo quello che è giusto per voi. Come fate con le età diverse ed esigenze di sviluppo diverse. Allora, questa è una domanda a cui ho pensato molto, perché effettivamente Oliver sta facendo il programma della prima elementare e Emily o ha finito il programma della prima elementare. Adesso inizierà quello della seconda. E Emily, invece? Um, ha cinque anni, quindi Insomma, siamo un po' in questo limbo. In realtà, quello che no la soluzione che noi abbiamo trovato è stare al passo di Oliver. Um, ovvero da sempre. Emily è stata al passo di Oliver e si è trovata abbastanza. Sa bene. Ci sono delle cose che magari per lei sono ancora un po' difficili, tipo pensiero più astratto, ovviamente. Ma si sta avvicinando anche lei alla fase più della mente astratta. Quindi, insomma, stiamo arrivando anche un po' a un capolinea con questa diversità di esigenze. E um però ecco le cose che magari lei non capiva o che le sembravano troppo difficili. Lei ce le diceva e noi l'aiutavamo più di Oliver. E questo modo, diciamo questo metodo per noi è sempre andato molto bene, eh? A volte sai che sapete che magari qua a volte, che ne so, Un bambino sta facendo una fotocopia e l'altro bambino ha la stessa fotocopia E guarda l'altro. Ecco, noi non correggiamo Emily se fa così. Ma com'è che non correggiamo Oliver, se fa così è un anzi li li incoraggiamo ad aiutarsi a vicenda. Non mettere la manina, coprire il foglio per dire No, tu questo non puoi guardarlo. Perché l'ho fatto io il mio lavoro. No, Anzi, collaborate! Parlatene. Prendete spunto. L'uno Dall'altra, Questa è la scuola. Vogliamo che ci sia collaborazione, non competizione. Non trovo più le domande. Scusatemi. Um ma come fate? Okay, qua vi appoggiate a tutor esterni, No? Eh no, finora no, perché è molto difficile trovare un tutor. Ci ho provato, eh? Però è molto difficile trovare un tutor, soprattutto che rispecchi i miei valori e la mia i i miei principi della pedagogia montessoriana che io applico comunque anche nell'insegnamento del curriculum tradizionale e e quindi non siamo ancora riusciti a fare questo. A fare questa cosa però ci abbiamo pensato tante volte. L'unico l'unica volta che ci siamo davvero riusciti è a dubai, ma in realtà ho cercato e parlato con tantissimi tutor diversi e non me ne è piaciuto neanche uno. E quindi alla fine mi è piaciuta una ragazza che era alla resa alla reception della scuola di ballo di Emily. Lei è del Kazakistan, però parla molto bene inglese e quindi le ho chiesto Senti, non è che ti andrebbe di venire e fare scuola con i miei bimbi qualche giorno alla settimana? Ma guarda che mi fa! Ma come? Io a scuola? Ma io non so neanche da dove iniziare e io ho detto è facilissimo guarda, ti insegno alcune cose dei dei materiali Montessori, ti dico che cosa fare ogni giorno ti lascio quello che farei io e poi tu ci metti del tuo. Però è più facile per me insegnare a te come utilizzare i materiali Montessori piuttosto che insegnare a una persona che conosce ma che conosce magari, um il il programma e che mi porta lei le fotocopie, mi porta lei il lavoro, insegnarle l'attitudine che io voglio che abbia con i fi-, con i bimbi. Um e invece questa ragazza veramente aveva l'attitudine aveva diceva proprio le cose giuste si abbassava naturalmente al livello dei bambini per parlare con loro, cioè io queste cose le noto e le e do tantissimo valore a queste cose, anzi molto più valore che alla preparazione accademica. Perché, come dicevo prima, cioè io posso imparare a insegnare a un bambino a fare due più due, ma non non posso imparare facilmente e a parlare con questo bambino in maniera rispettosa se non ce l'ho già mio se proprio non è una cosa a cui già faccio attenzione nella mia quotidianità e questa ragazza faceva molta attenzione, infatti ci siamo trovati benissimo e, um ed è venuta. Poi abbiamo intensificato le ore e i bimbi la adoravano assolutamente. Adoravano, um, anzi avremmo voluto portarcela in viaggio con noi. Chissà che magari non le proporremo di raggiungerci da qualche parte del mondo. Okay, um, so che sto parlando a raffica, voi chi mi conosce dai primi episodi sa che io parlo molto velocemente, quindi normalmente cerco di darmi una calmata, ovvero di rallentare quando parlo di qualcosa più insomma di un che ha un un inizio e una fine a cui devo dare una logica. Però in questo modo, in questo caso diciamo che siamo tra noi e siamo sono domande e risposte, quindi mi permetto di essere me. Okay. Okay. Prossima domanda. Come fate quando non ne hanno voglia? Come facciamo quando non ne hanno voglia, diciamo. La prima risposta che mi viene in mente è fa parte del privilegio. Fa parte del privilegio di poter scegliere di non fare scuola un giorno o di farne meno un altro giorno. Ovviamente per noi è importante comunicare e trasmettere il bisogno di prendersi la responsabilità del proprio apprendimento. Ecco, loro non stanno facendo scuola perché voglio che io voglio che loro facciano scuola. Loro stanno facendo scuola perché si prendono la responsabilità del loro apprendimento e ogni bambino ha il diritto all'apprendimento. E questo è qualcosa che noi di cui noi parliamo molto con i bimbi. Quindi quando non ne hanno voglia, decidiamo insieme quello che loro si sentono di poter offrire quel giorno. E andiamo e facciamo quello. E se poi sono solo quindici minuti ed è un un'operazione per ad esempio prendono un'operazione, fanno un'operazione con i numeri grandi che ne so, cinquemila quattrocentocinquantadue meno duemilacinque ottantanove fanno quell'operazione con i le perline dorate e o fanno una delle un paio di cartellini della moltiplicazione. Insomma, qualcosa di cui hanno voglia. Scelgono loro di solito e, um e basta. E quella è la scuola per quel giorno, però loro si prendono la responsabilità del loro apprendimento. Quindi veramente è difficile che oggi mi dicano non ne abbiamo voglia. È successo, eh? È successo e abbiamo avuto moltissime crisi per questa cosa del no. Non voglio fare scuola. No, di nuovo No, no, scuola, no eccetera eccetera. E lì sono nate infinite conversazioni sulla responsabilità del proprio apprendimento. È per quello che ve ne parlo così in maniera così forte. Perché comunque davvero è stato un processo per noi, ovviamente. Cioè, siamo noi genitori, gli insegnanti dei nostri figli e non so se voi avete mai provato a e a fare gli insegnanti dei vostri figli. Però io ho fatto la tutor per tanti anni e tutti i genitori mi dicevano Perché con te lavorano e con me non vogliono fare nulla. Ecco, quindi io avevo questo timore ed effettivamente questo timore ha un suo Ha delle fondamenta, ma secondo me si può circumnavigare e e trovare una soluzione alternativa. Ed è quello che abbiamo fatto noi. Okay, vediamo un attimo Perché non vi trasferite in Finlandia? Questa domanda mi ha fatto sorridere. Probabilmente intende perché non vi trasferite in Finlandia, visto che la Finlandia è il migliore sistema scolastico al mondo? Perché noi non vogliamo essere legati a un paese. Ecco perché Perché non abbiamo voglia, in questo momento della nostra vita di fermarci e di mettere radici da nessuna parte. E noi in questo momento siamo cittadini del mondo. Siamo felici di esserlo. Non abbiamo davvero radici che i bambini sentono che noi sentiamo, non sentiamo di appartenere a nessun luogo al mondo. E questa è una libertà che mi piace tantissimo e ci piace tantissimo e a cui, ora come ora, non siamo in grado di rinunciare e e abbiamo il privilegio di poter scegliere di non rinunciarci. Poi, anche se volessimo fermarci da qualche parte, quasi sicuramente non sceglieremmo la Finlandia per tanti motivi. Sicuramente ha un bellissimo sistema scolastico. Magari sarebbe bellissimo se il mondo, tutti i paesi del mondo, potessero decidere di seguirlo. Alex, già solo l'altro giorno mi stava dicendo che addirittura adesso stanno cambiando gli orari del liceo, perché si sono resi conto attraverso gli studi, eccetera eccetera studi nuovi, ma anche antichi diciamo la verità che gli adolescenti hanno degli orari e delle routine di sonno diversi. E quindi per accomodare queste routine di sonno um la scuola, il liceo inizierà più tardi al mattino. Cioè questo è un paese che pensa al bambino, al ragazzo e lo mette al centro nel sistema scolastico. Immaginatevi se fosse così dappertutto nel mondo sarebbe meraviglioso. Quindi ecco questo sicuramente è un grandissimo punto a favore della Finlandia. Però ci sono anche tanti problemi in Finlandia, proprio a livello di cultura. Um nonostante sia una cultura del rispetto, è una cultura anche molto riservata c'è un altissimo tasso di suicidi, moltissime ore di buio al giorno durante l'inverno temperature che scendono mhm veramente anche venti gradi sotto lo zero per molti mesi all'anno un'oscurità che davvero è molto, molto, molto predominante. E quindi per questi, ma anche altri motivi diciamo che se dovessimo fermarci da qualche parte nel mondo, quasi sicuramente non sceglieremmo la Finlandia. Altra domanda impareranno anche storia di che paese, certo che impareranno la storia come la geografia come scienze. Fare homeschooling per noi significa che ci prendiamo carico di tutta la loro istruzione in toto. Ma poi questa domanda mi ha fatta sorridere perché l'ho già notato parecchie volte negli ultimi anni. Forse ne ho anche già parlato c'è. Mi sembra questa tendenza a credere che si debba insegnare la storia di un paese e io personalmente non sono d'accordo con questa visione. Capisco che sia più facile concentrarsi sulla storia di un paese, sulla visione di un paese, perché altrimenti i libri di storia dovrebbero essere immensi. Um ma mi chiedo se potrebbe esserci un modo diverso di insegnare la storia, perché davvero io credo che sia molto limitante. Per questo io sono davvero felice di poter insegnare ai miei figli la storia dei paesi che viviamo e provare a spiegarla da più punti di vista, ma anche dal punto di vista del paese. Dove siamo? Perché di solito quando gliela spiego siamo in quel paese, lo viviamo, lo respiriamo, ne ne assaporiamo e ne conosciamo la cultura. E tra l'altro l'altro io stessa imparo tantissimo, quindi non è che gliela spiego la storia la imparo con loro e soprattutto imparo cose completamente diverse da quelle che mi hanno insegnato a scuola, per esempio. Ma per fare proprio un esempio banale, quando eravamo in Vietnam, una delle guide con con cui abbiamo fatto un'escursione ci parlava della guerra dell'america e continuava a ripetere questa guerra dell'america e a un certo punto proprio non volevo sembrare ignorante. Però dopo parecchie volte che lo ripeteva le abbiamo chiesto ma quando è stata questa guerra dell'america che io non ne ho mai sentito parlare e lui ci ha detto negli anni sessanta ah, la guerra del Vietnam. Noi la conosciamo come guerra del Vietnam dal nostro punto di vista. Ma loro ovviamente la chiamano guerra dell'america, non guerra del Vietnam. E io non avevo neanche mai pensato a queste differenze di vedute che sono preziose. Quindi ecco, sì, impareranno la storia, ma impareranno la storia di qualsiasi paese in cui viviamo o che ci interessa. Paese che, um che ne so, um suscita il nostro interesse suscita la nostra curiosità. Fa parte poi, ovviamente, anche del nostro modo di visitare e scoprire. Quindi, um la storia fa parte veramente molto, molto, molto del nostro tipo di fare del nostro tipo di homeschooling, ma non la insegniamo nel modo tradizionale, nel senso che magari non si ricorderanno date eccetera, perché non crediamo nell'utilità della memorizzazione. Um, magari un giorno vorranno diventare studiosi di storia e allora avranno l'interesse attivo e presente per ricordarsele. Ma io personalmente ricordo a stento qualsiasi data storica della dalla scuola e le uniche che ricordo sono quelle che ho ristudiato con un interesse attivo quando visitavamo i vari paesi o quando è sorto questo questo Una curiosità, ecco. Oppure quando ho visto dei documentari in età adulta che mi hanno interessata, eccetera eccetera. Però, ecco, noi davvero non crediamo nella memorizzazione. Quindi ecco questo tipo di il nostro tipo di insegnare la storia probabilmente è molto diverso da quello che che uno si aspetta all'interno della della scuola pubblica tradizionale. Come prepararsi come genitore. Se il bambino frequenta già una scuola, si può fare comunque. Homeschooling ha senso integrare tradizionale e e homeschooling Che titolo avete per fare homeschooling? Mamma mia! Okay, questa, um questo anche mi ha fatto sorridere perché era una sfilza di domande, ma ovviamente capisco la curiosità. Allora vado per vediamo un attimo se il bambino frequenta. Okay, ha senso. Integrale tradizionale. È homeschooling. Per me sì. Per me quello è è ciò che io ho creato all'interno del mio corso Schooling, che è proprio un'integrazione tra la scuola e il percorso a casa. Ma Perché? Perché secondo me la scuola ha tanti, soprattutto quella tradizionale, ha tantissime lacune e offre un solo tipo di modo di imparare, um tipo di modo di imparare. Forse non si dice vabbè e um e mi piace che i bambini possano invece anche esplorare i propri interessi. Ed è quello che io cerco di insegnare con il mio corso co- schooling ai genitori in modo che i genitori possano tra virgolette integrare l'insegnamento che il bambino riceve a scuola con l'insegnamento che è forse più naturale e più incentrato sull'interesse del bambino è più anche più naturale proprio su come si sviluppa la mente del bambino e come impara se il bambino frequenta già una scuola, sicuramente si può fare. Perché no? Perché um perché dover affidarci soltanto a un metodo scolastico quando abbiamo la capacità di affidarci a più metodi scolastici? Um e a più discipline, a più pedagogia, più filosofie per esempio noi non seguiamo noi siamo molto in linea con la filosofia Montessori, ma non seguiamo solo Montessori e manteniamo una mente aperta. E che titoli avete per fare homeschooling? Io non penso che ci vogliano dei titoli per fare homeschooling. Detto questo io sono educatrice montessoriana, quindi conosco il curriculum montessoriano conosco sono educatrice montessoriana sia per le fasce d'età tre sei che sei dodici quindi mi sento abbastanza, diciamo preparata. Però ecco, mio marito non ha alcun titolo di studio, non ha né le elementari né le medie. Non mi ricordo adesso alle elementari, ma non le medie. Vabbè, non ricordo. Però ecco, secondo me non ci va un titolo per fare homeschooling. Secondo me ci va la voglia di regalare ai bambini la possibilità di imparare e soprattutto la voglia, la curiosità e l'interesse di imparare insieme. Ci sono poi tanti curriculum online che ti aiutano. I materiali Montessori sono e quindi si spiegano veramente da sé. Ci sono aziende come Bobo che fa un lavoro fantastico perché insieme ai materiali dà anche un e-book per il genitore su come presentare questi materiali e come usarli con i bambini. Quindi veramente secondo me ci sono tante risorse e poi ovviamente c'è il mio corso che se hai bisogno di una guida è davvero un corso molto, molto, molto completo sulle varie aree di apprendimento. Vado vedere l'altra domanda Hai paura che i tuoi figli possano non arrivare preparati se decideranno di fare l'università questo ho già risposto prima mhm, e in realtà forse la risposta sta anche nella domanda adesso che leggo um se lo desidereranno e se lo deciderà, lo decideranno loro si prepareranno perché noi stiamo dando loro le basi per perseguire ciò che gli interessa e per non avere paura del lavoro che c'è da fare per ottenerlo. Stiamo insegnando loro le caratteristiche che davvero contano nella vita, secondo me come curiosità e resilienza. Ed è questa mentalità che secondo me farà la differenza nella loro vita. Quindi se decideranno di fare l'università, io non ho dubbi che loro riusciranno ad entrare. Quindi no, non siamo assolutamente preoccupati che non riescono a entrare in una scuola della scuola che sceglieranno e anzi, proprio il nostro stile di vita potrebbe marcare la differenza. Perché sempre più università, um rinomate, le più rinomate guardano anche ad altro che ai soli voti. E tutto questo sempre che loro vogliano andare all'università perché non è davvero una condizione necessaria. Non è un obbligo. Ecco, in tante professioni non riteniamo che l'università serva per avere successo nella vita. Okay, passo alla prossima domanda che è come applicarlo in Italia, allora io non sono la persona più adatta per parlare di come applicare l'educazione parentale o homeschooling in italia. Ma um so che ci sono dei punti di riferimento che adesso vi dico che però io personalmente non conosco io non sono da appoggiarmi a programmi già diciamo consolidati sono per fare molto il mio proprio homeschooling sulla base delle nostre esperienze in giro per il mondo c'è anche da dire che ovviamente noi giriamo il mondo, quindi abbiamo tantissime esperienze di um proprio di scuola nella vita quotidiana e qui quindi non prendiamo spunto dalla vita che viviamo. Ecco, dai viaggi che facciamo e dalle escursioni che che scegliamo in italia, però per chi fosse interessato a capire come si fa homeschooling, um a casa in pianta stabile, se così vogliamo chiamarlo, um so che c'è un punto di riferimento che è Erica di De Martino che ha fondato il praticamente una piattaforma per l'educazione parentale che si chiama edu par punto org. Ricordo che io non ne faccio parte, quindi non so esattamente che cosa possiate aspettarvi, ma ho l'ho vista mi incuriosiva e e quindi la consiglio a voi magari poi sarete voi a dirmi che cosa ne pensate e poi c'è anche Chiara Bizzotto, che mi era stata consigliata da molti e che trovate su www punto chiara bizzotto punto com e poi invece prima facevo riferimento ad alcune fotocopie dei programmi delle per anni per livelli e e quelli invece li prendo da pianeta bambini. In realtà è proprio solo per me una sorta di indicazione. Su che cosa si aspetta la scuola italiana in un certo anno scolastico? Um quindi ecco, li prendo più così. Ma non è che noi facciamo grandissimi fotocopie, grandissime fotocopie a noi piace di più fare diciamo un'esperienza scolastica più on, quindi più sensoriale, più dove usiamo le mani e dove esploriamo costruiamo. E per quanto riguarda invece ovviamente chi si vuole approcciare al nostro tipo di homeschooling? Ovviamente c'è il mio corso schooling che io assolutamente mi sento di consigliare perché è un bellissimo corso che non è solo per famiglie che vogliono fare sc- homeschooling o per far o per famiglie che già lo fanno, ma è davvero per dare una mentalità ai genitori, per imparare a stare con i bambini, passare tempo di qualità con i bambini e e soprattutto giocare in maniera produttiva. Quindi giocare imparando perché secondo me davvero si lascia sul tavolo tantissimo potenziale del bambino quando non si riconoscono ad esempio i periodi sensitivi, che sono delle finestre di apprendimento in cui appunto, um dobbiamo imparare a riconoscere gli interessi dei bambini. Okay, non mi sto a dilungare, ma potete trovare il mio corso schooling sulla tela. Vado avanti la prossima domanda. Ah, ecco, questa è una domanda che mi fanno in tantissimi e che diciamo che non è solo una domanda che mi fanno. Ci va una premessa. Spesso è una critica, è un'accusa, è un giudizio. E questo davvero lo trovo triste. Adesso vi spiego perché la domanda è mancanza di socialità? Montessori ha parlato molto della fondamentale importanza del contesto sociale della rete sociale dei bambini dai sei anni in su. Non vi sembra egoistico continuare a viaggiare ignorando questo aspetto sociale della vita dei voti? Nessun contesto di riferimento fisso, nessun amico mi sembra fatto più per voi che per loro. Ecco, questa è un tipo di domanda che mi arriva, ma diciamo che me ne arrivano tante di questo tipo e poi magari mi dice anche scusa la schiettezza che io dico se devi finire un messaggio, una mail, una conversazione con scusa, probabilmente perché devi cambiare qualcosa nel tuo modo di comunicare e nel modo in cui l'hai comunicato io tutte le volte che devo chiedere scusa per qualcosa che ho scritto o che penso um torno indietro, torno sui miei passi e lo riscrivo o lo ripeto prima di dirlo perché significa che non è educato. Non è costruttivo, non è gentile. Sapete che qui sulla tela facciamo tutti uno sforzo immenso per mantenere una conversazione educata e non giudicante? Quindi in questo caso, ecco io riformulerei la domanda E una domanda educata, gentile e costruttiva. Potrebbe essere una cosa del genere? Ho letto che che ne so in Montessori l'aspetto sociale è fondamentale dopo i sei anni. Che cosa ne pensi, Carlotta? Oppure senza portare in ballo um pedagogie, filosofie chi più ne ha più ne metta semplicemente chiedere come gestite l'assenza di una dimensione sociale? E allora in questo caso io spiego che non c'è assenza di una dimensione sociale e anzi, direi che bella domanda. Grazie. Dunque, ovviamente noi siamo ben consapevoli che, soprattutto dopo i sei anni l'aspetto sociale diventa molto importante. Montessori ha parlato molto della fondamentale importanza del contesto sociale, delle reti sociali, dei bambini che hanno sei anni e più perché è allora che il bambino inizia a diventare un essere sociale prima in realtà il bambino ha come punto di riferimento unico la famiglia, la socialità proprio inizia dai cinque sei anni in avanti. Poi vabbè, io a me non piace dare età perché tutti i bambini sono unici. Però appunto, se guardiamo a livello scientifico di sviluppo cerebrale è proprio quando iniziano insomma le elementari, se così vogliamo dare una sorta di età generale che diventa importante questo aspetto sociale. Quindi comincio a spiegare ad essa, a rispondere alla domanda, ma questa premessa ci voleva. Dunque onestamente non ci sento egoisti. Oliver ed Emilia hanno capacità sociali notevoli perché fanno amicizia con bambini diversi in ogni posto dove andiamo, quindi non c'è assolutamente mancanza di um socialità di dimensione sociale. E poi non solo non fa fanno amicizia solo con i bambini, ma della loro età, come succederebbe in una scuola tradizionale, ma con bambini di tutte le età e anche con adulti di tutte le età. E questo secondo me è davvero bellissimo. Per esempio ricordo una volta eravamo non mi ricordo se in Francia o nel no nel forse nel nord della Spagna, in una fattoria. Oliver ha fatto amicizia con un ragazzino di sedici anni che si è affezionato a lui e hanno giocato a calcio per delle giornate intere e allo stesso modo hanno davvero formato delle amicizie belle e significative con degli adulti. Come dicevo prima con l'insegnante di sci a in Slovenia con la babysitter in um negli Emirati Arabi con L'altra ragazza che ci aiutava in casa a sempre in Slovenia, con il proprietario della fattoria e della fattoria Chang, mai non so se vi ricordate e con i e tu con tutti loro tra l'altro siamo ancora in contatto? Um e ovviamente i bimbi non possono essere in contatto da soli con loro perché non hanno un dispositivo, però sono in contatto attraverso me e queste sono esperienze e interazioni meravigliose e insostituibili. Sono importanti tanto quanto anzi per noi personalmente, più importanti delle amicizie di scuola o del proprio villaggio quartiere. E inoltre c'è anche da ricordare che i miei bimbi di tanto in tanto hanno l'esperienza della scuola perché noi facciamo questa cosa di schooling. Praticamente hanno avuto la scuola Montessori a Marbella, hanno sono andati a una scuola a reggio Emilia a singapore sono andati ad un'altra scuola montessori in Nuova Zelanda per mesi e mesi, quindi non hanno assolutamente mancanza di opportunità di social. Poi vabbè c'è questo mito, un po' della famiglia che fa homeschooling, che rimane un po' nella sua bolla, rimane completamente um come dire separata dal mondo esterno, come se i figli non avessero possibilità di andare fuori, fare attività, fare sport, eccetera eccetera. Ecco, questa è una leggenda metropolitana, cioè è proprio una mentalità sbagliata sulle famiglie di home schools. Anzi, le famiglie che fanno homeschooling di solito hanno molte, molte, molte, molte, molte, molte, molte più occasioni di socialità proprio perché i bambini stanno meno ore a scuola e poi al di là di questo ovviamente, cioè noi passiamo veramente tantissimo tempo in parchi giochi, in strutture dove ci sono altri bambini, lo facciamo apposta e così come tutte le altre famiglie che fanno homeschooling e quella di trovare persone e socializzare, è proprio una grandissima, grandissima priorità. Anzi, se volessi potrei rigirare la domanda a una famiglia stanziale come gestite il fatto che i vostri bambini abbiano solo amici a scuola o del proprio villaggio quartiere e che non imparino a gestire relazioni al di fuori del loro della loro bolla. Ora, io non faccio questo tipo di domande perché le trovo giudicanti. Non le trovo costruttive. Penso che ognuno abbia diritto a scegliere il proprio stile di vita. Ma se volessi essere provocatoria, potrei assolutamente fare questa domanda, perché in realtà è la stessa identica domanda che è stata fatta a me. E questo e lo dico semplicemente per fare capire un po' l'assurdità, nel senso che ovviamente non siamo sprovveduti. Io e Alex sappiamo, conosciamo bene le fasi di sviluppo, conosciamo bene i nostri figli, conosciamo quello di cui hanno bisogno e soprattutto siamo attenti ascoltatori. Quindi capiamo quello e stiamo attenti a a quello che loro ci comunicano. E quando ci comunicano che hanno bisogno di amici che hanno voglia di amicizia, che hanno voglia di andare al parco giochi, noi rispondiamo perché ascoltiamo attivamente e questo secondo me è fondamentale e anzi vi c'è anche un altro aspetto della questione scuola che vorrei condividere con voi, ma pro- proprio solo farne un accenno che è appunto il fatto che a scuola in realtà non si riesce a sviluppare delle amicizie forti. I bambini non hanno la possibilità davvero vera e propria di essere se stessi, come potrebbero essere al parco giochi o perfino in un ambiente come la camera da letto quando sono da soli e possono davvero essere se stessi esprimersi senza essere costantemente monitorati da un adulto. Se noi pensiamo che la scuola sia il posto giusto per socializzare, credo che ci stiamo stiamo confondendo. Ecco delle delle nozioni importanti Sicuramente a scuola si socializza, ma il posto dove socializzare per eccellenza non è la scuola sicuramente, ma è un posto dove i bambini possono esprimere ed essere se stessi. Probabilmente questo concetto l'ho anche spiegato e ne ho anche parlato su Instagram o su qualche post. Però non mi ricordo. Io ho una memoria pessima per i miei contenuti, quindi abbiate pazienza, poi un'altra, cosa che ci tengo a dire per rispondere a questa domanda è che non è assolutamente vero che i miei figli non hanno nessun amico. Prima di tutto la trovo una cosa tristissima da pensare, ma è ancora di più da dire da dire a me. Cioè magari pensalo e tienitelo per te, però noi veramente educhiamo secondo il rispetto del bambino. Quindi come si può pensare che priveremo i nostri figli di amici. La differenza è che abbiamo concetti molto diversi di amicizia. Ne parlavamo proprio in una live di Instagram con Alex. Io per esempio, oggi ho, um ancora un'amica della scuola, una e nemmeno della scuola dell'infanzia, ma già dell'adolescenza la adoro, La amo alla follia, ma la sento un paio di volte. All'anno è un'amica speciale, ma è una una persona di tutte le persone che hanno attraversato il mio cammino a scuola in Vent'anni. Ho venti anni di scuola e così anche Oliver ed Emily hanno due amiche molto, molto, molto speciali a Marbella che rimarranno e che vedono periodi periodicamente um in videochiamata, ma anche proprio um di persona, perché organizziamo viaggi per andare noi da loro per venire loro da noi quando noi andiamo da loro, ovviamente torniamo a Marbella e quando vengono loro da noi vengono a trovarci in giro per il mondo e ci facciamo una vacanza come hanno fatto in Vietnam un paio d'anni fa. Sicuramente è una relazione diversa, ma non per questo meno bella, non per questo meno profonda, meno importante. E poi, in fondo io, Alex e i nostri figli abbiamo un concetto diverso di amicizia. Sono le amicizie del mondo, quelle non forzate su di noi da un luogo da un'istituzione, da un posto dove abitiamo. Sono quelle che scegliamo di coltivare nella vita. E in un certo senso, um stiamo soltanto anticipa il processo, perché quando diventiamo adulti scegliamo le amicizie, scegliamo quelle che diventano poi la nostra famiglia, scelta al contrario della famiglia di origine. E loro, Oliver ed Emily lo stanno già facendo in piccola scala. Spesso vengono e mi dicono di dare il biglietto da visita alla mamma di un amico che hanno appena conosciuto per vedersi di nuovo. È successo tante volte in Islanda e siamo anche riusciti a trovarci di nuovo con quelle con quella famiglia. La stessa cosa a Dubai. Io sono sempre lì che do carte, biglie- carte. Non si chiamano i bigliettini da visita alle famiglie, perché i nostri bimbi ci chiedono di mantenere il contatto e quindi creano le loro relazioni. Finché rimaniamo in quel posto, a volte addirittura continuano anche grazie. Come dicevo prima, a me e alla mia diciamo, um in al al mio essere intermediario continuano queste amicizie, anche poi più avanti, scrivendo mail, scrivendo lettere, mandandosi, cartoline, eccetera eccetera. Quindi, ecco, questo è per dire che c'è veramente una grandissima confusione. Probabilmente quando si pensa al viaggio a tempo pieno al almeno quando voi pensate al nostro tipo di viaggiare a tempo pieno, al fatto che siamo sempre con i bambini ventiquattro e che loro non vanno a scuola. Capisco che magari a uno venga da pensare, ma questi bambini come fanno con gli amici? In realtà Oliver ed Emily hanno tantissimi amici e non hanno assolutamente assolutamente mai mostrato sintomi di mancanze. E come vi dicevo prima, noi siamo veramente molto attenti alle loro richieste, se siamo ascoltatori, anzi, anzi, mi vorrei anche specificare che noi, spesso e volentieri proprio per testare tra virgolette come si sentono facciamo domande del tipo Ehi, non ti piacerebbe fermarti a Marbella e andare a scuola lì, visto che ci sono già le tue amiche? Ci sono anche gli altri amici. C'è ancora questo amico che va in quella stessa scuola dove eravate prima? Potremmo fermarci? Potreste andare lì e loro La prima cosa che ci chiedono è ma poi così non possiamo continuare a viaggiare. Allora non gli spieghiamo No, ovviamente se ci fermiamo e andate a scuola possiamo viaggiare, ma possiamo viaggiare meno nel senso che non viaggiamo tutto l'anno, ma viaggiamo quando non c'è la scuola quando in periodi diversi dell'anno. Ecco, ci sono dei periodi in cui possiamo viaggiare. Però di solito stiamo fermi in una casa unica e, um andate a scuola proprio come fanno le vostre amiche a Marbella e e loro lì e quando ci dicono no, no, no, no. Noi non noi vogliamo continuare a viaggiare e quindi, ecco, secondo me, finché questa sarà la mentalità di tutti, adulti e bambini, saremo aperti a continuare a viaggiare. Quando poi invece un giorno ci sarà forse tutto questo l'ho anche già detto all'inizio però vabbè, non importa, lo ripeto quando un giorno ci sarà un desiderio di qualunque persona della famiglia di fermarsi. Allora lo prenderemo in considerazione e ci siederemo tutti a tavolino. Faremo una riunione di famiglia e coinvolgeremo tutti nel in questa decisione e voilà, penso in realtà di avere finito. Questo era un tema lunghissimo, quello dell'amicizia e della socialità. Ci tenevo veramente a dedicarci un pochino di di tempo in più, perché credo che sia molto importante e soprattutto, almeno così tutte le volte che mi fanno questa domanda posso rimandarli al A questo podcast um grazie per chi mi ha ascoltato fino a qua. Se avete altre domande, scrivetemele nei commenti di questo episodio e posso fare una parte due um, sono veramente a me piace un sacco fare questi episodi di domanda risposta, perché le vostre domande spesso e volentieri mi danno anche mo modo di riflettere sulla nostra situazione e mi mi insegnano sempre qualcosa di più sulla nostra situazione, perché alla fine poi, quando pensi davvero attivamente per dare una risposta a una persona effettivamente poi ci rifletti anche tu in prima persona. Quindi quindi grazie per tutte le bellissime domande che mi avete mandato. Se ne avete ancora, lasciatele nei commenti dell'episodio sul mio sito www punto la tre punto com um barra podcast troverete l'episodio lì c'è una barra tra l'altro dove potete scrivere semplicemente tipo homeschooling e vi esce l'episodio. Potete scrivere qualsiasi parola e vedete se ho già parlato di qualche tematica e basta. Non mi rimane che dirvi che ovviamente mi trovate anche su Instagram come la tela di Carlotta Blog e credo di avervi detto tutto. Non mi rimane che augurarvi buona giornata. Buona serata o buonanotte a seconda di dove siete nel mondo. Ciao ciao

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«Educare con calma» è un bel principio di cui a me mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore.