Pensiero di Novara è in contrasto con il pensiero di Maria Montessori?
Buongiorno cari genitori, copio e incollo qui di seguito un post di Daniele Novara.
Esempio di domanda inopportuna?
«Chi ti fa addormentare stasera, la mamma o il papà?»
Si tratta di una decisione che nel bambino genera ansia: i genitori sono tutti e due ugualmente importanti. Allo stesso modo non gli si chiede: «A che ora vuoi andare a dormire?»; «Cosa vuoi mangiare per cena?» oppure: «Quando ti va di fare i compiti?» come se fosse un adulto in miniatura.
Il primo a non voler ricevere queste domande è il bambino stesso, che ha bisogno di imparare buone abitudini, non di prendere decisioni al posto di mamma e papà.
Quando si tratta, invece, di scegliere i giochi da fare, i bambini possono farlo, hanno capacità di discernimento, perché possiedono intuito e in quel caso sanno perfettamente che cosa li diverte e interessa di più.
Testo tratto dal mio libro "Organizzati e felici"
Secondo voi non risulta in contrasto con il metodo di Maria Montessori? Eppure Novara dice che tutti i suoi studi sono basati sugli scritti della Montessori.
Ho interpretato male io il tutto o anche a voi stona? Io a mio figlio faccio decidere se vuole andare al ristorante di carne o pesce o se vuole andare dalla nonna o meno e cosi tante altre decisioni. Stiamo sbagliando? Mi piacerebbe in merito avere anche l'opinione di
Carlotta
se vorrà.
Grazie a tutti.
Buona giornata
Team La Tela
Ciao Timeea! Che bello vederti qui! Mi sento in linea con le domande che ha fatto
Chiara
e inoltre ho sentimenti contrastanti verso questo scritto, che provo a riassumere brevemente.
Sono d'accordo che domande aperte come «Quando ti va di fare i compiti?» non sono ideali, ma non per i motivi che descrive Novara: il cervello di un bambino piccolo (che non ha nemmeno il concetto del senso del tempo, in questo caso che gli chiediamo una domanda a sfondo temporale) fatica a prendere questa decisione ed è possibile che otteniamo l'effetto opposto (sopraffazione e crisi).
Ora, se chiedo: «Che cosa vuoi mangiare per cena: minestrone o risotto?», allora sto aiutando il cervello a processare la domanda, sto dando due opzioni concrete e sto nutrendo il bisogno di indipendenza e volontà. E io adulto faccio la mia parte, ovvero offrire un pasto nutriente. C'è scelta guidata:
A che ora vuoi andare a dormire? Alle 7:30 o alle 8:00?
Quando ti va di fare i compiti: prima della merenda o dopo?
Infine, il concetto di «buone abitudini» mi fa strano in questo contesto e mi sa un po' di «buon comportamento»: i miei figli sono persone intere e il mio ruolo è accompagnarli nelle scoperte – del mondo, di sé, dei limiti – non sostituirmi a loro. Con questo approccio, piano piano, iniziano a sviluppare, tra le altre cose, senso critico e capacità decisionale. Certo, ci sono decisioni che dobbiamo necessariamente prendere noi, ma non mi sembrano quelle che descrive Novara e, a dirla tutta, secondo me sono le eccezioni.
Ps. Ci tengo a specificare che non conosco il lavoro di Novara e che non essere d'accordo con un estratto del suo libro non significa che consigli di non leggerlo: credo sia bello leggere qualunque cosa con mente critica e con accoglienza, proprio come hai fatto tu. Quindi grazie per averlo condiviso. 💜
Grazie per la risposta Carlotta e si non potevo non far parte della tela. Sono una stalker della tela da quando ancora ero al 5 mese di gravidanza.
In effetti l'estratto mi ha mandato un pochino in confusione. Ci sono tante interpretazioni e sviluppi sugli studi e scoperte di Maria Montessori e a volte , per noi che stiamo dall altra parte dello schermo non è sempre facile capire la strada da seguire.
Sei stata molto chiara nella risposta e ti ringrazio.
Da allora ho continuato a chiedere a mio figlio cosa volesse per cena quando non mi importava di preparare una cosa piuttosto che l altra. E ho continuato a chiedergli se preferisce andare dalla nonna o al parco. O se vuole sistemare i suoi giochi prima o dopo cena. Ma la tua conferma è stata preziosa.
Grazie
Ciao, io concordo che i bimbi non possono compiere scelte troppo "difficili". Noi adulti nel compiere una scelta anche banale consideriamo tante cose ( conseguenze, tempo, costi, esigenze personali, ecc...). Se penso a mia figlia di 4 anni non le farei scegliere il ristorante, ma una volta arrivati dove decidiamo io e il papà le farei scegliere cosa mangiare. Però a meno che non scelga piatti che conosce molto bene, può darsi che una volta che arrivi il piatto lei non lo voglia e preferisca quello che ha qualcun altro. I piccoli secondo me possono scegliere tra due opzioni o tre che hanno davanti o che conoscono bene.
La domanda ti addormenta mamma o papà nel mio caso a volte l'ha fatta mio marito, sicuro che i bambini avrebbero risposto mamma... questo per dire che tutto va calato nel proprio contesto familiare...
È giusto che scelgano tra due opzioni alla loro portata. Vuoi mettere la maglietta blu o rossa? Vuoi lavare prima i denti o mettere il pigiama?
Ciao Timeea! Premetto che non conosco Daniele Novara, ma leggendo il suo post mi vengono in mente delle domande:
1. Qual è la differenza sostanziale tra (per esempio) "scegliere cosa mangiare per cena" e "scegliere quale gioco fare", per cui un bambino o una bambina sarebbe in grado di rispondere alla seconda domanda e non alla prima?
2. Cosa si intende per "gioco"? Mi sembra che Novara metta le attività "andare a dormire", "mangiare" e "fare i compiti" in una categoria completamente separata dalla categoria "gioco".
3. Perchè un bambino o una bambina non dovrebbe voler ricevere domande su ciò che lo/la riguarda in prima persona?
4. Cosa si intende per "buone abitudini"? Abitudini decise a tavolino dagli adulti e messe in pratica sempre uguali a prescindere dalle circostanze e dalla volontà del bimbo o bimba?
Scusa, tu chiedi consigli e io mando una lista di domande! Andrò a leggere qualcosa in più di Daniele Novara, grazie per lo spunto.
In ogni caso, condivido i tuoi dubbi!
Grazie Chiara sapere di non essere l unica con questi dubbi mi fa sentire meno sola. Da allora ho un pó studiato il pensiero di Novara che però lui si definisce molto montessoriano e mi sembra di aver capito che per lui quelle domande sono troppo gigantesche per un bambino piccolo e potrebberlo mandarlo in confusione. O potrebbero fargli pensare di poter decidere sempre tutto lui se queste cose succedono sempre e con regolarità. Mi pare di aver capito questo...
Credo che Novara dica il vero la decisione non può essere aperta ma tra diverse opzioni anch esse non generali ma specifiche. Almeno io faccio così per esempio: come si vuole vestire decide tra due cose non davanti a tutto il guardaroba. In ogni caso non credo ci sia giusto o sbagliato, si deve prendere ciò che ci risuona e che per noi funziona. Un abbraccio
Si le opzioni le diamo anche noi . Però ecco chiedergli se preferisce mangiare carne o pesce per cena non mi é mai sembrato una cosa negativa?
O se vuole che lo veste la mamma o il papà.
Non so ... m é sembrato un pó in contrasto