Preferiti dei bambini

Pensiero di Novara è in contrasto con il pensiero di Maria Montessori?

24 novembre 2023
7 risposte
Timeea cerca un consiglio:

Buongiorno cari genitori, copio e incollo qui di seguito un post di Daniele Novara.

Esempio di domanda inopportuna?
«Chi ti fa addormentare stasera, la mamma o il papà?»

Si tratta di una decisione che nel bambino genera ansia: i genitori sono tutti e due ugualmente importanti. Allo stesso modo non gli si chiede: «A che ora vuoi andare a dormire?»; «Cosa vuoi mangiare per cena?» oppure: «Quando ti va di fare i compiti?» come se fosse un adulto in miniatura.

Il primo a non voler ricevere queste domande è il bambino stesso, che ha bisogno di imparare buone abitudini, non di prendere decisioni al posto di mamma e papà.

Quando si tratta, invece, di scegliere i giochi da fare, i bambini possono farlo, hanno capacità di discernimento, perché possiedono intuito e in quel caso sanno perfettamente che cosa li diverte e interessa di più.


Testo tratto dal mio libro "Organizzati e felici"

Secondo voi non risulta in contrasto con il metodo di Maria Montessori? Eppure Novara  dice che tutti i suoi studi sono basati sugli scritti della Montessori.
Ho interpretato male io il tutto o anche a voi stona? Io a mio figlio faccio decidere se vuole andare al ristorante di carne o pesce o se vuole andare dalla nonna o meno e cosi tante altre decisioni. Stiamo sbagliando? Mi piacerebbe in merito avere anche l'opinione di Carlotta   se vorrà.

Grazie a tutti. 
Buona giornata

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Carlotta    15 dic 2023

Team La Tela

Ciao Timeea! Che bello vederti qui! Mi sento in linea con le domande che ha fatto Chiara e inoltre ho sentimenti contrastanti verso questo scritto, che provo a riassumere brevemente.

Sono d'accordo che domande aperte come «Quando ti va di fare i compiti?» non sono ideali, ma non per i motivi che descrive Novara: il cervello di un bambino piccolo (che non ha nemmeno il concetto del senso del tempo, in questo caso che gli chiediamo una domanda a sfondo temporale) fatica a prendere questa decisione ed è possibile che otteniamo l'effetto opposto (sopraffazione e crisi). 

Ora, se chiedo: «Che cosa vuoi mangiare per cena: minestrone o risotto?», allora sto aiutando il cervello a processare la domanda, sto dando due opzioni concrete e sto nutrendo il bisogno di indipendenza e volontà. E io adulto faccio la mia parte, ovvero offrire un pasto nutriente. C'è scelta guidata: 

A che ora vuoi andare a dormire? Alle 7:30 o alle 8:00?
Quando ti va di fare i compiti: prima della merenda o dopo?  

Infine, il concetto di «buone abitudini» mi fa strano in questo contesto e mi sa un po' di «buon comportamento»: i miei figli sono persone intere e il mio ruolo è accompagnarli nelle scoperte – del mondo, di sé, dei limiti – non sostituirmi a loro. Con questo approccio, piano piano, iniziano a sviluppare, tra le altre cose, senso critico e capacità decisionale. Certo, ci sono decisioni che dobbiamo necessariamente prendere noi, ma non mi sembrano quelle che descrive Novara e, a dirla tutta, secondo me sono le eccezioni.

Ps. Ci tengo a specificare che non conosco il lavoro di Novara e che non essere d'accordo con un estratto del suo libro non significa che consigli di non leggerlo: credo sia bello leggere qualunque cosa con mente critica e con accoglienza, proprio come hai fatto tu. Quindi grazie per averlo condiviso. 💜 

Timeea    15 dic 2023

Grazie per la risposta Carlotta e si non potevo non far parte della tela. Sono una stalker della tela da quando ancora ero al 5 mese di gravidanza. 
In effetti l'estratto mi ha mandato un pochino in confusione. Ci sono tante interpretazioni e sviluppi sugli studi e scoperte di Maria Montessori  e a volte , per noi che stiamo dall altra parte dello schermo non è sempre facile capire la strada da seguire.  
Sei stata molto chiara nella risposta e ti ringrazio.  
Da allora ho continuato a chiedere a mio figlio cosa volesse per cena quando non mi importava di preparare  una cosa piuttosto che l altra.  E ho continuato a chiedergli se preferisce andare dalla nonna o al parco. O se vuole sistemare i suoi giochi prima o dopo cena.  Ma la tua conferma è stata preziosa. 

Grazie

Elisa C.    13 dic 2023

Ciao, io concordo che i bimbi non possono compiere scelte troppo "difficili". Noi adulti nel compiere una scelta anche banale consideriamo tante cose ( conseguenze, tempo, costi, esigenze personali, ecc...). Se penso a mia figlia di 4 anni non le farei scegliere il ristorante, ma una volta arrivati dove decidiamo io e il papà le farei scegliere cosa mangiare. Però a meno che non scelga piatti che conosce molto bene, può darsi che una volta che arrivi il piatto lei non lo voglia e preferisca quello che ha qualcun altro. I piccoli secondo me possono scegliere tra due opzioni o tre che hanno davanti o che conoscono bene. 
La domanda ti addormenta mamma o papà nel mio caso a volte l'ha fatta mio marito, sicuro che i bambini avrebbero risposto mamma... questo per dire che tutto va calato nel proprio contesto familiare...
È giusto che scelgano tra due opzioni alla loro portata. Vuoi mettere la maglietta blu o rossa? Vuoi lavare prima i denti o mettere il pigiama?

Chiara    6 dic 2023

Ciao Timeea! Premetto che non conosco Daniele Novara, ma leggendo il suo post mi vengono in mente delle domande:
1. Qual è la differenza sostanziale tra (per esempio) "scegliere cosa mangiare per cena" e "scegliere quale gioco fare", per cui un bambino o una bambina sarebbe in grado di rispondere alla seconda domanda e non alla prima? 
2. Cosa si intende per "gioco"? Mi sembra che Novara metta le attività "andare a dormire", "mangiare" e "fare i compiti" in una categoria completamente separata dalla categoria "gioco".
3. Perchè un bambino o una bambina non dovrebbe voler ricevere domande su ciò che lo/la riguarda in prima persona?
4. Cosa si intende per "buone abitudini"? Abitudini decise a tavolino dagli adulti e messe in pratica sempre uguali a prescindere dalle circostanze e dalla volontà del bimbo o bimba?

Scusa, tu chiedi consigli e io mando una lista di domande! Andrò a leggere qualcosa in più di Daniele Novara, grazie per lo spunto.
In ogni caso, condivido i tuoi dubbi!

Timeea    6 dic 2023

Grazie Chiara sapere di non essere l unica con questi dubbi mi fa sentire meno sola. Da allora ho un pó  studiato il pensiero di Novara che però  lui si definisce molto montessoriano e mi sembra  di aver capito che per lui quelle  domande sono troppo gigantesche per un bambino piccolo e potrebberlo mandarlo in confusione. O potrebbero fargli pensare di poter decidere sempre tutto lui se queste cose succedono sempre e con regolarità. Mi pare di aver capito questo...

Elena    1 dic 2023

Credo che Novara dica il vero la decisione non può essere aperta ma tra diverse opzioni anch esse non generali ma specifiche. Almeno io faccio così per esempio: come si vuole vestire decide tra due cose non davanti a tutto il guardaroba. In ogni caso non credo ci sia giusto o sbagliato, si deve prendere ciò che ci risuona e che per noi funziona. Un abbraccio 

Timeea    2 dic 2023

Si le opzioni le diamo anche noi . Però  ecco chiedergli se preferisce mangiare carne o pesce per cena non mi é mai sembrato una cosa negativa? 
O se vuole che lo veste la mamma o il papà.  
Non so ... m é sembrato un pó  in contrasto