Preferiti dei bambini

Sensi di colpa per il lavoro

22 novembre 2023
4 risposte
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Sabrina cerca un consiglio:

Primo post

Ciao mamme, finalmente ho cambiato lavoro e faccio il mio lavoro per cui ho studiato tanto! 

Anche se faccio poche ore riesco  a lavorare di mattina e quindi ho deciso di mandare mia figlia all’asilo dalle 9 alle 3 dal martedì al venerdì perché il giovedì devo fare anche un tirocinio.

Mia figlia va all’asilo già da due mesi ormai ma ancora piange quasi sempre ogni volta che la lascio e vedo che quando non deve andare è più felice perché vuole stare con me. Io mi sento in colpa perché lei ha solo 2 anni e non avrei mai pensato di mandato all’asilo così tante ore già da ora ma mi trovo costretta per il lavoro! Premetto che ho scelto io di lavorare per fare il mio lavoro e sentirmi indipendente però combatto ogni giorno con i sensi di colpa.

Oltretutto per la prima volta ho un contratto che non mi permette di stare a casa quanto  la scuola chiude quindi penso già a quest’ estate  che non potrò portarla in vacanza dai nonni come gli scorsi anni per un mese ma forse dovrò andare per poco. 
Voi cosa ne pensate?

Grazie in anticipo! 

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Rosalba    23 nov 2023

Team La Tela

Ciao Sabrina,
ti capisco davvero tanto, il tuo post ha risvegliato in me un sacco di ricordi.

Anche io ho mandato i bimbi al nido da piccolissimi, e di pomeriggio poi non stavano con me ma dai nonni perché io lavoravo full time fino alle 17.

Ricordo la fatica e il nodo in gola quando scendevo le scale di casa, perché io andavo via presto (non riuscivo neanche ad accompagnarli a scuola) e loro piangevano quasi ogni mattina.

Ai bellissimi e validi consigli che ti ha già dato Vale, aggiungerei solo il consiglio di ripetere come un mantra che è una fase (quella del pianto alla separazione). Rimane faticoso ugualmente quel momento, ma può aiutare essere consapevoli che non sarà così per sempre e un giorno (magari anche più vicino di quanto pensi) ti saluterà col sorriso.

Il fatto che tu abbia intrapreso un percorso lavorativo che ti soddisfa sarà fonte di benessere per te, e questo a lungo termine si riverserà anche sul rapporto con la tua bambina 💜

Ti abbraccio forte!

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Sabrina    24 nov 2023

Insegnante

Grazie mille davvero ❤️ 

Valeria    23 nov 2023

Team esteso

Wow Sabrina, me la ricordo esattamente questa fatica!
Quando ho aperto la mia attività sono stata divorata dagli stessi sensi di colpa: ogni momento che dedicavo al lavoro (togliendolo a mia figlia) mi sembrava superfluo, ogni volta che dovevo portarla al nido mi chiedevo come avrei potuto spostare gli impegni in agenda per andare a prenderla anche solo 30 minuti prima. Insomma, vivevo con il tuo stesso macigno sul cuore.

Ti dico 3 cose che mi hanno aiutata molto il quel periodo:

  • Osservare mia figlia. Al netto dell'ansia da separazione che ogni tanto mostrava quando doveva entrare a scuola, a casa era serenissima. Nel tempo che dedicavo a lei (che era comunque diminuito rispetto a tutto quello che le dedicavo quando ero a casa) provavo ad esserci davvero, senza distrazioni o rumore di fondo. E notavo che a lei, quel tempo bastava. Certo, ho sempre fatto in modo di non dedicarle solo 30 minuti al giorno perché onestamente credo che oltre alla qualità ci vada anche un po' di quantità, ma ho smesso di ossessionarmi su quest'ultima. Tre ore di presenza vera erano più nutrienti di una giornata con la testa altrove. Notare questa cosa qui, mi ha aiutata ad aprire una prima porticina nella mia testa.
  • Esplorare l'origine di quel senso di colpa. Ho provato a scavare dentro di me, e ho scoperto che mi sentivo in colpa perché mi paragonavo sempre ad un'immagine di donna e madre dagli standard irraggiungibili, standard che non avevo fissato io. Volevo essere la donna con una carriera e una madre sempre presente e disponibile, una che non si arrabbia mai, che accoglie sempre, che dice sempre di sì. Ma quella non ero io, l'ho capito col tempo. Dirmi: «questa non sei tu, scendi da questa ruota» mi ha aiutato ad aprire la seconda porticina nella mia testa.
  • Capire il tipo di madre che voglio essere. Mi sono aiutata con la scrittura, ho scritto tantissimo per individuare i miei valori: quelli in cui credo davvero, quelli che voglio trasmettere a mia figlia. Mi sono chiesta che esempio, che guida voglio essere. E quali azioni e scelte posso fare, ogni giorno, per esserlo. Questo mi ha aiutata a costruire un'immagine autentica e reale della madre che voglio essere per mia figlia, ma soprattutto, della persona dietro quella madre. Una persona che ha bisogno di essere indipendente, di dedicarsi al lavoro che la appassiona, di prendersi i suoi spazi e di dire di no, quando ne ha bisogno. Io volevo e voglio essere una persona che è capace di nutrire la relazione con l'altro partendo prima dalla relazione con se stessa. Che non è superflua, non è un capriccio. È un mio, un nostro diritto.

Non so se queste riflessioni possono aiutarti e mi dispiace di aver scritto così tanto, ma l'argomento mi appassiona moltissimo e potrei scriverne o parlarne per ore.

Chiudo consigliandoti  anche alcuni contenuti sull'ansia da separazione e le crisi da entrata a scuola che a me, personalmente, tornano sempre molto utili: li trovi nella categoria Ritorno a scuola. E ti consiglio anche ti esplorare Crescita personale: ci sono un po' di contenuti sul senso di colpa che secondo me possono aiutarti a comprendere e processare questa emozione.

In bocca al lupo Sabrina 💕

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Sabrina    23 nov 2023

Insegnante

Grazie mille Valeria, prenderò questi consigli e cercherò di metterli in pratica, mi sono obbligata di non andare a prenderla prima dall’asilo a meno che non sono libera e non ho più nulla da fare. Ad esempio oggi che sono a casa prima e voglio pulire casa, preferisco farlo sola e poi dedicare del tempo a lei. 
Ho veramente tante cose da fare e l’ansia mi sta portando a non vivere bene neanche i momenti  con lei. 
Grazie davvero . ❤️