Preferiti dei bambini

Sei arrabbiata? (Perché lo chiede solo a me?)

2 aprile
1 risposta
Elena V. cerca un consiglio:

Primo post

Ciao!

Sono Elena, mamma di Enea di quasi 5 anni. Provo a scrivere qui per la prima volta cercando di utilizzare al meglio tutto quello che La Tela offre. Mi aiutate ad interpretare il comportamento di mio figlio? 

Ultimamente, nel contesto casa, mi chiede spesso “sei arrabbiata?” nelle più svariate situazioni. Esempio: Si pulisce la bocca con la manica della felpa, io mi irrigidisco e dico “Enea hai il tovagliolo, ma perché!?!?!” Lui prende il tovagliolo e lo butta in terra dicendomi “sei arrabbiata?” 
“Si Enea sono arrabbiata!” E lui “No no e no non devi esserlo!”

E così anche in situazioni meno intense dove magari sono un po più richiedente e impositiva.

Sta testando fin dove può spingersi? In alcuni momenti non sono arrabbiata, magari sono solo concentrata sul fatto che faccia quello che è necessario che faccia (lavaggio denti, medicine, …). 

Non riesco ad interpretarlo. E lo fa solo con me. È quel devi che mi mette in allarme come se il suo mondo dovesse essere esattamente come vuole lui. 
O forse sono io che mi sento gli occhi puntati addosso? 
Sicuramente approfondirò la sezione del corso sulla rabbia.

Grazie a tuttə

Elena

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Rosalba    Oggi

Team La Tela

Ciao Elena, benvenuta nel forum! 💜

Da quello che racconti, Enea è un bambino che sta facendo una cosa bella e difficile allo stesso tempo: ti sta guardando. Ti osserva e riesce a cogliere anche le sfumature più sottili delle tue emozioni e le nomina. È una competenza preziosa: significa che è capace di riconoscere le emozioni e di metterle in parole, una base importante per costruire consapevolezza e relazione.

La domanda «Sei arrabbiata?» è un tentativo di orientarsi. I bambini piccoli si regolano attraverso di noi, e quando percepiscono che il clima emotivo cambia, cercano di capire cosa sta succedendo. Enea ti sta chiedendo, essenzialmente, L'ambiente è sicuro? La situazione è sotto controllo?, Posso stare tranquillo o sta succedendo qualcosa che devo gestire?

Tra l'altro, quando ti fa questa domanda, è una bella opportunità per approfondire quello che senti:  nel Percorso c'è una lezione che si chiama «È proprio rabbia?», che esplora questo — la rabbia è spesso un'emozione di superficie, e sotto ci sono paura, stanchezza, frustrazione, dispiacere. Nominarle, anche a voce alta con Enea, può insegnargli che le emozioni si vivono e si nominano (e che tutte le emozioni sono valide). A supporto di questo lavoro ci sono anche la lezione «Risveglia la tua consapevolezza emotiva» e l'esercizio «La ruota delle emozioni» – strumenti per espandere il vocabolario emotivo, tuo prima ancora che suo.

Percorso / Rabbia
È proprio rabbia?
La rabbia è un'emozione complessa per gli adulti, anche perché spesso la confondiamo con altre.
Percorso / Crescita personale
Risveglia la tua consapevolezza emotiva
La pratica che ci permette di scegliere le nostre azioni, invece che reagire dal pilota automatico.
Percorso / Crescita personale
La ruota delle emozioni
Per rispondere alla domanda «come mi sento?» usa una ruota delle emozioni e espandi il tuo vocabolario e la tua granularità emotiva.

Un altro punto interessante è anche quello che succede dopo: lui non solo chiede, ma poi prova a «correggere» la tua emozione dicendo che «non devi esserlo». Anche questa è essenzialmente una forma di comunicazione, con gli strumenti che ha a disposizione per il suo grado di competenza emotiva e linguaggio: sta cercando di ridurre una sensazione che per lui può risultare difficile da tollerare.

La rabbia dell’adulto, anche quando è contenuta o legata a una richiesta (come nel lavarsi i denti), per un bambino può essere percepita come qualcosa di molto grande, quasi destabilizzante.

Quindi potrebbe essere una strategia per mantenere un senso di sicurezza: se l’adulto non è arrabbiato, tutto è sotto controllo. Se invece lo è, si attiva qualcosa che fa fatica a gestire.

C’è anche un altro aspetto: il fatto che lo faccia solo con te non è un segnale negativo, anzi. Di solito i bambini «mettono alla prova» proprio la figura con cui si sentono più al sicuro, quella con cui possono esprimere di più senza paura di perdere il legame. In altre parole, con te si permette di portare fuori questa sua difficoltà, perché sente che la relazione regge.

Carlotta ne ha parlato in questo episodio del podcast:

Podcast
Mi urla «Vai via!» quando si arrabbia (3 anni)
Episodio 136