Risposta alle offese...lo sto mettendo in pericolo?
Primo post
Ciao a tutti...oggi faccio fatica...oggi ho paura...e anche un po' rabbia
In realtà l'oggi credo sia frutto di un paio di settimane dove mi frullano in testa pensieri irrisolti, accantonati nel cuore malamente...
Tutto è iniziato con l'inizio delle elementari di Samuele di quest'anno...mi è successo in questi mesi di fermarmi a parlare con le famiglie della nuova classe e di ascoltare discorsi riguardo l'uso delle mani da parte dei loro figli. La maggior parte educa i bambini a rispondere con le mani se vengono infastiditi o colpiti...dicendo "io gli dico che non deve alzare le mani, ma se qualcuno lo aggredisce fisicamente o verbalmente è giusto e comprensibile e auspicabile che lo faccia. Questo è l'unico modo per farsi rispettare".
Raccontano decine di situazioni dove hanno visto il figlio/a alzare le mani e giustificavano con orgoglio e comprensione quella azione.
Io e Fabio siamo in totale disaccordo con questo...non educhiamo a questo, non testimoniamo questo e rifuggiamo qualsiasi risoluzione violenta di qualsiasi grado di offesa o incomprensione.
Samu ad oggi ha consapevolezza di cosa sia accettabile per lui o meno, di quale siano i suoi confini personali (e quelli altrui) e, quando (per fortuna raramente) gli succede di essere offeso o spintonato, risponde con le parole, a volte con fermezza, ribadendo agli altri quale sia il confine che non desidera superino...per ora è bastato...
A volte abbiamo partecipato a questi confronti, spiegando il nostro punto di vista, non condiviso da nessuno...Oggi faccio fatica a digerire questa solitudine di vedute...mi produce rabbia... faccio fatica a metabolizzare le parole di chi ci ha detto che lo stiamo mettendo in pericolo, che "se lo mangeranno" , che non gli stiamo insegnando a sopravvivere ecc...
Oggi ho paura che sia vero...
Ho paura che il nostro idealismo lo metta in pericolo, ho paura che gli strumenti che gli stiamo offrendo non siano sufficienti...
come sistemo queste paure?
Grazie a chiunque mi abbia letto e mi offrirà un consiglio o anche solo un abbraccio
Intanto vi abbraccio forte io ❤️
Team La Tela
Chiara Franzoni
💜 So che è passato tanto tempo, ma mi chiedevo: la pensi ancora così? Noi recentemente abbiamo avuto una riflessione simile e siamo comunque arrivati alla stessa conclusione di sempre: se si può rispondere evitando la violenza, quella è la scelta.
Non penso che significhi vivere nella paura o non sapersi difendere (che si può imparare: anni fa a noi era piaciuto molto un corso di Taekwondo – mi sembra ma potrei confondere la disciplina, c'era molto punching e kicking 😅).Che ne pensi?
Ambassador
Ciao Carlotta!
come vedi anche io arrivo in ritardo 😅...grazie per la tua domanda...mi ha portato a rifletterci dopo tanto che non lo facevo...
la risposta è no...non c'è più questa paura...credo da molto...credo che la mia paura di mettere in pericolo Samu derivasse da un mio disagio profondo nel non sapere argomentare efficacemente in quel periodo le nostre scelte educative con persone che percepivo (ancora oggi) aggressive e poco rispettose del nostro stile educativo...
Alcune scelte, come la non violenza, sono radicate in noi da così tanto...ma questo non mi "salva" dall'incapacità di mantenere un sano distacco da alcuni confronti che percepisco già alla fonte che assorbirò come acqua sporca...in quei momenti posso dirlo? non vorrei essere spugna...vorrei essere un meraviglioso sassolino che non fa entrare neanche un goccia di pioggerella...
il tempo e il percorso qui, il confronto con Fabio, i vostri consigli...tutto mi aiuta ritrovare l'equilibrio, ma di fronte a certi tipi di confronti ancora non ho trovato gli strumenti per vivere quei dialoghi, seppur molto pesanti, per quello che sono... relativizzandoli...
non so se questo che ho scritto è comprensibile...
ti abbraccio forte forte
Team La Tela
Per me è chiarissimo anzi, potrei averlo scritto io. Ci sono ancora confronti che non riesco ad affrontare come vorrei e ogni volta che non ci riesco aggiungo un piccolo pezzettino del mosaico alla mia abilità. Ma mannaggia che fastidio pensare alle risposte “giuste per me” solo dopo che la conversazione è finita. Capita anche a te? 😅
Ambassador
Certo che capita anche a me! E provo una forte emozione di rabbia mista a frustrazione mista a senso di delusione verso le mie incapacità...non la so chiamare questa emozione ma poco importa...la riconosco subito...forse il consiglio di darsi una seconda possibilità come diceva Martina Righetti nella sua bellissima diretta potrebbe aiutarmi...
per ora ho capito che:
- questa emozione che provo è legata ad un forte senso di ingiustizia che ha radici profonde e lontane ed è duro lavorarci sopra (non so nemmeno se lo voglio fare...oggi)
- L'incapacità di trovare le parole giuste è direttamente proporzionale all'aggressività altrui...più mi sento poco rispettata...più tempo ci mettono le parole a prendere forma...
-in questo momento della mia vita voglio scegliere meglio (riuscirò? :)) con chi intavolare confronti importanti...ho bisogno di cose profonde ma da quel punto di vista che siano facili...esco un attimo dalla trincea...ho bisogno di respirare...
ti abbraccio fortissimo e... come sempre...immensamente grazie!
Team La Tela
Ciao Chiara,
il vostro non è idealismo, il vostro è buon senso, è rispetto, è educare per cercare davvero di portare un cambiamento.
E un cambiamento non è possibile rispondendo alla violenza con la violenza.
È sotto gli occhi di tutti quanto questo paradigma sia controproducente, ed è incredibile che si possa pensare che dire a un bambino di difendersi con le mani sia poi tanto diverso da quello che viene fatto dalle persone di potere che stanno distruggendo questo povero mondo.
La paura per i nostri figli è legittima, ti capisco eccome, ma credo che l'unica via percorribile sia rifiutare sempre la violenza, che non significa esporsi alle umiliazioni, ma insegnare ai nostri figli a provare a stoppare il comportamento negativo con le parole e, nel caso in cui sia necessario, rivolgersi all'adulto di riferimento, genitore o insegnante che sia.
Ti abbraccio fortissimo 💜
Insegnante
Un grande abbraccio Chiara,
Io ho pensieri molto affini ai tuoi: Elia e’ ancora molto piccolo (1 anni e 9 mesi) ma mi sto chiedendo cosa suggerirgli. Credo che opterò per l’opzione se le
Persone non ti fanno stare bene, puoi sempre scegliere di allontanarti. Sara difficile ma vorrei che l’opzione ’difendersi alzando le mani’ non fosse una opzione.
Grazie per aver condiviso questa preoccupazione, che mi risuona molto
Ciao Chiara , anche io come te ho un pó di timore su questo aspetto e i parenti non aiutano al riguardo in quanto mi dicono spesso che crescerò un figlio che nn si saprà difendere.
Io al mio quando magari qualche bambino lo tratta in un modo che a lui non piace , gli dico di dire frasi come :" se tu decidi di trattarmi così io decido di allontanarmi da te. Questo è quello che vuoi?"
Però quando alzano le mani è un punto più critico e ti capisco . Il mio è troppo piccolo per affrontare situazioni dove si alzano le mani di proposito quindi nn ti saprei aiutare a riguardo
Purtroppo...
Anch'io ho tanta paura....la mia bimba ha solo due anni e mezzo ma la frase che le ripetiamo in continuazione è io voglio solo baci e carezze e la invitiamo a dirlo a chi eventualmente alzasse le mani su di lei.non so se sta funzionando e spero non la faccia sentire in difficoltà in futuro.