Tetta-dipendenza, aiuto!
Primo post
Ciao a tutt*!
Ho una bimba di 3 anni e mezzo e una di 9 mesi.
La seconda ha iniziato il nido a fine gennaio, mangia da dicembre ma sta diventando sempre più ossessionata dal seno. Sta al nido 5h la mattina, mentre io sono al lavoro, nel pomeriggio siamo insieme e ciuccia anche 3/4 volte, praticamente ogni ora.
La notte dorme con me perché altrimenti non si addormenta e comunque si sveglia anche 6/7 volte nella nottata. Se il padre la prende in questi momenti, si contorce e mi cerca, non si calma finché non la prendo io. Solo con la nonna, mia mamma, a volte va un po’ meglio. All’asilo invece in genere è tranquilla.
Io sono abbastanza distrutta e vorrei provare a ridurre gradualmente ma non so come. Con la prima era venuto molto naturale, tanto che ha smesso da sola prima di un anno di età. Avete consigli?
Grazie a chi risponderà con un po’ di supporto
Team La Tela
Ciao Sara 💜
Si sente tutta la fatica che stai attraversando, ed è comprensibile. Una bimba di 9 mesi che ha iniziato il nido da poco, una grande di tre anni e mezzo, le notti spezzate… è tanto. È normale che tu ti senta stanca e ti abbraccio forte.
Quello che descrivi (il seno cercato con insistenza nel pomeriggio e durante la notte, la difficoltà a calmarsi con il papà, e invece la serenità al nido) non parla di «dipendenza» in senso problematico, ma di una bambina che usa il seno come base sicura, soprattutto dopo la separazione. Dopo tante ore lontana da te, è come se avesse bisogno di «ritrovarti» e ricaricarsi. Il seno, in questo senso, è molto più di nutrimento: è un modo per comunicare: «Ci sei ancora, siamo di nuovo insieme».
E il fatto che al nido stia bene è un segnale importante: vuol dire che quella sicurezza riesce a portarsela dentro anche fuori casa.
Ti condivido la mia esperienza personale: i miei figli hanno una differenza d’età praticamente uguale e anche per me il rientro al lavoro fu un momento molto intenso. Allattavo la piccola subito prima di uscire di casa e poi di nuovo appena rientrata (ricordo che era proprio la primissima cosa che facevo, solo dopo pranzavo 🙈). A me aiutava leggerlo come un bisogno di contatto dopo la distanza, così abbassavo le mie aspettative e «tolleravo» di più. Certo, non sempre 😅... avere due figli piccoli, il lavoro e tutto il resto la rende comunque una fase faticosa. Però io volevo fortemente continuare ad allattare e forse questo è stato il motore che mi ha fatto trovare un equilibrio anche dentro la fatica.
Allo stesso tempo, ho sperimentato quanto le notti possano essere faticose in modi diversi: con il mio primo figlio, che non è stato allattato al seno, i risvegli erano comunque molto frequenti e per me più pesanti da gestire (perché dovevo alzarmi, preparare il biberon e dopo riaddormentarlo passeggiando). Invece, con la seconda, il seno mi ha dato la libertà di attaccarla e riaddormentarmi subito (perché dormivamo insieme). Questo per dirti che a volte togliere il seno cambia le notti… ma non sempre le rende più semplici. È una possibilità, non una garanzia.
Detto questo, la tua stanchezza resta centrale. Se dentro di te senti il bisogno di di avere più spazio, è qualcosa che merita ascolto e rispetto. Nel tempo ho capito che, sull’allattamento, non esistono scelte giuste o sbagliate in senso assoluto: esistono scelte che provano ad avvicinarci un po’ di più al nostro equilibrio, tenendo insieme i bisogni dei bambini e i nostri.
Per la parte più pratica, una consulente IBCLC o una pediatra esperta in allattamento possono aiutarti a capire come muoverti in modo graduale e sostenibile.
Invece, per quanto riguarda l'addormentamento da parte del papà, potrebbe esservi molto utile questa nuova masterclass di
Chiara Baiguini
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