Preferiti dei bambini

Esige che giochi con lui, ma poi non mi fa toccare niente... devo restare? (3 anni)

13 marzo
4 risposte
Sarah cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutti e tutte,
mio marito chiede: come comportarsi quando nostro figlio (3 anni) chiede che il papà giochi con lui ("Papà, giochi con me?"), ma poi non gli fa toccare nulla (e si arrabbia se lo fa)? Esempio tipico: i Lego.
E se il papà si alza per fare altro, o lo "guarda dal divano", non lo accetta.

Qual è la cosa più giusta da fare secondo voi: rimanere e assistere al gioco senza intervenire, oppure allontanarsi e lasciarlo giocare da solo?

Aggiungo che padre e figlio sono molto legati, il papà gioca molto con lui e passano tempo esclusivo insieme, quindi non penso sia una richiesta di attenzione...

Grazie per la vostra attenzione!


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Rosalba    18 marzo

Team La Tela

Ciao Sarah,

quoto molto Chiara, che ti ha condiviso la prospettiva che avrei suggerito anch’io. 

Tra l'altro, essere una presenza silenziosa è proprio uno degli strumenti che Carlotta suggerisce in questa lezione sul gioco autonomo:

Percorso / Gioco autonomo
L'importanza di non interrompere e 4 passi per avviare il gioco autonomo
Questi strumenti funzionano a qualsiasi età.

Aggiungo solo una piccola cosa: come in tutte le situazioni in cui scegliamo di dedicarci al gioco con loro — sia come partecipanti attivi, sia semplicemente come presenza silenziosa — può essere utile anticipare che tra un po’ dovremo alzarci per fare altro (se abbiamo necessità di farlo).

In questo modo il bambino sa che la nostra presenza ha un tempo, ma non la vive come un ritiro o come un messaggio del tipo: «Tanto fai tutto tu, allora me ne vado». Rimaniamo disponibili, ma con un confine chiaro.

Sarah    domenica

Grazie 💜

Chiara Franzoni    13 marzo

Ambassador

Ciao Sarah!

Che bella la tua domanda! grazie! 

Mi ha ricordato di quando Samuele verso i 4 anni mi chiedeva di giocare a monopoli jr e poi praticamente tirava lui i miei dadi, muoveva la mia pedina, faceva finta di saper leggere i miei imprevisti...in pratica faceva la parte sua e la parte mia...e si arrabbiava se insistevo a toccare qualcosa per prima.

La mia reazione inizialmente era...allora se sono inutile...gioca da solo!...

Poi in realtà  capii che la sua esigenza era proprio che io fossi lì accanto "solo" ad osservare....offrendo presenza e quindi sicurezza. Per me era frustrante, per lui era il "tutto" di cui aveva bisogno.

Era un momento in cui stava sperimentando la sua autonomia e il suo controllo e l'avermi lì era come dirsi "tu che sei il mio porto sicuro, ci sei! ...allora posso spingermi oltre e testare le mie capacità".

Per i bimb@ a quell'età il gioco è il loro "lavoro", una cosa seria insomma :) in cui loro sperimentano passi di crescita fondamentali. Il richiedere la nostra presenza da loro la sicurezza necessaria per provarci.

Per cui, tornando alla tua riflessione, sì...rimarrei accanto a lui...come osservatore, magari facendo domande curiose che alimentino la relazione e nutrano uno stile di attaccamento sicuro. 

Ti lascio qui sotto alcuni contenuti (alcuni più inerenti e altri tangenti) che, se non hai ancora esplorato, possono magari offrirti altre riflessioni sul tema, a me sono sempre di grande aiuto.

Percorso / Gioco autonomo
L'indipendenza passa attraverso la «dipendenza»
L'autonomia è un processo (anche nel gioco!) che va al passo del bambino.
Percorso / Gioco autonomo
L'importanza di non interrompere e 4 passi per avviare il gioco autonomo
Questi strumenti funzionano a qualsiasi età.
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Sarah    14 marzo

Grazie mille Chiara per la risposta esaustiva e gli ottimi spunti! Studieremo 😊