Mio figlio usa toni «duri»
Insegnante
Ciao a tutt&!!! Sempre un posto sicuro voi 💙 sono qui per un misto di bisogni: empatia e pareri di sicuro!
Mio figlio Carlo ha 7 anni ad Aprile.Sento, di pancia, che tende a mascherare la sua grande sensibilità con un atteggiamento da 'figo'. Altre volte sento che dice delle frasi con dei toni che di fatto sembrano canzonatori o antipatici, a volte proprio sgarbati, ma lui in realtà vuole fare tutt'altro o comunque è un bambino che riconosce e soffre molto questi toni se usati con lui.
Forse ha appreso questo stile da parte paterna o da amici ma a me si ritorce dentro.
Con me poi siamo nella fase in cui in pubblico non esistono baci, e va bene, ma nemmeno sorrisi. Se non lo escludessi a prescindere, sembrerebbe che non sia contento di vedermi. Faccio un esempio: a tavola, metto formaggio, lui dice stop, io mi fermo dopo pochi secondi. Lui fa " mammamia ma non capisco proprio come è che sei così fissata col formaggio!" Con un tono serio, quasi giudicante. Poi ho capito che avrebbe voluto dire che ne avevo messo troppo.
Eppure di modi e parole ne conosce tanti e io con lui questi non li uso e nemmeno con altri. Non so bene come approcciare a tutto questo e per ora sento di sbagliare perché finisce con l'arrivargli critica e giudizio. Ma voglio anche mettere un confine.
È sempre stato molto affettuoso, abbraccione e ora anche con i suoi amici più stretti ...si trattiene. Mi ricorda il trattamento che forse riceve a sua volta quando va dal papà, ma potrei sbagliare. Mamma mia, se questa è l'anticamera dell'adolescenza, io non so se ce la farò! Grazie 💙
Insegnante
Ciao Luana, anche mio figlio ha la stessa età del tuo e quello che dici mi risuona, perchè anche il mio da qualche tempo ha ridotto moltissimo le coccole con me e quando è in difficoltà cerca di rispondere "facendo il figo".
Nella mia esperienza, ho deciso di assecondare il suo desiderio di avere meno contatto fisico e ogni volta gli chiedo se gli va di essere abbracciato o baciato: se lui mi risponde di no lo rispetto, a volte gli dico "a me piacerebbe essere abbracciata, quando ti va sono qua" e vedo che questo spesso funziona di più. Quando invece mi risponde con toni che non trovo adeguati gli chiedo semplicemente "come pensi che potremmo dirlo più gentilmente?". Vedo che usare il "noi" funziona moltissimo, perchè se non gli viene in mente mi può chiedere "io non lo so, e tu?", evitando così la sensazione dell'essere giudicato dalla risposta giusta o sbagliata.
Come mamma e come insegnante cerco poi di portare in tutti i miei discorsi il valore della gentilezza e della sensibilità, decostruendo lo stereotipo del "maschio che non deve essere affettuoso e sensibile". Ci sono per fortuna tantissimi esempi pratici di personaggi maschili non solo "forti" e "duri" ma anche molti sensibili e dolci (ti consiglio il libro "Ettore l'Uomo straordinariamente forte") Dal punto di vista sociale quanta strada c'è da fare! Credo sia bellissimo poter mettere il nostro impegno di genitori - seppur con tantissima fatica- in questo e nel crescere dei bambin3 liber3 di essere davvero sè stessi.
Ti mando un grande abbraccio e ti ringrazio di aver condiviso la tua storia, mi hai fatto sentire meno sola. Qualcosa mi dice che ce la faremo.
L
Insegnante
Che meraviglia!!!! Grazie moltissimo per le tue parole :) come è bello sentirsi in un 'villaggio' ❣️
Team La Tela
Ciao Luana,
immagino che tu lo abbia già fatto, ma quando qualcosa nei comportamenti dei nostri figli «non ci torna», una cosa utile è cercare spazi e momenti per poterne parlare con loro in parentesi di calma.
Magari mentre siete in movimento (questo può aiutare se lui per qualche motivo dovesse sentirsi a disagio): ad esempio, durante un tragitto in macchina o durante una passeggiata.
Ad esempio potresti dire, con curiosità e senza dare già un’interpretazione: «A volte mi sembra che quando parli con me usi un tono un po’ duro. Tu cosa stavi cercando di dire davvero in quel momento?».
Oppure: «Ti capita di voler dire una cosa ma poi ti esce con un tono diverso?». Magari potresti anche raccontare un tuo aneddoto in cui ti è successa la stessa cosa e poi hai capito di aver sbagliato?
Non sempre a questa età c’è una piena consapevolezza del tono che usano o dell’effetto che fa sugli altri, ma noi possiamo essere la loro palestra e aiutarli a fare piccoli aggiustamenti, senza farli sentire sbagliati. Ad esempio, restituendo ciò che arriva a noi e offrendo un’alternativa: «Se mi dici “stop, basta formaggio”, per me è più chiaro e riesco a capire cosa vuoi; quando invece me lo dici così come hai fatto, io faccio fatica a capire cosa vuoi davvero».
Questo permette sia di mettere un confine sul modo in cui vi parlate, sia di insegnare un’alternativa concreta.
Vorrei lasciarti anche le ultime lezioni della categoria disciplina che ha creato Carlotta, penso che possano aiutarti a fare nuovi tentativi di connessione e ci sono anche copioni utili.
E ricorda che se non funziona adesso, non vuol dire che non sta apprendendo... spesso ci vanno tentativi ma anche pazienza. 💜
Insegnante
Grazie mille Rosalba! Si ci sono tornata ma forse nel modo sbagliato e a volte, presa dalla grande insofferenza mia per questi toni e per quello che mi ricordano (suo padre), ho potuto tra le righe farlo sentire sbagliato. Che lui possa sentirsi sbagliato è ciò che più mi pesa perché già so che la sua autostima non viene aiutata né nutrita quando è dal papà e quindi a.volte naufrago nel senso di colpa. Poi mi ricordo che anche se fosse.... non è mai troppo tardi e che io stessa sto facendo un grande lavoro, non perfetto ma grande. Userò alcune risorse che mi hai suggerito, molto utili. Ti ringrazio moltissimo! 🌷
Ambassador
Ti abbraccio forte :)