Un quesito da insegnante: se i bambini si rifiutano di fare l'attività proposta
Ciao a tutti,
volevo confrontarmi con voi circa una questione.
Io faccio progetti in lingua inglese in varie scuole dell'infanzia e primaria e anche nel mio lavoro (oltre che con i miei figli) cerco di avere un approccio rispettoso con i bambini, cercando di applicare l'educazione a lungo termine anche a scuola (quindi no urla o minacce, linguaggio positivo, attenzione alle emozioni dei bambini). Solitamente non li forzo a fare le attività che propongo, se qualcuno non ha voglia di fare un gioco può sedersi ed aspettare il successivo, per me l'importante è che siano sereni ed interessati nel momento del laboratorio.
Ultimamente però mi sono accorta che sempre più bambini si rifiutano di essere coinvolti. In particolare, ci sono bambini che quando propongo di colorare o di fare qualche canzone sistematicamente non vogliono.
Ora, io capisco che ci possano essere attività che piacciono di più o di meno, ma io sto iniziando ad invitarli sempre più insistentemente a partecipare a tutto. Secondo voi, in casi come questi, fino a che punto è giusto insistere e fino a che punto si deve lasciare un po' di libertà di decisione per seguire le proprie inclinazioni personali?
Grazie a chi vorrà condividere la propria opinione.
Roberta
Ambassador
Ciao Roberta,mi interessa molto il tuo quesito. Sono fermamente convinta che ogni educatore, che si tratti di un genitore o di un'insegnante debba avere la consapevolezza del fatto che "educare" è sempre un lavoro a lungo termine.
Sono un' insegnante anch'io e da quest' anno seguo una classe di 22 bambini di prima elementare e per dieci anni mi sono invece dedicata ai bambini della scuola dell'infanzia.
La cosa fondamentale da ricercare sempre nella relazione è la connessione, che crea fiducia e ponti, senza i quali qualunque apprendimento decade.
Detto questo però, come sai bene, fondamentale è catturare la loro curiosità e così agganciare la loro attenzione ed entusiasmo. Va bene certamente non forzare la mano in pochissimi bambini che non vogliono talvolta partecipare, purché si tratti di pochi e rari come ad esempio uno o due e comunque sempre dopo aver tentato lo stesso di coinvolgerli; ma se si tratta di un gruppetto più ampio credo che sia opportuno cambiare le attività e modularle meglio con altre strategie.
I bambini sono sempre un banco di prova e tu il capitano della barca proprio come nella genitorialità e nell' educazione a lungo termine.
Con questo intendo dire che i confini li stabilisci sempre tu dopo aver capito cosa non funziona rimodulando le attività laddove ti rendi conto che i bambini non rispondono con entusiasmo e curiosità.
Spero di esserti stata d'aiuto.
Un caro saluto.