Fatica ad andare a scuola dopo un episodio difficile
Buongiorno a tutti voi. Ritorno qui dopo alcuni mesi, per ritrovarvi e ritrovarmi come genitore, sentendo il bisogno di chiedervi qualche consiglio.
Stiamo vivendo in famiglia un periodo "faticoso", la mia bambina di 6 anni ha iniziato la primaria a Settembre. La nostra scelta è ricaduta su una scuola molto vicina al mio lavoro dato che sono il genitore che il più delle volte si occupa dell'accompagnamento casa-scuola delle bambine.
Nella nostra città in prov BA si utilizzano prevalentemente due metodologie "tradizionale" e "senza zaino" e abbiamo scelto la prima con un'unica insegnate prevalente (quasi tutte le materie a parte inglese, ed fisica e tecnologia). La maestra mi è parsa subito abbastanza rigida, soprattutto nei confronti dei genitori ma meno verso i bambini (per quello che sono riuscita a captare io).
Mia figlia è sempre stata una bambina silenziosa, sensibile e non molto estroversa, molto diligente ed appassionata del "sapere" del "conoscere". All'inizio della scuola siamo partite a razzo, sempre con il sorriso, voglia di terminare i compiti a casa il prima possibile, e ad oggi sa scrivere perfettamente in tutti gli stili e sa leggere benissimo...ma le ho sempre detto e ripetuto che ai suoi genitori interessa solo la sua serenità e felicità nell'apprendere cose nuove perché questo dovrebbe essere la scuola.
Purtroppo prima delle vacanza di Natale è successo un episodio dove lei si è fatta la pipì e senza dire nulla a nessuno all'uscita in macchina con un filo di voce mi dice "mamma ho tutti i pantaloni bagnati" insomma con dolcezza le ho chiesto perchè non era riuscita ad andare in bagno e lei "perchè la maestra non vuole che si va al di fuori della ricreazione".
Ho cercato in tutti i modi di spiegare a Lucia che rispettare le regole è giusto, ma questa non era una regole fissa, perché c'era una necessità fisiologica. parlando con la maestra lei ha sminuito il caso. al ritorno dalle vacanze non c'è stato giorno in cui io non abbia portato la bambina a scuola trascinandomela, con pianti che iniziano puntualmente ad ogni risveglio.
Si tranquillizza solo nel weekend quando sa che il Sabato va in una scuola nel bosco con la sorellina e poi starà tutto il tempo con me. Ai miei perché, molteplici, mi ha risposto sempre in maniera variabile, a volte "alcune amichette la comandano di fare alcune cose", altre volte "ho paura della maestra", altre "non voglio andare a scuola e basta"... non so più cosa fare.
venerdì all'uscita da scuola ho chiesto alla maestra un incontro ma la stessa mi ha detto che secondo lei non c'erano problemi. Io, pensando di non essere stata capita le ho specificamente detto che non mi interessava sapere e capire l'andamento scolastico della bambina (primo non mi interessa che mia figlia prenda 10, ma che sia felice di andare a scuola e secondo lo vedo benissimo da me che su questo aspetto lei non ha alcuna difficoltà) ma che avrei voluto parlarle di una cosa più personale. ma come risposta mi è stato detto che tra due settimane usciranno le pagelle e ci saremmo viste in quell'occasione.
Non so più quali parole utilizzare con mia figlia, e purtroppo la mattina ho i minuti contati per entrare al mio di lavoro... cosa dovrei fare? (scusate se ho scritto cosi tutto di getto).
Team La Tela
Ciao Annarita, ti abbraccio e ti capisco tanto. Anche io sto vivendo un momento di grande fatica nella comunicazione con le insegnanti di mia figlia.
Ti consiglierei di insistere nel chiedere il colloquio, specificando che si tratta di una cosa importante, per cui per il bene della bambina non puoi attendere due settimane.
Tra l'altro, non so se anche da voi è così, ma nella nostra scuola ai colloqui generali con le famiglie non c'è affatto privacy e di solito (essendo in tanti) si viene liquidati in pochissimi minuti.
La maestra non si è mai accorta che la bambina fa fatica ad entrare serenamente a scuola?
Ciao Rosalba, grazie. L’ha vista quasi tutti i giorni, ma anche stamattina con me presente da lontano ha alzato la voce dicendo “aaaaah che sono questi pianti, voglio solo sorrisi” volgendosi poi dall’altra parte mentre io le asciugavo le lacrime. Anche stamattina mi sono sentita sprofondare… sono rimasta tutto il pomeriggio, rientrata a casa, a sbirciare cose su la Tela e mi sono imbattuta sui podcast inerenti i bambini altamente sensibili e mi si è aperta una piccola finestra su un qualcosa che ancora non conoscevo. Devo approfondire l’argomento, perché ho notato affinità con alcuni comportamenti/atteggiamenti che spesso ha mia figlia… ma il primo passo sarà quello di ritornare sulle mie nel chiedere nuovamente un incontro (anche perché si quelli generali sono abbastanza aperti a diversi “uditori” e non sarei neanche in grado di sviscerare il problema nel migliore dei modi con tali condizioni).
Team La Tela
Mi spezza il cuore sentire che si sia accorta senza dare però importanza alla cosa 💔
In un mondo ideale, in un caso come questo dovrebbe essere iniziativa dell'insegnante chiedere un colloquio aI genitori per capire come unire le forze nel far superare questa fatica alla bambina.
Dato che purtroppo ancora troppo spesso non è così, proviamo allora noi a creare questo ponte. 💪
PS. Sì, l'alta sensibilità è un argomento molto interessante, ed è estremamente utile per tutti i genitori conoscerla e approfondirla. Non so se hai già ascoltato tutti e 3 gli episodi del podcast con
Viola Koyuncuoglu
, te li lascio qui insieme anche alla sua masterclass Focus:
grazie di cuore... si, mi riferivo proprio a queste puntate. ora approfondirò con la masterclass. grazie ! Devo metabolizzare il tutto, fermarmi ad ascoltare e ascoltarmi.
Team esteso
Ciao Annarita, ho letto più volte il tuo racconto per addentrarmi nella vicenda e capire - empaticamente - tua figlia, te e la maestra. Mi occupo di Alta Sensibilità e, da ciò che hai condiviso, tua figlia sembra averne le caratteristiche.
Rosalba
ha fatto benissimo a consigliarti i contenuti su questo tratto: sono certa che ti aiuteranno a guardare verso un nuovo orizzonte.
Tuttavia, non dimentichiamoci che tutti i bambini, a prescindere dall'Alta Sensibilità, meritano ascolto e rispetto.
In prima elementare, i bisogni fisiologici hanno bisogno di accoglienza, non di rigidità. Trovo indispensabile un confronto con la maestra e, qualora non si mostrasse disponibile a chiarire la situazione, non esitare a passare dalla direzione.
Per quanto riguarda la tua piccola, mi permetto di suggerirti di non farle troppe domande. Cerca di eliminare i "perché": il cervello li recepisce come un sentirsi con le spalle al muro e, se lei è già emotivamente bloccata, il rischio è che si chiuda ancora di più. Prova invece ad essere compassionevole. Spiegale che non c'è nessun problema se si bagna e che ha ragione a sentirsi bloccata all'idea di andare a scuola. Questo non significa che non ci andrà, ma significa dirle che ciò che prova è legittimo e che ha i suoi buoni motivi per sentirsi così. Ricordale che tu le sei vicina anche a distanza e che stai facendo di tutto per risolvere le cose.
I bambini hanno bisogno di sapere che quello che provano è valido, anche se per alcuni adulti sembra "assurdo".
Penso alla maestra che dice che si deve solo sorridere... tu invece dille che piangere va bene e che, se scendono le lacrime, significa che hanno solo bisogno di uscire 💔
Mi dispiace tantissimo per quello che state attraversando, vi sono vicina. Tanto. Vi abbraccio (se posso).
Viola Koyuncuoglu
Viola, Grazie. Forse la prima ad essere bloccata ero io. ho letto e riletto più volte il tuo messaggio soffermandomi sulla frase “prova invece ad esser compassionevole”. forse era la chiave. Successivamente ho avuto un colloquio con l’insegnante e grazie alle vostre parole ho cambiato prospettiva cercando di accogliere anche il punto di vista della maestra, con il fine di fare squadra sempre per il bene di mia figlia. La maestra, dopo aver compreso le mie parole, le mie preoccupazioni si è mostrata (almeno per il momento) interessata tanto che il giorno dopo mia figlia è tornata da scuola con un sorriso mai visto prima ed una favella nel raccontarmi che la maestra le aveva chiesto di farle da assistente per tutta la giornata rendendola responsabile di alcune attività. Grazie alla tua masterclass sono riuscita a capire ed a sentire mia figlia in maniera diversa, più vicina. Ed io stessa mi sono sentita più accolta, anche nel mio modo di essere a volte troppo rigida. Grazie grazie. Penso di dover fare un bel lavoro su me stessa e aiutare mia figlia a sbocciare.
Team La Tela
Sono felicissima di questa evoluzione Annarita, grazie di averci aggiornate.
PS. Quel lavoro lo stai già facendo. Lo fai quando cerchi strumenti leggendo e guardando i contenuti, ma anche quando chiedi aiuto qui e condividi con noi, e lo hai fatto ancora confrontandoti con la maestra. Sono tutti passi importanti del percorso. Sii fiera di te. 💜
Insegnante
Ciao Annarita,
sento tutta la tua fatica e frustrazione nel dover gestire questa comunicazione con la maestra di tua figlia.
Di solito fatico a dare consigli, ma stavolta mi riesce facile mettermi nei tuoi panni: ho anch'io il mio bambino in prima elementare (a volte percepisco lo stesso disagio che descrivi tu, seppur espresso con modalità differenti) e se mi trovassi esattamente nella tua situazione, probabilmente chiederei nuovamente un colloquio alla maestra mettendo in copia gli altri insegnanti e, in caso, anche il dirigente scolastico (sono un'insegnante, di norma non si possono rifiutare colloqui con un genitore che lo richiede, soprattutto se si tratta di bambini così piccoli).
Se la tua bimba mostra grande fatica nell'andare a scuola, è un tuo sacrosanto diritto parlarne a colloquio con le sue insegnanti.
Allungherei anche un foglietto con su scritto "la Tela Teachers", chissà che non venga loro in mente di farci un giro ;-)
Ti abbraccio
Grazie, sì chiederò nuovamente un incontro 🌺