Picchia. Detto dalle maestre. Aiuto!
Salve, cerco consiglio. Mia figlia 4 anni, primo colloquio con le maestre mi dicono che "picchia". Io allibita. È gennaio e da settembre nessuno mi ha mai detto nulla. Sorvolano dopo averlo detto e parlano di quanto la bambina sia brava a colorare, imparare le filastrocche le canzoni..ecc
Ma a me quella parola "picchia" risuona nelle orecchie e chiedo spiegazioni e cosa fanno quando accade in modo da rinforzare a casa...anche se a casa, al parco, ai compleanni non accade. Cosa fare adesso? Come aiutare mia figlia a capire che non si fa?Non so se posso contare sull'aiuto delle maestre .. ma qualcosa devo fare.
Ambassador
Ciao Elisa, ti consiglierei di approfondire la questione con le insegnanti.
Sai quanto può essere importante costruire un ponte di comunicazione con le persone che si prendono cura dei nostri figli per tante ore nelle nostre giornate ma anche per poter comprendere a fondo il significato di quella parola "picchia" , così come il bisogno che si nasconde dietro quella comunicazione da parte di tua figlia.
A quattro anni sta cercando di affermarsi tra i suoi pari e tra tutti coloro che fanno parte della sua vita ormai.
Quindi prima di compiere ogni passo nella tua testa a livello di pensiero, ti suggerirei di provare a parlare con le insegnanti e poi con tua figlia per provare a capire insieme cosa sta accadendo.
Un caro abbraccio 🫂 ❤️
Il problema è che le insegnanti non sono così aperte al dialogo... hanno comunicato e chiuso. Per loro nn c'è niente di cui parlare. Non si interessano. Ma io sto chiedendo tutti i giorni se ha picchiato e poi vedrò di chiedere un altro colloquio. Co. La bambina ne ho provato a parlare con attenzione...
Grazie
Insegnante
Ciao Elisa.
Oggi mi ero riproposto di scrivere un post su situazioni analoghe che capitano anche a mia figlia, sempre di 4 anni.
A differenza tua noi non abbiamo avuto avvisi dall'asilo, dove ci dicono sempre essere tranquilla.
A casa invece nelle ultime settimane c'è stato un aumento notevole di parolacce, sputi, spintoni, botte varie nei confronti della sorella di 2 anni o degli amici che vediamo a volte dopo la scuola.
Dopo un'iniziale breve momento di gioia e gioco iniziano i dispetti, le male parole, le antipatie (le chiedono una cosa e risponde "NO" violentemente e scappa o peggio picchia)...sembrano cane e gatto.
Mi "consolo" del fatto che anche i suoi amici sono sulla stessa linea, chi più chi meno, ma sono comportamenti che mi irritano molto.
Le abbiamo sempre spiegato e mostrato con l'esempio che i problemi si risolvono con la calma e le parole, che si può ascoltare e spiegare, senza urlare, sputare, scappare o picchiare.
Faccio fatica a contenere questi comportamenti perchè si susseguono rapidissimi uno dietro all'altro. Per interrompere le crisi e resettare dovrei allontanarla per qualche momento e non è sempre possibile.
Inoltre anche gli altri bambini, ovviamente, non aiutano con comportamenti a loro volta fastidiosi o aggressivi, gestiti dai rispettivi genitori a modo loro. Insomma sono situazioni di grande caos.
Mi chiedo cosa fare.
Mi rispondo di aver pazienza e continuare, nei momenti di calma, a cercare di capire le motivazioni e dare soluzioni alternative.
Forse dovremmo intervenire meno? Lasciare che gestiscano i fisiologici bisticci e rispostacce, almeno finchè non arrivano alle mani?
Grazie Stefano. Le maestre hanno sorvolato alla mia richiesta di approfondire. Solo quando ho chiesto "ma cosa le dite così possiamo dire lo stesso a casa se lo facesse e così rafforziamo il concetto." La risposta è stata "niente le diciamo che non si danno le botte". Stop non sono riuscita a farmi dire altro. Purtroppo non sono maestre attente ai singoli. Brave ma vecchio stampo e intente a far lavoretti... e impegnar la giornata.
Ciao Elisa,
intanto ti abbraccio, ho due bimbe una di tre e una di cinque anni quindi sono nel periodo di tua figlia. Non ho capito se e cosa ti hanno risposto le insegnanti dopo le tue giustissime domande di approfondimento. Se non ti hanno risposto io tornerei da loro e chiederei di scendere un po' più nel dettaglio per capire meglio questa situazione. Io prima di tutto capirei in che situazioni capita che alzi le mani in modo da capire le sue ragioni profonde ei sentimenti che la smuovono e che la fanno arrivare a questo. Mia figlia grande non ha mai alzato un dito e ancora adesso piuttosto subisce e piange ma non reagisce (anche questo è un problema); la mia piccola è il contrario: ha qualche difficoltà in più della sorella a esprimersi velocemente e questo la porta a non avere gli strumenti per dialogare bene e nell'attimo del disagio si trova talvolta ad alzare le mani su sua sorella grande. Ci stiamo lavorando cercando di intervenire solo un attimo prima che scoppino nelle urla mediando il dialogo e spiegando che le parole sono più efficaci e in momenti altri (quindi non durante i litigi ma ad esempio durante le letture dei libri o in altri contesti in cui capita l'occasione) ripetiamo spesso che la violenza non è mai la soluzione, mentre il dialogo e le parole sono potenti alleati alla risoluzione dei conflitti.
Prima di capire come affrontare la questione quindi proverei a capirla meglio e chiederei nuovamente aiuto alle insegnanti e perchè no, prova a parlarne con tua figlia partendo da molto lontano... senza accuse ovviamente, ma solo domande semplici esplorative... magari ti sorprenderà e te lo racconterà lei stessa. Non so se siano buoni consigli, ma comunque ti abbraccio e facci sapere come va!
Grazie della risposta. Alle maestre sto chiedendo tutti i giorni se ha picchiato, dato calci.. per ora dicono di no. Son trascorsi 3 giorni dal colloquio. Lascio passare ancora alcuni giorni e se la risposta sarà sempre no, allora tornerò alla carica chiedendo perché ci hanno tenuto a dire che "picchia" , facendo pensare ad un comportamento ripetuto spesso.
Da parte loro non c'è la volontà ad osservare e capire perché lo fa. Purtroppo non sono maestre "attente" ai bisogni dei singoli. E la classe è composta da solo 15 bimbi di cui 2 con 104 quindi con sostegno su tutte le ore. Quindi sono sempre in 2 insegnanti. Ma sono più impegnato a far lavoretti piuttosto che attenzione i bisogni dei singoli.