Congedi di paternità
Insegnante
Ciao a tutti, volevo solo condividere un articolo di un paio di settimane fa de "il post" che parla del sistema di welfare e congedi parentali del nord Europa.
È una lettura interessante per conoscere come viene sostenuta la genitorialità in questi stati e per capire quanto ancora si deve lottare in Italia per avere una vera e concreta equiparazione tra maternità e paternità.
https://www.ilpost.it/2025/12/21/padri-nord-europa/
Team esteso
Grazie per lo spunto, super interessante e come diceva
Alessandra Mingolla
è un tema di cui parlo molto perché mi sta molto a cuore.
Finché la politica non sosterrà sistemi di congedi parentali e salari paritari, mamme e papà in questa società non avranno pari opportunità e diritti. Specifico perché spesso vengo fraintesa: io non dico che in tutte le famiglie si debba entrambi lavorare la stessa percentuale fuori casa o che se una famiglia si trova bene con il modello tradizionale "uomo-provider, donna-caregiver" debba sentirsi da meno. Io mi batto perché ogni genitore possa prendere una scelta consapevole che più si addica al proprio modo di essere e condizioni, e lo Stato potrebbe fare molto per liberare tanti genitori dalle logiche puramente economiche a cui accennava
Rosalba
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Noi siamo svizzeri e viviamo e lavoriamo in Svizzera, mio marito quando è nato nostro figlio aveva avuto solo un giorno di congedo obbligatorio (e 4 glieli aveva concessi l'azienda per cui lavorava). Lo trovo ridicolo! Dal 2020 il congedo obbligatorio è di 10 giorni, ma ancora troppo poco, specie se confrontato con le 14 settimane (comunque pochissime) di cui hanno diritto le donne. Al momento è in corso una raccolta di firme per un'iniziativa popolare che porti la popolazione svizzera a votare per 18 settimane di congedo per ciascun genitore, sarebbe una cosa fantastica (ma sono un po' disillusa, secondo me la società Svizzera non è ancora pronta, lo dico con profonda tristezza nel cuore).
Avevo parlato del nostro modello familiare "anormale" (dal punto di vista statistico) in questo articolo: Il nostro modello familiare: entrambi i genitori che lavorano part-time
Team La Tela
Ciao Stefano, grazie per questa condivisione. È stata una lettura interessante, che mi ha portato a una riflessione analoga a quanto diciamo spesso a proposito del sistema scolastico: il cambiamento, quando non arriva dall’alto, è necessario che parta dal basso.
In questi Paesi del Nord Europa scelte politiche lungimiranti hanno dato una direzione chiara e concreta al sostegno alla genitorialità. In Italia, invece, siamo ancora in una fase in cui molto dipende dalle scelte individuali. Per questo, quando possibile – e quando le risorse familiari lo permettono – credo sia importante che i padri chiedano di usufruire del congedo facoltativo. È un gesto che ha un valore non solo personale o familiare, ma anche culturale.
Purtroppo sappiamo bene che queste scelte sono ancora rare, anche perché molte aziende e molti datori di lavoro non le vedono di buon occhio e, in modo più o meno esplicito, scoraggiano chi vorrebbe farle. Nel mio precedente lavoro in banca, ad esempio, in quindici anni non ho mai visto un solo collega uomo usufruire del congedo facoltativo, nonostante fossimo più di cento dipendenti, in larga maggioranza uomini.
Ecco, credo che ogni scelta che rompe questo schema, anche se isolata, possa aprire uno spiraglio (e magari piano piano tanti spiragli costruiranno una finestra!). 💜
Ambassador
Grazie Stefano per lo spunto di lettura.
Di questo e non solo narra, documenta e testimonia spesso
Zaira
con il suo grande lavoro sulla parità di genere, della quale è persona di riferimento qui su LaTela!
Si, c'è tanto da fare. Io tengo sempre a mente però che ognuno di noi può fare la differenza :)