Vestirsi, rabbia, picchiare
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Ciao a tutti, sono Debora.
Mio figlio Enea ha quasi 3 anni (va al nido), nell'ultimo mese vestirsi, sia al mattino per uscire che alla sera per la nanna, è un dramma.
Attacca con il "io scappo" ridendo. Noi le abbiamo provate tutte per la collaborazione ( cantare, leggere un libro, dare autonomia nella scelta) ma ormai sono settimane che finisce con lui che si arrabbia e ci picchia e noi, per quanto crediamo e cerchiamo di vivere una educazione a lungo termine, siamo esausti di doverlo prendere con fermezza e sentire lui dire che gli facciamo male e quindi incrementare i colpi che ci dà.
È capitato quindi che sia io che il papà urlassimo molto forte di smetterla, ce ne andassimo furiosi dalla stanza in cui eravamo perché entrambi ad un passo da una "sonora sculacciata" come quelle che avremmo preso noi avessimo "osato" comportarci così. Ed è finita che stamattina l'ho portato fuori casa solo con il pannolino e l'ho vestito in macchina, con lui che piangeva dal freddo. E so che l'ho fatto sia perché quello era il momento di uscire di casa volente o nolente, sia perché volevo fargli provare il freddo e qual è la "conseguenza" del non vestirsi in casa.
Non sempre possiamo metterci 20 minuti per vestirlo - tra creare la catena di sì, canzoni e giochi.
Abbiamo provato a parlargli dopo le crisi, dicendo che picchiare non va bene, che abbiamo altri strumenti e alcuni li conosce già ed è stato lui stesso a suggerirmeli mentre ne discutevamo.
Eppure ogni volta è un incubo.
E l'umore poi ci rimane per tutto il giorno.
Che io sappia con i nonni paterni viene messo davanti alla TV nel momento del cambio, ma sono anche anziani e se lui è così agitato non posso certo chiedere loro di fare diversamente - già tanto che possono tenerlo e quando capita devono poter fare come riescono.
Però non vorrei iniziare anche io a matterello davanti ad un video solo per vestirlo.
Ciao Debora,
fatichissima quando i bimbi fanno così, sono con te!
a me aiutava cantare canzoni che non sapevo bene quando i bimbi erano piccoli e facevano resistenza/fatica a fare qualcosa. Non ho idea se sia scientifico, non credo lo sia! ma concentrandosi sulle parole evidentemente risultavo più centrata e questo alla fine aiutava me e loro.
Guarda bene! non che funzionasse sempre.... per la fatica che si fa a provare perchè non farlo?
Ti abbraccio, e per me ... passerà!
Team La Tela
Ciao Debora, mamma mia che fatica, credo che se dovessi scegliere una cosa soltanto di quelle che mi facevano fare davvero fatica quando i miei figli erano più piccoli a rimanere la genitrice calma e in controllo che provo ad essere, sceglierei proprio questa.
C'è stato un periodo molto sfidante in questo senso con la mia seconda figlia, e le mattine in cui riuscivo nel mio intento di mantenere il comando della barca erano nettamente meno di quelle in cui vedevo la barca colare abbastanza a picco 🫠... per cui intanto ti abbraccio forte!
È vero che a volte le alternative sembrano non funzionare, e in quel caso la cosa più efficace è focalizzarci sul fatto che agire in modo autorevole (da capitano della barca) significa far rispettare i limiti veramente necessari (come vestirsi al mattino) e allo stesso tempo accogliere le loro emozioni scomode.
Ti lascio alcune lezioni e altri contenuti (ne abbiamo parlato anche qui sul forum, ti lascio una conversazione precedente in cui ci sono alcuni consigli utili) che potrebbero aiutarti a ricalibrare la bussola in questo momento in cui arrivi ad essere esausta.
E inoltre – sembra un tempismo perfetto – proprio in questi giorni Carlotta ha pubblicato questo carosello e questo reel sull'oppositività dei bambini.