Come scegliere i propri no
Primo post
Ciao a tutti
Sono Elisa mamma di un piccolino di 19 mesi. Sto iniziando il percorso della Tela e mi trovo di fronte ad una prima difficoltà. Concordo pienamente sul fatto di non dire troppi no ai propri figli ma mi ritrovo ogni giorno a dire molti più no di quelli che vorrei. Non so proprio come scegliere i “no” giusti e come ridurli. Ad esempio come si fa a non dire di no quando a tavola tuo figlio beve l’acqua poi la sputa rendendo faticoso poi il conseguente cambio vestiti (essendo inverno necessario) perché lui non vuole saperne di spogliarsi e cambiarsi? Ci ho provato a creargli dei momenti di gioco con l’acqua alternativi ma costantemente risuccede la stessa situazione a tavola. Oppure come si fa a non dire di no/che alternativa si può trovare, quando non vuole lavarsi i denti facendosi aiutare? Essendo agli inizi sono grata dei vostri consigli su come siete riusciti a ridurre i no e a trovare le strategie giuste per riuscire a limitare e crisi giornaliere. Grazie!!
Team La Tela
Ciao Elisa, come sta andando?
Trovo bellissimi tutti gli spunti di riflessione che ti ha portato
Chiara Franzoni
(grazie!), e in particolare ha toccato un punto fondamentale nel mindset dell'argomento limiti:
Un confine dice ciò che farò io e non chiede all'altra persona di cambiare qualcosa.
Questo tra l'altro è vero in tutte le nostre relazioni, non solo nella genitorialità (e infatti questa frase è un estratto dall'ultima masterclass di
Carlotta
sulla coppia).
Tradotto in uno degli esempi che hai portato, può diventare: «Capisco che preferisci lavarti i denti da solo, ma per essere davvero sicuri che siano ben puliti devo aiutarti». E poi magari puoi proporre di fare un po' da solo (magari con l'aiuto di un timer o di una clessidra) e un po' con il tuo aiuto.
Carlotta approfondisce questo concetto anche in una delle mail di accompagnamento al Percorso (dal titolo «Un limite non è una richiesta, ma possiamo chiedere»). Non so se l'hai già ricevuta e letta, te ne lascio qui una parte:
Un limite non è una richiesta. Il capitano della barca dice (non chiede) le cose con fermezza, assertività e gentilezza due o tre volte (per pochi minuti – perché ogni minuto che passa rischi di disregolarti anche tu). Più chiediamo e posticipiamo, meno capitaniamo la barca e più ci lasciamo, invece, capitanare da lei. ❌ «È ora di andare, sei pronta? Ma non ti sei ancora messa le scarpe? Ti ricordi che avevamo detto 5 minuti? Ma me lo avevi promesso!» (queste sono richieste di cooperazione, che mia figlia non può soddisfare con un cervello disregolato). ✅ «È ora di andare, ti prendo in braccio con gentilezza e usciamo». 💡 L'implementazione di questo concetto può generare confusione: il fatto che un limite non sia una richiesta non significa che esigo senza provare prima gli strumenti che ho a mia disposizione o offrire alternative (proprio come hanno fatto quei genitori, magari solo per troppo tempo): spesso ǝ bambinǝ, se non sono disregolati (affamati, stanchi, in crisi…), con gli strumenti giusti e la calma, scelgono di collaborare (ed è proprio questa scelta che insegna loro l'autocontrollo > che permette loro di imparare a prendere decisioni valide, da adulti). Come loro guide, vogliamo promuovere questa collaborazione.
La differenza la fa il tuo comportamento
Forse l'immagine del genitore che prende e porta via che hai nella tua mente è diversa da quella che ho io nella mia, quindi te la racconto: non prendo in braccio mia figlia con cattiveria, né con movimenti bruschi né urlando né facendo la ramanzina («è possibile che non mi ascolti mai?!» / «sei sempre la solita!»); lo faccio con un respiro profondo, con gentilezza, con un tono di voce basso e movimenti lenti. Con empatia, con calma. Dissociandomi il più possibile dalle emozioni che prova lei e concentrandomi su di me e sul mio comportamento. Se piange e scalcia puoi rimanere in silenzio o ripetere: «Ti capisco, volevi restare di più. È ora di andare» (con tono calmo e respirando a fondo: razionalizzare è superfluo in questo momento). E ricorda: questa reazione non dice nulla di chi è lei né di chi sei tu; state solo attraversando un momento di fatica. La tua calma è la sua calma.E infine, aiuta essere preparata alla crisi che potrebbe comunque arrivare, da navigare con gli strumenti che piano piano stai imparando a conoscere.
Te ne lascio alcuni:
Un grande abbraccio e aggiornaci, se ti va. 💜
Cara Rosalba
Ti ringrazio infinitamente per il tuo messaggio ed i tuoi consigli. Sto provando a metterli in pratica anche se in questo periodo pieno di impegni lavorativi e personali riesco a ritagliarmi meno tempo di quanto vorrei per fare il lavoro personale sulla tela. In particolare i due contenuti, quello su tira il cibo a terra e libertà e limiti mi hanno aperto un mondo. Sto provando a mettere in pratica e devo dire che vedo già come mio figlio capisce meglio cosa può fare e cosa no, restando più sereno. C’è ancora tanto lavoro da fare e mi toccherà rileggere più volte i vostri consigli (ho la memoria corta) per riuscire a dire solo i no necessari ma mi state aiutando molto! Quindi grazie ♥️
Team La Tela
Sentire il bisogno di tornare più volte sugli argomenti è normale e valido: non è memoria corta, è che stiamo imparando un nuovo modo di comunicare, abbiamo bisogno di allenarci a farlo (e «ripassare» il lavoro è necessario) 😉
Ambassador
Ciao Elisa! Grazie per la tua condivisione.
Le domande che ti poni sono davvero parte anche del mio quotidiano lavoro per essere efficace nell'educazione ai limiti per cui...sono con te!
Il punto di partenza che ti dai è già ottimo, dare pochi limiti ma chiari ed efficaci.
A me aiuta chiedermi, prima di agire, se quel "no" che sto maturando dentro sia corrispondente o meno a un limite effettivo e importante che mi ero già data.
Ci sono limiti per la nostra famiglia fissi e imprescindibili (legati soprattutto ai valori)
e limiti che sono in crescita con noi legati allo sviluppo di Samuele (legati alla sicurezza, alla routine ecc...)
Questi secondi cerchiamo di verificarli spesso tra noi per vedere se sono ancora validi o superati dalla crescita di Samu.
Una cosa che ho imparato qui e che trovo super efficace è esprimere il limite tenendo conto di 2 cose:
- il "no" in quanto tale accende l'interesse legittimo di un bimbo in fase esplorativa a fare proprio quell'azione e tentare di "sfondare" il divieto.
Funziona, come dici anche tu, volgere in positivo le osservazioni e offrire alternative.
Per esempio il "non sputare l'acqua che ti bagni!" potrebbe diventare "vedo che trovi divertente sputare l'acqua. Ti va di scegliere insieme un super telo per proteggere i vestiti e non bagnarli? Oppure mandi giù l'acqua e così finiamo prima e andiamo a giocare?"
- il limite è qualcosa che parte da me, non che devi fare tu...ovvero sono io, capitano della barca, che attuo l'azione di limite. Per esempio (capitato qui a casa) trasformare il "non sbattere il gioco sulla finestra!" in "non posso permetterti di sbattere il gioco sul vetro perchè si potrebbe rompere e potresti farti male, vengo a prenderlo così poi ci giochiamo sul tappeto insieme."
Spesso, alcuni comportamenti che trovavo faticosi erano parte davvero di una breve fase esplorativa, mi aiutava molto evitare le lotte di potere e spesso tramutare i no in giochi (per esempio funzionava molto sul discorso lavaggio denti).
Mi sono stati di grande aiuto alcuni pezzi del Percorso, se non li hai già letti te li lascio qui:
Se ti va facci sapere, intanto ti abbraccio forte!
Grazie mille Chiara per le tue belle parole molto utili e confortanti! Proverò a mettere in pratica i tuoi consigli e a leggere/ascoltare i contenuti che mi hai consigliato.
Grazie di cuore ancora perché fa bene sentirsi ascoltati e compresi!!
Ciao Chiara
Volevo ancora ringraziarti dei preziosi consigli che mi hai dato e degli input sui vari strumenti presenti sulla piattaforma. A piccoli passi provo a mettere in pratica i consigli e provare nella quotidianità a dire meno no e respirare più profondamente quando il no diventa poi Crisi. Devo dire che vedo mio figlio più sereno e più competente anche in quello che fa riducendo i limiti che avevo imposto più per mia “comodità” (per non dover ad esempio pulire sempre il disastro) o per mia paura.
Sono ancora lontana dal riuscire a dire solo i no necessari ma spero di riuscire presto ad ottenere questo risultato.
Ambassador
Ciao Elisa! Sono certa che pian piano, con pratica e pazienza (non sempre facile ;)) ci riuscirai! Sono con te e tifo per te!