Preferiti dei bambini

Mi dai fastidio!

22 dicembre 2025
3 risposte
Susanna cerca un consiglio:

Primo post

Buongiorno a tutti, sono Susanna, mamma di Edoardo, 4 anni a marzo,  e Alessandro, 2 mesi e mezzo.

Nell'ultimo periodo, oltre alla nascita del fratellino, nella vita di Edoardo ci sono stati anche altri due grandi cambiamenti: inizio della scuola dell'infanzia e trasferimento in un'altra città.

Con la scuola è andata meglio di quanto mi aspettassi, la mattina esce quasi sempre volentieri per andarci, talvolta racconta di difficoltà con questo o quel compagno ma sempre in modo sereno, non spaventato e anche le maestre hanno dato riscontro positivo.

A casa mostra di più le sue difficoltà. Affianca momenti di serenità in cui gioca e fa le sue attività sia da solo sia con noi genitori ad una estrema irritabilità e rabbia nei nostri confronti.
"Mi dai fastidio" risuona spessissimo nella nostra casa, in primis in risposta ai limiti su come interagire con il fratello  (lo puoi toccare solo quando è sveglio, la testa deve restare appoggiata... ). Spesso dobbiamo intervenire fisicamente per tenerlo lontano dal fratello perché non riesce a controllarsi, lo stringe troppo forte, lo spinge e a volte sembrano proprio azioni volta deliberatamente a fargli male o farlo piangere. Capita spesso, nonostante sappia la teoria, che gli dica NO, ma noto che la relazione è simile sia con le frasi in positivo sia con quelle in negativo che danno un limite."

Io cerco di apprezzare il fatto che mi esprima a parole il suo disagio, ma praticamente ogni volta che provo a validare l'emozione, dicendo che lo capisco, si infastidisce ancora di più, urla "lasciami stare!" ed è possibile che seguano anche offese "sei brutta" e minacce "non sono più tuo amico" fino talvolta ai tentativi di colpirmi.
Io rispondo che non mi sta trattando bene e non mi piace che usi delle parole che feriscono o delle minacce. Quando mi colpisce, che la violenza non è accettabile e nella nostra famiglia ci esprimiamo con le parole e, se insiste, lo sollevo e sposto nella stanza vicina dicendogli che gli voglio bene ma mi merito di essere rispettata e può raggiungermi non appena riesce a stare con me trattandomi bene (quasi sempre lo fa subito, talvolta resta nella stanza per un po' e piange, raramente comincia a fare altro).
Questo atteggiamento non riguarda solo il fratello ma anche ogni indicazione nella vita quotidiana, anche espressa avendo cura di evitare oridini o critiche, come osservazione quanto più possibile neutra (ad esempio anche dire "i pennarelli si seccano se restano aperti", "la colla sporca il pavimento, usiamola sul tavolo", "il naso si soffia nel fazzoletto)

Durante lo scorso fine settimana, in cui siamo stati a casa dei miei genitori, quando la nonna gli ha detto di non toccare la testa del fratello che era sul fasciatoio e stava venendo cambiato Edoardo ha preso il pannolino usato che si trovava lì e lo ha tirato contro la nonna, dando l'inizio a una escalation. Di questo episodio magari parlerò in un altro momento perché è ancora una ferita aperta.

Mi sono sentita molto impotente e sono assalita dai dubbi: il suo comportamento sarà normale nell'elaborazione di tutti questi cambiamenti e sta imparando con i suoi tempi a rispettare i limiti che cerco di dare in modo rispettoso o non sono efficace nel farlo e lo lascio confuso in balia dei suoi istinti ed è una mia poca farmezza a renderlo così frustrato e irritabile?

Io sono sicura di non voler imporre dei limiti con la violenza o la paura ma mi spaventa l'idea di non star riuscendo a insegnarglieli in modo corretto. Come capire se si sta finendo nel permissivismo invece che in una educazione rispettosa?

Grazie a tutti per aver letto questo gran guazzabuglio in cui ho carcato, riuscendo solo in parte, a dare una forma alle mie paure.

Vuoi partecipare alla conversazione?
Accedi o iscriviti per rispondere e interagire con la comunità.
Rosalba    23 dic 2025

Team La Tela

Ciao Susanna, ti abbraccio forte, mi sono messa nei tuoi panni leggendo e ho immaginato/ricordato questa fatica 💜

Credo che il tuo bimbo si sia trovato a gestire davvero tanti cambiamenti importanti insieme, con il vostro supporto e la vostra presenza certo, ma comunque complicati da processare alla sua età, che già sappiamo essere bellissima ma faticosa da gestire al tempo stesso.

Tra l'altro, possiamo solo presumere che il suo cambiamento dipenda da questi fattori, ma in realtà non è neanche sicuro (potrebbe essere anche semplicemente una fase passeggera che dipende dal fatto che sta crescendo e scoprendo il mondo e i suoi limiti a velocità supersonica, come un po' tutti i bambini di questa età). Come ci ricorda Carlotta in questa lezione:

Questo anche per dire che più che sulle cause, io mi focalizzerei su come poterlo supportare (e «sopportare», capisco che chiaramente anche per te sia faticoso, avendo anche un neonato): accogliendo le sue emozioni (ma tenendo presente al tempo stesso i limiti importanti, come stai già facendo) e provando pian piano a «riorganizzare» le vostre giornate, un passo alla volta.

Sul tuo dubbio riguardo i limiti, ti consiglio anche questo episodio del podcast, che può aiutarti a fare il punto e chiarirti le idee:

Ti abbraccio forte, quando siamo dentro una fatica ci sembra infinita, però passerà e troverete il vostro equilibrio. Facciamo il tifo per voi. 💜

Alberta Catena    23 dic 2025

Ambassador

Ciao Susanna, innanzitutto ti mando un abbraccio. E un respiro da fare insieme perché capisco che prese sempre da tutto quello che ci accade, da quello che vorremmo fare meglio , dai forse avrei potuto fare così o cosa’ a volte ce ne dimentichiamo. Per lo meno a me capita 🙈😜
Da quello che scrivi arriva tutta la cura e attenzione che metti con i tuoi piccoli ,così come arriva la voglia di accompagnare Edoardo in questa fase di grande grandissimo cambiamento. Non è semplice. Ti capisco ho anche io ho una bimba di 5 e un piccolino di quasi 8 mesi.
Leggendoti la prima cosa che mi verrebbe da dirti è di concederti il dono del tempo. Perché Edoardo sicuramente è in un turbinio nuovo e ricco di emozioni ma questo non ti dimenticare vale anche per voi genitori e voi nuova famiglia. Sono passati appena due mesi dall’arrivo di Ale e i cambiamenti sono stati tanti quindi sono certa che il tempo sarà un vostro grande alleato . E anche se nei momenti di disregolazione sembra che le cose non vanno come vorresti ricorda che stai piantando dei semi preziosi.

Ti lascio dei link su alcuni post del portale che a me aiutano sempre in queste situazioni.Spero lo siano anche per te .

Un abbraccio 

Percorso / Fratelli e sorelle
Come instaurare la relazione tra fratelli
Non serve aspettare: si può nutrire fin dai primissimi momenti insieme.

Susanna    13 gennaio

Grazie Albert  e Rosalba per le vostr  parole di supporto e vicinanza e per i consigli che mi avet  dato, sto riprendendo alcune parti del percorso per cercare di ricentrarmi.
Subito dopo il momento in cui ho scritto mi sono ammalata io e dopo di me il mio compagno per complicare ancora di più la situazione.
Due settimane sono passare e quello su cui di sicuro vedo miglioramenti è l'aggressività nei confronti del fratello, non lo lascerei mai incustodito in sua presenza ma va meglio.
Quello che invece non va per niente è la gestione dei conflitti. 
Il papà è convinto che le difficoltà di questo periodo siano il risultato dell'educazione impostata fin ora e vuole affrontare le situazioni  in qui Edoardo ci colpisce o usa parole offensive con un testa a testa per far valere l'autorità genitoriale (per esempio non mi sposto da qui e non ti lascio allontanare finché non abbiamo fatto pace). A quel punto il bambino invece che calmarsi si esaspera, da del brutto al papà e insiste nel provare a colpirlo e cerca aiuto in me dicendomi di mandarlo via. Io mi trovo in una posizione ingestibile: non posso disconoscere quello che dice il papà (che è vero anchd se a mio avviso per lui incomprensibile in quel momento per Edoardo) per non diventare il poliziotto buono e il poliziotto cattivo ma non posso nemmeno vedere mio figlio che mi chiede aiuto in una situazione che non sa gestire e negarglielo.
Il papà è convinto che se non si esaspera la situazione fino allo scontro e si vince lo scontro Edoardo non riuscirà a diventare consapevole delle conseguenze delle proprie azioni e che in questo momento dovrebbe aver sviluppato molto di più questa  capacità. Non cerca assolutamente il conflitto per sfogarsi o per mancanza di regolazione, è una persona molto empatica e anzi anche lui stesso non si sente bene a farlo ma lo ritiene necessario per il bene di Edoardo. 

Che fatica!