Quando ci incontriamo con amici “agitati”
Ciao telist*!
Vi scrivo per chiedervi un consiglio per mio figlio più grande Damiano che ha 6 anni. É un bambino tendenzialmente tranquillo, con i fratelli più piccoli affrontiamo crisi spesso e volentieri ma mentirei se dicessi che passo tutto il giorno a urlare perché “non ascolta”. Abbiamo notato che quando si trova in compagnia di alcuni amici più disregolati (bimbi che scappano via correndo, che per motivi X cercano di attirare le attenzioni lanciando cose, buttandosi a terra o che…. Cose che lui RARAMENTE fa) perde completamente il controllo di sé e si comporta in altrettanto modo. Io entro in modalità frustrazione in tempo 3 secondi perché subito penso “tutto il lavoro che facciamo a casa va perso in un attimo”, in modalità “vergogna” perché subito sento lo sguardo degli estranei ecc… comunque in ogni caso non so come gestire queste situazioni. L’altro giorno ad esempio si è ritrovato con due amici che stavano lanciando bottigliette di acqua piene da un punto più alto verso le persone sotto… mi è preso un infarto all’idea che potessero colpire qualcuno e anche se Damiano non ha imitato il gesto mi sono comunque agitata moltissimo…. Come fare quando “copia” gli atteggiamenti disregolati di altri? Grazie 🙏🏻 un abbraccio
Ambassador
Ciao Miriam!
Grazie per la tua condivisione e capisco quell'agitazione di cui parli nel vedere (quasi non riconoscere!) il proprio bambino in alcune situazioni.
A me successe quando Samuele iniziò la prima elementare. Vedevo che "seguiva" comportamenti disregolati soprattutto quando usciva da scuola e io, osservandolo e conoscendo la sua indole, ero incredula.
Mi preoccupai...
Mi aiutò il dialogo che avevo con lui...nei momenti di calma gli raccontavo senza giudizio quello che osservavo e gli chiedevo cosa ne pensasse. Ne uscivano dialoghi molto preziosi. Mi disse che quando avevano trattato male quella bambina gli aveva fatto male il cuore, e parlammo di quella voce interiore che per noi è una bussola fondamentale. Di ascoltarla e chiedersi cosa ci dice. Parlammo tanto del concetto di amicizia, che la gentilezza la offriamo a tutti, ma l'amicizia scegliamo.
Il ponte dei 6 anni era lì, con tutto il suo desiderio di sperimentare nuovi limiti, capire le relazioni sociali...
Per cui proverei col dialogo, magari tornati a casa in un momento di calma. Ascoltando e accogliendo le sue emozioni.
E se invece c'è la necessità di bloccare un comportamento pericoloso, mi avvicinerei con calma e fermezza facendo notare es. "se la bottiglietta prende qualcuno in testa può fare davvero male. Che ne pensi se andiamo a prendere la palla?"
Offrire un'alternativa trovo sia efficacissimo.
Quel periodo finì per noi in pochi mesi.
Sul senso di vergogna che provai mi aiutò molto questo contenuto che ti lascio qui
Se ti va tienici aggiornati!
ti abbraccio forte