Forse con le regole ho/abbiamo sbagliato tutto 😬
Ciao Teliste,
non mi aspettavo di farmi questa domanda ma...forse sulle regole abbiamo sbagliato tutto?
Negli ultimi giorni sto cercando di rimettere ordine in un tema che per me è diventato centrale: quante regole dare a una bambina di 7 anni e come capire quando è il momento di allentarle.
La riflessione è partita da una conversazione in macchina con un amico. Lui raccontava che una sua dipendente aveva cercato di negoziare una richiesta sul lavoro (arrivare un quarto d’ora prima e andare via un quarto d’ora prima), e per lui era assurdo, perché “le regole si seguono, non si negoziano”.
Io sono d'accordo.
Poi però, parlando di suo figlio, diceva di aver dato pochissime regole e molta fiducia. Mi ha colpito questa incoerenza e mi ha spinto a guardare anche la mia situazione.
Con mia figlia Olli, invece, abbiamo dato molte regole: l’orario per andare a letto, il numero di cartoni durante la settimana e nel weekend, quali cartoni si possono vedere, quando si apre il calendario dell’Avvento, il rituale di pulirsi il naso la sera. E anche regole più “tecniche”, come il fatto che vadano alternati cartoni in lingua inglese, per non perdere l’esposizione alla lingua (ha fatto la materna tutta in inglese). Non credo siano tipi di regole che una bambina può darsi da sola.
La mia intenzione nel dare queste regole non è mai stata il controllo.
È stata la sicurezza. Ho visto che quando le regole erano chiare lei era più tranquilla, meno nervosa, più capace di orientarsi. E spesso avevano un senso protettivo: evitare che dopo scuola passasse l’unica ora di tempo a guardare schermi e non avesse più spazio per disegnare, costruire, inventare. Per me proteggere quel tempo è importante quanto proteggerla dal sonno insufficiente o dallo zucchero a cena.
Aggiungo un elemento che forse dà il senso di come Olli abbia sempre avuto bisogno di un certo contenimento, anche fisico. È una bambina che, quando dorme, si muove così tanto che senza protezioni cadrebbe dal letto. In realtà è successo più volte, e di recente abbiamo dovuto rimettere la spondina per evitare cadute notturne. È un dettaglio pratico, ma per me è sempre stato un segnale di quanto le servisse una cornice chiara e protetta, non solo sul piano fisico ma anche emotivo.
Il problema è che non sempre io e la mia compagna siamo stati allineati. Lei tende a essere più morbida, soprattutto sui cartoni. Questo ha reso alcune regole meno coerenti di altre. E qui arriva la frase che mi ha messo in crisi: Olli un giorno ha detto “Non mi lasciate mai fare quello che voglio”.
Da una parte ci sta la frustrazione, certo.
Forse però sta iniziando a percepire una distanza tra il suo bisogno crescente di autonomia e il sistema che abbiamo costruito finora.
Sono un po' in crisi ora.
Da un lato credo che alcune regole siano ancora necessarie, perché una bambina di 7 anni non può gestire da sola lingua, schermi, ritmi di sonno, certe abitudini quotidiane.
Dall’altro lato non so se il nostro modo di usarle sia ancora adeguato alla sua età.
Mi chiedo:
- come capire quali regole proteggono davvero e quali rischiano invece di bloccare la sua possibilità di autoregolarsi?
- Come gestire il passaggio verso una maggiore autonomia senza “lasciar andare tutto”, cosa che temo succederebbe se proponessi una revisione radicale e improvvisa?
- Come mantenere coerenza tra due genitori che hanno sensibilità diverse, senza trasformare ogni discussione in un tira e molla?
Vorrei parlarne anche con la nostra psicologa, ma mi interessa molto ascoltare esperienze e riflessioni di altre famiglie.
Come avete gestito questo passaggio intorno ai 7 anni?
Quali regole sono rimaste “non negoziabili” e quali avete trasformato?
Come avete bilanciato autonomia e bisogno di protezione?
Sto cercando un modo per aggiornare il nostro modello educativo senza perdere i suoi aspetti più preziosi: la fiducia reciproca e un senso di sicurezza chiara.
Intanto, grazie per le vostre risposte, piene di riflessioni e spunti utili.
Volevo aggiornarvi su come sta procedendo la mia riflessione.
Una cosa interessante è stata parlarne con la terapista che ci sta aiutando come coppia su questo tema. Ci ha proposto un lavoro molto semplice ma, secondo me, potenzialmente utile anche per altre coppie.
Ci ha chiesto di scrivere, ciascuno su dei bigliettini, quelle che per ognuno sono le regole fondamentali relative a nostra figlia.
Poi, dopo questo lavoro individuale, ci ha aiutati a visualizzarle su un cartellone con una linea centrale che rappresentava la massima priorità.
Più una regola era per noi fondamentale, più doveva stare vicino al centro; più era discutibile o negoziabile, più poteva essere spostata verso l’esterno.
Già il momento di riflessione individuale, in cui ognuno di noi ha pensato a quali fossero le proprie regole fondamentali in questa fase della vita di nostra figlia, è stato molto interessante.
Mi sono reso conto, intanto, che non sono poi così tante come pensavo!
Ancora più interessante è stato il momento della condivisione reciproca. Ci siamo accorti che su questo tema ragioniamo in modo molto diverso. Siamo piuttosto disallineati e spesso facciamo fatica a capirci proprio perché parliamo su piani e livelli diversi.
Questo è solo l’inizio del lavoro: non siamo ancora arrivati a un punto di arrivo o di convergenza.
Ma già questo primo confronto, insieme alla visualizzazione e alla maggiore chiarezza, è stato davvero molto utile e potente.
Per ora vi tengo aggiornate su come evolve la cosa.
Grazie ancora per i consigli e per l’attenzione.
Team La Tela
Grazie di cuore per questo aggiornamento, sono felice che stiate procedendo in una direzione valida per voi, e questo esercizio in coppia sembra davvero semplice ma utile. Grazie di averlo condiviso qui. 💜
Team La Tela
Ciao Augusto, che bellissime riflessioni porti!
Ti lascio anche la mia esperienza (in corso!) e alcune considerazioni che sono emerse leggendoti.
Per noi in realtà la «pressione» di questa negoziazione sta avvenendo adesso, in un'età successiva, in cui il grande è in piena preadolescenza e la piccola a volte mi sembra alle soglie. La frustrazione del «vorrei fare a modo mio» arriva più da parte del grande e ne stiamo parlando spesso.
Proprio un paio di sere fa c'è stato un confronto sul tema schermi (dapprima stava diventando serrato, mi sono resa conto che stavamo degenerando e siamo riusciti a fare un passo indietro e regolarci entrambi). Non siamo (ancora) arrivati a una soluzione che soddisfi entrambi, ma mi è sembrata una vittoria essere riusciti a contestualizzare i rispettivi bisogni e aver rimandato la conversazione alla prossima riunione di famiglia (la sera dopo una giornata di lavoro intenso per tutti non è l'ideale 😅).
Io cerco di fare così quando noto che una regola non sta funzionando e che lui pressa per oltrepassarla: cerco indizi sui suoi perché, su cosa c'è dietro quel bisogno e se posso trovare un modo per soddisfare quel bisogno senza dover andare contro quello che credo sia importante per lui e la sua crescita. In questo caso, ad esempio, dietro il suo bisogno di più schermo c'è l'esigenza di contatto con i suoi amici: ha preso l'abitudine di fare i compiti insieme in videochiamata dal computer, ma a me non va che stia ore con lo schermo davanti agli occhi per parlare con loro mentre studia (immagina la mia faccia quando lui, ovviamente, mi ha detto: «Ma anche tu stai ore in chiamata con le tue colleghe 😂).
La riunione di famiglia credo che sia uno strumento utilissimo, sia per dialogare con loro che con mio marito e confrontarci sui nostri punti di vista.
Non so se lo hai già letto, ne avevamo parlato in questo post (che si riferisce alla preadolescenza, ma secondo me può essere adattato a tutte le età):
In generale, se fossi in te proverei a fare insieme a tua figlia una vera e propria lista delle «cose che non le lasciate fare e che vorrebbe fare» o fare diversamente e poi ragionare su quello che vi sentite di lasciar andare (se c'è) e in che misura.
Trovo che questi «moti di contestazione» di solito possano essere molto costruttivi, e inoltre – come dice Carlotta – sono la base della mente critica! 💜
Un abbraccio e aggiornaci più in là, se ti va.
Ambassador
Ciao Augusto!
Grazie innanzitutto per la tua condivisione.
Il tema che ci proponi nelle tue riflessioni mi appassiona tanto, perchè ha radici profonde nel mio vissuto di bambina e nelle scelte che poi ho fatto da adulta anche come mamma.
Sono cresciuta in una famiglia che mi ha sempre dato molte regole, sulla tv, sul cibo, sul mio tempo libero, sul vestiario, sul ritmo quotidiano...La mia vita era profondamente "normata".
Questa impostazione educativa mi ha portato nel tempo ad avere un approccio da un lato molto rigido, di controllo verso la realtà, dall'altro molto disregolato, ma soprattutto un'incapacità di scegliere autonomamente quali fossero per me i limiti accettabili. Ti faccio un esempio. Quando ero bimba si doveva finire tutto quello che mi veniva messo nel piatto e fuori dai pasti non si poteva mangiare nulla.
Questo non mi ha allenato ad ascoltare il mio corpo e ha innescato un meccanismo di disregolazione costante nei confronti del cibo.
Ho dovuto lavorare tanto per recuperare e riconoscere i limiti che erano davvero miei, quelli che promuovevano la mia libertà.
Ti ho fatto questa premessa solo per raccontarti come sono poi arrivata, prima di essere mamma, alla comprensione della differenza tra regole e limiti.
I limiti sono fondamentali, essenziali per promuovere una crescita armonica personale e sociale. Ma i limiti, per me sono scelte, le regole sono imposizioni.
Questa differenza può essere forse ovvia, l'effetto concreto "esterno" può essere lo stesso, ma interiormente la differenza è sostanziale.
Trovai solo qui sulla Tela, nel Percorso, per la prima volta da Carlotta, le parole che davvero esplicitavano questo concetto che sentivo già profondamente vero e importante per la mia vita genitoriale. Non la ringrazierò mai abbastanza per aver dato voce a questo.
Anzi ti lascio qui solo un paio dei contenuti che trovo importanti sul tema, ma ce ne sono tantissimi.
Cerco di tornare al punto, anche se parlerei di questo qui con te per ore! :)
Quando è nato Samuele, con Fabio, abbiamo parlato moltissimo di questo argomento.
L'approccio che scegliemmo fu : i limiti che diamo devono promuovere in Samuele un confronto sincero con quel limite e una futura personale e autentica scelta di quel limite.
I limiti che abbiamo in famiglia noi li identifichiamo in 2 tipologie:
I limiti imprescindibili, e i limiti mutevoli
I primi sono quelli legati ai valori in cui crediamo,
come il rispetto, l'accoglienza dell'altro, il dedicare tempo personale al bene comune, la gentilezza ecc...
I limiti che derivano dai valori per noi sono stati "facili" perchè coinvolgevano la nostra testimonianza diretta e profonda e Samuele li ha sempre vissuti in positivo.
Poi ci sono per noi i limiti mutevoli. Sono tutti quei limiti che nel tempo organizzano la nostra vita famigliare, assicurano il benessere di tutti, sicurezza in primis.
Ecco per noi questi limiti sono quelli su cui ci interroghiamo spesso. Scegliemmo da subito di farlo per capirne la loro momentanea validità e per far sì che crescessero costantemente con le nostre esigenze ma soprattutto con la crescita di Samuele. Alcuni sono rimasti gli stessi a lungo, altri mutavano più velocemente.
Questi limiti sono pochi e chiari.
Ad esempio l'ora del dormire la sera è le 20.30 da anni. Ancora oggi, se per eccezionalità Samuele fa più tardi anche solo di un'ora, fa davvero molta fatica a recuperare.
Sull'attraversamento della strada invece, dalla "mano nella mano" siamo passati velocemente all'autonomia sulle strisce.
Su questi limiti abbiamo avuto più problemi, non tanto per come li impostavamo, ma perchè presupponevano a volte la contestazione di Samuele.
Al momento quella disregolazione era faticosa, ma sapevamo poi in cuor nostro che fosse necessaria e positiva perchè generava in lui spirito critico e dava a noi la possibilità di chiederci: ok è frustrazione o il limite va rivisto?
Questa costante osservazione e tentativi (a volte anche falliti) di costruire consapevolezza e fiducia nel limite mi da però una profonda sicurezza e speranza, a lungo termine, che il rapporto che lui avrà con i limiti sarà di scelta e non di passività.
E su alcune cose che ci premevano non abbiamo dovuto aspettare nemmeno tanto a vedere i risultati.
Ti faccio un ultimo esempio. Gli schermi.
Da bambina avevo una super regolazione degli schermi da parte dei miei. La tv era diventata però l'oggetto proibito che catalizzava tutto il mio desiderio.
Con Samu abbiamo scelto, sin da piccolissimo, di trattare la televisione come si tratta qualsiasi oggetto in casa: il forno serve per cucinare la torta e se lo lasci acceso per ore la torta si brucia, nella vasca ci si sta per fare il bagno ma il giusto per non rovinare la pelle, la tv si guarda per alcuni frangenti, ma poi si spegne per cucinare insieme.
Un oggetto come gli altri, che ha una sua funzione limitata nel tempo.
Questo è stato super efficace per la nostra famiglia. Samu non credo che abbia mai finito di vedere una puntata di Masha e orso da piccolo e adesso che ha 8 anni sceglie di vedere una puntata di Dragon Ball e poi spegne da solo. Decide lui quando vederla e non succede nemmeno tutti i giorni.
L'ipad lo usa invece per vedere contenuti scientifici. Su quelli ci sta di più, ma sempre ampiamente sotto il limite che io e Fabio idealmente consideriamo valido.
Con la switch, che gli abbiamo comprato a 6 anni e mezzo, facemmo il tentativo di non dare limiti (io avevo molta paura) e dopo i primi 15 giorni di "abbuffata" piano piano, autonomamente, ha riportato quel dispositivo alla normalità dell'uso. Ora lo usa davvero di rado. In quei 15 giorni, quando vedevamo che ci stava troppo, gli offrivamo un'alternativa e lui si staccava sempre senza crisi.
Non so se ti sono stata di aiuto o se ho risposto alle tue domande.
Se ti va facci sapere, grazie per avermi letta e scusami per la lunghezza di risposta.
un abbraccio
C
Augusto non ho una risposta per te ma seguo volentieri le risposte che riceverai! Io penso sempre a dare meno regole possibili ma ferree, e lasciare fare cose strane e scomode ma di per sé non gravi per me perché legate alla curiosità, come esplorare la cucina facendo disordine, il ché infastidisce ma non è grave. Mio marito fa di ogni cosa (fastidiosa per noi) una regola e così sembra tutto difficile per i miei bimbi che sono molto frustrati e limitati.
Sono interessata! Seguo!