Come non vergognarsi di una forte dis-regolazione durante un Open-Day
Buongiorno telisti e teliste!
Mi metto a scrivere in maniera quasi provocatoria per chiedervi: ma come si fa a gestire efficacemente una dis-regolazione, in pubblico, da sola, in un momento delicato, senza sentirsi in imbarazzo?
Ieri siamo stati all'open-day della scuola Montessoriana che vorremo valutare per l'anno prossimo, noi e i bambini.
Partiti abbastanza bene, con una presentazione, cercavo mano a mano di tradurre ai bambini (5y) quello che dicevano le maestre. Tutto abbastanza bene.
Inizia poi un certo movimento.
Viene in nostro soccorso una docente con un puzzle.
Finisce la parte di presentazione, si passa alla visita delle classi, e propongo di andare assieme.
Entriamo nella prima, invito mio figlio a guardare i materiali, a toccarne alcuni con delicatezza e avendo premura di rimetterli a posto per i bimbi il giorno dopo.
Si "butta" sull'alfabeto di legno fine, con un po' di virulenza, e mi viene da sottolineare nuovamente di usare delicatezza.
Lui inizia a innervosirsi.
Usciamo dalla classe e fa una corsa con derapata nel corridoio.
Mi avvicino, lo fermo, e cercando di stare calma io stessa gli dico che vorrei ascoltare, che è importante, ma che se ha bisogno di correre possiamo mettere la giacca e uscire fuori.
Si butta per terra, strisciando tipo marines.
Lo prendo, gli dico di smetterla per favore; si divincola e si butta tra i piedi degli altri genitori.
Lo prendo di peso e gli dico che lo porto fuori, che forse deve sfogarsi e all'esterno può correre; si dimena, urla. Non riesco a tenerlo.
Mi perdo; mi sento persa!
Vado nel pallone, inizio ad avere caldo, a sentirmi stretta in quell'ambiente.
Sento montare la rabbia.
E mi sento incapace: non mi sembra di avere idee, strumenti. E perchè quello che ho seminato non funziona?
E mi sento frustrata: ci sono altri bambini, ma loro non fanno così. Ma perchè accidenti?
E mi sento in imbarazzo: ora mi pesa la presenza di altri genitori, il non poter esserci e fare domande, perchè per quanto vorrei non fosse così, ancora a volte sento la pressione da fuori -anche se magari non c'è.
Mi rovino la serata, e non ottengo quello che vorrei: visitare la scuola, fare domande, vedere e capire.
Voi come l'avreste gestita?
Avete consiglio? Crisi di questo tipo per mio figlio sono sempre più frequenti e hanno spesso la stessa modalità: "esplosione" di movimenti, opposizione fisica.
Si accettano di buon grado ragionamenti: grazie per la vostra vicinanza!
Insegnante
Ciao Martina, intanto voglio dirti che ti capisco. Ho vissuto queste scene molte volte con mio figlio e ancora le vivo in altre modalità ora che è più grande. Per lui è sempre stato molto difficile gestire situazioni e contesti nuovi con stimoli diversi.
Chiedi come si supera la vergogna e l'imbarazzo.....per me ha funzionato e funziona ancora conoscere mio figlio. Osservarlo e cercare di capire i suoi bisogni, mettermi nei suoi panni e smettere di fare confronti con gli altri bambini. Si, mio figlio spesso fa cose diverse dagli altri ( si butta per terra, corre, urla, provoca...) Ma non è anche per questa sua energia, per questo suo modo così particolare di stare al mondo che lo amo?
Io ho scelto di non portarlo con me in situazioni in cui ho bisogno di restare concentrata o non ho voglia di gestire i suoi comportamenti
disregolati ( ad esempio non lo portavo al supermercato), mi sono sempre sentita dire che sbagliavo nel fare questo perché lui si sarebbe dovuto abituare. Invece per noi ha funzionato, sento di averlo protetto e rispettato e ora che ha 8 anni stiamo imparando insieme a gestire un po alla volta queste situazioni.
Spero di averti dato qualche spunto di riflessione.