Preferiti dei bambini

Aiuto per crisi emotive bimba 6 anni

28 novembre 2025
6 risposte
Francesca cerca un consiglio:

Primo post

Ciao a tutti.. sono la mamma di una splendida bimba di quasi 6 anni, che da sempre ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, grandi e piccoli, familiari e non. 

All'asilo le maestre dicono che non è la bimba che si butta nelle attività, ma comunque partecipa ed è brava, pur restando sempre nella sua piccolissima cerchia di amichette. 

Molto spesso, quando deve fare attività che la separano da noi genitori (asilo, ginnastica, nuoto.. ma anche feste di compleanno...) ha crisi di pianto, si attacca alle gambe tipo koalino e dice che non vuole andare. Sono pianti con singhiozzi forti, respiro affannoso.. durano un po' di minuti, poi passano e quando la bimba finisce le attività sembra contenta. 

Non sappiamo come aiutarla.. sembra non servire nulla. Proviamo a parlarle, ad abbracciarla, oppure a spronarla.. la volta dopo è uguale. Anche solo uscire per una cena con le mie amiche scatena pianti a dirotto.. eppure le attenzioni e il tempo per  lei non mancano mai.

Inizio a pensare che qualcosa non vada, o che sto sbagliando io.. vorrei aiutarla ma non so come fare.. non sopporto vederla stare così, sto male anche io..
Aiuto! 

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Viola Koyuncuoglu    11 dic 2025

Team esteso

Ciao Francesca, la tua esperienza mi risuona molto con mio figlio che anche lui ebbe blocchi molto simili fino un paio di anni fa (ora ha 6 anni proprio come Irene)
Lui è Altamente Sensibile così come me e, viste le condivisioni chi Chiara e Rosalba immagino abbia avuto l'opportunità di approfondire il tratto.

Quello che non voglio fare è etichettare perché essa può indurci a dare una definizione senza andare oltre. Il comportamento di tua figlia è un tipico comportamento di una bambina che si trova in uno stato di "allerta" in luoghi/ambienti in cui non ha ancora controllo e presso i quali - inizialmente - sente di avere bisogno di co-regolarsi con il suo caregiver. 
Può essere che lei, di fronte alle situazioni sfidanti in passato abbia attinto le risorse proprio da te e da te cerca quel riparo che le offre sicurezza e il coraggio di affrontare poi "l'ignoto".

È come dire: "Mamma/Papà, questo posto nuovo o questa separazione mi fanno sentire sopraffatta (troppi stimoli, troppe emozioni da gestire da sola, incertezza sul come andrà). Ho bisogno di sapere che sei qui, che mi sostieni e mi aiuti a calmarmi PRIMA di potermi buttare nell'esperienza".

La crisi di pianto è la sua valvola di sfogo per un sistema nervoso che sta reagendo ad una percezione di "pericolo" o di sovraccarico sensoriale.
Il fatto che poi l'attività le piaccia dimostra che il blocco è iniziale, legato al momento del distacco (infatti ci racconti anche che per te è complicato uscire a cena con le amiche) e dell'ingresso in un nuovo contesto.

Nel bambino Altamente Sensibile questo comportamento è molto, molto tipico in quanto l'attivazione del "pericolo" è molto più intensa e immediata rispetto a bambini con una sensibilità meno spiccata, a fronte della sua profonda elaborazione di tutti gli stimoli (rumori, persone nuove, luci, odori, l'ansia del genitore, ecc.). Il loro "sistema di allarme" è semplicemente più sensibile rispetto ai coetanei.

Proprio per questo tendono ad avvalersi dell'adulto di riferimento, non per manipolazione, ma per sopravvivenza.

Sicuramente parlarle, coccolarla sono ottimi metodi per farle sentire la vicinanza, ma è importante agire sulla causa e non solo sul sintomo, aiutandola a costruire gradualmente la sua autonomia emotiva in questi momenti. 
Questo si fa spesso con la prevenzione e la preparazione.

Hai provato a guardare la Masterclass che ho registrato per La Tela e che ti hanno suggerito? 
Ci sono molti spunti di riflessione ed esercizi pratici da applicare subito. 

Spero che questo primo spunto ti sia d'aiuto! 

In bocca al lupo!

Viola Koyuncuoglu

Francesca    18 dic 2025

Ciao Viola e grazie!
Ho iniziato a guardare la tua masterclass e a vedere gli altri materiali, tutto davvero interessante. 
Mi domando: il fatto che 9 volte su 10 non saluta nemmeno i nonni quando arrivano a casa rientra in questo? O che le crisi avvengono anche in posti molto conosciuti, tipo l'asilo (dove va ormai da 4 anni...) e non solo in contesti nuovi, dove posso comprendere la reticenza a "buttarsi"?
Spesso, quando una persona conosciuta le fa una semplice domanda, la bimba a guarda me (o l'adulto di riferimento in quel momento) e o non risponde del tutto oppure risponde a me... non capisco perché.. gli amichetti dell'asilo la chiamano e la salutano, lei se ne accorge e fa finta di niente.. per questo la definiscono "maleducata" o "asburgica"...

Rosalba    4 dic 2025

Team La Tela

Ciao Francesca, confermo tutto quello che ha scritto  Chiara Franzoni e rilancio anche con la nostra esperienza: il mio primo bambino (che adesso ha 11 anni), si approcciava a molte delle situazioni che descrivi in un modo simile a quello della tua bimba (e lo ha fatto fino agli 8/9 anni circa).

Crisi per il distacco all'asilo quasi fino alla fine dei 3 anni di scuola (ma poi durante la mattinata stava bene); koala alle feste di compleanno sempre (anche quelle di cuginetti in luoghi e con persone che conosceva perfettamente), poi dopo una mezz'oretta o più in cui stava seduto accanto a noi, decideva e si lanciava nei giochi e si divertiva; richiesta della nostra presenza per addormentarsi fino a «l'altroieri» 😅...

Devo dire che per noi la differenza l'ha fatta aver scelto di non trattarlo come un problema: accogliere le crisi e cercare di non forzarlo (ove possibile). Ad esempio alle feste normalizzavo il più possibile il suo comportamento e cercavo di non farlo sentire sbagliato: gli dicevo che poteva rimanere con me tutto il tempo che voleva e sarebbe andato a giocare con gli altri se e quando sarebbe stato pronto, e se le animatrici cercavano di forzare la partecipazione, intervenivo per spiegare e far rispettare i suoi confini.

A scuola ovviamente era diverso, accoglievamo la crisi (io o il papà, più spesso toccava a lui perché di solito era lui che lo lasciava a scuola 😅) ma dopo la routine di abbracci e baci rimaneva lì (anche se piangeva e ci si stringeva il cuore, ma con la consapevolezza che davvero, dopo 2 minuti netti era tranquillo a giocare).

Era emotivamente faticoso? A volte sì e parecchio, però mi ripetevo sempre che era normale e dentro di me ero sicura che un giorno questa nostra accoglienza avrebbe dato i suoi frutti. Così è stato: adesso rimane un bambino profondamente sensibile (ed è una delle cose che più amo di lui) ma negli ultimi 2/3 anni l'ho visto sbocciare e ha acquisito un'autonomia e serenità nell'affrontare le nuove situazioni che ha superato ogni mia più rosea aspettativa.

Ad esempio, a settembre ha iniziato la prima media e io onestamente ero un tantino preoccupata per il drastico cambiamento (da tanti punti di vista). Invece si è adattato in un batter d'occhio e i professori al primo colloquio ci hanno detto che apprezzano molto la sua gentilezza e la capacità di relazionarsi in modo equilibrato sia con i compagni che con insegnanti.

Una frase mantra che ho imparato grazie a Carlotta e che in questi anni mi ha aiutata tanto (anche) su questo argomento è «L'indipendenza passa attraverso la dipendenza».

Prova a credere in voi come genitori e in lei, vedrai che un giorno questa fiducia darà i suoi frutti. 💜

Ti lascio anche alcuni spunti che possono aiutarti a fare chiarezza, e quoto il consiglio di Chiara, di approfondire con la masterclass di Viola Koyuncuoglu (e tra l'altro, ti ricordo che tutte le masterclass sono gratis per chi ha Tutta La Tela).

Francesca    5 dic 2025

Grazie mille Rosalba, leggere la tua risposta mi è stato di grande aiuto.. avevo pensato anche io a questa possibilità, approfondirò con i link che mi hai consigliato ❤️

Chiara Franzoni    29 nov 2025

Ambassador

Ciao Francesca,
prima di tutto vorrei abbracciarti perchè sento la tua fatica, e mi commuove perchè è la stessa che abbiamo attraversato con Samuele e che a volte si affaccia ancora nelle nostre vite.

Samu ha 8 anni ora e quando ha frequentato l'asilo le maestre notavano le stesse cose che dicono a te della tua bimba. Piangeva nel distacco, non amava luoghi e persone nuove, alle feste rimaneva con noi ecc...Ci interrogammo tanto e poi, grazie ad un 1a1 con Carlotta scoprimmo l'esistenza dell'Alta sensibilità. Approfondendo scoprimmo questo meraviglioso tratto caratteriale che è di Samu come è mio...

La sua cautela, il suo aspettare, la ritrosia quando insistevo, tutte quelle cose apparvero poi chiare come un suo forte desiderio di rispettarsi e l'espressione di una grande consapevolezza di cosa lo faceva stare bene (o male). Le emozioni forti, la necessità di piccoli gruppi, la sua fatica nei luoghi troppo confusionari, la grande osservazione di persone e luoghi prima di viverli...

Capire profondamente il suo carattere ci permise di accompagnarlo come era per lui congeniale e quello che prima ci sembrava un problema poi diventò potenzialità. Ora Samu conserva le sue caratteristiche, ma la nostra accoglienza l'ha rilassato ed esce sempre con più sicurezza dalla sua zona di confort per esplorare anche situazioni per lui più faticose. 

Qui sulla Tela ci sono moltissimi contenuti sull'Alta sensibilità, magari puoi provare ad esplorarli (con la lente di ingrandimento ti escono tutti) se ti va e non l'hai già fatto e vedere se fa per voi.

C'è una masterclass mervigliosa di Viola Koyuncuoglu , te la lascio qui sotto, a me diede tantissimi spunti di riflessione anche per capire come comportarmi.

Non so se ti sono stata d'aiuto ma ti abbraccio forte!
C

https://www.latela.com/masterclass/8-nuove-esperienze-quando-non-vogliono-lanciarsi?return_to=%2Fcerca%3Freturn_to%3D%252Fforum%26query%3Dfatica%2520con%2520gli%2520altri

Francesca    5 dic 2025

Cara Chiara, il tuo messaggio ha riportato alla mia mente alcune considerazioni sull'alta sensibilità che avevo iniziato e.. abbandonato. Sicuramente tornerò sul tema! Bello leggere che non siamo soli in questo viaggio.. grazie ❤️