Un fascio di nervi: che ci sia qualcosa sotto?
Ciao telisti e teliste!
All'alba delle 23.00, ho un gran bisogno di voi per vedere la situazione in modo diverso.
Mia figlia ha 5 anni.
Ha un bel caratterino, e ne avevamo parlato diverse volte anche in passato.
Lei cresce, ma il concetto cambia poco: basta un nulla per farla esplodere. Pianti, urli, fisicità (a terra, batte i piedi). E consolarla è davvero difficile.
Ecco qualche esempio giusto giusto degli ultimi 2 giorni:
- a un "Facciamo che ci laviamo i denti e poi giochiamo!" segue un "Ma non giochiamo maaai!" (si lancia per terra)
- a un pantalone scomodo -scelto da noi la mattina- che le proponiamo di cambiare senza problemi segue un lancio del vestito, un urlo e un pianto nervoso
- davanti al gioco da tavola della sera, che ha iniziato lei la sera prima e che oggi prevede un altro all'inizio, segue urla, pianto e scalci
- davanti a uno che propone "andiamo a fare questa cosa in garage!" lei dice no per poi cambiare idea se va qualcun altro e disperarsi perchè non è la prima a scendere
Sono esausta, sto cercando di controllarmi ma faccio fatica perchè il suo pianto e il suo lamentarsi mi tocca corde così profonde da essere triviali.
Per completare il quadro, aggiungo:
- lei articola verbalmente ancora un po' così così. Sta molto migliorando, ma sicuramente non è un aiuto concreto per lei quello del linguaggio
- esplode subito, e non capisco cosa la faccia accendere. Basta una piccolezza, anche di cose che appaiono poco rilevanti (si serve la pasta prima a un altro, le si risponde gentilmente ma non come vorrebbe).
- ho notato che queste crisi avvengono meno quando non c'è il fratello gemello, che comunque tende a cedere e a tutelarla (es "fai tu prima", "vai tu", "ti aiuto", "prendilo tu" ecc...).
- ad un certo punto, superato l'apice, vedi che ha bisogno di contatto. Di vicinanza. Ti chiama, ti cerca, la crisi si affievolisce ma non passa.
Mi chiedo, è caratteriale o stiamo sottovalutando la cosa?
Cioè, non posso pensare di vivere facendole fare tutto quello che vuole, nell'ordine che vuole (anche se sono piccole cose), e faccio fatica a che a gestire un fratello che cede a al mio "ma è giusto che oggi giochi prima tu" aggiunge un "Ma no va bene se inizia lei, per me va bene!".
Infine, e questa la cosa che ci fa davvero interrogare, notiamo che il fratello sta iniziando ad avere con lei il nostro atteggiamento (ma questo nelle ultime settimane; le sue crisi così sono abbastanza costanti da che ha 3,/4 anni): se piange per "piccole cose" glie lo fa notare "Dai, perchè piangi per questo? E' solo una pantalone" e questo non aiuta e soprattutto ci ha fatto mettere sull'attenti!
Per tirare le fila... Non capisco davvero se questo atteggiamento è ancora in linea con l'età o inizia ad essere esagerato.Qualcuno ha esperienze simili? E' il caso forse di valutare un disagio più profondo che non riusciamo a capire e a vedere? Siamo in balia delle onde...
Buona notte, e grazie! MArti
Insegnante
Ciao Martina, penso che tua figlia e la mia (un anno più piccola) abbiano molto in comune; ci eravamo già confrontati altre volte.
Anche a casa nostra ci sono crisi che scoppiano per i motivi più banali, due esempi che riprendono i tuoi (alla fine gli argomenti son sempre quelli....):
- appena sveglia vuole vestirsi. Ok, la aiuto, ma non prevedo che vuole mettere la maglietta SOPRA alla felpa per far vedere il disegno...nel momento in cui le passo la felpa si butta a terra a inizia ad urlare perchè "ho rovinato tutto". Questo letteralmente 2 minuti dopo aver aperto gli occhi.
- stiamo iniziando anche noi con alcuni giochi in scatola, quasi tutti di fortuna e non di abilità, tipo tombola o simili. Se non vince o, in caso di vittoria, non ha un premio apriti cielo.
Quello che scrivi quindi non mi sorprende, lo vivo anche io molto spesso e molto spesso mi chiedo cosa posso fare e se sto "facendo giusto".
Ti scrivo quello che ho già scritto altre volte, forse proprio a te, come un mantra.
Penso che l'unica cosa che possiamo fare sia impegnarci a "reagire" nella maniera giusta, e non concentrarsi su come vorremmo che loro "agissero".
A volte si scatena 2 minuti dopo essersi svegliata, a volte è un agnellino; io cosa posso farci? Posso solo cercare di accoglierla anche quando è più faticoso, anche quando vorrei che mi spiegasse le cose con calma invece che con gli strilli.
Nel frattempo le dico che tutto si può chiedere con gentilezza, che ogni tanto le persone non capiscono e allora si può cercare di spiegarsi con parole diverse, ecc....
Penso (spero!) che con il tempo imparerà a chiedermi le cose nel modo giusto, anche quando è in balia delle emozioni.
Per rispondere ai tuoi dubbi sul "farle fare tutto quello che vuole" io differenzierei le situazioni.
Per tornare ai nostri esempi:
- vuoi mettere la maglietta sopra alla felpa? Ma chi sono io per impedirtelo....quindi cerco di accogliere la sua sfuriata e poi la lascio decidere
- vuoi sempre vincere tu o avere un premio? Mi dispiace, cerco di accogliere la tua delusione ma contemporaneamente cerco di spiegarti che non si può vincere sempre e che è divertente giocare anche se si perde o se non si vince un premio. Qui non gliela do vinta.
Naturalmente a scrivere sembro un maestro Zen che non sbrocca mai, non è così. E' difficile per tutti affrontare queste tempeste, spesso imprevedibili, con calma e tranquillità.
Ma davvero penso sia l'unica cosa da fare, con fiducia.
Ciao Stefano!
Sì, sono sempre io... siamo sempre noi :-D
Il tempo passa, ma la sostanza non cambia. Forse. In vero cambia ma forse non lo vediamo. Boh.
Condivido ogni tua parola.
A volte l'unico dubbio/problema reale che mi pongo è quello che, a causa di queste virulente e "banali" situazioni, noi si perda il focus delle necessità. Che la stanchezza, la "scontatezza" della sua crisi ("Che tanto se faccio così o cosà si arrabbia e le parte tutto in ogni caso") offuschino i veri motivi per i quali lei fa così e per i quali avrebbe forse ancor più bisogno di noi. Stanchezza? Vicinanza? Coccole?
Mi toccano qualche corda che annebbia il resto. Sto imparando, ma sorbole che fatica...
Quando ero incinta, una cara amica mi disse "Sii pronta ad amare i tuoi figli quando lo meriteranno meno, in apparenza, perchè sarà quando ne hanno più bisogno!", e mai fu così vero come in questo periodo.
Mi fa sempre piacere leggerti: ci sentiamo meno soli :-)
Martina
Team La Tela
Ciao Martina, quella che descrivi è una situazione che vivono molte famiglie, ma che raramente si racconta con tanta onestà. Già questo è importante ed è sinonimo del grande lavoro che state facendo: riuscire a dire «non ce la faccio più, non capisco...» è un atto di cura.
Alcuni bambini faticano di più a stare nel mondo, a gestire le proprie emozioni, a tollerare le piccole frustrazioni quotidiane (e per i genitori di questi bambini, la genitorialità è più intensa e più faticosa da gestire). 💜
Quello che racconti (scoppi improvvisi, crisi che sembrano scollegate dal contesto, grande bisogno di contatto dopo l’esplosione) fa pensare a una bambina che vive tutto in modo molto intenso, probabilmente con una sensibilità elevata e una soglia di tolleranza bassa agli stimoli (fisici, emotivi, sociali). Non serve necessariamente un’etichetta, ma approfondire le tematiche dell'alta sensibilità potrebbe aiutare.
C'è poi anche da considerare la fase evolutiva che sta vivendo, quel famoso ponte dei sei anni che mette molti genitori alla prova. C’è un bisogno enorme di autodeterminazione ma insieme c’è ancora tanta immaturità emotiva. Lei vuole avere il controllo, ma non ha ancora le risorse per gestire la frustrazione quando le cose non vanno come vorrebbe.
Da fuori, sembra oppositività, e invece da dentro spesso è disorientamento.
Non so se lo hai già letto, ma «Il bambino altamente sensibile» di Elaine Aron potrebbe aiutarvi a capire meglio cosa succede «dentro» di lei, e anche dentro di voi, quando arriva una crisi.
Carlotta ne ha parlato qui:
E poi ci sono gli episodi del podcast con
Viola Koyuncuoglu
:
Ti abbraccio forte! 💜
Grazie mille Rosalba per il tuo commento!
Qui mi sento capita, e mettermi a nudo mi è più facile che in altri ambienti.
Ho sentito parlare del libro e dei bambini "altamente sensibili", ma non ho mai pensato mia figlia potesse essere farne parte.
Approfondirò decisamente: sono curiosa e ho bisogno di strumenti concreti per poterle essere d'aiuto, e aiutarci noi stessi.
Grazie davvero!
Martina
Ambassador
Ciao Martina, intanto ti abbraccio!
Avverto tutta la tua fatica, i tuoi dubbi e la tua stanchezza.
Subito dopo mi viene da pensare che se state facendo così tanta fatica, probabilmente tua figlia ne sta facendo di più. A me sembra che con queste crisi stia, tra le altre cose, esplorando i confini.
Noi abbiamo attraversato fasi di fatica simile (tutte le case sono in fiamme) ma per periodi più brevi, per esempio in concomitanza di grandi cambiamenti (lutti, nuovi inizi ecc). Di solito, oltre all'infinita pazienza, in questi casi lavoriamo molto sulle emozioni e sui limiti.
Ti rimando anche a una lezione che potrebbe lasciarti degli importanti spunti di riflessione: https://www.latela.com/percorso/lezioni/791-tua-figlia-e-oppositiva
Ti invito poi, considerando l'età, anche a cercare qualcosa sul ponte dei sei anni.
Se ti va aggiornaci.
Buona giornata,
Alessandra
Ciao Alessandra, e grazie di cuore per la tua vicinanza.
La lezione ora che la vedo l'avevo "fatta" molto tempo fa, ma ancora in fase non sospetta :-D è decisamente il momento di prenderla in mano e magari con maggior necessità e consapevolezza.
Ci lavorerò subito su, sperando di aggiornarvi con buone nuove!
Buona notte. Marti