Preferiti dei bambini

Mindfulness e genitorialità: un cammino di presenza (anche quando il caos regna sovrano)

22 ottobre 2025
17 risposte
Silvia S. aveva voglia di condividere:

Ciao a tuttɜ,

sono Silvia, mamma di Timo (4 anni) Naturopata materno Infantile e insegnante di Mindfulness per genitori e bambini.
Seguo da anni La Tela e amo la coerenza che trovo fra questo cammino e quello che pratico e insegno ogni giorno. Percorsi per me di grande sostegno per le sfide di ogni giorno.

 
Negli ultimi anni mi sto dedicando a portare la mindfulness nella genitorialità non come una pratica perfetta, ma come un modo per imparare a stare con ciò che c’è, anche (e soprattutto) quando la vita familiare è tutt’altro che zen. 😅
Quello che scopro ogni giorno è che la presenza non si insegna ai bambini, si pratica insieme a loro:

*quando ci fermiamo a respirare invece di reagire,

*quando scegliamo la curiosità invece del giudizio,

*quando riconosciamo le nostre emozioni invece di nasconderle.

 
Mi piacerebbe aprire qui uno spazio di dialogo su questo tema:
- come vivete voi la consapevolezza nella quotidianità con i vostri bambini?
- quali sono le piccole pratiche (anche inconsapevoli) che vi aiutano a restare presenti?
-vi piacerebbe avere degli spunti di mindfulness per il quotidiano?

 Grazie a chi vorrà condividere, e grazie a La Tela per offrire spazi così ricchi di scambio e autenticità. 💜

Con presenza e gentilezza,

Silvia

 
 

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Mia    11 nov 2025

Cara Silvia, piacere di conoscerti e grazie per questo bel post che da la sensazione di essere in una stanza accogliente con luci soffuse e una bella tazza calda di tisana 💜

Ho iniziato ad approcciarmi al scoprire di più cosa significhi essere mindful da poco più di un anno, anche se ho sempre praticato yoga e la meditazione, ma con l’arrivo di mio figlio ho scoperto di poter arrivare a toccare ancora più da vicino il qui ed ora. O almeno riuscivo finché avevo anche il tempo di vivere le giornate con lentezza, ora che sono rientrata a lavoro mi sembra di aver perso tutta quella consapevolezza e anche la capacità di godermi i momenti senza avere la mente che va come un flipper impazzito. 

Il solo metodo che conoscono e riesco ad applicare con una buona percentuale di successo per riconnettermi al presente e godermi il tempo con il mio bimbo è respirare profondamente e guardarlo negli occhi.

Sarebbe davvero un grande regalo avere degli spunti da poter applicare 🫂
Grazie ancora, un abbraccio
Mia

Silvia S.    13 nov 2025

Ciao Mia, 
Grazie per le tue parole e la tua condivisone.
Credo davvero che portare esperienze personali è molto arricchente per tutti, ecco perchè amo condurre gruppi mindfulness, lo trovo un grandissimo insegnamento anche per me, ogni volta.

Come già detto, riconoscere quello che ci succede , riconoscere di fare fatica è già consapevolezza.
Siamo abituati a vivere col pilota automatico sempre inserito e facciamo la maggior parte delle nostre attività così, senza attenzione reale. 
Il pilota automatico sicuramente ci permette di ottimizzare le energie ma non ci beneficia della presenza e della bellezza della consapevolezza.
Provare a disinserirlo su alcune azioni che facciamo ogni giorno ci allena ad esempio.

Ti suggerirei di scegliere ogni settimana un'azione sulla quale prestare attenzione e farla cogliendo i dettagli, i gesti, i movimenti, fare attenzione ai sensi implicati...
Esempio:
 la prima settimana - colazione consapevole
seconda settimana- lavarsi i denti consapevolmente
terza settimana- allacciarsi le scarpe consapevolmente
e così via.... 

Prova se ti va e se vuoi condividi quello che è successo!
 un abbraccio <3

Silvia S.    7 nov 2025

Ragazze Keoma Giulia Valentina Lamonaca Giorgia F. Anna Pifferi Rosalba  
mi piacerebbe tantissimo sapere se c'è stata qualche piccola evoluzione... vi ascolto a cuore aperto!
In più volevo condividere con voi una mia piccola esperienza.
Sto frequentando come discente, il protocollo MBSR (protocollo Midfulness per  la riduzione dello stress) perchè mi sono iscritta al Master di Mindfulness e il primo passo è fare su di noi il famoso protocollo di Kabat Zinn.
Pratico da tanti anni ed ho rifatto altre volte il protocollo, ma ogni volta è una scoperta, infatti durante un body scan (l'ennesimo direi ☺️), osservando ogni parte del mio corpo con gentilezza, ad un certo punto ho avuto un insight.
Mi sono resa conto che non lo avevo mai ringraziato per la gravidanza vissuta ed il parto affrontato, per l'allattamento portato avanti con tenacia.
Mi sono commossa "scoprendo" questa ingenua mancanza e dopo 4 anni ho finalmente onorato e ringraziato il mio corpo.

Questo per dire che la pratica ci fa osservare con attenzione, ci fa scendere in profondità e ci sorprende sempre!
Siate curiose.

Keoma Giulia    14 nov 2025

Ciao Silvia 

Grazie ancora, mi è piaciuta molto l’idea di scegliere ogni settimana un’azione da fare dedicandogli la piena attenzione e notando i dettagli, i movimenti, i sensi implicati ecc. Proverò ad introdurre questa breve pratica. 🙏🏻Per quanto riguarda la tua domanda, personalmente ancora non percepisco un’evoluzione visibile in relazione allo stare nei momenti difficili e attualmente faccio anche un po’ più fatica ad esserci nei momenti di calma. Sento l’arrivo di un periodo un po’ faticoso, pieno di cambiamenti e di faccende da portare a termine. In ogni caso mi farebbe piacere condividere un ulteriore aggiornamento tra un po’ di mesi. 

Grazie per la tua meravigliosa condivisione a cuore aperto. Quando l’ho letta ho sentito subito un allineamento e con le tue parole. Anche io non mi sono mai data lo spazio e il tempo per ringraziare il mio corpo. Lo vedo come un atto di profondo amore, riconoscimento e connessione con se stessi. Molto bello! Grazie! Prenderò anche questo spunto per una pratica. Ti abbraccio Silvia 🧡

Keoma Giulia    28 ott 2025

Ciao Silvia
grazie per aver aperto questa interessante conversazione sulla mindfulness che ho cominciato a comprendere da poco. Mi sono resa conto quanto sia essenziale da integrare nella quotidianità da quando, grazie a una breve pratica meditativa + altre micro meditazioni che ho introdotto nell'arco della giornata, ho percepito un aumento della mia consapevolezza su più fronti. Certamente ci sono giornate in cui si ha la sensazione che la propria testa abbia fatto un ciclo di lavaggio in lavatrice e in cui si è pertanto meno intenzionali, ma sto imparando ad accettare ciò che c'è. Essere presente con tutta me stessa, anche se per brevi momenti, mi ha fatto scoprire quanta gratitudine, pace e gioia per le piccole cose della vita si crei. Alcune volte, in questi momenti di lucidità, arriva un'emozione così potente che mi fa commuovere: oltre ad una profonda gratitudine, sento di essere connessa con ciò che mi circonda e di conseguenza, nelle ore successive o durante l'arco della giornata riesco ad essere più paziente, accogliente e riflessiva con mia figlia e mio marito, quindi meno reattiva quando si attivano determinati trigger. Questo è quanto ho sperimentato io. 
Visto che noto che questi momenti di lucidità arrivano quando sono in uno stato di relativa calma, mi chiedevo se hai degli spunti per introdurla quando mi trovo in uno stato di tensione. Premetto che non ho ancora letto gli altri commenti, magari hai già risposto a una domanda simile. Ti ringrazio ancora per questo spazio. Un abbraccio. 

Silvia S.    28 ott 2025

Ciao Giulia,
la prima cosa che dobbiamo sempre ricordarci è questa: la mindfulness allena la consapevolezza.
Questo significa che ci insegna a restare anche nei momenti scomodi, senza giudizio e con gentilezza verso noi stessi.
Tu riesci già a riconoscere nel caos del quotidiano una marea di sensazioni interessanti, riesci a dare spazio alla gratitudine (che è una forza enorme) e riconosci i tuoi stati di tensione — e già questo è sinonimo di presenza.
Quando siamo in un momento di discomfort è più difficile applicare presenza, perché tendiamo naturalmente a rifuggire la sofferenza e le emozioni che etichettiamo come “negative”. Non siamo abituati ad osservarle con la calma e la gentilezza necessarie: l’automatismo è non pensarci, fare altro, lasciarle in un angolo.
Ma sedersi nella scomodità è sempre una sfida, ed è proprio lì che la pratica diventa viva.
La mindfulness non è un momento per rilassarsi — come spesso si pensa. Il rilassamento può essere un effetto collaterale, ma non è l’obiettivo.
L’obiettivo è esserci, anche quando non è comodo.

 Detto questo, sì: anche nei momenti più tensivi e caotici puoi coltivare piccole pratiche di presenza, che non hanno lo scopo di “calmarti”, ma di riconnetterti.
Ad esempio:

– Fermati un attimo e porta l’attenzione ai piedi, senti il contatto con il suolo, come a ricordare al corpo “sono qui”.

– Nota il respiro, senza cambiarlo. Osserva dove lo senti più chiaramente — nel petto, nella pancia, nel naso.

– Se senti che l’agitazione cresce, porta una mano sul cuore o sull’addome, come gesto di gentilezza verso te stessa.

È un modo per dirsi: “Va bene così. Anche questo momento fa parte della pratica.”
Queste micro-pause, anche di pochi secondi, insegnano pian piano al nostro sistema nervoso che può stare con ciò che c’è — anche nel disordine, anche nella tensione.

 
Ti ringrazio per la tua condivisione così lucida e sincera, e per la sensibilità con cui ti avvicini alla presenza.
La tua esperienza è già una bellissima testimonianza di come la mindfulness non ci renda perfetti, ma più umani, più vivi, più veri.

 
 

Keoma Giulia    1 nov 2025

Ciao Silvia 😊 scusa se la mia risposta si è fatta attendere, volevo dedicarci la giusta attenzione. Ho sentito subito l’effetto del tuo prezioso messaggio, mi hai mostrato lo step successivo da integrare nella mia quotidianità, oltre a delle strategie pratiche e per questo ti ringrazio di cuore ♥️. Che bello percepire come una persona che non conosci di persona sblocca qualcosa di potente. 🙏🏻 Ti abbraccio 🫂 

Silvia S.    1 nov 2025

Sono davvero felice che tu abbia sbloccato qualcosa di importante😍 
Lo hai fatto tu!
Comunque io sono qui e ascolto volentieri come evolve 💜

Valentina Lamonaca    26 ott 2025

Ambassador

Ciao Silvia, trovo le tue domande e questo argomento su come portare la mindfulness nella quotidianità,super interessante.
La mia personale esperienza proviene da un grande lavoro su di me iniziato prima di incontrare La Tela e che poi con la fortunata congiuntura astrale di incontrare per caso La Tela su Instagram, ritengo di averla portata a compimento nel modo più bello possibile, lavoro che ovviamente non finisce mai ma che facciamo ogni giorno.
Con l' arrivo dei miei figli ho sentito la necessità di lavorare sulla mia narrazione e sulla mia voce interiore che proveniva dalla mia educazione del passato e che mi ha portato a mettere in atto una guida contro intuitiva rispetto all' educazione che avevo ricevuto.
Con i miei figli ho scelto di mettere in atto una guida calma,paziente ed accogliente rispetto a loro e miei momenti di frustrazione e crisi.
Questo non mi rende esente da momenti di caduta con loro e con,non ultimo venerdì dopo una lunga giornata di lavoro ma ora so come gestire ed affrontare.
Sono davvero felice di incontrare sempre più famiglie con una nuova sensibilità ed attenzione verso la cura di sé e delle relazioni familiari perché vuole dire (e questa è una profonda consapevolezza) che minacce e punizioni non sono più viste come "Lo strumento" ma anzi come qualcosa da rifuggere con convinzione.
Un' attenzione alla persona prima che al bambino che mi emoziona molto.
Ovviamente tutti gli strumenti mi hanno aiutato molto anche nel mio lavoro di insegnante, aiutandomi molto nella gestione delle mie emozioni con i bambini.
Spero di poter tornare qui a parlare con te e con Voi di mindfulness nella quotidianità.
È un argomento che ADORO:-) e che mi interessa molto.
Grazie, un caro abbraccio ❤️ 

Silvia S.    27 ott 2025

Ciao Valentina,
che meraviglia leggere le tue parole, si percepisce la strada che hai percorso e la presenza con cui stai scegliendo di continuare.
Mi colpisce molto il modo in cui descrivi il lavoro sulla tua voce interiore: è proprio lì che la mindfulness incontra l’educazione rispettosa, nel trasformare il dialogo con noi stessi per poter poi dialogare diversamente con i nostri figli.
Mi piace molto anche ciò che dici sul “non esserne esenti”: la pratica non cancella i momenti di caduta, ma ci insegna a stare anche con quelli, senza giudizio.
Il pilastro del non sforzo ci ricorda proprio questo: non dobbiamo essere “genitori consapevoli perfetti”, ma genitori che si accorgono, respirano, e tornano ancora e ancora.

E sì, è bellissimo vedere come sempre più famiglie scelgano la via della cura e della presenza.

È una piccola rivoluzione silenziosa, e tu ne sei una parte viva visto che oltre che essere madre sei anche insegnante, puoi davvero fare la differenza . 🌸

Grazie per averla condivisa qui, spero davvero di continuare questo dialogo insieme su questo tema che anche io come te adoro 💜

Giorgia F.    25 ott 2025

Ciao Silvia, ti leggo proprio ora che sto passando un periodo difficile con il mio bambino di 3 anni e 8 mesi ❤️‍🩹 mi sento tanto in difficoltà perché perdo la pazienza con niente e questa cosa non mi è mai successa. 
Sono mamma bis da 6 mesi e sicuramente tutto l’insieme influisce ma davvero a volte non so cosa fare. Mi saresti di grande aiuto, grazie ❤️

Silvia S.    25 ott 2025

Ciao Giorgia🌸

Intanto grazie per aver condiviso così sinceramente come ti senti — è un gesto di grande consapevolezza, e già questo è un passo verso la calma, anche se può non sembrare.

Essere mamma bis è un momento di profondo riassestamento, dentro e fuori. Il corpo, le emozioni, i ritmi, tutto cambia. È normale sentirsi in difficoltà e perdere la pazienza: non significa che stai sbagliando, ma che stai vivendo un periodo intenso.

Uno dei pilastri della mindfulness è il non giudizio, e credo che in questo momento possa essere il tuo alleato più prezioso.

Un piccolissimo esercizi potrebbe essere questo:
Ogni volta che ti sorprendi a pensare “non dovrei reagire così” o “dovrei essere più paziente”, prova a notare quel pensiero, fare un bel respiro continuando ad osservarlo e a dirti:
“Sto facendo del mio meglio, e va bene così.”

Invece la mente del principiante ci invita a guardare ogni giornata come nuova, anche se si ripete mille volte uguale. Quindi, non è detto che domani ti sentirai nuovamente così.
Puoi provare, quando senti che l’energia cala e magari  stai per perdere la pazienza (se riesci ad osservare il momento prima che accada), a fare un piccolo respiro consapevole e chiederti:
“Posso accogliere questo momento così com’è, senza aspettarmi che sia diverso?” 

Non serve forzare nulla — anzi, la mindfulness è lasciare che le cose siano come sono, con gentile curiosità.

Anche un solo momento di presenza, in mezzo al caos, è già una pratica profonda.
Inizia da piccole cose.

Ti abbraccio con tanto affetto 💜

Sii gentile con te stessa, come lo saresti con i tuoi bimbi.

Giorgia F.    11 dic 2025

GRAZIE ❤️‍🩹🙏🏻

Anna Pifferi    24 ott 2025

Ciao Silvia!

Che bello questo post ♥️ 
Io sono un'appassionata di mindfulness, che pratico da ormai 5 anni. La sto cercando di introdurre a piccoli step con mia figlia di 3 anni e mezzo, focalizzandomi soprattutto sul respiro e sullo stare nel qui e ora. Pianto qualche semino sperando che germogli!

Personalmente, quando sono con mia figlia cerco di essere davvero presente al 100%. Questo mi aiuta a connettermi meglio con lei e vivermi pienamente questi attimi insieme. Spesso, la invito a guardarsi attorno, a notare il colore delle foglie, la sensazione del vento sulla sua pelle, il tramonto, l'alba, la pioggia. Ritengo che essere pienamente consapevoli dell'ambiente che ci circonda sia un'ottima pratica meditativa e che porti a non dare per scontato la bellezza di cui siamo circondati ogni giorno.

Se hai consigli o suggerimenti mi farebbe piacere ascoltarli!!

Silvia S.    25 ott 2025

Ciao Anna!

che gioia leggere le tue parole — trasmettono proprio quella presenza curiosa e leggera che è il cuore della mindfulness, si sente che già ci sei dentro!!!!

Trovo meraviglioso il modo in cui accompagni tua figlia a notare ciò che la circonda: le foglie, il vento, la pioggia… è proprio lì che la consapevolezza prende forma, nel quotidiano più semplice. 
In più è un grande esercizio che calma il sistema nervoso e viene utilizzato anche quando l’ansia prende il sopravvento.
Osservare e nominare quello che ci circonda in un momento di tensione emotiva, di angoscia, di panico ci riporta a connetterci con il presente.

Un piccolo suggerimento, se posso: quando pratichi con lei, se già non lo fai, ogni tanto, lascia che sia lei a “guidare” il momento: chiedile cosa nota, o cosa sente nel corpo. Questo è allenare la mente del principiante, quella che si stupisce anche davanti alla foglia che ieri sembrava uguale. 🍃

Il modo in cui lo stai facendo è già di per sé una pratica profonda: pianti i semi, ma senza forzarne la crescita.

E questo è il più bel insegnamento che puoi offrirle. 💛

Rosalba    24 ott 2025

Team La Tela

Ciao Silvia, grazie di cuore per questo post e per portare la tua esperienza (anche) lavorativa sul Forum. 💜

Che bello quello che fai, se hai voglia e modo di farlo sì, secondo me sarebbe molto utile per tanti genitori avere qualcuno di questi spunti.

Personalmente spesso mi rendo conto che non vivo nel modo in cui mi piacerebbe la consapevolezza nella quotidianità con i miei bambini, soprattutto nel periodo scolastico: troppi incastri per cui sento che le giornate a volte scivolano letteralmente via!

Silvia S.    25 ott 2025

Ciao Rosalba,

Grazie mille, mi piacerebbe essere utile!
Dai ti capisco perfettamente … quella sensazione di giornate che corrono, che si riempiono di cose da fare e intanto scivolano via — credo che sia uno dei luoghi più comuni (e più umani!) in cui ci perdiamo.

Forse la consapevolezza, in questi momenti, non è tanto “fare di più” o “fare meglio”, ma ricordarci che possiamo tornare a noi anche solo per un istante.

Esempio, a volte basta notare il respiro mentre sei a letto o in qualsiasi altro momento, fare caso al cucchiaino che gira il latte e caffè, sentire la sensazione mentre ti lavi le mani, o mentre prepari la colazione ai figli, notare il rumore dei passi mentre accompagni i bambini a scuola, o persino far caso al pensiero “non ce la faccio più oggi” — e lasciarlo stare, senza aggiungere giudizio.
Sono tutti piccoli esercizi di presenza, che ci permettono di connetterci al qui ed ora, e migliorano la nostra attenzione al momento.

Mi piace pensare che la mindfulness non chiede di cambiare ritmo, ma di abitare quello che già c’è, con un po’ più di curiosità e tenerezza.
Anche una goccia di presenza in mezzo al caos ha un effetto enorme, anche se non lo vediamo subito.

E tu già lo stai facendo: ti sei fermata ad accorgertene.
E quello è sempre, sempre il primo passo. 💛