Ho una gran voglia di leggera "stupidera"
Ho bisogno di leggerezza.
Approcciarmi all'educazione a lungo termine mi ha aperto un approccio meraviglioso; ai miei figli, alla vita, alle relazioni. E da lì tutto si è scoperchiato: femminismo, attivismo, sostenibilità, diritti ecc...
Amo vedere il mondo attorno a me con questi occhi, praticare con chi mi è vicino, spiegare e coinvolgere mi appaga e mi piace... ma mi stanca terribilmente.
Ne parlavo ieri con mio marito, perchè alcuni giorni sono proprio esausta di essere così "bacchettona", di non poter esimermi di vedere le cose diversamente.
Sento un gran bisogno di stupidera. Tra me e lui, tra noi e i bambini.
Vorrei smettere a volte di spiegare perchè se hanno sete possiamo aspettare 5 minuti e arrivare a casa invece che prendergli una cavolo di (odiosa) bottiglietta d'acqua; vorrei smettere di avere sempre le orecchie attive per sentire le parole che usano per definire le cose; vorrei non dover "stare" nelle loro crisi con presenza e accoglienza sempre.
Avete mai questa sensazione? Come fate a uscirne?
E soprattutto, come coltivate la gioia semplice, la leggerezza, le risate contagiose tra voi e in famiglia? Quale atto sovversivo di stupidera mettete in campo?
Grazie a tutti! Marti
.. Ehi Martina...
Capisco bene quello che dici.. Sai a volte mi fermo a ritrovare nel passato questi momenti oramai lontani ma pieni di leggerezza, dove dal forte ridere avevi dal di pancia o nelle guance, momenti ormai più unici che rari..
Quello che posso constatare per me è che aver intrapreso questo percorso impegnativo ma arrichente qui sulla Tela, non fa che mettermi in continuazione a osservare il modo di fare degli altri, e così anche io divento la bacchettona di turno, che sia con mio marito o altri familiari.. e quindi anche le persone con cui prima vivevo momentidi di stupidera passano sotto questa lente.. E la leggerezza viene filtrata..
Devo dire però che le persone con le quali rido di più, in questo momento della vita, sono proprio le mie bambine.. E i momenti di stupidera con loro non mancano, non sono all'ordine del giorno ma a volte ci lasciamo andare un po', andando anche oltre, vivendoci il momento.
Ma farlo tra adulti è un altra storia..
Sai mi sembra come se dovessimo imporcelo questo momento, quanto meno per provare a sbloccarlo..
Un abbraccio Martì
Francesca 💜
Ambassador
Ciao Martina!
Ti ho letta e ho letto anche i contributi delle altre persone: che bello sapere che questa è una sensazione comune, anche se poi ognunə la vive a modo suo e secondo i suoi "standard" (ognunə ha la sua idea di "stupidera" e i confini dentro cui si gioca si spostano un po' in qua o un po' in là in base a chi siamo e la nostra storia).
Mi vengono in mente due pensieri:
1) Ricordo che, durante i miei studi per diventare educatrice professionale, uno dei concetti su cui lavoravamo molto anche nella rielaborazione delle esperienze era la "leggerezza". E si citava spesso questa frase: "Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore" (attribuita a Calvino, se non mi sbaglio).
Ed era un tema importante, perchè quando si entra dentro al lavoro educativo con consapevolezza (sia in senso professionale, sia a livello personale) tendiamo a farci carico di tutto; è come se tutti i sensi si acuissero e ci accorgessimo di ogni minimo dettaglio. Sentiamo una grande responsabilità e vorremmo agire, cambiare, educare, far notare... ma tutto questo ci appesantisce. Tendiamo anche forse a ricercare la perfezione nella performance, come se "ora che so e ne sono consapevole non mi è più concesso di sbagliare". Io sono l'esempio e devo essere irreprensibile - pensiamo.
Ma la vita è davvero complessa ed è bello che sia così. Ed è quando ci si lascia la possibilità di essere fallibili e flessibili con serenità che si sprigionano le occasioni educative più forti e trasformative, per noi e da offrire a chi ci sta attorno.
E anche la flessibilità è una grande competenza da esercitare e portare come esempio aə nostrə figlə! Diamole modo di venir fuori senza timore. La giusta via sta nel mezzo, non negli estremi (su questo ci ho dovuto lavorare molto, perchè sono una che cade facilmente nel "bianco o nero", ma la vita non è bianca o nera!)
2) La "stupidera" è una cosa molto bella! Io e Moreno (mio marito) siamo due persone molto diverse per certi versi, ma la stupidera è una delle cose che ci accomuna 😂 E ho capito grazie a lui che posso e devo permettermi di continuare a esprimere questo lato di me, perchè è vitale! E allora in alcuni momenti e spazi ci diamo il permesso di darle sfogo.
Mi piace molto come lo hai chiamato tu "atto sovversivo di stupidera"!
Ti faccio un esempio: noi lavoriamo con il pavimento pelvico e facciamo anche un lavoro di educazione alla consapevolezza corporea alla sessualità ecc (con nostra figlia e con le persone) e la cosa da cui partiamo sempre è chiamare le parti del corpo con il proprio nome, quindi vulva, pene allenarsi a usare un linguaggio rispettoso, descrittivo, inclusivo ecc...
Quando siamo soli e riflettiamo su alcuni casi o semplicemente studiamo o ci confrontiamo le chiamiamo in modo volgare e questo ci fa molto ridere (perchè è soddisfacente e liberatorio! 🤣). E poi ce lo diciamo anche: "che stupidi che siamo!"
Un altro strumento che mi viene in mente e che in effetti ci aiuta a mantenere leggerezza in famiglia è la musica... Moreno è un metallaro doc e abbiamo scoperto che nostra figlia ADORA quel genere di musica (io bacchettona nell'anima sono amante del vecchio cantautorato italiano 🥹 ma mi sto facendo una cultura mica male) e casa nostra è un po' una "school of rock" (hai presente il film?). A volte balliamo e ci scateniamo, spessissimo cantiamo, a volte ridiamo all'infinito perchè Ozzy Osbourne fa il dito medio sulla maglietta di papà o dice "f*ck" in qualche canzone (occasione per parlarne!).
E riflettere sulle vite dei grandi dell'heavy metal, del punk o dell'hard rock ci ha aiutati a riflettere tanto su di noi e la leggerezza, sul bianco/nero o tutte le sfumature di grigio.
(Mi rendo conto che questa parte è più fuori dalle righe... la riporto perchè per me, per noi, è stata un pezzo di riflessione: "Questa "metallarità manifestata" può andare contro le scelte educative che facciamo? Dovremmo "nasconderla"? Ma se fa parte della personalità di papà, allora forse la teniamo e però facciamo in modo di farcene qualcosa di bello e che ci faccia crescere tutti e tre!
Buona serata!
Miki
Ciao Michela!
Ma che bello il tuo messaggio. Mi trasmette una grande consapevolezza e complicità tra voi, oltre che una bella dose di leggerezza consapevole. Mi ha scaldato il cuore.
Anche io sono la bacchettona della famiglia, a volte anche nell'intimità e tra e mura sicure della coppia (battute poco politically correct mi fanno andare sull'allerta anche tra di noi, ahimè!). Potrei davvero provare a lavorare su questo, a lasciare andare sapendo che questo non metterà in dubbio la mia persona e la mia etica agli occhi di qualcuno. Vedo nell'essere "tutto d'un pezzo" un valore, ma a volte dietro questo si nasconde pesantezza. Ci devo proprio lavorare! Grazie per gli spunti, mi sono stati molto utili.
La frase poi me la stampo, e me l'attacco sulla porta: sarà un inizio!
...se poi volessi dirci a che conclusioni siete arrivati per l'Havy Metal, io ne prenderei spunto volentieri! :-D
Un caro abbraccio! Martina
PS. sappi che ho molto apprezzato la premura nell'usare "ə" nel tuo messaggio. Grazie!
Non sei sola! Grazie della tua condivisione. A volte è sfiancante “vedere” cose che gli altri non notano, remare contro corrente, cercare la pazienza anche quando vorresti solo urlare. Anche a me manca la “leggerezza “, tantissimo in questo momento ❤️
Non sei sola Laura, siamo in molt* in questa barca.
Come dice Carlotta, tutte le case sono in fiamme. Ma quando lo è la tua, fai fatica a salire sul tetto e vedere anche quelle attorno a te!
Un abbraccio! Marti
Ciao Martina!
Siiii eccome se mi è capitato! Soprattutto la parte del "non dover stare nelle loro crisi con presenza e accoglienza sempre"... è terribilmente faticoso! L'unico modo in cui personalmente riesco a uscirne è ritagliarmi del tempo solo per me. In questo modo mi ricarico e riesco a essere una mamma migliore 😊
Per quanto riguarda la "gioia semplice", ho imparato a trovarla guardandomi attorno. Oggi, per esempio, stavo camminando per strada e ho notato quanta bellezza c'era nella luce del sole che filtrava tra le foglie degli alberi. Mi si è aperto il cuore e mi si è stampato un sorriso sul viso. Insomma: pensare di meno, vivere di più e lasciare andare. Non è vera e propria "stupidera", ma è leggerezza pura, che è ciò di cui io sento il bisogno 😊
Ti abbraccio!
Ciao Anna, e grazie per le tue parole.
Hai ragione, le crisi sono davvero... critiche!
Stare lì, presenti, in bolla e accoglienti è durissimo. Faticoso.
Condivido in pieno le tue parole: anche a me piace molto trovare "la gioia semplice" attorno a me. Colori, atteggiamenti, piccole cose che alleggeriscono il cuore.
Quello che però mi manca davvero è la leggerezza: il ridere di pancia, il non dover esserci sempre di testa, il lasciare andare... Proverò a mettere in pratica qualche buon consiglio che i avete dato, e vediamo se riesco ad imparare :-)
Grazie di cuore! Marti
Ambassador
Ciao Martina!
Quanta verità in quello che scrivi!
Anche Carlotta parlò di qualcosa in merito non troppo tempo fa se non sbaglio.
Quando sento questa esigenza io parto con gli abbracci a caso...magari seguiti da un po' di solletico...
questo ci fa sempre ridere tutti...ci fa ritrovare in un gesto di contatto e di risata.
Poi magari scegliamo qualcosa di speciale da fare...che piaccia a tutti e 3...spesso è qualcosa nella natura o un posto nuovo da visitare...ecco queste cose mettono prospettiva e mi alleggeriscono molto.
Con Fabio cerco di ritornare alle "origini"...un film insieme, una domanda leggera, più contatto...il gioco del "ti ricordi?"...per poi trovarci spesso a ridere dell' "invece guarda come siamo messi ora..." :) ... in quel misto di consapevolezza tra il sì c'è sempre tanto da "lavorare" e il ce la faremo anche questa volta ...
E poi noi siamo patiti di giochi dell'oca inventati...è una tradizione per i compleanni e le festività, ma a volte li prepariamo anche senza motivo.
Su un cartellone disegniamo un gioco dell'oca (a tema o non) e su ogni casella c'è una prova fisica o una domanda, o un ballo o un karaoke...ci diverte sempre farli e ci aiuta a riconneterci.
Come vedi niente di trascendentale :)
Poi capisco che in realtà, se cerco di osservare la mia quotidianità, il peso che sento è mio/nostro ed è un'emozione in cui forse devo trovare ancora equilibrio...perchè in realtà quasi tutte le giornate mi offrirebbero occasioni per dare spazio alla versione più spensierata di me.
Per cui cerco, quando sono più serena, di osservare le cose "banali" attorno a me e a sorriderne...
riprendere in mano la connessione cuore sorriso mente respiro...
Sorridere ho capito che non è una questione banale...e voglio allenarla di più anche io.
Grazissime per questo bellissimo post!
facci sapere se ti va
Ti abbraccio!!!
Ciao Chiara!
Che begli spunti che mi hai dato.
Quello del gioco dell'oca è davvero meraviglioso: lo metterò subito in pratica!
Forse la chiave è proprio quella: riconnettersi nella semplicità, darsi lo spazio, allenarsi per essere leggeri.
Ti farò sapere :-)
Martina
Ambassador
Ciao Martina! :)
Mi piace un sacco la spontaneità con cui hai espresso questo concetto!
Sì, anche a me capita di avere questa sensazione. Non sei sola! E penso che dopo un po' che si pratica questo tipo di educazione possa essere un sentire abbastanza comune a dire il vero.
Non ho soluzioni specifiche da segnalarti perché credo che, in questo caso, ogni famiglia abbia la "sua leggerezza preferita". Ma ciò che ti invito a tenere in mente è: datti il permesso di ridere senza un motivo.
Concediti qualche "freno" ogni tanto..talvolta basta anche vedere una locandina di un film al cinema che ti interessa e scegliere di andarci anche se in quella settimana abbiamo già terminato il tempo dedicato agli schermi (questo è un esempio personale, lo abbiamo sperimentato noi in famiglia qualche giorno prima dell'inizio scuola).
Cerca la tua stupidera e buttaci dentro!
Un abbraccio
Eh hai proprio ragione, come tutte le cose si impara praticandola!
E sapere che non sono l'unica aiuta molto...
Grazie per lo spunto! Marti