Essere Grande
Insegnante
Buongiorno telist&!
Ho un bimbo di 6 anni e mezzo che 'si sente grande' e vuole sentirsi 'grande'.
Io non ho mai parlato di 'essere grande' né gli ho mai detto frasi del tipo 'ora sei grande'. Anzi, ho sempre favorito un dialogo critico anche solo dicendo ironicamente '...ma che vuol dire grande? Come una montagna?'.
E da lì abbiamo riflettuto sul fatto che si cresce e si diventa 'grandi' cioè capaci man mano di fare cose diverse o in modo diverso da quelle che facevamo prima.
Ma il contesto sociale mi batte. Mio figlio è proprio immerso nell'idea dell' essere Grande ma soprattutto ho la sensazione che stia identificando l' essere grande anche con alcuni atteggiamenti che in realtà sono solo sgarbati (e che sente nel mondo adulto intorno a sé). Benché abbiamo un dialogo aperto, benché spesso gli dica che ci accorgiamo di diventare grandi quando aumenta la nostra capacità di regolarci e di essere rispettosi, nonostante tutto l' esempio intorno sembra vincere. E così lo vedo atteggiarsi in certi modi che non mi piacciono.
Oltre ad accettare qualsiasi suggerimento di altro tipo, vi chiedo se conoscete albi utili da cui partire per ampliare il tema.
Grazie sempre sempre! È una gioia essere qui!
Team La Tela
Ciao Luana 💜
È vero, a volte è davvero difficile «competere» con il messaggio esterno del diventare grandi come sinonimo di forza, mancanza di vulnerabilità o addirittura superiorità. Ma penso che quello che stai già facendo – mantenere aperto il dialogo e continuare a piantare semini – sia la cosa più importante.
Sei anni è un'età molto bella ma è anche una fase di transizione, da un piano dello sviluppo all'altro, quindi a volte i bambini attraversano questo momento cercando «modelli di grandezza» e testandoli magari anche attraverso l’imitazione.
Ti lascio qui una lezione del percorso e un episodio del podcast in cui Carlotta ha esplorato questo argomento:
Una strategia efficace in questi casi è adattare quella di cui Carlotta ha parlato affrontando un comportamento scomodo specifico, cioè le bugie: il primo passo non è correggere subito, ma cercare di osservare il bisogno dietro il comportamento (che spesso è il bisogno di sentirsi visti e di capire come si «fa» a essere grandi). Puoi trovare spunti per mettere in pratica questi concetti sia nelle lezioni del percorso che nella masterclass di Carlotta sulle bugie (ti ricordo che anche la masterclass è gratis per la comunità di Tutta La Tela):
Ad esempio, un possibile copione potrebbe essere:
«Sai, a volte gli adulti parlano così quando vogliono sembrare forti, ma la vera forza è scegliere di essere gentili. Capisco che tu ti senti grande, e una delle cose più belle del diventare grandi è proprio imparare a scegliere come vogliamo comportarci con gli altri».
Come per le bugie, l’obiettivo non è correggere subito il gesto, ma costruire un ponte: il nostro obiettivo è aumentare le possibilità che scelga la gentilezza in futuro.
Un albo illustrato che mi viene in mente e che a me e ai miei bambini piace molto è la storia di Mahatma Gandhi nella collana «Piccoli uomini grandi sogni» di Fabbri Editori: un esempio reale di un bambino che è diventato un grande aiutante della pace.
E a proposito, un altro modo concreto con cui potresti nutrire la conversazione è questo gioco produttivo:
Ti abbraccio forte! 🫂
Insegnante
Grazie Rosalba! Grazie davvero!
Il punto di snodo è anche che il mio bambino credo che stia cercando di autodeterminazione rispetto a me. Lui sa benissimo cosa conta e come la pensiamo, ne abbiamo sempre parlato e tanto. Sembra voglia dirmi: io so cosa è giusto, so che posso scegliere ma scelgo così perché sono altro da te. Se gli dico: "Carlo, questo tono è poco gentile. Tu sai scegliere altro" lui mi potrebbe dire "la bocca è mia e io scelgo così!". Allora mi sono detta che potrei allentare il 'controllo' su tutto ciò, ignorare dove possibile e dove non potrei dire qualcosa come 'Io so che a te piace la gentilezza e che ti senti forte quando la usi. Non sono d'accordo ma ti voglio bene anche se scegli così".
Solo 5 mesi fa alla domanda: " quando ti senti forte?" Lui disse: "quando sono gentile!" E poi boom...cosa.sia successo nel mezzo non lo so...
Da far presente che ha un papà e un fratello maggiore che sono spesso grande esempio di non rispetto.
Grazie!!!!!! Un abbraccio forte
Team La Tela
Grazie a te! Hai pensato a un'alternativa che mi piace molto (allentare il controllo e lasciare andare – un po' come quando ci chiediamo se sono davvero necessari tutti i no che diciamo ai nostri figli), e anche il copione... prendo nota perché mi ispira tanto! 💜