Educare alla pace… è davvero possibile?
Me lo chiedo tanto in questi giorni, mesi e forse anche anni, in cui le immagini di una guerra e poi un'altra ci sbattono in faccia una realtà terribile da accettare: nel mondo c'è tanto, tantissimo odio (e spesso a pagarne le conseguenze sono i più indifesi nella quasi totale impotenza e spesso indifferenza collettiva).
Ogni tanto mi chiedo che senso abbia educare i miei figli ad essere un pochino più empatici, un pochino più accoglienti, quando poi dovranno fare i conti con un mondo in cui la gente si ammazza come nulla fosse mentre tutti noi andiamo avanti con le nostre vite.
Mi chiedo cosa posso fare io per educare alla pace come Maria Montessori sognava, e ultimamente fatico a trovare la risposta.
Scusate lo sfogo, vi leggo se vorrete.
Silvia
Ambassador
Ciao Silvia,
mi sento spesso anche io così...una goccia in un oceano...quel senso di impotenza che ti fa chiedere se quei piccoli gesti quotidiani facciano davvero la differenza...
Accetto questi momenti di sconforto perchè parlano alla mia fragilità...che amo...e che mi permette in realtà di sentire quanto ci tengo...
Sento fortissima l'urgenza di partecipare...di credere nell'altro...di sperare nel cambiamento...di costruirlo...anche se con fatica e spesso controcorrente...
Cerco di pensare in grande e agire in piccolo...anche se quel piccolo a volte mi costa etichette che mi piombano addosso come grandine...
La cosa che più risuona dentro di me quando mi trovo in situazioni in cui vengo messa alle strette su quest'argomento dagli altri...è che educare all'accoglienza, al dialogo, alla non violenza...non è altruistico o utopistico o semplicistico o vano....è, per me, semplicemente e inequivocabilmente giusto.
Mi guardo dentro e non potrei fare altrimenti...ci credo...ci credo con tutta me stessa che sia possibile educare alla pace, che sia possibile testimoniare a Samuele che non siamo solo sognatori, ma persone che possono fare la differenza...
In questo momento vorrei solo dirti...ce la faremo...ce la farai...ce la faranno i nostri figli...siamo insieme! Io sono qui accanto a te e ti abbraccio fortissimo!❤
Ciao Chiara,
Grazie per la tua condivisione. Speriamo davvero che un adulto alla volta e un adulto di domani alla volta il mondo vada una direzione migliore.
Team La Tela
Cara
Silvia R.
penso che siamo in molto a sentirci così (spesso). 💜 Non ho una risposta che consoli, ma spesso per me la risposta è la stessa che mi do nel mio percorso nella sostenibilità: è un po' come ricordarmi incessantemente di chiedere la bevanda senza cannuccia di plastica anche qui a Bali e spiegare ai locali perché non la voglio anche se i fiumi straripano di plastica e l'educazione ambientale sta solo iniziando. È il piccolo gesto che mi fa sentire allineata con i miei valori, anche se è un granello di sabbia nel deserto.
Ps. Quando iniziai a rifiutare le cannucce di plastica nel 2018 a Marbella, andare di ristorante in ristorante chiedendo di scambiarle con cannucce di carta e organizzare pulizie della spiaggia la maggior parte delle persone mi dava dell'illusa («quello che fai non cambia nulla nel quadro generale!»). Quando sono tornata a Marbella la volta dopo, nel 2021, tutti i bar e ristoranti dove sono entrata avevano cannucce di carta o bambù…
Ovviamente non è la stessa cosa e la guerra è esistita dall'inizio dell'umanità, ma vederla così a me aiuta un pochino a continuare a fare il lavoro che sento importante.
Ciao Carlotta,
Bello l'aneddoto della cannuccia, è sicuramente indicativo di un piccolo gesto che può avere un grande impatto se reiterato e condiviso.
Da speranza!
Insegnante
Ciao Silvia,
Come ti capisco! Quando mi sono trovata davanti a situazioni davvero orribili mi sono chiesta la stessa cosa. A volte per un attimo queste cose ti schiacciano e sembra non esserci un senso nel fare bene, nel credere nel bene. Io che sono un po' "tralalà" di natura (cioè vedo tutto fiori e arcobaleni,😅) ho sbattuto il naso tante volte di fronte a queste realtà e mi sono chiesta, come te, che senso avesse provare a remare dalla parte opposta. Tra l'altro, negli ultimi mesi, per coincidenza, ho avuto a che fare con tante brutte realtà e il tuo pensiero l'ho avuto spesso anch'io.
Mi sono detta, davanti al brutto del mondo, che anche il piccolo angolino che è la nostra casa, la nostra vita fatta di quotidianità... Anche questo è "mondo". Allora la pace che costruiamo e curiamo nella nostra famiglia voglio credere che sia un granello della Pace che vorrei ci fosse ovunque. In realtà penso anche che non vi sarà mai la pace in tutto il mondo e per tutti... Ci sarà sempre, però, questa piccola pace vissuta da singole famiglie, singole persone, singoli momenti. ...E anche solo per questo poco di pace vale la pena fare tutto il possibile. Questo è quello che mi dico, ultimamente. Grazie, il tuo input mi ha aiutato a mettere ordine in questi pensieri.
Ambassador
Silvia, un mega abbraccione virtuale 🤗
Tu educhi alla pace ogni volta che insegni ai tuoi figli..
- ad avere senso critico
- a scegliere per sè e senza uniformarsi alla massa
- a guardare agli altri con empatia e curiosità, ma senza giudizio
- a guardare agli altri senza indossare i filtri della società, senza curarsi dei loro gruppi di appartenenza che siano di razza, genere, nazionalità, religione, colore…
- a riconoscere i propri errori
- a vedere le mille sfumature di grigio che ci sono nel mezzo fra bianco e nero
- all umiltà di sapere che avranno sempre tanto da imparare e sarà un continuo evolvere
- al rispetto verso gli altri e verso la vita
- a riconoscere le proprie imperfezioni e accettarle
- a fare amicizia con l’errore
- a lasciare andare le relazioni che non fanno stare bene
- a sorridere agli sconosciuti per strada
- ad essere gentili con le persone che vediamo in difficoltà
- a conoscere il proprio coccodrillo 🐊💖
Ma ancora di più li stai educando alla pace quando riesci a insegnare a te stessa ciascuna di queste cose, senza giudicarti perché lo stai imparando “tardi” o perché fai proprio fatica ad accoglierla emotivamente.
Non c è bisogno di essere un Gandhi in versione 2023 o un’attivista in prima linea, io penso che il nostro educare a lungo termine sia, di fatto, un educare alla pace.
E il senso di tutto ciò è che, continuando così, saremo di più noi di quelli che odiano senza speranza e che uccidono senza rimorso.
Abbi speranza, perché siamo sulla giusta strada.
Un altro abbraccione.
Grazie Maria,
Hai elencato davvero un mare di buoni motivi per perseverare. E hai ragione sul fatto che sono le piccole cose che facciamo ad avere impatto, anche se non siamo il Gandhi del 2023.
Ricambio enormemente l'abbraccio!!
Ti lascio un abbraccio e a volte mi chiedo la stessa cosa. Ma poi mi dico che i nostri figli saranno genitori domani e piú persone educate alla pace, seppur con tutti i nostri errori, saranno sempre un semino in più. Non abbiamo la bacchetta magica e non possiamo cambiare il mondo, ma facciamo del nostro meglio per renderlo migliore.
Un grosso abbraccio
Ciao Martina grazie mille del tuo commento. Purtroppo la frustrazione nel vedere pezzi di mondo che vanno a rotoli mi fa chiedere se davvero quello che faccio avrà un impatto positivo anche solo lontanamente visibile.
Però hai ragione nel ricordare che loro potranno fare lo stesso coi proprio figli e così a cascata. Magari l'impatto alla lunga ci sarà!
Un caro abbraccio