Non sono il genitore che vorrei essere
Sono di nuovo qui a cercare qualche parola di conforto che stasera, come quasi sempre, fatico a dare a me stessa.
Stasera ho di nuovo urlato per ore contro mia figlia di 3 anni e mezzo e ho fatto anche di peggio, mandata a letto senza lettura libri e senza seno, i due momenti in cui cerco di riparare e ristabilire la connessione. L'intento non era punire, ero proprio troppo arrabbiata per riuscire a ritrovare la connessione. Sono rimasta solo lì accanto a lei in un silenzio di quelli carichi di tensione e rabbia . Mia figlia mi ha chiesto il seno e io prima ho detto no perché ero troppo arrabbiata poi non ho nemmeno più risposto, e lei sconsolata si è girata e si è addormentata. Sono stanca. Conosco la teoria, ci sono anche persone che mi scrivono per avere consigli, ma io nella pratica mi sento un fallimento.
Spesso mi domando se ce la farò mai. Oggi volevo solo fare due ore al parco con un'amica e staccare un po' e nulla, ho dovuto gestire due crisi enormi. Una ce l ho fatta, la seconda a distanza di 30 Min non ci sono più riuscita. La prima scaturita dalla frustrazione di nn riuscire ad arrampicarsi, la seconda per non voler venire via dal parco nonostante sia stata avvisata prima, nonostante le sia stata data la possibilità di fare l ultimo scivolo che poi SN diventati altri due. Le crisi durano almeno 30 Min, pianti, diventa rigida, tenerla ferma in braccio diventa sempre più difficile devo mettere forza fisica, se la lascio andare se ne va.
Ne esco distrutta esausta frustrata. A volte rinuncio ad uscire perché poi so nn avere la forza di reagire a tt questo come vorrei. Ha inziato la scuola dell'infanzia giovedì e io è da giovedì che le urlo. Lei mostra difficoltà di cambi orari, di novità , una bambina con dei tratti di alta sensibilità, e io che sono l'adulto, non reggo. Non ho la forza di sostenere tutta questa fatica.
Non so più dove trovarla. Due GG fa mi SN messa a piangere perché ha saltato il riposino che è anche l unico momento in cui io tiro il fiato, e ci ho messo 30 Min per convincerla a lasciarmi da sola a letto 20 Min usando il timer...io che nn dormo mai di pomeriggio e soprattutto nn mi addormento in così poco tempo, sono crollata talmente tanto da aver sognato. vado a dormire con un peso sul cuore enorme, io che negli altri noto le piccole sfumature e mi ci soffermo, poi quando tocca a me faccio molto di peggio.
Team La Tela
Ciao Francesca, sono passati alcuni giorni, come va?
Ti abbraccio fortissimo. A volte non sei (ancora!) il genitore che vuoi essere, ma ci provi, nonostante la stanchezza e la fatica: questo è un merito enorme, noi lo vediamo (e sono sicura che lo vedresti anche tu, se queste stesse parole le avesse scritte un altro genitore).
Abbracciati per tutte le volte che ci provi, e sono sicura che siano davvero tante le volte in cui riesci ad essere una genitrice che apprezzi (solo che nei momenti di fatica non ce lo ricordiamo). 💜
Forza forza 🫂
Ciao Francesca.
Riesco a percepire la tua frustrazione, la tua stanchezza e la tua voglia di fare meglio. Quante volte le provo anche io.
Parlarne mi sembra già un ottimo punto di partenza. Che sia qui, con un professionista, con le tue persone fidate. Apre, ti ridona lucidità.
Alle volte ci basta provare ad allontanare un po' lo sguardo e osservarci da lontano, come fossimo un film da guardare per ridimensionare le nostre (sebbene immense) fatiche. Sono di passaggio. Non sembra, ma lo sono.
E ce ne saranno di nuove. Ma queste passeranno.
Prova a "riguardare" alcune delle situazioni che ci racconti, prova a costruire un finale diverso nella tua mente. Poi perdonati (ma davvero) e ricordati che quella volta che fai bene, che accogli e accompagni tua figlia in una crisi vale quanto (e anche più) della volta in cui fallisci.
Ti auguro il meglio
Ambassador
Ciao Francesca,
ti ho letta e ho sentito tutta la tua fatica. Non è facile ammettere di aver urlato, né andare a letto col cuore pesante pensando di aver “fallito”. Ma quello che stai vivendo non è un fallimento: è il segno di una mamma stanca, che ama profondamente sua figlia e che ogni giorno prova a fare del suo meglio.
La verità è che nessuno ci ha insegnato a gestire crisi così intense nei bambini piccoli. Quando tua figlia piange, si irrigidisce e ti sfida, non è contro di te: è la sua difficoltà a regolare emozioni troppo grandi per la sua età. E tu, che sei già stanca e senza spazi tuoi, ti ritrovi senza energie né strumenti. È umano che in certi momenti tu perda la pazienza.
A volte, però, il carico è talmente grande che serve un supporto esterno: non perché tu non sia capace, ma perché nessuno può reggere sempre da sola. Lavorare su certi meccanismi (le aspettative, la gestione della rabbia, i sensi di colpa) con un aiuto professionale non significa ammettere debolezza, ma scegliere di non restare incastrata nello stesso ciclo.
Ti sei già dimostrata coraggiosa scrivendo qui. È da questo coraggio che puoi ripartire.
Se vuoi fare una chiacchierata in privato senza impegno, io ci sono.
Un abbraccio,
Barbara.
Ciao Francesca!
Dal tuo racconto si legge tutta la stanchezza, il senso di colpa e la tristezza che porti sulle spalle. Mi dispiace davvero!
Ti consiglierei anch'io di valutare un supporto, ma ci sono mille cose che da questo dipendono (la tua serenità nel chiamare qualcuno, la possibilità economica, i tempi ecc).
Una cosa che mi viene in mente è organizzare nella tua zona un incontro con i telisti e le teliste, magari proprio al parco. Magari proprio parlando di questa necessità. Saresti circondata da persone che ti possono capire, che possono farsi carico con te di una crisi o che comunque la vedono come te. Ha costo 0, e saresti in un ambiente sicuro. Pensaci :-)
Ti abbraccio! Marti
Ciao Martina!
Grazie per le tue parole.
Condivido il consiglio che mi hai dato di incontrarmi con altrə telistə ci ho anche provato ma la vita di tutti è un gioco ad incastro e pare sempre più difficile. Quando mi domando cosa poter fare per nutrirmi, penso spesso che avere una cerchia di amicizie che condividono questo percorso sarebbe per me ossigeno puro. ( Ma ne basterebbe anche una di amicizia) Le ho, ma vivono lontano. Ti devo però confessare che non ho mai pensato di organizzare io stessa un incontro sai? Ci penserò , grazie!
Capisco bene la voglia di avere vicino a te gente che condivide i tuoi principi: aiuta e ricarica. MA non è facile per nulla.
Per esperienza, è più facile di quello che sembra.
Trova un parco vicino a te, dai un orario e via. Chi c'è c'è, chi non c'è amen. Te compresa.
Cioè: se succede un inconveniente, hai una crisi ingestibile, l'incontro comunque non è legato a te :-)
Prova, è bellissimo! Ti abbaraccio!
MArti
Ambassador
Non ho parole di conforto perché nell'ultimo periodo mi sento spesso così, inerme davanti alla me stessa che reagisce invece che agire. Lontana anni luce dalla persona e mamma che provo ad essere ogni giorno. Però sentirmi così, mi permette di capire che sto facendo fatica, ma che ho gli strumenti, so da dove ripartire. Quindi ti abbraccio forte e so che cercherai anche tu dentro di te quegli strumenti. 💜💜
Grazie per aver trovato nella medesima tua fatica, queste parole di conforto da donarmi.
Proprio oggi, nell'ennesimo episodio di crisi , ho preso in mano il libro di carlotta per cercare di risintonizzarmi e calmarmi. E ho letto proprio quelle pagine in cui carlotta dice che la frase che più le viene rivolta è "non sono il genitore che vorrei". Ho sorriso pensando che ci ho intitolato pure uno sfogo. In quella parte del libro, dice proprio quello che hai scritto tu. Che la forza sia anche cn te francesca♥️💪
Ciao Francesca,
Ti abbraccio anche se solo virtualmente e ti sono vicina 🫂
Insegnante
Ciao Francesca 🌷
Grazie per aver condiviso, so che non è facile parlarne. Dal tuo racconto sento tutta la stanchezza che hai addosso sembra davvero che la fatica ricada tutta su di te. Questo livello di esaurimento può essere un segno di burnout: non è una colpa, è una reazione a troppe richieste e poche risorse. Ti incoraggerei a chiedere aiuto — anche solo per qualche ora di sollievo (un familiare, un’amica, un servizio locale).
Già queste situazioni con i bambini, anche con tanta calma, sono difficili da gestire; affrontarle senza forze e senza respiro diventa quasi impossibile.
Ti abbraccio forte.
Grazie Alessia per il tempo che ha dedicato a leggermi e rispondermi.
Si, ricade tutto su di me, perché sono genitore unico e non ho pare ti ne amici vicini. Ho conosciuto due mamme al nido di mia figlia e con una ci aiutiamo qualche volta con entrate e uscite a scuola quando è possibile e sporadicamente ci vediamo anche fuori. Ad esempio stasera ero a cena da lei che mi diceva dare il seggiolino per prendere sua figlia da scuola domani, cena in cui siamo riusciti a fare forse tre frasi di senso compiuto perché le bambine hanno iniziato a mangiare in modo disordinato prima e a litigare per i giochi poi.
Per quanto riguarda il sostegno, ho due psicologhe, una a pagamento e una con il consultorio. Per questo dico, io più di così non riesco a fare.