Preferiti dei bambini

Compiti delle vacanze: ci siamo fidati “troppo” di nostro figlio?

9 settembre 2025
6 risposte
Roberta e Francesco cerca un consiglio:

Dopodomani nostro figlio riprenderà la scuola senza aver finito i compiti delle vacanze. Tra sensi di colpa e frustrazione, sentiamo il bisogno di confrontarci con voi per comprendere cosa non è andato come ci aspettavamo.

1 - COSA È SUCCESSO

Paolo ha 6 anni e a giugno ha finito la prima elementare; questa era quindi la sua prima estate con dei compiti delle vacanze.

Dopo alcune prime settimane di break, abbiamo condiviso con lui un programma di 3 pagine al giorno così da giungere a settembre con tutti i compiti completati. Ci siamo detti di investire sul suo senso di responsabilità senza dettargli noi i tempi né imporre punizioni o altre leve motivazionali esterne (es “se oggi non fai i compiti non esci / non guardi la tv”).

Eravamo estremamente fiduciosi che questa autonomia avrebbe incontrato un suo senso di responsabilità senza particolari difficoltà. E in ogni caso abbiamo accompagnato il percorso con degli aiuti pratici:

  • abbiamo definito un calendario con un calcolo del numero di pagine ottimale al giorno così da non restare indietro,
  • abbiamo periodicamente calcolato quante pagine mancavano alla fine, così da avere evidenza dei progressi e del target che si avvicinava,
  • abbiamo spesso fatto sessioni congiunte di “focus” in cui - con un timer di 30 minuti - lui studiava concentrato e io lavoravo accanto a lui (e funzionava).

Abbiamo notato però che, con il passare dei giorni, lui sceglieva sempre più spesso di giocare e di non rispettare il programma delle 3 pagine giornaliere. Soprattutto ora - con l’avvicinarsi dell’inizio della scuola  e anche a fronte di nostri "reminder" - non abbiamo notato in lui un tentativo di recupero delle pagine (tante) mancanti.

2 - COSA PROVIAMO AL RIGUARDO

Eppure ora manca un giorno all’inizio delle lezioni e - salvo miracoli last minute - andrà a scuola senza aver completato i compiti. Ed ecco ciò che vogliamo condividere con voi. 

Proviamo:

  • senso di colpa per la scelta di un approccio che - nonostante i buoni intenti - non è stato efficace nel raggiungere l’obiettivo,
  • frustrazione per la consapevolezza che altri metodi (premi, punizioni, minacce) consigliati da alcune persone vicine avrebbero funzionato in maniera immediata,
  • delusione verso Paolo, eravamo convinti che ce l’avrebbe fatta confidando nel senso di responsabilità che gli riconosciamo in tante altre attività,
  • una forma strana di “risentimento” verso una fiducia in lui che però in qualche modo avrebbe tradito con le sue scelte quotidiane, 
  • immaturità emotiva perché negli ultimi giorni siamo più “freddi” nei suoi confronti, come se istintivamente trattenessimo l’amore (“usiamo il silenzio punitivo e togliamo il nostro amore per dargli una lezione” come scriveva Carlotta qualche giorno fa su Instagram),
  • imbarazzo nei confronti delle insegnanti verso le quali ci sentiamo di essere stati “inadempienti” rispetto ai doveri di nostro figlio.

3 - COSA NE PENSATE?

Carlotta, telist*: come valutate la situazione? Erano errate le nostre aspettative iniziali? Cosa dobbiamo imparare e come dovrebbero cambiare il nostro approccio?

Ci diciamo che l’obiettivo più grande non è finire i compiti ma aiutare Paolo a sviluppare una forma di motivazione interna. Ci diciamo ancora che in ogni caso i compiti dovrà recuperarli comunque, facendoli nei prossimi giorni anche a scuola già iniziata. Ma questi pensieri possono nascondere un “auto-assolvimento” che forse è una scorciatoia troppo comoda rispetto alla situazione reale.

Dov’è il confine tra motivazione e disciplina, tra supporto esterno e ricerca dell’autonomia? Apprezziamo tantissimo chi vorrà e potrà dedicarci del tempo e delle righe. Leggeremo con molta attenzione i vostri pareri e consigli, grazie infinite.

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Francesca    15 set 2025

Ciao Roberta e Francesco,
Non ho alcun suggerimento da darvi, intervengo velocemente per dirvi che mi sembrate una bellissima squadra e da come vi esprimete, valutate, considerate,ascoltate le vostre emozioni e sapete così ben descriverle, non posso non farvi i miei più sinceri complimenti. Paolo è un* bimb*fortunat*.♥️🌸

Roberta e Francesco    15 set 2025

Grazie Francesca, apprezziamo le tue parole e il tuo incoraggiamento. Continuiamo ad inciampare (oggi io Francesco ho fatto un errore di nuovo con i compiti del pomeriggio) ma insomma non molliamo! 😊😊
Un abbraccio!

Rosalba    10 set 2025

Team La Tela

Ciao Roberta e Francesco,
intanto bravi davvero, per l'analisi della situazione e delle vostre emozioni che avete fatto, questo è già tanto lavoro! 💜

Non voglio entrare nel merito dei compiti delle vacanze, perché la penso come la pensa Carlotta sui compiti in generale 😂, ma vabbè, anche noi siamo stati diversi anni alle prese con questo famoso libro delle vacanze, e quindi capisco (pat pat sulla spalla!).

Questa estate per la prima volta non li abbiamo avuti. Il grande ha finito la quinta primaria, quindi le maestre hanno semplicemente regalato a tutti un libro da leggere durante l'estate, la piccola era in seconda primaria ma le maestre, a differenza dello scorso anno, hanno preferito non fare acquistare il libro delle vacanze. A quanto ho capito, hanno fatto questa scelta proprio perché l'anno scorso tantissimi bambini hanno avvertito questo impegno come un peso eccessivamente gravoso, e quindi si sono limitate a raccomandare di leggere il più possibile durante l'estate.

Ecco... ti dirò che io ho esultato quasi più dei miei figli! 😅

Alla fine, loro stessi dopo qualche settimana, una volta che eravamo in libreria, hanno scelto di comprare un libro delle vacanze divertente (di Geronimo Stilton, che è un personaggio che amano e di cui leggono tanti libri), e in parte lo hanno fatto, ma non lo hanno finito. Ecco, questa secondo me potrebbe essere la regola vincente: perché probabilmente è proprio quell'obbligo di finirlo tutto che gli toglie il piacere di fare (di loro spontanea iniziativa) qualche pagina ogni tanto.

Magari, più che rimurginare su come è andata (e secondo me avete davvero fatto tutto il possibile per gestire al meglio la cosa, sia da parte vostra che da parte di vostro figlio... è piccolo, ci sta assolutamente che a un certo punto non avesse più voglia di farli 🙂), potrebbe esservi utile provare ad avviare un dialogo costruttivo con insegnanti, in vista della prossima estate. Potrebbe essere fattibile chiedere di accettare il massimo sforzo possibile del bambino, evitando di obbligare a finire necessariamente tutto il libro?

Oppure ancora, potrebbe essere fattibile far scegliere al bambino il libro (magari le insegnanti ne propongono alcuni e voi scegliete)? Essere parte del processo di scelta potrebbe aiutare a fare il ripasso con maggiore entusiasmo, come è successo a noi.

Un altro strumento utile, sia per analizzare la situazione che per trovare spunti per la sua gestione, potrebbe essere il workshop live che la nostra Sara Ghirelli offre periodicamente qui su La Tela, sulla gestione dei compiti (è previsto un prezzo più piccolo per chi ha Tutta La Tela 😊). Per avere tutte le info in anteprima, potete aggiungervi qui alla lista d'attesa:

Vi abbraccio! 💜

Roberta e Francesco    12 set 2025

Rosalba grazie.

Apprezziamo molto le tue parole e soprattutto il tuo invito ad allargare lo sguardo: da un'estate al metodo in generale, da un libro obbligatorio a dei libri tra cui scegliere, dalla singola famiglia all'intera scuola.

Ci piace l'idea di presentare delle idee alle insegnanti, d'accordo. E condividiamo l'approccio che segue gli interessi e la curiosità senza il "vincolo" dell'obbligatorietà one-size-fits-all insomma.

E ora approfondiamo un po' i temi a partire dal workshop di cui scrivevi!

Grazie mille, un abbraccio

Chiara Franzoni    10 set 2025

Ambassador

Ciao Roberta, ciao Francesco!
Abbraccio voi... le vostre emozioni...una a una.

Leggendovi sono partiti in me mille pensieri e riflessioni sul tema che avete condiviso e ve ne ringrazio moltissimo. 

Inizio dalla fine, non perchè il resto sia meno importante (vorrei essere con voi su un prato per parlare per ore insieme di questo bellissimo tema!), ma perchè 
è la domanda che mi ha acceso più ragnatele di pensieri.

Penso che i confini di cui parli vadano di pari passo alla nostra (di tutti noi) osservazione e relazione coi nostri figli...
la motivazione si accende nel desiderio di fare qualcosa che ci risuona...
la disciplina si accende quando si comprende che per realizzare qualcosa che desideriamo, per far fiorire un nostro talento, ci vuole pratica...allenamento...a volte fatica...pazienza...scoperta dei nostri limiti...

motivazione e disciplina sono capacità che per sbocciare richiedono tempo, attesa, esplorazione...per loro come per noi genitori...
quel camminare a fianco a loro in quella danza interminabile (a volte estenuante), del "passo avanti e passo indietro"...andiamo a destra? no a sinistra?
E' un andare a tentoni?...non credo...stiamo cercando di offrire loro il terreno più fertile possibile per scoprirsi...per accendere quella motivazione...per dare senso al percorso e costruire insieme l'obiettivo.

Per cui l'osservazione di ciò che funziona per loro e cosa no...proprio come avete fatto voi nel capire che mettersi uno a fianco all'altra, ognuno focalizzato sul suo compito andava bene per lui...
come il condividere con lui un'organizzazione come avete fatto...
sono tentativi validi e importanti per permettere a lui di sperimentarsi...a voi di capirlo...di mostrargli strumenti...che magari oggi non utilizzerà ma domani in autonomia magari sì...

Lo scorso anno, alla fine della prima elementare, dopo una prima parte di libro delle vacanze che era scivolata via senza nessun intoppo, Samu si incagliò...ne vennero fuori mille momenti di disregolazione sua e anche nostra....
una sera, stanchissima, quando eravamo tranquilli a letto gli chiesi "Samu ma che ne pensi di questi compiti delle vacanze?"
Lui mi rispose che erano noiosi...che la maestra durante l'anno li faceva divertire e che si sentiva solo nel farli...
Così andai a tentativi...un giorno abbiamo fatto un piccolo gioco per "estrarre" le pagine da fare quel giorno...un giorno (più di uno perchè funzionava molto con lui) partiva la sfida "vediamo chi ci mette di meno, se tu a fare le pagine di oggi o io a stendere il bucato"...un altro
era lui che faceva il maestro e facendo la pagina mi doveva spiegare cosa diceva...e così via...
ecco...la chiave per lui era la relazione e la condivisione (cosa nuova che scoprii di lui)...fossanche di un piccolo momento del prima...del dopo o del mentre...perchè poi in realtà faceva da solo...

....come scoprii che in effetti quei testi che gli erano stati assegnati erano davvero noiosi...e mi ci ha fatto riflettere lui...il libro è standardizzato...uguale per tutti...mono-tono...il senso lo da la capacità dell'insegnate di renderlo una tela dove ogni bambino possa cogliervi il proprio unico e irripetibile colore...

Minacce e urla gli avrebbero fatto finire il libro?....in realtà ci sono "caduta" in quei primi giorni e non hanno funzionato...
e anche se lo avessero fatto mi sarei persa un pezzo della sua conoscenza...e momenti di condivisione...e scoperta...la costruzione di un dialogo prezioso...

Questa estate mi ha coinvolto di meno...io mi sono proposta ma ho ricevuto un "ci metto meno se faccio da solo grazie mamma"...e invece di pensare "che bello è autonomo"...col mio solito grado di positività ho pensato che già ero diventata inutile per lui e mi mancavano le gare con la stesa di bucato...

La fiducia che avete in lui è stupenda! E' ha un valore intrinseco inestimabile. Le aspettative sono invece nostre...come le emozioni che ne derivano...possiamo solo continuare a lavorare su noi per accoglierle e processarle.

Mi fermo perchè potrei scrivere per ore...scusate la lunghezza e se non ho risposto a tutte le vostre domande...
vi abbraccio ancora fortissimo

Roberta e Francesco    12 set 2025

Ciao Chiara, grazie di cuore per la tua risposta così profonda e ricca di racconti personali con tuo figlio. 

Alla fine Paolo ha fatto uno sprint last minute e ha completato tutto (ha chiuso i libri la sera prima di scuola). Non ce lo aspettavamo, anzi ci dispiaceva e quasi lo abbiamo incoraggiato a rinunciare ma ci teneva. Insomma ci auguriamo sia stata per lui un'occasione di apprendimento.

Ci è piaciuta molto la tua immagine del “camminare a fianco” e le tue riflessioni su motivazione e disciplina, quanto è difficile trovare l'equilibrio! Le tue parole ci hanno aiutato a guardare la situazione con più serenità, grazie. Un abbraccio grande!

Ps: "ci metto meno se faccio da solo grazie mamma" ci ha stesi! 😊😊😊