Difficoltà fra sorelle
Primo post
Ciao!
Sono qui da poco e per ora ho solo ascoltato e letto, ma stasera sento il bisogno di qualche consiglio. La situazione di cui vi parlerò va in realtà avanti da mesi. Io e il mio compagno Samuel abbiamo due bimbe, Camilla di 4 anni e Alice di 15 mesi.
Capita spesso che Camilla, a volte in modo abbastanza prevedibile ma spesso in modo apparentemente imprevedibile e improvviso, si avventi letteralmente su Alice tirandole i capelli e graffiandola anche in faccia ( stasera ha quasi preso un occhio), oppure stringendola fortissimo a volte anche al collo. Poi, spesso, si lancia anche su di noi con graffi, schiaffi, tirate di capelli.
Spesso pensandoci bene si tratta di situazioni in cui io per un motivo o per l'altro ho dato molta attenzione ad Alice ( per lo più si tratta di me, non di Samuel), oppure situazioni in cui Camilla vorrebbe fare per prima o solo lei quello che sta facendo Alice, o ancora abbiamo dovuto interrompere una attività con Camilla per assistere Alice in un suo bisogno primario.
Esempio: ieri sera Alice era molto stanca a cena ( nonostante iniziamo a cenare alle 18.30) perché sta facendo l'inserimento al nido e aveva fatto poca nanna. Alla fine della cena mi sono dovuta alzare lasciando Camilla e Samuel a finire di mangiare le ultime cose e finire di sparecchiare per andare subito a mettere a nanna Alice che non reggeva più. Mentre ero in bagno Camilla è arrivata e ha tirato i capelli a Alice e un graffio a me.
Inizialmente ci allarmavamo in queste situazioni, dicevamo "Camilla, no!" o "ma no, ma perché ??" o cose simili con tono stupito/allarmato e le separavamo,. Adesso dopo aver un po' "studiato" l'argomento stiamo provando a cambiare rotta ma sento che Samuel fa più fatica, ancora gli escono quelle frasi, quel tono di stupore negativo e di giudizio, oppure se io non ho visto l'accaduto mi dice per esempio "l'ha graffiata!", con tono che mi ricorda quello dei bimbi che si lamentano con la maestra di un torto subito da un altro bimbo. Capisco che per lui è difficilissimo rimanere calmo in queste situazioni. Lo è anche per me, ma ci sto lavorando molto.
Ultimamente io sto cercando di separarle, verificare che Alice stia bene, se c'è un altro adulto a cui affidare Alice poi prendo un attimo Camilla in disparte abbracciandola e cercando di tranquillizzarla. Lei di solito accetta l'abbraccio, quando le dico che non si fa e che ha fatto male ad Alice ride imbarazzata, a volte mi spiega il motivo del suo comportamento ( per es.voleva lavare subito anche lei i denti con me), poi spesso vuole tornare da Alice e io mi sto sforzando di darle fiducia e di lasciarla "riparare" con una carezza o un bacino, e per adesso tutte le volte che le ho permesso di ri avvicinarsi a Alice senza trattenerla troppo, è andata bene.
Sento che ci manca un pezzo nella gestione di questo problema, sento anche che gli stiamo dando troppa importanza, che in qualche modo l'abbiamo peggiorato noi, ho proprio paura di sbagliare e di rovinare il rapporto fra le bimbe.
Grazie dell'ascolto
Caterina
Team La Tela
Ciao Caterina,
ti abbraccio intanto, è normale che scatti quella sensazione di «allarme» (e voi siete stati già molto bravi ad andare oltre questa sensazione istintiva e a fare uno sforzo per leggere la comunicazione dietro il comportamento 💜).
Probabilmente hai già avuto modo di vedere il Percorso, ma ti segnalo comunque alcune lezioni che potrebbero aiutarti a trovare (o consolidare) spunti utili:
La lezione qui sotto, pur essendo più focalizzata sui litigi (che non è esattamente la vostra situazione), approfondisce il concetto della preparazione, che magari può tornarvi utile in situazioni in cui (probabilmente e/o presumibilmente) pensate che potrebbe attivarsi il comportamento di Camilla:
E qui trovi copioni che puoi adattare:
Può darsi che il «pezzetto mancante» che senti sia in realtà proprio il percorso che state facendo: regolare le emozioni è un lavoro che richiede tempo e allenamento (sia per noi che per i nostri bimbi). E la cosa super importante è che lo stiate già facendo, questo lavoro. Vedrai che noterai i frutti prima di quanto pensi. 💜
Ciao Rosalba, grazie mille della tua risposta punto ho guardato tutti i contenuti alcuni li conoscevo altri no. Sono pochi giorni che provo e non ho ancora ottenuto nessun risultato ma penso che sia assolutamente normale, è un processo che può essere lungo. Una cosa che volevo condividere è che ho provato a istituire un piccolo angolo della pace solo con Camilla mia figlia di 4 anni perché la piccola a 16 mesi e penso che non avrebbe alcun senso che partecipasse. Mi sbaglio? Camilla non ha reagito benissimo a questa novità dell'angolo della pace, ride imbarazzata, fa la vocina da bimba piccola a volte sembra rispondere cose a caso, però forse qualcosa è uscito fuori nel senso che fra le altre cose dice sempre "mamma" e in qualche modo ho capito che il problema è sempre che vorrebbe me, le manco io se c'è Alice e non lei con me eccetera. Ha un senso secondo te fare il momento della pace solo con Camilla? Non vorrei che lo vivesse come qualcosa di obbligatorio che viene imposto solo a lei.
Grazie del tuo tempo intanto
Team La Tela
È vero, è un processo davvero molto graduale 💜
È normale anche che, provando a introdurre uno strumento nuovo come l’angolo della pace, lei reagisca in questo modo per gestire un momento che la mette in difficoltà o che non sa ancora bene come interpretare.
Usare l'angolo della pace solo per lei può essere utile. Come dice Carlotta nella lezione del percorso: «l'angolo della pace può essere uno strumento utile non solo tra bambini, ma anche tra genitori e figli o tra adulti».
L'importante è cercare di non presentarlo come una «cosa da fare» o come una risposta obbligatoria a un comportamento non valido, ma come un’opportunità. Un luogo speciale e accogliente, che potete abitare insieme quando c’è bisogno di ritrovare calma e connessione.
E se poi te la senti, puoi anche fare qualche tentativo di questo strumento anche facendo partecipare Alice. È piccola, è vero, ma si può iniziare magari facendo partecipare anche lei e facendo tu da «interprete». Ad esempio:
«Camilla, vedo che sei arrabbiata. Ti va di dirmi che cosa è successo?»
«Volevo mamma».
«Quindi volevi stare con me, mentre io ero con Alice per farla addormentare? Alice non può ancora dirlo, ma credo che se potesse direbbe: "Avevo bisogno della mamma perché ero stanca. Allora, come possiamo fare la prossima volta? Potresti dirmi “mamma, anch’io ti voglio vicino” invece di tirare i capelli. Così io capisco subito. Vuoi provare a dirlo ora?».
Ti direi: continua a provare, ma senza fretta né aspettative. Osserva se funziona per voi (e magari puoi anche dargli un nome diverso che non abbia l’aria di «regola»).
Ti abbraccio forte 🫂
Insegnante
Ciao 💛,
ti capisco davvero, anche nella mia famiglia succedono spesso dinamiche simili (anche la mia grande si chiama Camilla!) e so quanto possano mettere alla prova. È difficile rimanere calmi, ma anche noi cerchiamo di fare più da mediatori che da giudici, anche se non sempre è semplice.
Trovo molto bello quello che già stai facendo: accogliere l’emozione e permettere a Camilla di “riparare”. A me ha aiutato anche provare a ritagliare ogni tanto un piccolo “tempo speciale” solo con la grande: pochi minuti dedicati solo a lei, senza interruzioni, che le fanno sentire di avere ancora uno spazio unico.
E poi ci sono quei momenti in cui le vedo iniziare a giocare bene insieme e mi dico che, piano piano, sta crescendo tra loro qualcosa di positivo e questo mi dà speranza.
È difficile, ma non mollare!
Un abbraccio 🫂
Grazie della tua risposta e del tuo tempo, è bello sapere di non essere sola e grazie di avermi detto che già qualcosa di positivo lo sto facendo. A volte ci si sente sopraffatti. Cercherò anche di dedicare un po' di tempo in più a Camilla da sola, anche solo qualche minuto tutti i giorni può bastare. Io spesso penso di doverle dedicare attività speciali, o molto tempo, ma può essere che sia meglio puntare su delle piccole riconnessioni più volte al giorno.
Coraggio anche a te con la tua Camilla!