Terrible 4?
Primo post
Ciao a tutti,
Dopo aver letto il post di una mamma di qualche giorno fa ho cominciato a riflettere sulla mia bambina di 4 anni (appena compiuti) la quale non ha mai attraversato la fase dei terribili due ma che ora ha dei comportamenti che fatico a comprendere e affrontare.
So che in quei momenti è in difficoltà ma mi sembra di non vedere chiaramente quello che le passa dentro perché sento di non avere gli strumenti o la conoscenza di questa fase di vita di un bambino. Il nostro rapporto si basa soprattutto sull’empatia e la gentilezza, l’abbraccio è per lei il miglior conforto da sempre.
Sono cambiate delle cose nella sua vita (per esempio è nata sua sorella quasi un anno fa) ma cresciamo insieme e sempre come famiglia, non come singoli individui - non solo figlia, sorella, madre o padre-..
per affrontare i 2 anni c’è molto con cui documentarsi e capire lo sviluppo sensoriale fisico o emotivo, ma ora? Quali sono i limiti o le regole (che lei ormai conosce bene) e fino a che punto è in grado di comprendere e applicarle nelle relazioni con gli altri?
E’ capitato o capita anche a voi? Come reagite davanti a vostro figlio che si rifiuta categoricamente di salutare i nonni nascondendosi dietro le vostre gambe, o scoppia in un capriccio incontenibile perché il gioco non sta andando come pretende che vada?
Bisogna sempre assecondare, aspettare, calmare?
Io cerco di usare sempre questo approccio, le dico di calmarsi e poi spiegarmi così posso provare a capirla e aiutarla.. ma lei persevera e il giorno successivo sembra la copia del giorno precedente…
Sento di dover invertire la rotta e spero abbiate qualche consiglio da darmi :-)
Grazie in anticipo a tutti
Roberta
Ciao Roberta. Io sono nei terribili 3… vengo da una settimana di terribilissimi 3! Ora si è addormentato… e sto scrivendo… ma se scrivo mi passa questo gran mal di testa che mi ha fatto venire piangendo e lamentandosi tutta la mattina?!
Un abbraccio 🤗
Ciao Roberta,
Non ho consigli da dare perché mi ritrovo molto nella tua situazione: anche noi non abbiamo avuto particolari difficoltà verso i 2 anni ma mi sembra di affrontare ora ( Noemi ha 4 anni) la fase "dei terribili' e come te a seguito del post di Valeria volevo chiedere qualcosa a riguardo e/o almeno sapere se ci sono altri genitori che stanno affrontando questa situazione ora, quindi grazie per il tuo post.
Un abbraccio
Chiara
Insegnante
Ciao Roberta,
Sto affrontando una situazione simile con uno dei miei bambini dell'asilo. Anche lui di 4 anni.
So che vivere la cosa come genitore è differente dal farlo come insegnante, ma ci tengo a condividerti quello che ho scoperto fin ora (premesso che anche per me è tutto nuovo e da esplorare!).
Proprio la scorsa settimana ho chiesto la consulenza di una psicologa per capire come affrontare al meglio la situazione.
Ti condivido quello che mi è tornato utile.
Il suo bisogno primario è affermarsi come individuo, distinguendosi da noi adulti e dagli altri bambini.
Le regole e i limiti spesso vanno in contrasto con questa spinta all'individualità e quindi è normale doverli ricordare continuamente ed è normale che lui/lei faccia fatica a rispettarli.
Possiamo aiutare il nostro bambino in questo viaggio verso la scoperta di sé stesso, lavorando su diverse sfaccettature:
*Tradurre in parole emozioni e bisogni
*Dare l'esempio della nostra libertà dal suo volere (nel senso che lei può desiderare una cosa, ma non devo per forza farla/volerla anch'io, perché siamo due individui distinti!)
*Non dare soluzioni alle crisi, ma stare accanto e aiutarla a trovare le sue soluzioni
*Offrire delle scelte tra due opzioni
Approfondisco.
Prima di tutto, se il bambino fa i "capricci" è perché non riesce a comunicare il suo bisogno in un altro modo: dobbiamo aiutarlo a tradurre in parole e dare un nome alle cose che sente. "Vedo che hai bisogno di avere meno confusione intorno", "mi sembra di capire che sei stanca...", "Ti capisco, è difficile quando non puoi avere una cosa che vuoi tanto, ti rende triste e arrabbiato...". Poi lasciarlo sfogare standogli accanto in silenzio. Chiedere se vuole un abbraccio (con la tua bambina immagino la risposta sarà "sì"! 😉). Una volta calmi, si può dialogare.
Ho notato che nel mio caso funziona molto, nei momenti in cui è calmo, descrivergli i comportamenti "emotivi" di altre persone: "oh, guarda, quel bambino è arrabbiato! Hai visto che aveva gli occhi così e così e che si è mosso colà?" "Se uno è arrabbiato è meglio lasciarlo tranquillo...". Così si cura l'empatia, oltre che il dare nome alle emozioni.
Secondo, almeno nel mio caso, il piangere disperatamente per ogni piccola o grande cosa è il modo che conosce per "controllare"/gestire la situazione. Il mio bambino probabilmente sa che se fa così, ottiene affetto, attenzione, ascolto, soluzioni e che gli adulti gli rimangono accanto... È come entrato in uno schema di comportamento e non conosce più altri meccanismi relazionali.
Quindi, il nostro compito è rompere quello schema dicendo ciò che proviamo e pensiamo, affermando la nostra individualità distinguendola dalla sua, con gentilezza ma con fermezza (senza abbandonarlo).
Ad esempio "Giovanni, io voglio aiutarti, ma se piangi così forte non riesco ad ascoltarti. Vuoi che facciamo dei respiri per calmarci, così poi ne parliamo con calma?". E poi lasciarlo esprimersi, stargli accanto nel suo disagio, ma non trovargli delle soluzioni. Aiutarlo invece a farsi le domande per trovare le sue soluzioni gli permette di formare la sua individualità e autonomia (cosa di cui ha estremo bisogno).
Per lo stesso motivo gli è utile poter scegliere il più possibile, ma fa anche fatica a gestire troppa libertà, che crea frustrazione e crisi. Quindi in più occasioni possibili è utile offrire una scelta tra 2 opzioni. "Adesso questo gioco lo dobbiamo disfare per metterlo via. Vuoi che ti aiuti a metterlo nella scatola o preferisci fare da sola?" "Dobbiamo uscire: vuoi mettere prima le scarpe o la giacca?".
E soprattutto è importante mostrargli la nostra libertà di scelta, indipendente dalla sua: se lui vuole assolutamente che giochiamo in un certo modo, ma noi non vogliamo, possiamo dirgli "Grazie di avermi proposto di giocare insieme. A me però non piace fare il gioco così, quindi adesso preferisco fare un'altra cosa... Se vuoi più tardi possiamo fare quest'altra cosa insieme!". Questo più di tutto rompe il suo schema di comportamento e le mostra un'alternativa possibile: che le vogliamo bene anche se manteniamo la nostra libertà di scelta. Puoi anche dire cose come "Adesso stai piangendo molto forte e io sono nervosa. Che ne dici se aspettiamo qui insieme di essere calme e poi ne parliamo?" (Insomma le spieghi anche il tuo bisogno/sentimento).
Inoltre è uti e che la cerchiamo e le diamo attenzione nei momenti in cui non è in crisi. Possiamo proporgli un gioco, chiedere qualcosa e ascoltarlo attivamente, partecipare ai suoi giochi di ruolo, ecc.
Riguardo alla difficoltà nel salutare i nonni, direi che come sempre è importante non forzarla, ma limitarsi a dargli l'esempio del comportamento facendolo noi per primi. Lei ha probabilmente bisogno di scegliere e ascoltarsi anche in quella situazione.
Quello che ti ho scritto, come dicevo, è frutto della mia conversazione con la psicologa. Io ho appena iniziato a mettere in atto questi consigli e ho visto qualche risultato ma ancora non so come andrà alla lunga! In ogni caso spero possano esserti utili.
Ti racconto questo risultato positivo che ho visto: mentre il bambino era in una crisi di pianto perché non ha avuto subito il gioco desiderato (sembrava proprio che qualcuno lo stesse torturando, da come piangeva!), mi sono fatta forza e mi sono seduta vicino a lui. Gli ho detto solo "ti capisco, è proprio difficile dover aspettare". Rimango qui vicino a te finché la rabbia non va via". Sono rimasta lì almeno 5 minuti in silenzio e lui piangeva e urlava, bello dritto in piedi. Beh... Dovevi vedere che sguardo felice gli è comparso appena gli e passata la crisi! Come se finalmente avesse potuto piangere e urlare in santa pace 🤣. E poi è tornato tutto contento a giocare (scegliendo un altro gioco).
Scusa la risposta lunghissima!
Ti abbraccio
Tienici aggiornati!
Letta tutta. Mi serve tantissimo questa tua risposta lunghissima!
Grazie anche da parte mia 😊
Ciao Chiara,
Ti ringrazio per la tua risposta e per aver condiviso l’esperienza che è sempre preziosa.
Devo dirvi che dopo aver scritto questo post ho continuato e concluso il modulo Disciplina qui su La Tela e l’ho trovato di grande aiuto. Ho unito i puntini e in pochi giorni la situazione si è rovesciata. Nina è molto serena, noi siamo rilassati e io sono felicissima perché quando i semini che piantiamo iniziano a germogliare -e così velocemente- non c’è soddisfazione più grande nella genitortialità. Ringrazio tanto Carlotta!
Vi spiego cos’ho fatto sperando possa essere d’aiuto anche a voi (anche in altre situazioni) perché credo che questo possa essere un copione applicabile anche in contesti diversi: come vi dicevo sono partita proprio da qui con Disciplina (ve lo consiglio tanto) e mentre lo facevo ho ripristinato il mio equilibrio di madre per essere più aperta e calma verso questo nuovo tentativo che volevo instaurare in casa. Ho applicato da subito le due opzioni (pazzesco come funzioni immediatamente e per qualunque cosa!), ho parlato con Nina in modo semplice, chiedendole apertamente perché facesse tutti quei capricci e di aiutarmi a capire come poterli evitare insieme. Sapete qual’è stata la risposta? Mamma e papà non arrabbiatevi più. Mi si è stretto il cuore ma ho capito che era il momento giusto di rompere questo meccanismo terribile in cui eravamo dentro fino al collo! E così le ho proposto un accordo: Nina siamo una squadra e possiamo aiutarci quindi ti prometto che noi cercheremo di non arrabbiarci e tu ci prometti di parlare gentilmente senza fare capricci così possiamo comprenderti. Le ho proposto di scegliere una parola segreta 😊 da usare se noi o lei dovessimo inciampare di nuovo nel vecchio meccanismo così dicendola l’una all’altra ci saremmo subito aiutate a ricordarci del nostro accordo. E l’abbiamo detta più di una volta ma come per magia ha funzionato perfettamente. 🫠
La vita corre a una velocità incredibile: lavoriamo, torniamo a casa e ci sono un marito, uno o più bambini che non aspettano altro che noi e non tutti i giorni o momenti sono uguali, per noi o per loro, ma se troviamo il modo giusto di convivere io sento che tutto diventa più leggero e ancora più meraviglioso!
Partiamo da noi, come individui (se non stiamo bene con noi stessi secondo me non si può stare bene con gli altri), poi come coppia e infine otterremo quei risultati come famiglia.
Grazie di cuore a tutte ❤️
Insegnante
Wow, Roberta, che capovolgimento! Grazie di aver condiviso come hai affrontato la cosa: è di grande ispirazione! I bambini ci stupiscono sempre, eh? Proverò anch'io a dare loro più fiducia chiedendogli il perché delle loro azioni. Grazie di cuore!