Preferiti dei bambini

Quando tua/o figlia/o subisce fisicamente l'interazione di un altro bambino - spinte, morsi, tirate di capelli

28 agosto 2025
5 risposte
Jessica M. cerca un consiglio:

Primo post

Buongiorno a tutti, mi chiamo Jessica e sono mamma di una bambina di 14 mesi. 
Questa è la prima volta che scrivo sul Forum, anche se seguo già da tempo, silenziosamente, questo spazio meraviglioso di confronto. 

A breve comincerà l'asilo nido e sto cercando di assorbire più che posso su questo tema. In questo periodo mi è capitato di incontrare bambini della stessa età di mia figlia, con cui lei ha avuto l'opportunità di giocare/interagire, anche perché lei ha un carattere molto socievole e curioso, soprattutto nei confronti di altri bambini, qualsiasi sia la loro età. 

Ultimamente un bambino in particolare interagisce con lei in modo molto fisico, talvolta potrebbero sembrare gesti positivi, come un abbraccio o il tentativo di un bacino sulla guancia ("sembrare" perché adulti e bambini dovrebbero imparare a chiedere il consenso nel rapportarsi fisicamente agli altri), altre volte interagisce attraverso gesti "negativi" (scusatemi per questi termini "negativo-positivo"), per esempio pizzicotti, tirate di capelli, spinte, urla, ecc. 

So che io devo concentrarmi sulla mia bambina e l'altro genitore sul proprio bambino, ma non posso controllare il modo in cui lo fa e spesso quello che succede è semplicemente il dire "smettila", cosa che credo non porti benefici a lungo termine (mia personale opinione). Mi chiedo: io, come genitore, sto avendo la reazione giusta nel comunicare con mia figlia quando si presenta questa situazione? Sto tralasciando qualcosa di importante che dovrei fare o dire? 

Tutto ciò si collega all'inizio del nido, dove ci sono buone probabilità che queste situazioni capitino e io non sia presente. Mia figlia, per il momento, è una bambina poco fisica, è molto "delicata" nei gesti fisici, anche se questo non significa che non sia socievole, anzi. Spesso se ci troviamo in contesti pubblici va a "presentarsi" a dei perfetti estranei senza nessuna remora. E' molto solare. Semplicemente non ha un approccio fisico con estranei o bambini con cui non ha raggiunto un certo livello di sicurezza/confidenza. Non morde, non urla, non da pizzicotti, non spinge. (magari lo farà un domani, ma adesso non lo fa, è molto rispettosa degli altri e di se stessa in questo senso). Il punto è che non reagisce quando qualcuno si rapporta "fisicamente" con lei, non è una che "tira il pizzicotto indietro", anzi, corre verso di me piangendo e spesso non riesce più a giocare, vuole allontanarsi da quella situazione nonostante i miei tentativi di rassicurarla. 

Ho paura che al nido si presentino situazioni simili e in quel caso, cosa succederà? Ma anche qualora succedesse davanti a me come posso comportarmi in modo efficace nei confronti di mia figlia ed eventualmente dell'altro bambino e genitore? Credo sia fondamentale proteggere mia figlia, ma è importante anche non demonizzare un altro bambino che sicuramente sta manifestando qualcosa a modo suo. 

Sono molto confusa su cosa fare/dire. Dove sta il limite tra protezione del proprio figlio e comprensione/empatia nei confronti di altri bambini/genitori? Qualcuno vuole condividere il suo pensiero? 
Vi ringrazio

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Rosalba    24 set 2025

Team La Tela

Ciao Jessica, grazie per aver condiviso con tanta sincerità le tue riflessioni e le tue paure.

Da mamma di due bimbi zero fisici da sempre, ti capisco tanto, ancora oggi che sono «grandi» e che spesso sanno come affrontare queste situazioni con calma e assertività, provo sempre quel senso di protezione istintivo. È normale che ti senti così, ed è anche un impulso sano, perché i bambini hanno bisogno proprio di sentire che empatizziamo con loro, e siamo lì per loro ad accogliere le emozioni. 💜

La tua attenzione al consenso, anche in gesti che spesso vengono percepiti come «positivi» (tipo un abbraccio o un bacino), è un punto fondamentale: indipendentemente da quello che pensano gli altri, è importante che fin da piccolissimi imparino che hanno diritto a dire «sì» o «no» al contatto fisico, ed è bellissimo che tu lo stia già trasmettendo a tua figlia.

Rispetto a cosa puoi fare:

  • Con tua figlia, concentrati su validare sempre la sua esperienza. Se corre da te piangendo, dalle le parole per descrivere quello che è successo («Ti ha tirato i capelli e ti ha fatto male, ti sei spaventata») e allo stesso tempo mostrale che sei dalla sua parte («Ti capisco, sono qui per te». Non è necessario incoraggiarla a tornare subito a giocare: anche il suo bisogno di allontanarsi è un modo sano di proteggersi, e magari poi lo farà, appena si sentirà pronta. E se non volesse tornare a giocare, va bene così. 

Carlotta approfondisce, ad esempio, qui:

Percorso / Rabbia
Quella volta che Oliver ha morso Bella (e io non ho reagito bene)
Quello che ho fatto e quello che avrei dovuto fare.
Blog
Le crisi sono come un Pronto Soccorso
Percorso / Rabbia
5 copioni per aiutare a gestire l'aggressività
Risposte alternative a comportamenti aggressivi.
  •  Con l’altro bambino, puoi intervenire con calma e gentilezza, mostrando i limiti. Ad esempio: «Tirare i capelli fa male. Se vuoi giocare con lei puoi… [offri un’alternativa]». 
  •  Con gli altri genitori, ognuno reagisce in modo diverso e non possiamo controllarlo, come hai già notato tu. Quello che però possiamo fare è restare centrate sul nostro ruolo: proteggere e accompagnare i nostri figli, senza giudicare gli altri.

E poi c’è un altro aspetto importante: anche se tua figlia è ancora piccola, puoi già avviare questa conversazione. Naturalmente, non nel momento in cui è in lacrime o spaventata: quando il cervello è disregolato non è in grado di apprendere. Ma se torni sull’argomento in un momento di calma, magari leggendo insieme un libro che parli di consenso e rispetto dei confini personali, o facendo insieme una lezione di grazia e cortesia per mostrarle come dire «Stop», pian piano seminerai in lei strumenti preziosi che la aiuteranno a gestire meglio queste situazioni nel tempo. 🌱

Ti lascio qui alcune idee, e trovi anche un'altra conversazione del Forum in cui si è parlato di questo argomento (e lì trovi anche la risposta di Carlotta ☺️):

Cantiere creativo
Il corpo è mio
Un libricino per avviare l'educazione al consenso.
Percorso / Disciplina
Lezioni di grazia e cortesia
Giochi di ruolo in cui impariamo insieme un comportamento.
Forum
Bimbo aggressivo al parco giochi
Buongiorno a tutte/i, Vi scrivo perché quando porto al parco mio figlio Leonardo che farà due anni a marzo, spesso incontriamo un bimbo che è un po' aggressivo nei suoi confronti. Ad esempio una vo...
Podcast
Rispettare il no: come lo insegniamo
Episodio 213
Jessica M.    29 set 2025

Cara Rosalba,
nella tua risposta ho trovato molti "semini" utili su cui riflettere e da mettere in pratica. La cosa che mi piace di più in realtà è proprio l'estrema praticità di quello che mi suggerisci, si va oltre la pura teoria e si entra nella vita reale delle nostre "case in fiamme". Ecco perché ci tengo a ringraziarti, mi sembra ancora incredibile che qualcuno possa trovare il tempo per leggere un mio post tra le migliaia di altri post e fermarsi per darmi un consiglio così curato e pertinente.
Farò tesoro della tua risposta e di quella di Alessandra, provando a migliorare il mio percorso personale. 

Alessandra    7 set 2025

Ciao Jessica,
Ho letto il tuo post e mi ha incuriosita perché anche il mio grande di 5 anni “subisce” talvolta questo genere di atteggiamento. Il mio è chiaramente più grande e l’ho giá avviato alla cultura del consenso nel contatto fisico, ma ha un amichetto che quando è davvero felice di stare con lui fa più o meno lo stesso. Io gli ho spiegato che il suo amichetto è particolarmente felice in quel momento, o ha particolarmente voglia di giocare con lui, ma se a lui non piace questo genere di contatto deve dirglielo. L’altra mamma è una mia amica, quindi probabilmente mi è più facile invogliarlo a dirlo, ma ti dico che io serenamente davanti a lei o a chicchesia dico (vedi se ti piace il mio copione :) ) :” Diego tutto bene? Se non vuoi giocare così dillo al bambino” , oppure gli dico “se non ti piace dici al bimbo che non vuoi essere toccato”. A volte succede (non sempre funziona) ma altre volte rimane lì a “subire”. A quel punto cerco di restare immobile e capire se è in “pericolo” senza attribuire un valore ( o giudizio ) a quello che vedo. Per esempio a volte penso che da’ fastidio a me e non a lui. Ad ogni modo se il contatto degenera intervento, lo prendo in braccio e lo sposto. 
Ti abbraccio  

Jessica M.    17 set 2025

Cara Alessandra,
GRAZIE per aver condiviso il tuo pensiero. Quando ho scritto questo messaggio l'ho fatto un po' frettolosamente, perché desideravo profondamente consigli, ma forse non ho dedicato il tempo adeguato alla scelta delle parole e non ricevendo risposte ho pensato che ciò che avevo scritto forse non stava comunicando ciò che sentivo in modo corretto. Mi sono fatta prendere dal "meglio fatto che perfetto" e credo di aver fatto bene perché alla fine un consiglio l'ho ricevuto. La mia difficoltà principale è che avendo mia figlia 14 mesi non ha ancora una comunicazione verbale completa, mi spiego meglio, non possiamo ancora affrontare con un dialogo vero e proprio quello che succede. Certo, io comunico con lei fin da quando è nata e lei sa farmi capire ciò che sente, ma nei "limiti" della sua età. Ecco perché quando capitano situazioni come quella di cui ho parlato lei reagisce piangendo e rifugiandosi verso di me. Io provo a spiegarle, a gestire ciò che sta succedendo al meglio che riesco, per esempio prendendomi del tempo con lei per confortarla e rassicurarla così che passi quel momento di crisi e dopo possiamo tornare a comunicare. Per esempio ri-avvicinandomi con lei - in seguito - al bambino per non fare sentire sbagliato nessuno e anzi, favorire un altro metodo di connessione fra di loro. Ma a volte la differenza la fa anche l'altro genitore e non sempre sento di avere comprensione in questo senso. Si passa da chi ignora completamente l'accaduto, come se fosse "normale e basta" e lo dovessero semplicemente gestire i bambini, a chi, invece, "aggredisce" il proprio figlio verbalmente e talvolta fisicamente per punirlo di aver fatto "male" a mia figlia, il che mi fa sentire ancora peggio. Penso che tutto questo porterà la situazione a ripetersi e questo mi preoccupa ancora di più se possibile. Mi chiedo: cosa posso dire/fare in più che non faccio per mia figlia di 14 mesi? Cosa posso dire/fare in più con il genitore dell'altro bambino? Cosa posso dire/fare in più per quel bambino? Non ti nego che ogni volta che mia figlia viene spinta, o un bambino le urla in faccia qualcosa, o le vengono tirati i capelli, il mio cuore si stringe e una piccola voce irrazionale dentro di me vorrebbe solo scattare in sua difesa, per qualche secondo qualche pensiero poco empatico mi attraversa e io devo fare molto lavoro su me stessa per rimanere calma. Penso anche: e se questi episodi influissero "negativamente" su di lei o la traumatizzassero? Ti dico di più. Lei non ama il contatto fisico da nessuno che non siamo noi, nonostante sia una bambina incredibilmente dolce e affettuosa con tutti, ma non "fisicamente". Questo significa che spesso si sente "invasa" anche da manifestazioni d'affetto apparentemente "positive" o "comunemente ritenute tali". Proprio l'altro giorno al supermercato mia figlia ha visto un bambino che avrà avuto 4 anni circa. Gli ha sorriso e l'ha salutato con la manina (lei adora i bambini). Ed ecco che la madre di quel bambino suggerisce al figlio: "guarda la bimba ti saluta. Vai ad abbracciarla". Non ho fatto in tempo a pronunciare parola che il bambino era già corso verso di lei per abbracciarla (in modo molto tenero e delicato) e, ovviamente, mia figlia era già scoppiata a piangere rifugiandosi dietro di me. E la cosa peggiore è stata che la madre di quel bambino ha guardato me e mia figlia come se quello fosse un problema nostro, come se fossimo noi quelle strane. Nulla a che vedere con la comunicazione del "consenso" in cui credo fortemente. Scusa le parole mi sono uscite come un fiume in piena, forse avevo solo bisogno di condividere.

Alessandra    18 set 2025

Ciao, mi fa piacere che abbia riaperto la pagina. Da quello che leggo in effetti la tua piccola è davvero piccola per quel registro così “razionale”. Un’altra cosa che ho notato è che ti preoccupa anche la percezione dell’altro bimbo e dell’altro genitore. Ebbene in questo vedo, a mio parere, un ingiusto sovraccarico nei tuoi riguardi. Non possiamo controllare tutto. Abbraccia la tua piccola e rassicurala che va tutto bene. Che lei pianga dopo essere stata abbracciata o toccata senza consenso è normale e secondo me validare quell’emozione (cosa che tu già fai) è molto di più di “sperare che non accada”, perché questo non puoi controllarlo. Il tuo comportamento da squadra la aiuterà a tempo debito quando sarà più grande e potrete fare per esempio : SPECCHIO RIFLESSO. Ti ricordi?