Un unico neo
Ciao a tutti,
sono in cerca di consigli.
Mia figlia grande (7 anni), nel corso di quest'estate, ha deciso di non indossare più i costumi due pezzi, che tanto le piacevano, preferendo quello intero. Nei mesi di Giugno e Luglio ha frequentato un paio di centri estivi, ma non siamo stati attenti a recepire questo cambiamento e soprattutto la motivazione.
Nelle vacanze di agosto al mare, è emerso che nutre vergogna nel mostrare un neo che ha sul fianco (dimensioni abbastanza pronunciate, in relazione alla sua corporatura).
Probabilmente qualche bambino/a l'ha presa in giro e non sta riuscendo a gestire la cosa (e non pretendo che ci riesca, o forse si?).
Abbiamo provato alcuni approcci:
- Immedesimazione: anche io ho tanti nei e spesso sono stato preso in giro da piccolo, quindi le ho fatto presente che capivo benissimo il suo stato d'animo e che era normale rimanerci male.
- Esempio: una coincidenza ha voluto che, durante le vacanze, un bambino mi abbia canzonato a proposito dei miei tanti nei; io gli ho risposto in modo scherzoso e leggero per stemperare l'attenzione su questa particolarità fisica. Più tardi ho fatto notare a mia figlia il modo con cui avevo risposto, sperando la sollevasse e potesse prendere spunto.
- Piccoli passi: le abbiamo chiesto se almeno in momenti familiari, magari in piscina con solo noi e/o i nonni, volesse mettere il due pezzi, ma niente.
Ora, il punto non è far mettere il bikini a mia figlia per metterla sulla strada di Miss Universo 😊 Vorrei solo aiutarla a gestire meglio le prese in giro sui difetti fisici, perchè alla sua età sono all'ordine del giorno e la maturità per fregarsene arriva molto (troppo) dopo. Forse fa parte anche questo del percorso di crescita, ma se avete altre idee sono ben accette.
Grazie,
Luca
Ciao Luca!
Arrivo in ritardo, ma l'argomento è molto interessante.
Personalmente, ora, non farei nulla di più di quello che avete fatto. Credo che lo scopo finale non sia solo l'amore al 100% del proprio corpo (a me succede tutt'ora, dopo consapevolezza e decostruzione di non amare alcune cose di me), ma l'accettazione per quelli che si è; rendersi conto che quella cosa "che a me non piace" non limita la mia liberà di vestirmi come mi pare. Posso mettere un due pezzi pur non amando il mio neo, per capirci.
Insomma, credo il semino sia stato piantato, ora dovete solo prendervene cura.
Una buona soluzione può essere leggere libri dove magari i personaggi hanno forme del corpo diverse, ma dove l'accento non viene messo direttamente sulla caratteristica (penso ad esempio a Streghetta Nocciola, con la protagonista grassa e i peli sulle gambe, ma dove queste caratteristiche non vengono mai esplicitate). Anche dire davanti a lei "quanti nei ho! A volte ne vorrei meno..." può essere d'aiuto, secondo me -se lo pensate. Mostrare che ve ne accorgete, che non siete immuni al fatto che qualcosa di non ci piaccia, ma questo non limita il vostro essere e agire.
Facci sapere se nel frattempo la situazione è cambiata :-)
Un abbraccio! Marti
Ciao Martina,
grazie mille per aver risposto e grazie per i vari consigli, tra cui quello sui libri a cui non avevo pensato.
Diciamo che la stagione non favorisce l'uscita del tema e, non entrando più negli spogliatoi, non vedo le dinamiche di eventuale fuga dal mostrarsi.
Vi aggiorno, appena ci sono news! Anzi spero di non averne e di recepire che abbia digerito questo suo aspetto.
Un abbraccio!
Forse proprio perchè non è il periodo clou approfitterei per far passare qualche concetto in maniera più dolce e meno martellante ;-)
Facci sapere :-)
Buon'inverno! Marti
Team La Tela
Ciao Luca, mentre leggevo mi sono tornati in mente molti punti della nuova masterclass di Carlotta sul bullismo che sarà pubblicata prestissimo: non per dire che quello che ha vissuto tua figlia sia stato bullismo (non lo sappiamo e non è questo il punto del tuo post), ma perché sono sicura che tanti spunti e strumenti contenuti nella masterclass ti saranno utili per questa conversazione.
Intanto, quello che avete già messo in atto mi sembra davvero valido: accogliere l'emozione e crederle, non sminuire, sono punti importantissimi!
Anche il raccontarle di te e rispondere con «leggerezza» al commento che hai ricevuto.
Forse il punto è aspettare: continuare il lavoro e non avere fretta che questi semini attecchiscano. Continua la conversazione, riprendila magari in altri momenti di calma, anche spostando il focus su esempi diversi. In alcuni casi ci va tempo, devono interiorizzare e costruire la propria autostima un pezzetto alla volta 💜
Ti anticipo anche un'altro spunto collegato che troverai nella masterclass: parlale di quanto la diversità sia ricchezza, del fatto che spesso i comportamenti fastidiosi, come prese in giro per caratteristiche fisiche, nascono dalla mentalità «dell'omologazione»: invece raccontare e vivere la diversità come normalità insegna non solo a rispettare gli altri, ma anche a vedere le (proprie) diversità come un arricchimento.
Su questo tema trovi una newsletter passata molto nutriente, magari l'hai già letta, ma può darsi possa offrirti uno sguardo nuovo:
Un abbraccio (e che bel lavoro che state facendo!).
Grazie mille,
Rosalba