Il mondo fuori rema contro... ma a volte ti aiuta a non annegare.
Team esteso
Ciao a tutte/i!
Oggi mi andava di condividere un aneddoto fresco fresco di una crisi (di mia figlia, ma anche un po' mia) che mi ha insegnato tantissimo.
Premessa doverosa: io non ho mai saputo cosa significassero i «terribili due»... finché non sono arrivati i quattro! Quando Aurora aveva due anni era davvero semplice starle accanto: pochissime crisi davvero faticose, pochissimi «no», pochissima ansia da separazione, pochissimo di tutto ciò che normalmente ci fa vacillare come genitori. Pensavo davvero che i temutissimi due anni fossero una leggenda metropolitana, finché quest'anno mi è tornato tutto indietro come un boomerang (e col doppio del carico).
Come ieri, che eravamo al supermercato e a dire il vero ce la stavamo passando bene. Adoro osservare mia figlia mentre mi aiuta a scegliere la frutta al banco, studiare insieme le etichette di alcuni cibi, pensare a quello che potremmo preparare per cena. Insomma, un idillio... finché non arriviamo in cassa a pagare. Come al solito Aurora inizia ad aiutarmi a mettere i prodotti sul nastro della cassa, quando viene catturata da alcune decorazioni di Halloween nel supermercato. Mi chiede se può andare a vederle, io le dico che va bene, purché resti dove io posso vederla (le indico un punto preciso oltre il quale le chiedo di non andare). Ovviamente, dopo un po', si spinge oltre.
Ora, col senno di poi avrei potuto fare tante cose. Avrei potuto chiedere alla persona che era dietro di me di iniziare a pagare la sua spesa (io non avevo ancora iniziato a passare la mia), avrei potuto chiedere ad una cassiera che conosco lì di tenermela d'occhio mentre finivo di pagare... insomma, di soluzioni a mente lucida ne avrei avute parecchie. Ma in quel momento mi faccio prendere dal panico. Corro ad acchiapparla e nel frattempo la mia spesa passa sul nastro, Aurora piange e si ribella, la fila si blocca, Aurora si butta a terra, la gente mi guarda, io mi trascino dietro Aurora che mi graffia. Lei piange, piango anch'io, davanti a tutti. Non mi sono mai sentita così umiliata in vita mia.
A quel punto vedo la gente che mi guarda e penso: «Ecco, ora tutti si aspettano che io faccia qualcosa, che gridi, che le dia una pacca sul sedere, che faccia sentire la mia autorità». E in quel momento, me ne vergogno, ma lo ammetto, hanno iniziato davvero a prudermi le mani. Ho visto negli occhi della gente giudizio, critica, disappunto.
Ma era tutto nella mia testa.
Dopo un po' tutti si attivano. La signora in cassa prende i miei prodotti dal carrello, altri due signori mi imbustano la spesa, un altro signore prova ad intrattenere Aurora mentre io tra mille lacrime riesco a pagare. Alla fine di tutta questa fiera, Aurora era ancora disregolata e una signora gentilissima si offre di aiutarmi col carrello fino alla macchina.
Pensavo di ricevere giudizi e critiche, ma tutto ciò che ho ricevuto è aiuto.
Condivido questa storia lunghissima perché è vero, a volte davvero il mondo rema contro e ci fa fare una fatica immensa. Ma quello che mi è successo ieri mi ricorda che l'umanità esiste ed è una cosa vera, meravigliosa. La rete che mi si è creata attorno ieri è stata una cosa meravigliosa. E io questa umanità qui non me la voglio dimenticare più.
Ho le lacrime e i singhiozzi, mi sono immedesimata in quella situazione, in cui mi ritrovo spesso da circa 2 anni a questa parte.. mi viene da piangere per quello che hai provato tu come mamma e un pochino anche per cosa stava provando lei. Recentemente in un rifugio di montagna ho passato un'ora buona su un totale di un'ora e mezza di pranzo , nell'antibagno al piano interrato del rifugio, con mia figlia a fianco che piangeva dopo aver strillato e scalciato al tavolo , in mezzo a tutti , per un tempo che mi era sembrato infinito. L'ho portata di sotto perchè non volevo stare in mezzo alle persone e non volevo stare con i miei genitori che erano al tavolo con noi e continuavano a ripetermi "non è normale che faccia così" , "se non ti fai valere ti metterà sempre i piedi in testa"... non potevo sopportare più queste frasi, nè le occhiatacce, nè il pensiero che la gente ci guardasse, nè potevo più sopportare il suo pianto, mi veniva solo da piangere. Quando siamo state sole nell'antibagno la abbracciavo e le dicevo che saremmo state lì da sole io e lei finchè non fosse stata pronta... ha pianto tanto e a un certo punto ho anche penstao che fosse passata e siamo tornate di sopra, ma è stato peggio di prima. Siamo ritornate di sotto, sedute per terra in un angolo , non avevo più voglia di parlare e guardavo la gente che passava per andare in bagno, aspettandomi occhiatacce giudicanti, invece mi sono meravigliata di come alcuni genitori mi abbiano rivolto sorrisi di comprensione che mi hanno fatta sentire meno sola... in quel momento ho pensato "ce la stiamo facendo a superarla"
Team esteso
Ciao Fabiana, ti mando un abbraccio virtuale fortissimo. 💜
Mi hai fatto venire svariati dejavu, ho ricordato tutte le gite in bagno degli ultimi anni.
E mentre ci pensavo, riflettevo sul fatto che a volte, quando intorno a noi c'è davvero tanta gente, forse quegli sguardi di comprensione un po' si perdono, o magari siamo noi che non riusciamo a intercettarli. Quando invece siamo soli e ci connettiamo con le singole persone, forse quella fatica condivisa è più evidente, chissà.
Comunque pensami spesso ancora così, appartata nei bagni, tra gli scaffali meno trafficati dei supermercati e in altri luoghi simili. Ci stiamo ancora passando attraverso ma il senso di solitudine lo sento molto molto meno. Spero sia così anche per te. ☺️
Che meraviglia Valeriaaaa!!! Grazie infinite per questa bellissima e toccante condivisione!!! Grazie grazie grazie!
Grazie per aver condiviso questa bella storia. Mi sono rivista nel tuo racconto. Lo stesso imbarazzo l'ho vissuto con la mia bimba di 2 anni e mezzo. Eravamo in un ambiente molto diverso: la messa di benedizione delle palme. Nel momento dell'eucarestia, io vado verso l'altare, portando per mano la sorellina di 5 anni. Mentre la piccola rimane con il papà. Al ritorno al mio posto, non posso descrivere le sue urla perché sarebbe voluta venire anche lei con me. Io cercavo di calmarla ma niente urlava davvero come indemoniata, si buttava a terra, mi sono beccata pure un paio di calci 😱 mi sono chiaramente dovuto spostare all'esterno. Io in quel caso cercavo solo il suo sguardo che implorava il mio aiuto . E io ci sono stata. Non l'ho mollata fin quando non si è calmata. Ci sono voluti 20 minuti buoni. In tutto ciò avevo gli occhi degli sconosciuti addosso, ma sono riuscita a farmeli scivolare addosso. Al contrario del tuo caso nessuno ha fatto niente per venirmi in aiuto.. Sono stata fiera di me per come ho gestito questo momento difficile sia per la mia piccola quanto per me..
Team esteso
Ciao Francesca, avevo perso il tuo commento (motivo per cui arrivo solo ora 🙈) ma ci tenevo a risponderti. I momenti in cui lo sguardo degli altri pesa addosso senza che poi a quello sguardo segua un aiuto o un gesto gentile, anche qui, continuano a essere in maggioranza. Quello che mi sto allenando a fare è prendere il meglio da entrambe le situazioni. Quando ricevo aiuto e supporto, anche solo con un sorriso, resto in quella sensazione di fiducia e speranza di cui raccontavo nel post. Quando questo non succede faccio esattamente quello che hai fatto tu: quando riesco a farmi scivolare addosso quello sguardo e a scegliere la mia reazione anche nei momenti di crisi, mi do una pacca sulla spalla e quella sensazione di fiducia e speranza la rivolgo a me.
Grazie per la tua condivisione e per questa occasione di confronto. 💜
ho pianto <3 grazie
Team esteso
Ciao Silvia 💜
In effetti piango anche io ogni volta che ci ripenso (un po' di commozione, un po' perché ricordo ancora come fosse ieri quella fatica 🙈)
Ambassador
Grazie Valeria...mi hai commosso! ❤
Insegnante
Ciao Chiara, la penso come te i terribile two non li ho neanche sentiti, ma ora che ne ha 4 io sono stremata. Continue crisi tutto il giorno e io non so più dove trovare la forza. Anche io sento e vedo la gente che mi guarda con critica ma anche io credo sempre che un po' di umanità da qualche parte sia rimasta. Un abbraccio di solidarietà!!
Ciao Valeria,
mi è venuto un nodo alla gola leggendo il tuo aneddoto, soprattutto perché anche io mi ritrovo esattamente come te: mi sembra di vivere "i terribili 4" invece dei 2 e pensavo di essere l'unica al punto di chiedermi se fosse normale affrontare questa fase ora.
Un abbraccio
Chiara
Grazie della condivisione! La tua storia mi fa venire in mente questo pensiero, che mi capita spesso di fare: siamo molto più bendisposti e tolleranti verso le crisi dei figli altrui, rispetto alle crisi dei nostri, di figli. Mi è capitato spesso di rendermi conto di questa differenza, in me, quando assistevo a crisi di altri bambini.
Da una parte, questo è un ottimo spunto per riflettere sull'origine reale del fastidio che provo verso le crisi dei miei figli, dall'altra parte mi dico: "se a me le crisi dei figli altrui non mi danno così fastidio, posso aspettarmi che sia così anche per tante altre persone intorno a me" e così con questo pensiero mi sento meno in colpa quando succedono situazioni di difficile gestione... e riesco a gestirle con più serenità.
Ambassador
Uhiuhiuhi che lacrimuccia che mi hai fatto venire Valeria 💜è vero che a volte ci aspettiamo dagli altri peggio di quanto non dimostrino poi e che in realtà il giudizio che attendiamo è forse un giudizio che parte da noi. Perché agognamo ancora l’essere “brave bambine” e l’approvazione degli altri e l’essere capaci di essere l’autorità, così come l’abbiamo percepita noi quando eravamo piccoline 💜
Io quando mi accorgo di questo disagio profondo che mi prende, inizio a sorridere “fortissimo” 😅 sperando di attrarre empatia. A volte capita, in effetti. Bisogna essere aperti al bene che può venire dagli altri.
E comunque sì, anche per noi il supermercato è un luogo difficile… sarebbe da ragionare sul perché..
Che bella storia! Davvero commovente... forse piccoli grandi esempi come questo sono un segno che alcuni retaggi dell'educazione tradizionale e autoritaria si stanno sdraticando.
In un mondo dove la gente si ammazza come niente fosse, questo da un po' di speranza. Grazie per la condivisione!
Grazie per la condivisione. Mi hai commossa
Una storia da tenere a ‘portata di cuore’, sempre
Insegnante
Grazie per la tua condivisione Valeria 🌺
È stato commovente leggerti e mi ha ricordato che una volta, in un momento di crisi al supermercato ( non sarà mica il supermercato il problema 🤔🤔🤔 😜😉 ) Diana si è butta a terra a piangere e urlare, non ricordo neanche più per cosa, io ho rimesso subito via i surgelati, spostato il carello in un angolo per poi sedermi a terra accanto a lei in ascolto e in attesa ( perché quando è disgregolata non vuole ne che le parlo ne che la tocco )…. mentre tutto ciò accadeva mi è passata accanto una signora con un bimbo sul carrello che avrà avuto circa 2 anni e un altro di circa 4 per mano, sfiorandomi guarda verso di me e con un lieve sorriso di intesa e comprensione mi sossurra “ ti capisco, pano piano vedrai che passa “ e se ne va….
È stato un momento meraviglioso perché in quel momento , nonostante sapessi dentro di me che stavo facendo la cosa giusta per Diana a stare seduta a terra, è stato come se la sua comprensione mi lLEGITTIMASSE a proseguire sulla mia strada. Da allora mi chiedo perché cerco conferma, appoggio e comprensione al di fuori, dagli altri adulti, dalle altre mamme e non mi basta la sicurezza dentro di me??
Comunque questi momenti riempiono il cuore
Ti mando un abbraccio Valeria
Team esteso
Grazie Sara 💕
Comunque è proprio vero, quando il supporto ci viene dalle persone che conosciamo è una cosa meravigliosa. Ma quando a dartelo è uno sconosciuto che sfiora la tua vita per una manciata di minuti (se non secondi) beh, è pura magia 🥰
Ciao Valeria
Grazie per la condivisione. Mi è scoppiata dentro una grande commozione leggendo il tuo aneddoto. Ci sono davvero tante persone meravigliose su questo pianeta.
Stasera addormenterò Ambra con speranza e felicità e sono sicura che lei lo sentirà.
Team esteso
Mi sono venute le lacrime agli occhi leggendoti Vale!
Capisco perfettamente cosa devi aver provato.
Mi è successa una scena simile con Charlie qualche settimana fa, per farla breve avevo già provato di tutto prima di arrivare a doverla prendere in braccio con la forza in mezzo alla strada e trascinarla verso la macchina mentre tutti mi guardavano con sguardo attonito, in quel momento anche io mi misi a piangere, per la frustrazione, la vergogna e l’impotenza.
Una volta a casa mi sentivo tanto in colpa ed ancora molto frustrata, poi mio marito mi ha abbracciata e mi ha detto che ero stata bravissima, che lui non avrebbe avuto quella pazienza, che avevo fatto tutto il possibile per aiutarla e che sono cose che succedono 💛
Mio marito mi aiutó a non annegare quel giorno 🥰
Ti abbraccio fortissimo ✨
Team esteso
Stavo per scriverti un commento appassionato e solidale, ma non ci riesco perché una delle ultime cose che Aurora mi ha detto, prima della crisi, è stata: «Adesso che andiamo a casa vediamo se Dalila ha una lezione sulle zucche». Insomma, ho riso tanto, prima di piangere 😂
Ps. Grazie per la tua condivisione, mi ha fatto sentire tanto accolta e compresa 💕
Team esteso
Ti mando un abbraccio virtuale (prima di quello vero💜). Anche a me è successo qualcosa di molto simile tempo fa, al supermercato. Sono queste piccole cose che mi fanno avere fiducia nell'umanità, nonostante tutto. Grazie per averlo condiviso💜