Preferiti dei bambini

Meglio intervenire sull’educazione o andar d’accordo con il partner?

11 agosto 2025
7 risposte
CLAUDIA cerca un consiglio:

Buongiorno telistə,

Sono mamma di due bambini, Matteo’ di quasi 5 anni e Nicolò, di 15 mesi. Da quando sono diventata mamma mi sono sempre chiesta come poter fare il genitore al meglio e ho iniziato ad informarmi e leggere riguardo all’educazione gentile. Sono ancora lontana dall’essere il genitore che vorrei ma ogni giorno ci provo. Mio marito, a differenza, pur essendo un papà moderno (che si interessa dell’educazione e si impegna a non fargli mancare nulla), utilizza l’educazione tradizionale (in sostanza si aspetta che il figlio ascolti e collabori). 

In più, essendo sempre al lavoro, non ha tempo e voglia di documentarsi, anche se ogni tanto cerco di fargli leggere qualcosa. Spesso è anche via per lavoro, cosa che lo porta a non vivere i bambini quotidianamente e a non conoscerli per come li conosco io (sappiamo che la teoria va poi incanalata con l’osservazione del bambino e delle sue caratteristiche). 

Io ogni giorno imparo cosa non è efficace con i miei bimbi e cosa lo è di più, proprio osservandoli. Tutto ciò al papà manca, in gran parte. Ci ritroviamo quindi a litigare spesso quando passiamo più tempo del normale insieme (per esempio in vacanza). Per cercare di sintetizzare al meglio, mio marito usa frasi del tipo: se non ti lavi i denti butto via le caramelle (dopo che per esempio ne ha mangiata una). Al che mio figlio grande si arrabbia e lo “picchia”, al che mio marito risponde “se non la smetti ti tornano indietro “. 

Io in quel momento intervengo, perché non voglio che la situazione degeneri. A volte riesco ad arginare la situazione senza far passare il padre dalla parte del torto, a volte proprio non riesco e gli faccio la lezione “se dici così succede questo, ecc..”. Spesso inoltre non sono d’accordo su certe sue idee, come penso succeda a tutti, e se le espongo passo comunque per quella a cui non va mai bene nulla, che sa sempre tutto, quella perfetta ecc. sinceramente non so cosa fare. 

A volte lascio correre, in fondo l’educazione perfetta non esiste, a volte cerco di dargli l’esempio senza esplicitarglielo (senza frasi del tipo “si fa così”) ma il più delle volte finiamo per litigare (ovviamente una parte di colpa è anche mia, a volte sono molto rigida nelle mie idee). Questo mi fa pensare che se praticassi anch’io un’educazione tradizionale sicuramente ne pagherebbero i miei figli ma il nostro rapporto forse sarebbe più sereno. 

Inoltre i miei figli spesso non respirano un clima sereno a causa di questi litigi (discussioni). Qual è, se c’è, la chiave giusta per migliorare questa situazione?

Vuoi partecipare alla conversazione?
Accedi o iscriviti per rispondere e interagire con la comunità.
Giulia R.    2 set 2025

Ciao Claudia, 
un grande abbraccio e una pacca sulla spalla per te! 
Tante cose che scrivi risuonano tanto in me; mi trovo ad affrontare le stesse fatiche, le stesse domande e capisco perfettamente la fatica, frustrazione, delusione.
Ti sono vicina e spero possa andare meglio.
Giulia

Michela A.    17 ago 2025

Carissima, ti capisco e non sei sola, ti assicuro. Anche noi affrontiamo la stessa fatica. Abbiamo spesso affrontato l’argomento e ogni volta mio marito sostiene di essere d’accordo con la mia scelta ma di non voler fare alcun tipo di percorso. Morale della favola: quando nostro figlio affronta una crisi, lui perde la calma e rende il mio lavoro 10 volte più difficile, perché mi ritrovo a dover mantenere la calma di fronte alla disregolazione di padre e figlio. Spesso riesco a dire a mio marito, STOP ci penso io, se non riesci a mantenere la calma puoi cambiare stanza, ma ogni tanto mi piacerebbe avere qualcuno che mi potesse dare il cambio. Il mio motto (come dice Carlotta) è: basta un adulto di riferimento per fare la differenza! Questo mi dà la forza per non demordere.
Non mollare, un abbraccio 

CLAUDIA    17 ago 2025

Grazie mille Michela per la tua condivisione. Purtroppo è davvero difficile uscire dalle abitudini e affidarsi a un nuovo tipo di educazione, mio marito spesso crede anche che, in alcune situazioni, non sia così efficace. 
Posso immaginare la tua fatica di non avere mai il “cambio” nei momenti di crisi di tuo figlio. Di dover essere sempre tu a dirigere la nave nella tempesta. Chissà se il nostro esempio potrà bastare, almeno qualche volta, a far navigare i nostri mariti nel modo più rispettoso durante la bufera. Proviamoci ogni giorno.
Un abbraccio 

Rosalba    12 ago 2025

Team La Tela

Ciao Claudia, è una gran fatica tanto comune: questo per dirti, prima di tutto, che non sei sola. 💜

Proprio della domanda che ti sei posta (se praticassi l'educazione tradizionale forse ne gioverebbe la coppia?) abbiamo parlato in un episodio recentissimo del podcast, magari ascoltarlo potrebbe darti qualche spunto utile:

E tra l'altro, tra qualche settimana uscirà anche un altro episodio molto correlato e molto utile in questo senso, perché è stato ispirato da una condivisione di una mamma, durante una diretta passata su Tutta La Tela, che portava una fatica simile alla tua.

Nel frattempo, ti anticipo alcuni punti salienti delle riflessioni di Carlotta che troverai poi nell'episodio – qualche semino per gestire questa «contraddizione» che a volte sentiamo, tra il lavoro sulla coppia e quello sulla genitorialità:

  • Una delle sfide più grandi nel nostro cammino di crescita personale è proprio quella sensazione di non essere sulla stessa lunghezza d’onda con chi vorremmo avere al nostro fianco, come una squadra che lavora insieme.
  • Ricordiamoci che non possiamo cambiare le altre persone. Questo vale per chiunque: genitori, figli, amici, partner. Possiamo solo cambiare noi stessi. Detto questo, credo però che possiamo influenzare chi amiamo, specialmente chi abbiamo scelto come compagno o compagna di vita. Se siamo insieme è perché riconosciamo il valore nelle idee, nelle esperienze e nelle opinioni dell’altro. 
  • Tu sei tu, lui è lui. I vostri percorsi sono diversi, ma non per questo devi abbandonare i tuoi valori. Il lavoro che stai facendo su te stessa, per te e per tuǝ figliǝ, è prezioso e nel tempo vi porterà quella fiducia che farà la differenza in ogni fase della vita. Non mollare.
  • Se lui non è pronto a cambiare o ad accogliere il tuo punto di vista, non vuol dire che non possa rispettarlo. È giusto chiedere rispetto per le proprie convinzioni. Scegliersi significa anche cercare un equilibrio, trovare un terreno comune. Spesso, basta un piccolo passo verso l’altro: per esempio, chiedere cosa pensa davvero dell’educazione alternativa, con curiosità e apertura, e chiedergli di ascoltare cosa vedi tu in quel modo di educare – magari partendo proprio da qualcosa di semplice, come ascoltare insieme un episodio del podcast o una lezione del percorso (potrebbe provare in questo periodo di vacanza in cui ha più tempo, o provare a farlo durante qualche spostamento verso il luogo in cui lavora?).

Ti abbraccio, e ti lascio anche il link alla diretta che ha dato lo spunto per queste riflessioni, e alcune lezioni del percorso su questo tema (oltre a quella, molto utile, che ha già citato Chiara):

CLAUDIA    17 ago 2025

Grazie mille Rosalba per tutti i consigli e gli spunti che mi hai suggerito. Sono nuova su la Tela e non avevo ancora esplorato la parte sulla coppia. Nei prossimi giorni ascolterò i vari podcast.
Anche i tuoi suggerimenti sono stati davvero preziosi. La difficoltà a volte è innanzitutto capirsi, ma come dicevi tu l’importante è sempre il rispetto reciproco.
Sicuramente devo impegnarmi a cambiare il mio modo di pormi con mio mariti, a volte sembra davvero che ci svalutiamo a vicenda di fronte ai bambini nei nostri interventi educativi. 
Soprattutto dovremmo impegnarci a trovare più tempo per parlare di educazione… ma com’è difficile fare i genitori oggi!
Un abbraccio 

Chiara Franzoni    11 ago 2025

Ambassador

Ciao Claudia!
Intanto ti abbraccio forte...sento dalle tue parole la tua fatica e sono con te!
Riuscire a essere in armonia nella coppia...a danzare a ritmo godendosi la musica è un lavoro immenso...

Ricordo la faccia stupita di Fabio quando mi uscivano urla verso Samu...a lui questa educazione è sempre venuta "naturale"...sono io quella che ha affrontato il grande lavoro e quella che si sentiva sempre in difetto...

la mia volontà di cambiare è stata determinante, ma anche il dialogo con lui...

Trovare momenti di pausa da tutto...ricavarceli a volte a forza per parlare di che genitori volessimo essere è stato fondamentale...

Forse non ti dico niente di nuovo...tralaltro c'è questa sezione del percorso che a me ha aiutato tantissimo, non so se l'hai vista (te la lascio comunque qui sotto)
https://www.latela.com/percorso/25-coppia/292-come-coinvolgo-il-la-partner-nel-mio-metodo-di-educazione
Mi sento di dirti questo...non demordere dal percorso che hai iniziato...come lo testimoni per i tuoi figli...anche il tuo compagno lo osserva...
Non credo che arrabbiarsi con lui possa sortire effetti positivi...forse proseguirei sulla mia strada...solo lui può decidere come e se trasformare la sua visione educativa (il tuo esempio comunque può essere di ispirazione per lui).
Io creerei dei momenti per voi...dove magari scegli un qualcosa di specifico e con tutta l'apertura del mondo gli chiedi il suo parere e vedi dove può portare il dialogo.

Tienici aggiornati se ti va
intanto ti abbraccio
C

CLAUDIA    17 ago 2025

Ciao Chiara e grazie mille per le tue parole. Mi rivedo in te quando dici che hai dovuto affrontare il grande lavoro, anche per me questa educazione non è naturale, come per tuo marito. A volte mi stupisco che per certe cose ci sono arrivata solo leggendole. Penso che i miei retaggi dell’educazione si siano radicati talmente tanto dentro di me che non mi è mai venuto in mente che poteva esserci qualcosa d’altro, o che certe frasi possono essere davvero inadeguate. Nella fatica che sto facendo per cambiare, spesso e volentieri mi sento dire dalle persone intorno a me che non sto facendo bene e questo è molto difficile. Sicuramente riprendere mio marito non porta a nulla di buono se non un risentimento da parte sua, alla fine è proprio vero che parte tutto dalla comprensione e dalla sintonia con i sentimenti dell’altro. Ma che fatica. 
Grazie per il link che mi hai girato. Appena riesco lo guarderò. 
Un abbraccio e tornerò sicuramente in cerca di altro supporto