Che senso di colpa??
Primo post
eCiao a tutt*
vorrei condividere con voi quanto successo ieri sera e avere una vostra sincera opinione.
La premessa: la sera è un momento molto teso perchè il tempo scorre veloce e le cose da fare molto meno. La nostra abitudine è quella di mettere i bimbi (3 e 6 anni) a nanna presto (di solito 20.30) e questo permette di prenderci del tempo personale. Adesso che siamo al mare arriviamo alle 21.30, siamo senza papa e io di giorno lavoro e i bimbi sono con i nonni ((con cui ovviamente ci sono faticose tensioni per la non condivisione dello stile educativo). La sera arrivo tardi, verso le 19 mi dedico a loro, ma al cena richiede già un pò di tempo ma troviamo anche un momento di connessione. Poi alle 21.30 metto (o meglio, vorrei mettere) un punto per me stessa di cui sento estremo bisogno.
La nostra routine serale prevede denti pigiama pipì e un momento di lettura di libri/coccole/racconti della giornata. Spesso denti e pigiama vanno per le lunghe riducendo al minimo la fase più piacevole finale. E spesso mi arrabbio perchè poi so già che per non rinunciare al tempo libri e coccole tolgo tempo a me stessa.
Ieri ho provato ad esplorare la rabbia e ho capito che in realtà si tratta di tristezza per la scelta di riunciare a me o a loro, e frustazione per non riuscire a conciliare tutto.
Ieri sera vedendo il tempo scorrere invece di provare rabbia mi sono sentita pervasa di tristezza e ho pianto a fontana. (excursus: che potere l'esplorazione delle emozioni, è la prima volta che mi capita e sono grata al percorso qui sulla tela che permette di scoprire veri e propri universi interni).
I bimbi si sono raccolti intorno a me e cercato di sostenermi emotivamente. Al che ho spiegato loro la mia tristezza e spiegato che la mamma ha bisogno di quel limite per poter soddisfare il proprio bisogno di riposo. Per questo motivo all'ora prestabilita avrei spento e interrotto la lettura anche se non terminata. Ma che l'indomani avremmo avuto la possibilità di organizzare meglio il tempo e fare il lavoro di squadra necessario, spiegandogli che avrei collaborato più attivamente anche io. Quando è arrivato il momento di spegnere anche loro erano tristi per quanto fosse stato breve. Ho detto loro che comprendevo la loro tristezza e che era la stessa mia di prima, rinnovando il proposito di agire da squadra il giorno dopo.
Poi sono andata via piena di dubbi: il tempo per me è un limite, ma è una mia scelta, non è un limite naturale, una vera conseguenza. Era una punizione velata quella che avevo messo in atto? Poi il mio pensiero al mio bimbo più piccolo e a quello che avrebbe potuto capire da quella esperienza... insomma ho sentito il senso di colpa ma non ho capito se fosse di un retaggio (il tempo per me visto come LUSSO) o se effettivo sul mio agito: quale senso di colpa era?
In mezzo a quel senso di colpa ho comunque sentito molto molto forte la soddisfazione per essere riuscita a tirar fuori la mia vera emozione senza rifugiarmi nella rabbia.
Grazie per qualunque vostra riflessione e condivisione
Giulia
Ciao Giulia.
Ti leggo con ritardo ma mi piaceva risponderti dal momento che quella che racconti è una sfida che accompagna anche le mie giornate. Inoltre mi è sembrato di capire che tu faccia ancora fatica, proprio come me, a scegliere/ tutelare e poi assaporare davvero il tuo momento di self care.
Come stanno procedendo le cose?
Anche io entro in crisi quando vedo poca collaborazione da parte della mia bambina (2.5) e vedo il tempo scorrere inesorabile. Il mio cervello entra in un loop di frasi che mi sono già detta molte volte "ecco ci risiamo", "non basta mai tutto il tempo che le dedico", "anche oggi avrò meno tempo per me", "non è giusto". Tutti questi pensieri mi fanno sentire, guarda un po', in colpa.
Quel poco che ad oggi sta funzionando da noi è:
- gestire e acquietare questi pensieri per non entrare in agitazione sin dal primo momento;
- seguire una routine con un calendario visivo e arginare le richieste di gioco (se ne pu scegliere solo uno prima di andare a dormire);
- diventare più ferma e decisa nel comunicare messaggi come: "ora ho davvero bisogno che andiamo a lavare i denti". Invece che dirlo mille volte, in modo sempre piu incalzante e sempre meno efficace, assecondo la voglia di tergiversare di mia figlia fino ad un limite da me percepito come tale.
Al momento questo mi è stato sufficiente per non sfociare il lotte inutili (che fanno ritardare ancora di piu tutta la routine) e per cercare di apprezzare anche io il tempo del gioco e poi delle coccole pre nanna.
Riguardo gli spazi di self care, invece, credo che la mia condizione non cambier finché non avrò chiaro quali sono le cose che davvero mi ricaricano e non saprò spalmarle nel corso della mia giornata, senza aspettare quell'unica ora tutta intera a fine giornata che a volte, paradossalmente, non so neppure apprezzare a pieno.
Spero di averti dato un po' di compagnia virtuale e di averti fatto sentire meno sola.
Un abbraccio
Ciao Giulia,
ti ringrazio per il tuo messaggio, non sentirsi soli in queste fatiche è davvero prezioso.
Io mi sono resa conto che ero talmente in debito di cura di me che per recuperare avevo imposto limiti rigidi a me e ai bambini per non perdere il tempo che volevo ritagliarmi. Oggi ho acquisito consapevolezza su queste rigidità e sto lavorando per metterla da parte anche la mia voce perfetta . Se mi sono fissata di uscire alle 20,30 dalla loro camera, uscire alle 20,45 sa ancora di sconfitta dentro di me. Ci sto lavorando.
Capisco benissimo anche la necessità di recuperare momenti di self care durante la giornata, al momento sto cercando di trovare un equilibrio tra trovarli e non sovraccaricare l'agenda perchè altrimenti arrivo comunque stremata a sera.
Vorrei però condividerti che da questo percorso negli ultimi tempi è nata una forte consapevolezza che ciò che necessito è il NULLA. Sia al mattino sia alla sera faccio buio, accendo una candela e sto semplicemente con me stessa. Rifletto, mi perdo nei pensieri. I giorni in cui mi faccio più fatica pratico il parenting della me bambina ed è davvero trasformativo. Mi sta portando a grandi consapevolezze e davvero mi rigenera profondamente.
Comprendo il tuo stato d'animo e in questi momenti cerco di ricordarmi che sto facendo un percorso, Siamo in evoluzione ed è normale anche sentirsi smarriti.
Se ti va poi fammi sapere come va la tua ricerca.
Per ora ti abbraccio virtualmente.
Giulia
Team La Tela
Ciao Giulia,
ti abbraccio forte, nel tuo messaggio c'è un grande mix di stanchezza e ricerca di equilibrio tra le vostre rispettive esigenze, e questo credo sia già un bellissimo sinonimo di consapevolezza, seppur nella fatica 💜
Non so se stasera riuscirai a partecipare alla diretta di domande e risposte con Carlotta (vista anche la fatica proprio serale di cui parli), ma è una riflessione molto bella e interessante quella che hai fatto, quindi copio la domanda tra quelle di stasera, e se non riuscissi ad esserci, potrai poi andare a sentire la risposta nella registrazione:
Grazie Rosalba per le parole di comprensione.
Se posso aggiungo che rimanendo nel disagio che continuo a provare rispetto a questa mia difficoltà, stamattina ho aperto una nuova riflessione.
Forse quel disagio non è riferito alla mia self care ma al modo in cui la comunico. Ho una aspettativa di riuscire a prendermi quel tempo e per il fatto che non riesco sempre il mio dialogo interiore è molto duro. DOVREI riuscirci. Quindi parto con la preparazione serale trasferendo questo dialogo severo e rigido da me ai bimbi. Forse devo essere più accogliente e cercare più connessione, in primis con me stessa. Va bene se non ci riesco ANCORA.
Non avremo sempre quel tempo di lettura e coccole lungo quanto vorremmo e va bene così se non ci riesco ancora.
Stasera cercherò di partecipare.
Un grazie infinito per tutti gli spunti e l'accoglienza che si trova in questa comunità.
Giulia
Ciao Giulia 😊
quanto racconti mi fa percepire anzitutto quanta autoconsapevolezza ci sia nelle tue parole, ma mette anche in luce quanta soddisfazione porti con sé il lavoro di evoluzione personale che stiamo percorrendo. La fiducia nella propria verità interiore, nei propri valori acquisiranno sempre più rilevanza e ci lasceremo sempre meno influenzare da quella vocina che ci fa sentire in colpa se ci mettiamo al primo posto.
Credo tu abbia fatto un regalo bellissimo ai tuoi bimbi: aver condiviso con loro la tua emozione più autentica, aver comunicato con onestà ciò che ti turbava, aver pensato a un’alternativa per il giorno seguente e aver mostrato quanto sia essenziale darci la priorità.
Un abbraccio! 🤗
Ciao Giulia,
forse non è quello che cerchi ma capisco benissimo la tua difficoltà perché pure per me era difficile vestire la mia bimba. Così, sentendo il podcast l'Educazione Responsabile, sono finita a fare "i vestiti delle 24 h". Praticamente dopo la doccia le metto qualcosa che vada bene per dormire e che può usare il giorno dopo. così a letto è sempre pulita e la mattina non ho il cambio dei vestiti, anzi, mi evito due cambi: sera per pigiama e mattina per vestiti. su quel podcast ci sono pure consigli per il lavaggio dei denti, che consiglio, perché anche quello ha funzionato per me!
anche io mi sento in colpa quando lascio le bambine per prendermi del tempo per me ma proprio sabato, che mi sono presa ben 5 ore!, sono stata contentissima di insegnare alle mie bimbe che ci si deve prendere cura di sé (e che anche il papà poteva occuparsi di loro al 100%). quindi, secondo me, stai insegnando loro una cosa importantissima!
un abbraccio,
Allegra
Ciao Giulia
Wow innanzitutto devi essere tanto fiera di te, del lavoro fatto sulle tue emozioni, del coraggio e sincerità nel mostrare la tua vulnerabilità ai tuoi bimbi e alla soluzione trovata (di interrompere la storia per rispettare il tuo bisogno di tempo per te stessa).
No, non è egoismo, è self-care, è amore per te stessa e sai che lezione stanno imparando i tuoi bimbi? Che è fondamentale innanzitutto prendersi cura di se stessi per stare bene con sé ed essere ben predisposti per gli altri.
Credo non ci sia lezione più importante che anch'io vorrei trasmettere ai miei figli (mi sei di ispirazione in questo). Il "sacrificarsi" a lungo andare non porta veramente nessun frutto buono, eh sì, è estremamente legato alla visione tradizionale di maternità, ahimè.
Mi piacerebbe sapere come sta andando, se i bimbi stanno collaborando un pochino di più e anche tu come ti senti.
Un caro saluto
Monica
Ciao Monica
ti ringrazio per il tuo sostegno. Per me è ancora molto difficile riuscire a lavorare sul self care, pur capendo che è molto importante. Leggere le tue parole mi ha dato una spinta importante per lavorare ancora in questa direzione.
Sono passati pochi giorni, quindi non posso dire onestamente di vedere risultati nella collaborazione. Ma io sto familiarizzando con questa soluzione e quantomeno per me funziona. Devo dire che una sera ho posticipato l'orario ma l'ho fatto consapevole che loro ne avessero più bisogno di me, e sono riuscita ad accoglierlo senza patirlo in quanto ho valutato quanto potessi ancora dare e rimesso lì il mio punto. Il solo fatto di metterlo e di riuscire a farlo io con cognizione sta aiutando me a gestire meglio la mia emozione. I bambini continuano a giocare e io ripeto ancora molto che il tempo così finisce, e onestamente c'è ancora una componente di fastidio importante in me, ma sto lavorando nell'accettarla.
Grazie per il sostegno
Un abbraccio virtuale
Giulia