Aiuto! come gestire le interazioni tra le bambine
Primo post
Buongiorno a tutt*,
Ho bisogno di TANTI consigli!
le mie bimbe hanno 3 anni e 9 mesi ma è da quando è nata Ottavia che ho questo problema. Olimpia (3 anni adesso, 2 e 4 mesi alla nascita della sorellina) è una bambina altamente sensibile, dolcissima, determinata, vivace e meravigliosa che vorrebbe passare il tempo ad occuparsi di Ottavia, prenderla in braccio, nutrirla, scegliere che giochi può avere, dove può stare seduta, se deve stare in piedi o no... insomma vuole decidere TUTTO. Il problema è che manca completamente di delicatezza e quando interagisce con Ottavia capita che le faccia male e se Ottavia piange finisce che si prende pure schiaffi o calci per "punizione". Inoltre Ottavia non apprezza essere manipolata e toccata perché anche lei è vivace e determinata e quindi si "oppone" con pianti che le procurano una botta, sempre.
Ultimamente ha cominciato a prenderla in braccio e "lanciarla" quando Ottavia sembra non essere felice. Così cade da 10 cm, non mi piace ma non sembra nemmeno terribile dal mio punto di vista, ma mio marito perde completamente le staffe e mi trovo in difficoltà ancora maggiore; il focus si sposta completamente dall'azione di Olimpia alla rabbia del papà. AIUTO, come insegno alla primogenita che può toccare la sorellina ma solo con gentilezza? Arriverà un momento in cui interagiranno con tranquillità o è normale per i fratelli darsele tutti i giorni per il resto della vita? In fondo non è che Ottavia prende botte tutto il santo giorno, però è indubbio che varie volte al giorno succede; come però si prende coccole, bacini e carezze.
Quando succede reagisco in due maniere:
1. raccolgo Ottavia, la coccolo, la calmo e dico "è brutto quando ti fanno male, vero?" e ignoro Olimpia che cerca attenzioni. non mi sembra di insegnarle nulla anche se magari poi le dico che non si fa male agli altri e bla bla. sembra che non si concentri per ascoltarmi.
2. mi spazientisco e mi arrabbio con Olimpia e parto in una di quelle scene tipiche in cui parlo parlo e nessuno mi ascolta. anche questo non serve a nulla. poi finisce che mi scuso ma penso di non averle insegnato nulla così.
Come dovrei reagire? Sono abbastanza demoralizzata.
GRAZIE a chi mi può aiutare.
un abbraccio
Ambassador
Ciao Allegra,
ti capisco benissimo, perché quello che descrivi è una dinamica molto frequente quando arriva un fratellino o una sorellina, soprattutto con bambini piccoli e con una forte sensibilità ed energia.
Quello che stai vivendo non è segno che Olimpia “non capisce” o che il rapporto tra loro sia destinato a essere conflittuale per sempre: è semplicemente il suo modo, a 3 anni, di esplorare il ruolo di sorella maggiore… con tutta la goffaggine, l’istinto di controllo e la difficoltà a gestire emozioni forti che comporta.
Da quello che racconti, ci sono due aspetti importanti su cui puoi lavorare:
Da un lato devi aiutarla a capire come può interagire, non solo cosa non può fare.
Se ti limiti a dire “Non fare così” o “Non si fa male agli altri”, lei riceve solo un divieto, ma non un’alternativa concreta. I bambini piccoli hanno bisogno di vedere e provare cosa significa “gentilezza” con un fratellino.
Puoi fare così:
- prendi tu in braccio Ottavia e mostra come si tiene la testa, come si accarezza, come si offre un gioco.
- prendi una bambola e giocate insieme a “fare la sorellina gentile” per allenare movimenti e tono della voce.
- Coinvolgila in compiti sicuri falle scegliere la copertina per Ottavia oppure chiedile di portare un sonaglino, così sente di avere un ruolo.
E dall'altro aiutala a gestire le emozioni verso la sorellina.
Spesso dietro certi gesti c’è un mix di entusiasmo, gelosia e bisogno di attenzione.
Ti do qualche spunto: potresti ritagliarti ogni giorno un momento di 10 minuti SOLO per Olimpia, senza sorellina, in cui fa una cosa che piace a lei e in cui sente di avere tutta la tua attenzione. Oppure quando fa qualcosa di gentile con Ottavia, anche piccolissimo, rinforza subito: “Hai visto che sorriso ha fatto quando le hai dato il gioco? Le è piaciuto molto, sei stata proprio attenta e delicata.”Evita le lunghe spiegazioni dopo l’episodio: a 3 anni il messaggio breve e concreto entra più del “parlare tanto”.
Invece, per i momenti critici immediati cosa puoi fare?
Quando succede un gesto pericoloso, intervieni subito, in poche parole, fermando fisicamente l’azione e spostando Olimpia:
"STOP. Questo fa male. Ti faccio vedere come puoi farlo in modo gentile"
e subito dopo mostra il gesto corretto.
Pensa che non stai “togliendo” libertà a Olimpia, ma le stai insegnando le abilità per essere una sorella maggiore che ama e protegge, invece che punire o controllare.
Non aspettarti un cambiamento immediato: a questa età serve molta ripetizione, coerenza e tanta pazienza. Ma col tempo vedrai che le interazioni positive aumenteranno, e il rapporto tra loro diventerà sempre più equilibrato.
Coraggio, presto troverai l'equilibrio giusto!
Grazie mille Barbara per i tuoi consigli, proverò con più calma a mostrare come può fare.
Ambassador
Se ti va aggiornaci su come vanno le cose! 😘
Cara Allegra, capisco la difficoltà. Anche se in modo un po’ diverso (la nostra piccola ha solo 3 mesi), siamo in una situazione simile. Ogni famiglia è a sè ma, se posso, vorrei condividere alcuni suggerimenti che ci hanno portato a piccoli successi, magari ti sono utili.
Anche la nostra maggiore (3 anni) è altamente sensible, molto innamorata della sorella, interagisce per l'80% del tempo in modo delicato e dolce. Se vuole interagire, le spieghiamo e facciamo vedere dove può toccarla e come. Anche tutte le volte, se necessario. Sempre in positivo, tipo: “puoi accarezzarla così sulla testa” invece di “non picchiarla sulla pancia”. Succede però che, quando è stanca affamata o in generale già disregolata, la picchi sulla testa, le stringa troppo forte mani o piedi e in generale le faccia male. All’inizio ci restavo così male per la piccola che mi mettevo anche io a piangere per il senso di colpa di non essere riuscita a proteggerla.
Per noi la priorità è il loro legame, quindi dare il più possibile fiducia alla maggiore (le lasciamo anche spesso qualche minuto da sole proprio per farle capire che mi fido di lei). Ma evitare che faccia male alla piccola è una priorità allo stesso livello. Per cui, lentamente, abbiamo iniziato a cogliere i segnali, mettere in atto alcune strategie che principalmente servono a cercare di prevenire. Quando vediamo la maggiore già agitata e disregolata, semplicemente evitiamo di metterla nella situazione di interagire con la piccola - perché sicuramente finirebbe male. Se lei insiste per toccarla, le diciamo chiaramente: “Ti vediamo un po’ agiata, sai che N. deve essere toccata con delicatezza e notiamo che quando sei così stanca non riesci tanto a controllarti. Pensi di riuscire a essere delicata o è meglio se la baci quando sei più tranquilla?”. Se lei dice che riesce a controllarsi, le diamo fiducia, e glielo diciamo chiaramente: “Benissimo, ci fidiamo di te e se dici che ci riesci dalle pure un bacio!”. Spesso basta questo per permetterle di regolarsi, incredible ma vero.
Quando capita invece che non riusciamo a prevenire e arriva a farle male, come prima azione immediata blocchiamo il comportamento - con la maggior delicatezza possibile la allontaniamo dicendole “Vedo che sei agitata e non riesci a controllarti, ma non possiamo permetterti di fare male a N.”. Se possibile redirezioniamo il comportamento, es: se hai bisogno di stringere puoi stringere questo cuscino. Poi le facciamo notare che N. piange e le diciamo esplicitamente come mai, es: Le hai stretto troppo forte la mano e le hai fatto male, se vuoi prenderle la mano puoi provare a usare meno forza”.
Nel frattempo, prendiamo N., la consoliamo e le diciamo in modo che la maggiore senta “Hai ragione a piangere, F. ti ha fatto male. Sai quando è stanca non riesce tanto a controllarsi, sta ancora imparando a interagire con te con delicatezza” - sottolineiamo il processo e il fatto che F. ha la capacità e il potere di imparare e migliorare.
Sicuramente reagire con rabbia o sgridare la maggiore è controproducente, dobbiamo ricordarci che sebbene per noi siano diventate grandi improvvisamente, a tre anni non si è grandi.
Se volessi riassumere: dare fiducia alla maggiore nel momenti in cui è tranquilla o azioni che riesce a fare con delicatezza e poi sottolineare il buono; insegnare con le azioni, un linguaggio positivo e anche se necessario ripetendo ogni volta come si interagisce con la piccola; prevenire evitando l’interazione quando la maggiore è disregolata; nel momento, bloccare il comportamento violento, spiegare senza arrabbiarsi, sottolineare il processo.
La cosa importante per noi in questo momento è tutelare la piccola e bloccare subito il comportamento violento della maggiore.
Magari voi allo stesso modo preferite prioritizzare altro e quindi normalizzare alcuni comportamenti della maggiore, ma sicuramente se con tuo marito riuscirete a confrontarvi su quali limiti sono per entrambi accettabili nelle interazioni tra le vostre due bimbe potrete reagire in modo coerente e fare squadra :)
Spero di averti dato degli spunti,
Un abbraccio, se posso
Elisabetta
Grazie Elisabetta per il tuo messaggio, mi ha fatto molto piacere e scusa se ti rispondo solo ora. grazie per i tuoi consigli. un abbraccio