7 anni, cartoni animati, nervosismo, noia e frustrazione
Ciao a tuttə,
cerco un confronto su una situazione che ci sta mettendo un po’ in difficoltà da qualche settimana.
Nostra figlia, Olivia, ha 7 anni. Da quando è finita la scuola (quasi un mese fa), è diventata molto più nervosa, soprattutto nel pomeriggio e nella fascia serale, cioè nel tempo che passa con noi. Crediamo sia legato al cambio di abitudini e orari, ma non è facile capire quanto incidano anche altri fattori.
Il momento critico è spesso dopo la visione dei cartoni animati. Abbiamo da tempo delle regole abbastanza chiare: sa quanto può guardare, in base alla durata delle puntate (es. tre episodi da 10 minuti). A volte siamo rigidissimi e tutto fila liscio. Altre volte uno di noi cede (per stanchezza o bisogno di tregua), e da lì nasce confusione: lei si agita, si arrabbia, ne vuole di più.
Ma più del “quanto”, il problema sembra essere il dopo.
Quando finisce il tempo dei cartoni, parte un mix di lamenti, comandi, richieste insistenti, noia, fame e stanchezza che sfociano in crisi. Urla, pianti, difficoltà a cenare, difficoltà a prepararsi per la nanna.
Poi, magari, si tranquillizza. Ma quel momento è sempre un “picco”.
Abbiamo ascoltato alcuni episodi di Carlotta (Educare con Calma) e ci ritroviamo molto nella lettura del bisogno di supporto al gioco autonomo. Giochiamo tanto con lei, anche nel weekend, ma non sembra bastare mai.
Una parte di me pensa che abbia bisogno di più occasioni per annoiarsi, per “allenarsi” a trovare da sola cosa fare, ovviamente con il nostro supporto vicino. E mi chiedo: se ogni pomeriggio è occupato dai cartoni, come può farlo?
Stavo pensando di proporre una settimana “senza schermi”, non come punizione, ma come “esperimento familiare” per fare spazio ad altro. L’abbiamo fatto in passato e aveva funzionato, ma ora non siamo del tutto allineati come coppia: la mia compagna non è convinta che i cartoni siano davvero il problema, e teme di perdere quei momenti in cui può finire una call o gestire una mail con un attimo di tregua.
Un’alternativa che abbiamo pensato all’eliminazione dei cartoni per un po’ è non toglierli del tutto, ma parlarne in modo chiaro con lei: i cartoni ci sono, ma dopo i cartoni ci aspettiamo che ci sia del tempo in cui lei faccia qualcosa di suo, in autonomia, con il nostro supporto se ne ha bisogno.
Magari potremmo chiederle di scegliere prima dei cartoni cosa vorrebbe fare dopo, così da aiutarla a prepararsi al momento di passaggio.
Ci chiediamo:
– Ha senso provare a sospendere i cartoni per un po’? O rischia di essere percepito come una punizione?
– Come possiamo aiutarla, nei momenti in cui “non sa cosa fare”, a non sentirsi sola o frustrata?
Quando le diciamo “prova ad andare in camera, magari trovi qualcosa che ti piace”, si arrabbia e dice che gliel’abbiamo già detto troppe volte.
Chiede che siamo noi a dirle cosa fare… ma poi rifiuta ogni proposta. Vuole essere guidata, ma non accetta di esserlo. E non accetta nemmeno di doversela cavare da sola.
È tutto molto faticoso.
Avete vissuto qualcosa di simile? Avete trovato strategie che hanno funzionato?
Grazie già da ora per qualsiasi pensiero.
Ciao Augusto,
Come ti capisco!
Il mio bimbo di 8 anni chiede insistentemente ogni giorno i cartoni.
Ho provato anche io a proporre dei detox, oppure di fare delle giornate senza schermi.. ma non so se per quelle poche volte che ci riesc (anche perché per convicerlo a farlo non è semplice, passa sempre un po'come punizione nonostante gli spieghi i danni al cervello che fanno). Le nostre regol sono di guardarli solo x mezz'ora (se pur quasi tutti i giorni, ahimé), piuttosto che guardare un documentario al posto del cartone, oppure, appunto, fare il giorno senza schermi.. sono tutte cose cose che gli imponiamo noi genitori e che sembra eseguire solo x accontentarci, non perché ritiene sia giusto. È così anche per voi? Io lo noto che si sente obbligato.. e questo non mi permette di capire se rimanere su questa strada oppure essere più elastica. Mi piacerebbe poter limitare il cartone nel weekend come Milena, ma davvero la vedo una chimera.. e, dal momento che ora è tutti i giorni, passare al fine settimana la vedo molto difficile..
Se può aiutarti invece, vedo che il consiglio di Carlotta sul cercare qualcosa da fare al posto della tv spesso funziona. Dopo aver accolto con comprensione la volontà di guardare i cartoni, dico ai miei figli che sono sicura che troveranno qualcosa da fare e che non appena questo succederà, che mi vengano a dire subito cosa hanno trovato da fare. E il fatto di fare qualcosa vicino al genitore, piuttosto che in stanze diverse, magari aiuta. All'inizio poi, potresti venire interrotto molte volte, ma credo che sia una strada da percorrere per forza, x arrivare al gioco autonomo.. un abbraccio! Leopolda
Team La Tela
Ciao Augusto,
un anno e mezzo fa ci siamo trovati in una situazione molto simile alla vostra. Anche per noi il momento critico era il dopo-cartoni: nervosismo, crisi, difficoltà a ritrovare calma e connessione.
Abbiamo deciso di iniziare con una settimana di “detox” dagli schermi passivi (niente TV o cartoni), proprio come esperimento familiare. Alla fine della settimana, ho parlato con Amelia spiegandole con parole semplici cosa succede nel nostro cervello quando guardiamo la TV tutti i giorni, e come questo possa rendere più difficile trovare idee e giocare in modo creativo.
In quel periodo, il workshop di Silvia su “come tornare indietro sugli schermi” mi ha dato spunti molto utili — se non l’hai ancora ascoltato, te lo consiglio! E anche ti lascio altre lezione disponibili sul Percorso .
Adesso abbiamo trovato un nuovo equilibrio: Amelia guarda i cartoni solo nel weekend, di solito scegliamo un film da vedere insieme come famiglia. A volte mi siedo con lei per commentarlo, ridere insieme e condividerlo davvero. Per me è una soluzione sostenibile perché nel fine settimana sono più serena e presente, e riusciamo a bilanciare con attività all’aperto, cene con amici o momenti in famiglia.
Chiaramente, ogni famiglia ha esigenze diverse, ma quello che ci ha aiutati tanto è stato anche ripensare gli spazi: abbiamo creato in casa alcuni angoli ispiranti — uno con giochi di carte, uno per disegnare, uno per ascoltare audiostorie.
Durante la settimana usiamo solo “schermi attivi”: una lezione di disegno con Dalila, una di yoga, un’audiostoria… ultimamente stiamo anche facendo un po’ di Duolingo in spagnolo e inglese.
Non è stato immediato, ci sono ancora giorni faticosi, ma il cambiamento più grande è stato nella qualità del tempo insieme: ci sentiamo tutti più calmi e connessi, e anche Amelia è diventata più autonoma nel cercare cosa fare.
Un abbraccio a voi tre,
e se posso esserti utile in qualsiasi modo, sono qui!
Milena