Preferiti dei bambini

Fine primo anno Scuola Elementare, urge piano d’azione!

24 giugno 2025
2 risposte
Giulia Rubertelli cerca un consiglio:

Buongiorno a tutti carissima combriccola,
Avrei bisogno di un vostro consiglio in questa difficoltà che sto vivendo. Mio figlio di quasi 7 ha frequentato la prima elementare e purtroppo mi sono dovuta scontrare con una realtà scolastica molto scomoda.
- televisione in pausa pranzo.
- premi e punizioni: nello specifico tipo caramelle se fanno i “bravi” o fermi ai banchi all’intervallo se non si comportano “bene”. 
- poca disponibilità delle insegnanti al dialogo e lontananza emotiva con le famiglie dei bambini (due colloqui in un anno di 7 minuti a bambino e un pomeriggio al mese per colloqui extra per tutti!)

I miei step per cercare di capire la situazione ed entrare più in sintonia sono stati:

- dialogo con le altre mamme (è una classe di 10 bambini), ma nessuna riteneva le mie questioni importanti o affrontabili.
- dialogo con le maestre, ho scelto di parlare di un solo punto nei colloqui generali per non sovraffaticarle (nello specifico la comunicazione tra maestre e genitori, perché in quest’anno mio figlio, che è molto introverso ha preso una nota perché si era accucciato in classe e ha pianto per due giorni senza riuscire a spiegarmi il fatto di cui ero all’oscuro).
Mi sentivo come se mi dessero ragione come si dà ragione ai “pazzi” dicendo che è successo per impulso della maestra che è inciampata e si è spaventata e che mio figlio è molto bravo e non c’è di che preoccuparsi e che loro chiamano solo se c’è qualcosa di grave (evidentemente il mio concetto non riusciva a raggiungerle)…il tutto mantenendo un ben chiaro distacco nel dialogo osservando l’orologio e alzandosi in piedi a dialogo in corso per far capire che il tempo era scaduto.

Ora mi trovo qui alla fine di questo anno a pensare cos’altro potrei fare…
Purtroppo non ho altre opzioni scolastiche vicine, alternative valide sarebbero ad almeno un’ora da dove abitiamo, e stavo pensando di cercare un colloquio con la preside, ma sono assalita da queste questioni:
- può una mamma sola creare un cambiamento in questo sistema?
- tutto questo “metterci lo zampino” rischia di ricadere su mio figlio? 
- Dovrei farmi da parte e cercare di supportarlo diversamente a casa e mettere in discussione alcune metodiche con lui o fare finta di niente?

Tutto quello che vorrei per lui è sentirlo in un ambiente sano e sicuro…

Grazie di cuore per qualunque vostra parola e parere.

Una mamma
Giulia

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Sara Ghirelli    28 giu 2025

Team esteso

Cara Giulia,
eccomi! Rosalba mi ha segnalato il tuo post e volentieri rispondo qui. 
Potrei scrivere un libro rispondendo alla prima parte del tuo messaggio ma mi consoci e sai bene cosa guida il mio approccio didattico e scolastico in generale; risparmio critiche e giudizi sui metodi scelti. E, aggiungo,  sottolineare 200volte ciò che non funziona non è utile.
Facciamo uno sforzo e mettiamo focus sui piccoli/grandi passi che possono accompagnare L. nell'avventura scuola e alleggerire il tuo/vostro carico mentale legato alle dinamiche educative che non condividete. 
Il passaggio con la preside è un buon tentativo. Dico "buon" perché non sappiamo se poterà a qualcosa, se sarà pretesto per offendersi o se, invece, seminerà piccoli frutti. Credo abbia senso provarci, come dice Rosalba, tutti noi siamo primi passi. 
Per evitare grosse delusioni o false speranze, abbassa ai minimi storici le tue aspettative e poniti un obiettivo il più possibile raggiungibile: aprire un dialogo. La risposta più razionale alla tua domanda è: no, una mamma non può portare cambiamento in un sistema (così grosso e intriso di fatiche). La risposta più dal cuore mi dice: il cambiamento parte dal basso, parte dai benefici del dubbio, parte dalle aperture e dalla richieste (non pretese). Parte, magari, da una piccola iniziativa di paese che vede coinvolta la scuola e un esperto esterno, parte dalla creazione di un comitato di genitori che si impegnano per supportare le attività della scuola. Insomma, parte dal piccolo.  Piccolissimo. Ah, parte anche dal mettere in dubbio il fare delle insegnanti con il tuo bambino. Che non è mai criticare la persona ma analizzare il suo comportamento e chiedersi se sia davvero gentile e rispettoso (pur continuando a dare valore al suo ruolo).

Un'alternativa che non abbiamo menzionato, ma che esiste e qui su la tela lo sappiamo bene, è l'homeschooling o le realtà parentali. Ora, non dico che tu ci debba pensare adesso (anche perché, probabilmente, è un pensiero enorme e molto faticoso anche solo all'idea, considerando i vostro lavoro soprattutto) ma credo che non dimenticarla come opzione "ultima spiaggia", posso essere incoraggiante nel fare quel famoso primo passo con la preside e provare ad aprirsi. Me lo immagino un pò come una sorta di paracadute.

So di non averti offerto la "bacchetta magica" che tanto mi piacerebbe regalarvi. È una situazione faticosa e avete tutta la mia comprensione ed empatia. È certamente un enorme lavoro dover compensare le "mancanze" della scuola ma le consapevolezze educative della vostra famiglia sono un'ottima cassetta degli attrezzi con cui partire.

Rimango a disposizione,
un caldo abbraccio.
Sara

Rosalba    26 giu 2025

Team La Tela

Ciao Giulia,
che fatica, portare il cambiamento a scuola è spesso una sfida, ti capisco tanto 💜

A volte ci sentiamo come chi fa una lotta contro i mulini a vento, però ti incoraggio a non arrenderti, una sola persona potrà magari non portare un cambiamento grande (ancora), ma è un primo passo, tutti noi che ci proviamo siamo tanti primi passi.

Ti lascio qui una newsletter passata e alcuni contenuti in cui abbiamo affrontato proprio questo tema, credo che possa esserti utile per ri-calibrare la tua bussola e magari il prossimo anno tornare a provare a instaurare un dialogo efficace. Facciamo il tifo per te!