Ho scelto me stessa ma sto faticando
Primo post
Da ottobre dell’anno scorso, ho scelto di fare un lavoro full time distante da dove vivo, prendendo ogni giorno i mezzi pubblici. È un lavoro che ho sognato per tanto tempo e quando sono in ufficio sono felice di ciò che faccio, nonostante la distanza e la stanchezza.
Questa scelta ha comportato una gestione familiare difficile, all’inizio mia madre aiutava me e il mio compagno e andava prendere nostra figlia all’asilo - anche il mio compagno fa un lavoro full time fuori città - ma ora non sta bene e non può darci una mano.
Abbiamo trovato una tata che stia con Alice nel post-asilo, rimane il fatto che certe mattine la porto io a scuola, certe volte il mio compagno. Eppure certe giornate mi lascio prendere dallo sconforto e dall’ansia - i troppi ritardi a lavoro, Alice che non vuole mettersi le scarpe, la salute di mia madre - e scoppio a piangere. Mi sfogo, respiro e poi piango davanti a mia figlia.
Oggi Alice faceva fatica a fare colazione, aveva molto sonno, quando è così vuole fare colazione sulle mie ginocchia. La capisco, a volte l’abbraccio e l’aiuto, ma oggi la mia ansia ha parlato per me. Il mio compagno prende molto male questa ricerca di coccole da parte sua, prova a dire ad Alice di stare sul seggiolone anziché su di me e oggi lo ha detto in maniera che a me è parsa scocciata. Ho temuto che bisticciassero e mi sono intromessa dicendo che non faceva nulla, ma così dicendo il mio compagno si è sentito peggio.
Si preoccupa per me, lo capisco. Io mi preoccupo per lui e da questa ruota non riusciamo a scendere. Cerco anche di trascorrere molto tempo di qualità con Alice ma quando si mostra oppositiva io metto in atto comportamenti che da figlia odierei. Ho provato a controllare le mie emozioni, ma scaturiscono come i freni non funzionassero da tempo e quella sensazione effimera di sollievo che provo a lavoro svanisce.
Non so se proseguirò con il contratto di lavoro, non dipende da me, ma se me lo proporranno sarò molto indecisa, non so se vale la pena, non so se voglio che il prezzo sia la mia famiglia… Volevo solo sfogarmi, ecco, se sei giunt* fino a qua, grazie per avermi letto. Sto già un po’ meglio :)
Team La Tela
Ciao Mariacarla, è passato un po' di tempo, come va adesso, se ti va di raccontarcelo?
Ti abbraccio forte, non è affatto facile trovare un equilibrio tra stanchezza accumulata e fatiche comuni nella fascia di età della tua bimba, soprattutto se il sistema di supporto non è del tutto efficace.
Al di là delle opzioni lavorative, ricorda però che le crisi e l'oppositività ci sarebbero ugualmente, perché è una fase fisiologica in cui i bambini si esprimono così. Magari saresti meno stanca e avresti più lucidità per scegliere come reagire (ipotizzo), ma al tempo stesso mi chiederei se cambiare lavoro davvero risolverebbe tutto, o se magari potresti invece provare aggiustando un po' le aspettative o le routine familiari.
Altra cosa che mi è venuta in mente leggendoti è che probabilmente tu e il tuo compagno avreste bisogno di confrontarvi più apertamente su questo tema, in modo da provare sostenervi più efficacemente (da quello che leggo lo volete entrambi, ma può essere che dobbiate fermarvi a parlare di quello che sentite e di cosa avreste rispettivamente bisogno in questa fase?).
Ti lascio alcuni contenuti che potrebbero aiutarti a scandagliare un pochino le varie possibilità (e faccio tanto tifo per te): 💜
Ciao Rosalba,
Grazie per il tuo messaggio. 🙏
Ora i ritmi sono più lenti, per via della stagione estiva. Alice non ha la scuola, al mattino esco e la lascio che dorme serena - facciamo base a casa di mia madre per dimezzare i costi del babysitting - e anche il lavoro scorre più tranquillo, rallentare mi aiuta così a focalizzarmi più sul mio stato d’animo, sulle mie reazioni di fronte alle crisi di mia figlia. Ho ripreso la lettura del libro di Carlotta, sto seguendo il percorso di crescita personale all’interno della Tela, mi sto staccando dai consigli della mia psicologa secondo cui non dovrei farmi mettere i piedi in testa dalla mia figlia duenne. Soprattutto sto osservando Alice. Ho notato - magari era scontato! - che nonostante le mie goffaggini, lei sta andando avanti nella sua evoluzione personale. Ha lasciato andare il pannolino in tempo record, chiede se è già grande per bere la birra e a tavola ha risposto a sua nonna che le chiedeva se voleva aiuto per tagliare la mozzarella: “Nonna, io mi aiuto da sola”. Si sta affezionando sempre di più a suo padre, sebbene cerchi ancora solo me per la messa a nanna, ma sta costruendo pian piano un rapporto molto bello con lui e il mio compagno è al colmo della gioia.
Può sembrare stupido, ma sapere che non c’è nulla di irreparabile e che mentre io fatico lei è comunque in piedi, impara ad abitare nel mondo con o senza di me, mi da tempo per dare un respiro e lavorare su me stessa, spegnere i sensi di colpa e trovare del tempo personale (anche se quello che trascorro con lei è poco perché lavoro full time). Lei non è sola, si sta affidando al suo papà, ad altri caregiver, ma più di tutti a se stessa.
Diciamo quindi che sviluppi concreti non ce ne sono stati, ma si stanno avviando nuove consapevolezze e nuovi confronti - ne ho parlato con il mi compagno, anche della nostra sempre più evidente distanza emotiva - vedremo come andrà. Sono meno afflitta, insomma, consapevole delle fortune - e del tempo - che ho. Grazie mille per i consigli e i moduli che hai linkato, li leggerò. 😊
Team La Tela
Grazie a te, per esserti presa il tempo di condividere i nuovi passi del vostro percorso: io ho letto tanta bellissima consapevolezza nelle tue parole, è proprio come se – rispetto all'ultima volta che hai scritto – avessi fatto un bel respiro per poi ricalibrare la bussola. E ti vedo (anzi, vi vedo) proprio sulla strada giusta.
Che bello 💜
💜
❤️