Preferiti dei bambini

«Non è giusto! Tutti i miei amici vanno via per l'estate, perché noi restiamo qui?»

9 giugno 2025
6 risposte
Carlotta vuole partecipare alla comunità:

Team La Tela

Ciao telisti e teliste!

Sono stata un po' assente qui sul Forum, perché su La Tela c'è aria di cambiamento: stiamo lavorando a un grande redesign che includerà varie novità… lanceremo a luglio, manca poco!

Ma ci tenevo a passare di qui per offrirti un piccolo supporto su una situazione che mi hanno raccontato tante famiglie l'estate scorsa (quest'anno gioco d'anticipo! 😉).

Parlo di frasi come:
«Non è giusto! Tutti i miei amici vanno da qualche parte per l'estate. La mia estate sarà così noiosa! Che schifo!»
«Tutti i miei amici vanno al centro estivo e io invece vado dalla nonna, non è giusto!».
«Tutti i miei amici vanno al centro estivo tutta l'estate e io solo una settimana! Anche io voglio andare tutta l'estate!»
«Maria va perfino in Guatemala e noi non facciamo mai nulla di divertente!».
«Vanno tutti in vacanza in posti bellissimi, perché noi andiamo dai nonni al mare?».
 

Miə figliə è viziato!

La domanda frequente che mi facevano quei genitori era: «Carlotta, come è possibile che ho cresciuto un figlio così viziato? Mi sento quasi in imbarazzo a raccontartelo!».

E io spesso rispondevo con un'altra domande: «E tu come ti senti?».
Loro iniziavano, quindi, a descrivere la rabbia, la frustrazione: «Mi sembra incapace di accontentarsi di un'estate tranquilla a casa, delle gite carine che faremo, di tempo lento per rilassarsi!».

💡 Allora chiedevo come si sentivano loro rispetto all'estate: anche loro desideravano andare via? O non andare al mare dai nonni? O potersi permettere un centro estivo tutta l'estate o una vacanza in Guatemala? 

Quasi sempre la risposta era sì. 

L'emozione dietro la rabbia

E allora ecco che usciva l'emozione dietro la rabbia e la frustrazione (lo ricordi dalle lezioni sulla Rabbia?): la delusione di non potersi permettere di più; il senso di colpa di privare il figlio di quell'esperienza che desidera; la tristezza di non poter passare più tempo insieme durante l'estate e sentire che i bimbi a casa sono un peso piuttosto che una gioia.

Queste emozioni, soprattutto quando non ce le aspettiamo, toccano nervi scoperti e così quando i nostri figli ci fanno queste domande o si lamentano, reagiamo da quel disagio e dolore, che si trasforma presto in rabbia con frasi come «Sei proprio ingrata!», «Ma lo sai quanto lavoriamo io e papà per permetterti di andare a quella settimana di centro estivo?», «Non capisci che se potessimo permettercelo andremmo anche noi in Guatemala?», «Non ti abbiamo cresciuto così viziata, dovresti vergognarti!».

Anche tu provi le stesse emozioni

Ti invito a riflettere su questo: anche se non siamo d'accordo con il modo in cui i nostri figli esprimono queste emozioni, sappiamo cosa significa provarle. Le proviamo anche noi, magari. Perché la verità è che spesso i nostri figli si lamentano di cose che anche noi vorremmo fossero diverse: per esempio, è difficile vedere gli altri fare cose che vorremmo poter fare noi e non potercelo permettere – gelosia e invidia sono emozioni difficili da gestire.

Questo pensiero non giustifica il modo di comunicare dei nostri figli –  come Daniel Siegel ci ha insegnato, il nostro lavoro è accogliere tutte le emozioni ma non tutti i comportamenti – ma ci regala qualcosa che spesso ci manca in questi momenti difficili con i nostri figli: la comprensione. Perché quando riusciamo a immedesimarci in ciò che provano, o almeno a riconoscerlo, è più facile ricordare che abbiamo a che fare con un bambino che sta facendo fatica, piuttosto che con un bambino egoista o ingrato o viziato. 

Un retaggio dell'educazione che hai ricevuto

Ricordati che il tuo primo istinto che ti fa pensare che tua figlia è ingrata o viziata o egoista… non è nient'altro che un retaggio dell’educazione che abbiamo ricevuto.

Un’educazione che non ti ha permesso di essere autenticamente te, che ti ha trasmesso che alcune emozioni sono negative e vanno taciute o che devi vergognartene. Che le versioni di te che creavano disagio ai tuoi genitori (come quella che esprime gelosia o invidia) non erano accettate. «Sei ingrato» dentro di te si trasformava in «Questa parte di te non voglio vederla. Voglio cambiarla. Così non ti accetto».

I nostri figli non sono ingrati: semplicemente provano emozioni che a noi sembrano scomode perché, crescendo, non erano accettate.

La preparazione è la chiave!

E c'è di più: spesso reagiamo con rabbia e frustrazione anche perché non ce lo aspettiamo. Ricordi? Non sono le emozioni a farci esplodere; è quando quelle emozioni ci sorprendono che eplodiamo.  

Quindi oggi ti lascio un promemoria, per preparati e non farti sorprendere. 

È probabile che tuə figliə veda altre famiglie fare cose che vorrebbe poter fare e lo dica apertamente, magari anche con un tono non piacevole né gentile. Va bene. È naturale provare gelosia o delusione e non è sbagliato.

Un'alternativa

E può essere altrettanto naturale (o diventarlo, imparando un copione) e sicuramente più efficace validare l'emozione e rispondere a nostro figlio:

«Ti capisco. Vedere altre persone fare cose che noi non facciamo… a volte è difficile anche per me».

L'onestà, la compassione e la comprensione spesso è proprio ciò di cui ha bisogno nostro figlio: sapere che i suoi sentimenti hanno senso e che può gestirli e che non sono sbagliati e che li capiamo.

💜 Non c'è niente di più potente che sapere di non essere soli in una fatica, una crisi o un'emozione.

Con un'alternativa così: 

  • non crei vergogna intorno a nessuna emozione; 
  • non li fai sentire sbagliati per qualcosa che è legittimo provare (e che magari provi anche tu!); 
  • mandi loro il messaggio che nessuno dovrebbe farli sentire diversamente da come ti senti; 
  • mostri che sei uno spazio sicuro in cui esprimere ogni emozione e raccontare di sé; 
  • insegni che non hai paura di rimanere seduto/a con lәi sulla panchina del disagio e lə aiuti a costruire fiducia nella loro verità interiore

Ma soprattutto dici a tuə figliə:
«Accetto ogni versione di te».
«Puoi sentirti a casa in ogni emozione».
«Ti senti proprio così nel tuo corpo e va bene: non sei sbagliato tu per sentirti così».

🤯 Wow, che concentrato di educazione a lungo termine! 

Buona estate e… faccio il tifo per te!

Carlotta

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Valentina Lamonaca    17 giu 2025

Ambassador

A proposito di questo bellissimo argomento e "dell' ingratitudine" ,proprio quest' anno e in occasione della festa della mamma, mi sono imbattuta in un episodio per me spiacevole.
A scuola, mio figlio aveva il compito di svolgere un piccolo tema dal titolo "vorrei una mamma nuova: se sì, perché...".
La sua maestra che conosco mi ha poi raccontato che la maggior parte dei bambini avevano raccontato di essere felici della loro mamma e che avevano descritto nel tema una mamma con tante qualità e che invece mio figlio raccontava di desiderare una mamma nuova perché il pomeriggio era sempre impegnata tra lavoro e faccende di casa.
Questo episodio ha toccato in me corde profonde,mi sono detta: ma come? Mi faccio in quattro per loro: cerco di ritagliarmi dei momenti per divertirci, andare al parco, prendere un gelato insieme, andare fuori città e tanto altro e poi invece dentro di sé,pensa che non sia mai abbastanza.
E allora parlando con la sua insegnante, mi sono rasserenata quando lei mi ha detto che noi genitori facciamo per i nostri figli, nella loro percezione, non è mai abbastanza perché il nostro amore, nella loro percezione, può sempre essere di più e che per loro siamo sempre un po' in errore.
Ho pensato che in fondo è un po' così: agli occhi dei nostri figli, noi siamo sempre imperfetti, sempre migliorabili e che l'amore in famiglia ha un inizio ma mai una fine ed ho infine sposato l' interpretazione più accogliente, come Carlotta ci insegna.
Dietro quel tema C'è una richiesta infinita di attenzione che probabilmente ci sarà sempre e che non riuscirò sempre a colmare ma è pur sempre una richiesta ed una manifestazione di vulnerabilità.
Non devo mostrare rabbia, né tristezza ma continuare ad essere probabilmente quella mamma imperfetta che riuscirà nella sua imperfezione a tenere insieme tutti i cocci, accogliendo quelle emozioni.
Accoglienza e connessione: solo questo.
Grazie, un caro saluto a questa bellissima comunità.

Yadira    15 giu 2025

Grazie Carlotta, questa riflessione mi fa' scendere una lacrimuccia perché mi riporta nella mia infanzia, dove tutte queste cose erano veramente un lusso però non le ho vissute come mancanze perché per me era la normalità. Credo che finda piccola a Pesar de tener un'educazione tradizionale( pro e contro) mia mamma a fatto un buon lavoro sull'essere grata per quello che poteva offrirci e sicuramente ci sono stati dei momenti di " perché nn posso anch'io permettermi questo e quello" però non ho ricordi di averglielo fatto pesare perché devedo la sua fatica 🥺. Adesso che sono mamma vorrei che mia figlia avessi un'infanzia diversa (c'è l'ha già, ne sono consapevole) però è vero che l'essere umano è incontentabile ( anche qui me ne rendo conto che si vuole andare sempre in meglio e non in peggio) però sono molto legata a quella bambina che non ha avuto un'infanzia facile e quindi vorrei restare con i piedi per terra e trasmettere alle mie figlie quello che veramente conta nella vita, essere genuine e soprattutto grate. Poi se vogliono lavorare sodo e raggiungere i loro obbiettivi va benissimo 😅
PS. Anch'io vorrei un centro estivo diverso per loro e anche una scuola magari con una filosofia diversa però ci adattiamo 💜

Mariarita    12 giu 2025

Riesci a lasciare in ogni tuo messaggio un alba nuova. Grazie ❤️, la tua Mari, tua inteso che sai bene che io sono ik tuo megafono nel mio piccolo mondo. 

teacher copy
Valentina    11 giu 2025

Insegnante

Grazie Carlotta! Non mi è capitato per vacanze e attività,  ma a volte penso che i miei bambini siano  ingrati quando attivano la modalità richiestiva dopo belle giornate trascorse insieme. Mi impegno ad applicare i copioni e ad accogliere la loro insoddisfazione (se è quello che provano) in situazioni in cui io mi sento appagata. Grazie ancora.

maria c.    10 giu 2025

Grazie Carlotta per queste parole, oggi leggendoti ho ripensato a una conversazione avuta ieri con mia mamma che ha 91 anni e che è molto triste per quello che non riesce più a fare e io che ero triste come lei, invece di accogliere la sua emozione le ho detto che era ingrata alla vita e che avrebbe dovuto guardare la sua vicina di casa che è su una sedia a rotelle da 10 anni ed è emiplegica...stamattina dopo averti letto le ho scritto. Questo per dirti che educare a lungo termine, come dici tu, serve soprattutto a educare noi stessi.
Claudia

Carlotta    10 giu 2025

Team La Tela

Oh! Quanta vulnerabilità a condividere questo, grazie Maria. Mi hai commossa 🥹